Berta Ruck.
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L'amore ripassa.
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1966. Casa Editrice A. Salani, FIRENZE.
I ROMANZI DELLA ROSA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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va Tudor  vedova e non pi giovane. Pu la travolgente forza dell'amore risvegliare il cuore di questa donna ormai matura? Questa la domanda che le giovani lettrici si rivolgeranno, e che trover risposta in un romanzo avvincente, e ineguagliabile.
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L'AUTRICE.
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Amy Roberta Ruck, la signora Oliver Onions (2 Agusto 1878  11 Agusto 1978)   stata una scrittrice gallese di origine indiana di oltre 90 romanzi d'amore dal 1905 al 1972. Ha anche scritto racconti, un'autobiografia e due opere in stile memoria.
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L'amore ripassa.
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CAPITOLO 1.
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LA VOCE CHE INCANTA.
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L'amore pu intervenire nella vita di una donna
in qualunque momento, abbia ella vent'anni o
abbia varcato la trentina. Vi sono delle donne
per le quali questo sentimento fiorisce precocemente;
altre potranno dire invece di non aver
avuto fortuna in amore fino ai trent'anni, e di
aver fatto solamente dopo questa et la vera
conoscenza del famoso dio bendato.
va Tudor, perfettamente felice nel suo secondo
matrimonio, potrebbe dire, per esempio,
di aver creduto di essere innamorata prima dei
vent'anni; ma siccome quello non fu un amore
quale pu essere sognato da un cuore caldo, da
una immaginazione viva e da un temperamento
appassionato, svan presto. Non solo, ma presa
dalle vicende della vita, non sempre troppo facili
per lei, ella non s'accrse nemmeno del fatto.
Solamente pi tardi, quando varcata la quarantina,
gi vedova, con dei figli grandi, avrebbe
potuto credere che certi sentimenti fossero tramontati
definitivamente per lei, sub all'improvviso
un risveglio che le dimostr come ella non
avesse mai conosciuto ci che significa la parola
amore.
Ci accadde precisamente in un giorno di estate
quando un uomo a lei sconosciuto si rec a farle
visita per affari e prima di giungere alla sua
presenza ne ud la voce proveniente da una finestra
aperta.
La finestra era quella della graziosa villetta
Il Rifugio dove appunto, sulle rive del Tamigi,
dimorava la signora Tudor, e la voce fu
clta dal visitatore nel mezzo di una spiacevole
disputa.
- Sei troppo giovane per capire, - diceva la
bella voce dal timbro caldo e giovanile, a continuazione
di un discorso di cui l'intervenuto non
aveva udito il principio.
- Io non sono pi una bambina! Sono fuori
di minorit! - rispondeva un'altra voce femminile
marcando le parole con indignazione. - Sei
tu che non capisci! Ma io, piuttosto che restare
qui preferirei morire! -
L'uomo intanto si avvicinava alla casetta bassa
col tetto rosso e tutte le finestre aperte, percorrendo
un vialetto del giardino che circondava il
fabbricato e che andava digradando sulle rive del
Tamigi. Le voci gli giungevano ben distinte ed
egli fu clto da una certa perplessit.
Che cosa accade l dentro? si chiese. Un
bisticcio tra due sorelle, a quanto pare! Forse
la mia visita non capita in un momento troppo
opportuno.
E per avvertire le contendenti che un estraneo
si avvicinava, cerc di fare scricchiolare pi forte
sotto i piedi la ghiaia del vialetto che conduceva
all'entrata della graziosa dimora pittoresca e
tranquilla in mezzo ai fiori, veramente adatta per
essere l'abitazione di un'artista come va Tudor.
Un gatto nero dormiva sul davanzale di una finestra
e un cane danese stava sdraiato in bella posa presso
la porta, d'ingresso. La maestosa bestia si volt un poco, batt la coda due volte
per terra, ma non si mosse.
Intanto l'uomo, ovvero, per precisarlo meglio,
il signor Antonio Ainsworth, della ditta Ainsworth e Figli,
importante agenzia di pubblicit
che si valeva spesso dell'opera della signora Tudor
per cartelloni artistici e cose del genere, si
avvicinava al portico ombroso inghirlandato di
gelsomini.
Durante tutto il tempo del viaggio da Londra,
nel trenino lumaca, Antonio aveva sognato e desiderato
l'incontro con la signora Tudor.
La signora, a quanto ne sapeva, aveva perso
suo marito, il colonnello Tudor, poco dopo la
guerra, e aveva mantenuto i figliuoli con la pensione
militare e i suoi guadagni.
Ai giorni d'oggi le donne non hanno et, e se
una donna si  sposata giovane, e si  un po' curata,
i figliuoli sono gli amici delle loro mamme.
Se dunque la voce apparteneva alla signora Tudor,
era certamente quel'la di una donna affascinante,
pensava Ainsworth, che, come tutti gli
Inglesi, era particolarmente sensibile al suono
simpatico di una voce. Era una voce che aveva
l'inflessione pronta e impaziente di una giovinetta,
e attirava, scherzosa e allegra, con la vitalit,
la tenerezza e le potenti passioni di una ragazza
di venti anni. Ogni uomo, ascoltandola
senza vedere la persona che parlava, avrebbe alzato
la testa, si sarebbe rimesso a posto la cravatta,
e dopo essersi guardato intorno si sarebbe
incamminato in fretta in direzione di quella voce
affascinante. Antonio Ainsworth aveva fatto tutti
questi gesti.
Arrivato sotto il porticato ombroso son il campanello
e attese. Tutto rimase tranquillo. Il
gatto nero seguitava a dormire sul davanzale
della finestra. Il cane aveva di nuovo posato la
testa sulle zampe e sonnecchiava. Nell'interno
della casa due voci seguitavano la loro disputa.
- Io troppo giovane?
- Proprio cos!
- Non  vero! Sono ormai troppo grande per
essere trattata come una bambina! Ho bisogno di
aria libera, come le altre ragazze! - (un singhiozzo).
-  atroce, mammina, essere nei miei
panni!
- Lo so; ho avuto anch'io la tua et. Tu
per, non sei mai stata nei panni miei, perci
non sai... -
Mi pare che questa discussione si prolunghi
all'infinito, pens l'involontario ascoltatore.
Ebbene, se nessuno sente il campanello, entrer
addirittura.
Pass davanti al cane assonnato e amichevole
ed entr nella casa.
La porta dava in una stanza evidentemente adibita
a studio da pittore, e come tutti gli studi
dei pittori offriva la vista di pennelli, schizzi, fotografie,
non che di una lunga tavola da disegno
con cartoni, piattini, bottiglie d'inchiostro di
vari colori, vecchi vasetti da conserve con dentro
pennellesse, mestichini, cannelli di brace. Ma
non c'era nessuno; le voci provenivano dalla
stanza accanto, la cui porta era socchiusa.
- Qui non respiro pi! Basta! Basta! Prender
una stanza e una cucinetta insieme con Giovanna
Marsden, a Chelsea, e vivr con nove scellini
la settimana.
- Cos acquisterai un po' di esperienza! -
aveva ribattuto la voce affascinante, in tono impaziente
ma gaio.
Vi era in quella voce un certo non So che di,
pratica della vita che non ne guastava peraltro
le belle note di contralto.
- Va', va', bambina mia. Prova pure se vuoi!
- Andr!
- E quando ti sarai stancata, tornerai qui.
- Mai! Vado a fare le valige. Addio. -
La porta socchiusa fu spalancata e il visitatore
ebbe la rapida visione di una figurina snella, con
una massa di capelli castani arruffati intorno
a un visetto arrossato e a due occhi lucenti di
lacrime. Braccia nude abbronzate dal sole, sullo
sfondo scarlatto di un vestitino succinto, e gambe
abbronzate del pari. Nel movimento rapido di
tutta la personcina, un piede calzato da un sandalo
urt un brocchetto d'acqua che si rovesci
sul pavimento, e una delle due voci gi udite,
e appunto la pi esasperata, esclam con nuova
ragione di stizza:
- Misericordia! C' gente, qui. Mamma! -
Dalla stanza accanto emerse una figura che si
avvicin all'uomo, con la mano stesa.
- Buon giorno, - disse la voce incantatrice.
- Vogliate scusarmi. Stavo parlando con mia
figlia, - (dal piano di sopra giunse il rumore di
un solenne sbatacchiamento d'uscio, come un
punto esclamativo, seguito da una fila rapida di'
passi di corsa) - e non vi ho sentito entrare. Il
campanello  guasto. Il signor Ainsworth, suppongo?
- Precisamente. Sono venuto in anticipo perch
ho profittato di un treno precedente a quello
che intendevo prendere. -
E in atto di esitazione:
- La signora Tudor? -
Nella domanda era contenuta la speranza che
non si trattasse della signora Tudor, e, in
pari tempo, che la signora non avesse avvertito
quella pausa di esitazione, come di smarrimento.
- S, va Tudor, - rispose la signora con un
risolino forzato.
Pareva che anch'ella fosse stata clta di sorpresa
e ne fosse mortificata; ma il suo riso era
simpatico come la sua voce.
Oh, quella voce! Dopo averla udita, Antonio
Amsworth si sarebbe aspettato di vedere una
donna giovane, elegante, seducente anche nell'aspetto;
e invece!... Aveva davanti a s una
donnetta di media et, coperta, da una gabbanella
da pittore tutta sgualcita. Nulla in lei che
parlasse almeno di una bellezza passata. Ella appariva
piuttosto esteticamente scoraggiante, dalla
testa ai piedi. Capelli opachi, castani, con parecchi
fili d'argento, raccolti senza ricercatezza sulla
nuca mostravano appena la traccia di una non
recente ondulazione.
Quella donna non si era data nemmeno la pena
di passarsi un po' di cipria sul naso. Aveva qualche
lineamento possibile, almeno? Forse... gli
occhi grigi erano passabilmente belli; ma che
cosa avrebbero potuto fare due begli occhi in un
simile insieme? Quel viso di donna era brutto
e avvizzito, e tutto quanto si poteva vedere della
figura insaccata nella gabbanella dimostrava la
donna anziana che trascura la sua persona. Che
delusione!
Meno male, pens il giovane .essa non si
 accorta della sfavorevole impressione che mi
ha fatto!
Ma sbagliava. L'occhio acuto dell'artista aveva
letto la delusione mal celata sul viso del bel giovanotto
biondo.
Quest'uomo  rimasto agghiacciato nel vedermi,
perch si aspettava una bella signora!
E... mi vede per giunta in uno dei momenti peggiori.
Non mi sono ripettinata, n rinfrescata
un po'il viso; non indosso un vestito decente
e porto le scarpe pi vecchie. Tutta colpa di Sonia
che mi ha trattenuta, bench una donna dovrebbe
essere sempre in ordine, ravviata, vestita
in modo da poter ricevere qualunque visita a
tutte le ore, pronta e preparata ai complimenti
della cavalleria mascolina! Mi dispiace di non
essere pi in tempo per farmi credere la portinaia
e lasciar supporre a costui che Sonia fosse
la persona da intervistare. Vorrei sprofondare
sotto terra!
In ogni modo, esclusa l'apparenza, va Tudor
era pienamente efficiente per la conversazione circa
il genere di affari che aveva portato Antonio
Ainsworth a casa sua, e sapeva benissimo che
cosa occorreva in fatto di pubblicit a un prodotto
di bellezza per il quale veniva richiesta la
sua opera.
- Sono un ammiratore del vostro tocco del
tutto moderno, - disse il giovane. - Mi piace
molto, per esempio, quel vostro disegno in bianco
e nero rappresentante un giovanotto in abito da
sera nell'atto di offrire una scatola di dolci
a una bella signora sdraiata mollemente in
un'amaca in un giardino d'inverno. Avete saputo
infondere pi vita, carattere e bellezza in
quel solo disegno, di quanto non se ne trovi nella
met dei ritratti dell'Accademia. Siete una vera
artista! -
Il giovane era sincero, ma la signora seguiva
intanto la sua idea:
Costui si aspettava che io assomigliassi alle
belle donne che disegno!
E quantunque avesse il sorriso sulle labbra
sentiva nel cuore l'amaro di quella certezza.
- Mia figlia, che  tutta realismo, non sarebbe
d'accordo con voi - disse. - Essa definisce i
miei disegni volgarit commerciali. -
Sollev gli occhi ridenti verso il soffitto da
dove giungevano dei rumori che indicavano cme
qualcuno trascinasse qualche cosa, forse delle valige;
poi si ud aprire un armadio e sbatterne
gli sportelli.
La signora ruppe la breve pausa.
- Gradireste una tazza di t, signor Ainsworth?
La mia cuoca in questo momento  assente,
e oggi  il giorno di uscita della cameriera
che ne ha profittato per andare a vedere le regate;
perci... -
Frattanto si dirigeva verso la cucina.
Appena fu fuori di vista, e mentre si udivano
ancora, le sue parole, il visitatore si accrse che
soggiaceva di nuovo alla malia incantatrice di
quella voce.
Sentendola parlare senza vederla, le si darebbero
venticinque anni. Ne avr invece una sessantina,
pensava intanto, ma sbagliava: la signora
Tudor aveva quarantasei anni, e bisogna
dire che mentre si affaccendava in cucina per il
t, sentiva tutto il loro peso ed anche pi.
Sembro una strega, diceva tra s e s guardando
involontariamente la sua immagine riflessa
sulla superficie lucida di un vassoio di metallo.
 vero che l'estetica non ha importanza per il
mio lavoro, e neppure per i miei figliuoli, perch
questi sono ben certi che non occorre alcun
attributo del genere per la madre loro; ma
per quell'uomo! Che viso spaventato ha fatto nel
vedermi! E lui... oh, lui  di una bellezza invidiabile!
 molto facile che le donne si calmino quando
hanno da fare qualche cosa a beneficio degli uomini;
perci nella mente della signora Tudor
la consapevolezza del suo meschino aspetto si
dilegu mentre tornava in salotto col vassoio.
Vedendo che l'ospite gettava un'occhiata stupita
sopra una tazza di dimensioni ultra capaci che
faceva mostra di s tra le altre, sorrise.
- Questa specie di serbatoio  per mio figlio.
Egli viene a casa tutti i sabati perch all'officina
dell'aeroporto, dove lavora, danno il pomeriggio
del sabato di libert.
- Ha intrapreso la carriera dell'aviatore cominciando
dall'officina? - chiese il giovane.
-  forse a...? -
Qui disse un nome, e alla risposta affermativa,
riprese:
- Mio fratello  istruttore in quel campo. Anch'io
ho la passione del volo.
- Mio figlio sar molto contento d'incontrarvi! -
L'altro pensava:
Ecco che si trasfigura. Queste vecchie sentimentali
si rianimano incredibilmente non appena
si d loro il via sul soggetto dei figli.
Pare che questa sia la sola cosa che mantiene
viva una donna che da tanto tempo si  fossilizzata!
- Mio figlio ha un motore di aeroplano dove
gli altri hanno il cuore, - dichiar la signora.
- Figuratevi che quando era alle elementari
ebbe da svolgere per un saggio questo tema:
Scrivete a vostro piacere e dite quello che vorreste
essere quando sarete grandi. Il mio Dick,
con la sua scrittura rotonda di bimbo di sei anni,
scrisse: Mi piacerebbe di essere un aeroplano,
ma credo che non sar possibile. Ebbene, non
ha cambiato idea. Ha insistito tanto per entrare
come apprendista in una officina di motori, e fa
il meccanico... in attesa. Suo zio, che  anche
suo tutore, avrebbe voluto che continuasse le
scuole, ma Dick sentenzi che la scuola non ha
uno scopo, e non ne volle sapere. -
La signora sospir, poi soggiunse:
- Ora quei due...'
- Voi non ci potete nulla, volete dire, non 
vero? - concluse l'altro.
- Appunto! Aver dei figliuoli significa fare
una guerra almeno di venti anni: battersi prima
con le circostanze, con le finanze, con i parenti,
e poi con i figli stessi.
- Vostro figlio non ha ancora il brevetto di
pilota?
- Ecco un'altra battaglia! Lui... -
S'interruppe e sollev la testa. Una motocicletta si era
fermata e gi si udivano dei passi sulla ghiaia.
- Eccolo! - esclam.
E la sua voce son felice, mentre un'ombra
apparsa sulla soglia oscurava il tratto di sole
che vi batteva.
Era quello il sole della sua vita, il sole che
aveva colmato di luce tutte le lacune, che l'aveva
illuminata in compenso della mancanza di ogni
romanzo nella sua esistenza!
Tutto questo son nella sua bella voce mentre
diceva:
- Eccolo. Ecco il mio Dick. -


CAPITOLO 2.
MADRE E FIGLIO.

Una manona dalle linee giovanili, che sapeva
di sapone da officina, fu stesa con una certa grazia
un po' goffa, mentre la signora continuava
la presentazione:
- Il signor Ainsworth, Dick. -
Una voce incerta di baritono mormor:
- Buon giorno, signore. -
Poi il ragazzone fece un passo indietro per
andare a sedersi alla tavola del t, chiedendo:
- Ce n' anche per me, mamma? -
Riccardo Tudor, chiamato comunemente Dick,
aveva sedici anni e il suo passaporto lo presentava
cos:
Altezza - m. 1,83.
Capelli - biondo-rossiccio.
Viso - ovale.
Colore degli occhi - castano chiaro.
Naso - normale.
Segni speciali - un neo sulla guancia sinistra.
In quanto poi alla sua struttura fisica, questa
non sarebbe stata apprezzata da coloro che
ammirano l'agilit nell'apparenza. Egli era complesso
e seguiva la regola classica greca che
vuole che il corpo umano sia alto sette volte e
mezzo la lunghezza della propria testa. Se la
testa di Riccardo appariva piuttosto piccola in
confronto alle sue spalle ampie la vita era per
sottile e tutto il suo insieme, slanciato come un
magnifico fiore di giovinezza. Vi era anche in lui
una ricchezza di colori che andava dai suoi capelli
d'oro un po' lunghi sulla fronte, al gusto
palese per le tinte vivaci degli indumenti.
Quella cravatta  orribile! pensava sua madre
guardandolo.  un vero campionario di colori:
aeroplani scarlatti su fondo azzurro cupo.
Per giunta, quella camicia sportiva di un turchino
acceso!
Ainsworth pens:
Sembra che l'ignoranza del buon gusto nel
vestiario imperi in questa famiglia!
Riccardo, smontato dalla motocicletta credendo
di trovare sua madre sola, era rimasto male trovandola
con un visitatore; ma non appena fu informato
che si trattava del fratello di un suo
istruttore dell'aerodromo e di un appassionato
del volo, rischiar il viso e i suoi occhi brillarono
al disopra della tazza del t.
- Siete pilota, signore? Allora mi comprenderete.
Le donne, oh, le donne sono impossibili!
Perch non mi aiutate voi a persuadere mia
madre? -
Che famiglia battagliera deve esser questa!
pens l'interrogato. Prima, una discussione tra
madre e figlia; ora mi viene chiesto di schierarmi
dalla parte di un altro contendente!
Con sarcasmo di scolaro, Riccardo continuava:
- Un tempo pareva che mia madre acconsentisse
a che io entrassi in aviazione, perci avevo
creduto di poter finalmente riuscire a volare. Ditele
un po' anche voi che pi presto s'impara,
meglio ! Mio zio, fin da quando ho lasciato le
scuole, ripete sempre come un ritornello: Dopo,
dopo!. Io non ne posso pi. Tutti gli allievi seguono
le istruzioni di volo e se ne vanno per
l'aria, mentre l'unico che resta a terra sono io.
- Una vista da spezzare il cuore anche se di
pietra! - comment sua madre.
Antonio Ainsworth pens:
Parteggia per il figlio, non senza un certo
senso di humour. Forse a malincuore, povera
donna!
E incominci a considerare la signora da un
punto di vista diverso e migliore.
E aggiungeva a questo suo nuovo modo di considerarla
l'incanto di quella voce: proprio una
di quelle voci che spingerebbero un uomo a fare
chiss, che cosa per la donna che la possiede.
- Lo zio Ronaldo  vecchio. Figurarsi! Ha
combattuto nella guerra del 1914! - continu il
ragazzo. - Per, ha una mentalit ancora pi
medioevale. Egli dice: Grazie a Dio stiamo in
un'isola!. Come se ci avesse importanza! Non
sa che esiste una quantit di gente che vola, e
che quarantanove su cinquanta allievi di una
scuola di aviazione imparano a fare il cerchio
della morte!
- E col cielo offuscato di aeroplani, questo
povero ragazzo  inchiodato al suolo! - esclam
la signora, mentre Ainsworth pensava:
 indubbio che essa parteggia per il ragazzo
e freme di non poterci far niente. Se la cava
scherzando, per temporeggiare.  proprio cara!
- Tutto questo non mi dice certo quando potr
volare. Per fare il corso dovr forse aspettare
di avere i capelli bianchi. Non si sa perch! -
continuava il ragazzo con l'insistenza punzecchiante
di una zanzara. - Ma che farci? Vi sono
famiglie che si permettono di spendere per le
lezioni dei loro figliuoli anche se non guadagnano
fior di quattrini con i cartelloni di pubblicit.
Quelli di va Tudor tappezzano tutti i muri
della stazione del Metropolitano. Gli amici mi
domandano: Quello lo ha fatto tua madre?.
Io resto confuso. Essi penseranno che delle quindici
ghinee che si ricavano da uno di quei disegni
se ne potrebbero pur sacrificare due per le lezioni
di volo del figlio dell'artista autrice! Bisogna
imparare da giovani, non  vero, signore?
Non costerebbe che due ghinee all'ora. Un vestito
di mia sorella ne  costato otto! Ci avrei volato
quattro ore! Con dodici ghinee avrei il brevetto.
Ma non importa a nessuno che io sprechi cos la
mia vita! -
Il signor Ainsworth si divertiva di quella scena
tra il figlio drammatizzante e la madre che propendeva
per lui. Essa lo accompagnava col gesto;
pareva stesse seduta in una poltrona di teatro
e seguisse attenta, rapita, quel giovane attore
che seguitava a parlare. Per un momento
parve anzi che a questi tremasse il pianto nella
voce; ma si riprese facendo cipiglio e concludendo:
- So bene come andr a finire: un bel giorno
verr mandata questa inserzione alla stampa:
Il signor Riccardo Tudor, che ha il privilegio
di essere il pilota pi vecchio dell'Inghilterra,
ha superato brillantemente la prova di volo da
solo, all'et di novant'anni...
- Bravo! -
La signora Tudor batt le mani e Riccardo si
mise a ridere, per cambiare per subito la risatina
in un'esclamazione di contrariet:
- Ohi, ohi! Guarda chi sta venendo! Lo zio
Ronaldo. -
 tempo che io me ne vada, pens il signor
Ainsworth. Credo che per questa prima visita
potr fare a meno di conoscere il tutore.
Si alz.
- Se permettete, - disse Riccardo - vi porter
alla stazione con la mia motocicletta.
- Oh, grazie! Vi riverisco, signora Tudor. Ho
passato un'ora... - (Come definirla? Divertente
o interessante? Trov una via di mezzo
e disse: Piacevole.) - Se non avete nulla in
contrario parler a mio fratello dei voli di vostro
figlio. - (Riccardo raggiava.) - Se si tratta
solamente della questione dell'et, forse le idee
di mio fratello potranno far cambiare quelle del
tutore, non credete? In ogni modo, vedr quello
che si potr fare.
- Davvero? - la signora sembrava incredula.
- Siete molto gentile...
- Oh, vi pare! - fu la cortese risposta, mentre
il giovanotto pensava:
Chiss perch me ne immischio! Forse per il
potere persuasivo di una bella voce?
E soggiunse:
- Arrivederci. Mi permetterete di tornare a
parlarvi di questo?
- Anzi... -
Intanto la signora diceva tra s e s con una
certa amarezza:
Se fossi un'altra, tornerebbe, s, ma per parlare
di me!
E nella mente del giovane si formava questa
idea:
Ecco una simpatica zia di adozione!
I due giovani si avviarono verso la motocicletta
e vi presero posto; mentre correvano per la scorciatoia
che portava alla stazione, Riccardo si
volse per dire:
- Bella cosa essere sfuggiti a quel vecchio
brontolone di mio zio! Lo lascio volentieri tutto
alla mamma. -
Non sapeva per che sua madre aveva deciso
diversamente.
Non vedo nessuna necessit di passare la serata
con Ronaldo, aveva detto a se stessa stasera
specialmente! Perci, prima che arrivi, io
filo dalla parte del laghetto e vado in barca dalla
mia amica Bianca!

CAPITOLO 3.
LA CONFIDENTE.

La maggior parte degli esseri umani pu vantarsi
di avere un confidente, o una confidente, a
cui affidare i propri segreti di cui nessun altro
sospetta l'esistenza. Spesso, nel caso di un uomo,
si tratta di una confidente; ma di rado, se
 il caso di una donna, questa persona di fiducia
 un uomo. Perci va Tudor aveva una
confidente, impersonata nella sua antica compagna
di scuola, Bianca Delaseyne, o, per essere
pi esatti (perch questo era il nome di guerra
della signora, notissima artista drammatica),
Bianca Moyle.
In quei giorni di fine di settimana, la casetta
galleggiante della signora, che di solito dimorava
a Londra, era ancorata tra i salici di quel
tratto della riva del Tamigi presso cui sorgeva
l'abitazione della signora Tudor. La signora
Moyle aveva sempre diversi ospiti in quel suo
grande battello attrezzato come una casa, ed va,
nel farle visita, di solito si sedeva sopra una poltroncina
in un angolo per assistere con viva attenzione
alle discussioni intorno al teatro e alle
recite, guardando nello sfondo il fiume con le
sue acque verdastre, i salici, i cigni.
Quella volta per la signora Moyle era sola,
e accolse l'amica con festa.
- Buon giorno, cara va! Che buona idea
hai avuto! Sono cos sola, oggi! Vuoi una sigaretta?
- Grazie. -
La signora Tudor si lasci cadere sulla solita
poltroncina e continu:
- Scusa questo mio vestiario... professionale,
ma sono scappata di casa per evitare una visita
di Ronaldo.
- Quel noioso? Ti sono grata della preferenza.
- Forse ho fatto male. Dopo tutto, Ronaldo
si  adoperato per me e per i miei ragazzi pi
di qualunque altra persona al mondo; ma ha
una tale aria di padrone, che oggi, proprio oggi,
giorno del mio compleanno, non mi sento di sopportarlo! -
E dopo una breve pausa:
- Sai che compio quarantasei anni?
- Non li dimostri affatto, e siccome io ho
diciotto mesi meno di te, mi ricordi che io ne
ho pi di quarantaquattro. Ma no, non pu essere!
Non ! - dichiar la signora con forza.
Piccola, bionda, bianca e rosea, incorreggibile
indossatrice di abiti da giovinetta, la signora
Moyle era una di quelle donne di media et guardando
le quali ci domandiamo: Come avr
fatto?, intendendo: Come  riuscita a rimanere
a trent'anni per la durata di questi ultimi
quindici?. Gli avversari della signora avrebbero
detto: Il denaro pu tutto, ma i suoi amici
avrebbero potuto rispondere che il signor Tommaso
Moyle non era ricco, e che molte milionarie
coetanee di sua moglie sarebbero state ben
contente di avere l'aspetto di quella bella signora.
- Hai un maraviglioso segreto di ritocco, mia
cara.
- Mentre tu non alzi un dito per fermare il
tempo! - ritorse con bonaria canzonatura la
piccola signora, arricciando comicamente il nasino
appuntito. - Tu sei una di quelle donne
che non si curano di mantenersi giovani! -
Mai come in quel momento una simile osservazione
avrebbe potuto ferire di pi la signora
Tudor.
- Non curarmene? Io? - esclam con amarezza.
L'amica, colpita da quel tono, la fiss intensamente.
Non le aveva mai visto un viso cos
pallido e abbattuto.
- La donna che non si dolga d'invecchiare
non  ancora nata, - disse la signora Tudor
con veemenza. - Brrr! Guardarsi allo specchio
e ritrovare i lineamenti dimenticati di una vecchia
zia! Trovare che il nostro fisico ci fa degli
scherzi umilianti: non poter pi calzare il
solito numero di scarpe, dover cambiare le misure
dei guanti, delle cinture! Domandarsi dove
sono andati i folti capelli che avevamo un tempo;
sentire i propri movimenti pi lenti, diminuita
l'intelligenza e la facilit della parola! - continu
la signora, senza udire il mormorio di protesta
dell'altra a quest'ultima asserzione:
- Nessuno direbbe che hai perduto la vivacit
nel parlare!
- Eppure, - prosegu - capire, sentire che
la ragazza che ancora vive in noi  costretta
a comportarsi come una idiotissima matrona!
Quali donne si preoccupano di questo? Tutte:
dalla contadina alla contessa, ogni donna vivente.
Se tu facessi un referendum, fra tutte
quelle che hanno passato i quarantanni, ponendo
questa domanda: Supposto che abbiate
da scegliere fra tre doni: il tappeto magico, la
cornucopia della fortuna e l'elisir della giovinezza,
quale scegliereste?, ti assicuro che tutte
direbbero ad una voce: Vogliamo ritornare a
venticinque anni!. Oh, s, davvero, - esclam
la voce della signora Tudor, giovanile al pari di
quella della sua figliuola - bisognerebbe poter
riavere la giovent! -
Il tono veemente e le molte parole colpirono
ancor pi la signora Moyle, la quale, perplessa,
chiese all'altra che cosa avesse fatto in quel
giorno.
- Io? - La signora Tudor torn in s. -
Ma... nulla di diverso dagli altri giorni, mi
pare! Mi sono alzata all'ora solita, ho fatto i
conti e pagato le fatture prima di far colazione.
Ho scritto a Edoardo, a Oxford, pregandolo di
dirmi quando potr venire. Ho avuto la posta...
poi ho fatto il caff perch a Sonia non piace
quello di Maria. Dopo  venuta la seconda posta,
con una lettera che avvertiva Maria di affrettarsi!
presso sua figlia la quale ha intenzione di farla
nonna; cos quella se ne  andata per tutto il
giorno, e io ho dovuto fare la spesa per la
week end. Finalmente mi sono messa al mio vero
lavoro: un cartellone di pubblicit per una crema
di bellezza. Pi tardi ho fatto colazione con
Sonia. - Qui cambi tono. - Oh, Bianca, quella
bambina mi ha preso troppo la mano! Mi ha
annunziato che  stanca di sprecare il suo tempo
nell'aiutarmi e che  grande abbastanza per vivere
da sola. Perci ha deciso di prendere una
camera a Londra presso la sua amica Giovanna...
- Le far bene! Molto tempo prima che avessi
compiuto i venti anni facevo un giro-artistico
con una Compagnia, e debuttavo in una produzione
intesa a dimostrare perch le ragazze lasciano
la casa.
- Appunto quello che ha fatto Sonia:  partita.
Non ha nemmeno aspettato per salutare
me e Dick. Se ne  andata con la sua valigia,
passando dalla cucina mentre io preparavo il t
per offrirlo al socio di Ainsworth che  venuto
a parlarmi di affari.
- E... l'hai ricevuto con quel grembiulone?
- S. Non ho avuto il tempo di cambiarmi.
Ainsworth junior  entrato mentre stavo proprio
cos come tu mi vedi. Poi, come dicevo, ho
preparato il t e abbiamo parlato...
- In questo stato? va, sei incredibile! Una
superdonna come te, che non si passa un pettine
tra i capelli arruffati, non si d una spolveratina
di cipria sul naso prima di ricevere
qualcuno! E sei stata cos brava, da sapere intrattenere
per tutto il tempo necessario un bel
giovanotto che non avevi mai visto prima di
oggi!
- Chi ti ha detto che  un bel giovanotto e...
tutto il resto?
- Tu stessa, in fondo. Per esempio, so che non
l'avevi mai visto perch non me ne hai parlato
mai; che  giovane, perch  Ainsworth...
junior; che sia bello poi l'ho capito dal modo
con cui hai pronunziato il suo nome.
- Certo, mi  riuscito molto simpatico perch
 stato proprio carino con Dick. -
La signora toss per rischiararsi la voce. A dire
il vero, la sua amica Bianca non era mai carina
n con Riccardo n con Sonia, e bench
ci non alterasse l'amicizia delle due vecchie compagne
di scuola, la signora Tudor avvertiva con
disappunto quella lacuna tra loro.
- Potr essergli molto utile per le lezioni di
volo, - continu; poi parve esitare un istante,
concludendo a un tratto: - Vuoi che te lo dica?
 stato proprio il signor Ainsworth a farmi impensatamente
sentire come  terribile non essere
pi giovani! Proprio perch oggi ho letto nel
viso di quello sconosciuto, appena l'ho visto, che
egli si aspettava di trovarmi molto diversa.
 stato un momento terribile, Bianca! E non
solo questo: ma guardandolo, ascoltandolo mentre
parlava con Dick, non puoi immaginare
quante cose mi sono tornate alla mente, quali
mesti ricordi!
- E... sarebbero?
- Molte cose che avevo dimenticate da anni:
l'incontro col povero Saxon, per esempio. Gli
volevo molto bene... ma quando lo sposai fu
proprio perch pensavo che nessun altro si sarebbe
mai curato di me. Era cos buono... un
marito eccezionale, veramente! S, certo, debbo
dirlo. Siamo vissuti insieme cinque anni, e mai
mi manc del pi piccolo riguardo. Affezionato
ai bambini, sempre. Quando mor, per me fu
uno schianto. Dopo, ho avuto sempre tante cose
da fare! Le entrate erano esigue e non sapevo
come andare avanti. Ho lavorato disperatamente,
risoluta a guadagnare quel tanto che potesse bastare
per far continuare gli studi ai miei tre ragazzi
e perch la bambina potesse vestir bene.
I ragazzi, almeno fino ad oggi, sono stati molto
cari con me; eppure, tranne ci che si riferisce
a loro, sarei sorpresa di sentirmelo dire, ma ti
confesso che non ho avuto davvero molto dalla
vita!
- Cara, questo lo so! Tu non hai fatto che
lavorare per i figliuoli. Ed ora, essi hanno lasciato
il nido. Edoardo, a Oxford; il pi piccolo,
tutto per l'aviazione; Sonia...  com'. Non
che io la biasimi per essersene andata di casa;
ma di tutto ci, a te che cosa rimane? Nulla; e
ora, al tuo (ehm, ehm!) trentaseesimo compleanno,
te ne accorgi. Dunque, vuoi un consiglio?
Incomincia una volta a pensare a te! -
La signora Tudor, che era stata ad ascoltare
quella tirata sino alla fine, rise del suo riso che
pareva un anacronismo.
- Pensare a me? Io non faccio i miracoli che
sai fare tu!
- Miracoli di questo genere, se ne fanno tutti
i giorni. Ricordati: vi sono diverse strade che
riportano ai venticinque anni, ma la principale,
mia cara,  questa: - (qui la signora, non per
nulla artista drammatica, fece una pausa per
ottenere maggiore effetto) - innamorarsi di
nuovo!
- Di nuovo, a quarantasei anni? Ma neanche
a trentasei come dici tu! -
La signora Tudor rise. Sapeva benissimo di
non essere tanto scema. In quanto poi a rifiorire
in una seconda giovinezza, non aveva n il tempo
n il desiderio per farlo. Aveva troppe cose a
cui pensare: i figliuoli, il suo lavoro, la casa,
lo zio Ronaldo, il giardino, la servit. Tutte queste
cose venivano prima di qualsiasi possibile
esperimento a base di ritocchi e di ciprie. In
quanto a tutte quelle scioccherie dette poco prima,
la sua sola speranza era che l'amica se ne scordasse;
perci disse umilmente:
- Beh... vuoi far conto che non ti abbia
detto niente?
- Se tu dimenticherai quello che ti ho detto
io, va! -
Le parole dell'amica tornarono per in mente
alla signora Tudor qualche giorno dopo, quando
ricev un biglietto da Antonio Ainsworth che la
pregava di permetterle di condurla a fare una
gita sul Tamigi in quel pomeriggio. Egli avrebbe
telefonato nella mattinata per sentire la risposta.
L'interna subdola domanda: Perch non ho
incontrato un uomo come questo quando avevo
vent'anni?, si formul prepotente nella mente
della signora con un insistente crescendo: Perch?
Perch?. E mentre correva di sopra a cercarsi
un fresco vestitino estivo (si pu desiderare
di apparire freschi anche a quarantasei anni!)
per la gita, la risposta fu pronta:
Grazie al cielo non sono di quelle stupide sentimentali
che perdono la testa dietro a uomini
che potrebbero essere loro figliuoli!


CAPITOLO 4.
UN UOMO GIOVANE.

Nemmeno quando avevo venticinque anni,
pens va Tudor mentre il giovane l'aiutava a.
entrare nella imbarcazione ho mai ricevuto di
queste attenzioni da un bel giovanotto!
Antonio Ainsworth le aveva portato da Londra
le prime edizioni dei giornali della sera, una
grande scatola di cioccolatini alla cui pubblicit
avevano contribuito i disegni di lei, e un ombrellino
giapponese. Con disinvoltura e naturalezza
la fece poi sedere sui cuscini della chiatta,
la provvide di sigarette e di fiammiferi e le chiese:
- State comoda? Davvero? -
Indi prese il palo e lo punt sul fondo del
fiume per spingere la navicella al largo. In quell'atteggiamento
la sua bella figura risaltava di
pi.
va pens:
Lo pregher di posare per me, la prima volta
che dovr fare dei cartelloni per la pubblicit
di abiti sportivi!
Alto, con i capelli di un castano lucente, i
lineamenti da ragazzone simpatico, snello ma di
fonne atletiche, ecco Antonio Ainsworth. Con gli
anni, egli non sarebbe stato forse uno di quegli
uomini maturi che colpiscono per la loro distinzione;
ma cos com'era, aveva quell'insuperabile
e inimitabile attrazione della giovent che consiste
nella vivacit dello sguardo, nella lucentezza
della capigliatura abbondante tenuta a stento
ravviata, nella linea netta delle guance dall'orecchio
al mento, nei movimenti elastici: tutta
un'armonia di forza, di salute, di vitalit.
Questi pensieri risvegliarono in va il rimpianto
assopito della sua giovinezza, mentre
egli, nello stesso tempo, pareva aver dimenticato
come la donna che era con lui non fosse
n giovane, n bella, n elegante; perci ella non
gli lesse negli occhi quell'espressione di quasi
sgomento che vi aveva letta il giorno del loro
primo incontro e che l'aveva tanto amaramente
colpita. Egli spingeva intanto la chiatta puntando
col palo, contro corrente; poi, mentre si
fermava a una chiusa insieme con la piccola flottiglia
delle altre chiatte, dei canotti e dei battelli
da diporto che li precedevano, colse quel
momento di sosta per scusarsi di non avere ancora
potuto appagare il desiderio di Riccardo.
- L'ho per sempre presente, - aggiunse con
semplicit.
- Siete davvero molto gentile, -
Povero ragazzo! pens va. So che cosa significa
tener presente, alla sua et! Figurarsi...
quando io avevo venti sei anni, lui era
un bimbetto vestito alla marinara!  terribile...
eppure  un fatto che non va dimenticato! concluse
risolutamente dentro di s, mentre i cancelli
della chiusa si riaprivano e la flottiglia proseguiva.
In testa a tutti vi era una chiatta spinta da
una figura strana: una donna alta e snella,
con un vaporoso vestito da yarden party verde
pallido, di una fattura che risaliva al tempo di
re Edoardo, e un cappello che le incorniciava il
viso con una gala arricciata. La donna volse la
testa: il viso contornato da quell'arricciatura appariva
di lineamenti distinti, ma era vecchio,
grinzoso.
Antonio Ainsworth trattenne a stento una
esclamazione di stupore, ed va disse sottovoce:
- Quella signora,  una macchietta di questo
tratto del fiume. Ha passato la settantina.
- Salute!
- Vi pare ridicolo che vesta quegli abiti da
giovinetta! Ma essa naviga lungo il fiume dall'anno
1880, o gi di l. Ecco quello che per lei
 la verit!
- Capisco che cosa volete dire, - mormor
il giovane; poi le chiese se aveva letto Le teorie
del Tempo, di Dunne.
va aveva letto il libro, e istintivamente concordava
con l'autore.
- Credo che quelle teorie abbiano rianimato
la fede nell'immortalit in tanta gente che non
vi credeva., - disse. - Sapete che ne pensa il
mio Dick? Egli dice: Dunne ha ragione. Ha
inventato un aeroplano e se ne intende!. -
Risero insieme, poi, dopo un breve silenzio,
mentre prendevano il t davanti al canestro delle
provviste aperto, si misero di nuovo a parlare e
a discutere. Di che cosa? Di libri, di esposizioni,
di quadri? Quando due persone trovano facile la
conversazione tra loro, di rado saprebbero dire
quali soggetti hanno trattato. va si avvedeva
sempre pi quanto era simpatico quel giovane
dal viso ancora di fanciullo che talvolta si rianimava
con un sorriso di comprensione, tal'altra
rimaneva serio e pensieroso.
Passarono lentamente davanti alla casetta galleggiante
di Bianca Delaseyne.
- Che bel battello! Sapete di chi ?
- Appartiene a una mia amica, la signora
Moyle, - rispose va, e si trov a pensare: Non
gli dir di condurvelo, no. Non voglio che Bianca
lo veda.
Condusse invece il signor Ainsworth per una
cenetta fredda al Rifugio dove il grosso cane
fece una quantit di feste all'ospite.
- Ecco un fatto strano! - disse va. - Questo
cane non sopporta certe persone (mio cognato,
per esempio), ma vedo che voi siete una
di quelle poche che gli vanno a genio. Amate i
cani, signor Ainsworth?
- Molto, ma trovo che  una crudelt rinchiuderne
uno in un appartamento di citt. Per
questo non ne tengo; per, certi amici miei che
abitano in campagna ne hanno a dozzine, e
quando vado in visita da quelle parti - qui il
viso del giovane si illumin di un sorriso - quei
cani mi conoscono e mi fanno un mondo di feste. -
Parl a lungo di quelle bestiuole, poi incominci
a dire:
- In quanto ai loro padroni... -
Ma gett uno sguardo all'orologio a pendolo
e si scosse.
- Misericordia! -
L'ora del treno era vicina. Balz dalla seggiola
e salut in fretta la signora con un: Mille
scuse e arrivederci! detto voltandosi mentre
correva via.
La signora si affacci sotto il portico per sentire
il fischio del treno. Quando l'ud, pens:
Ha fatto certamente in tempo! Poi, divagando:
 stato molto gentile davvero. Mi pare
anche che si sia divertito... naturalmente,
quanto  possibile per un giovanotto che passa
un pomeriggio con una donna della mia generazione!
Ritornando nello studio inciamp in qualche
cosa. Si chin a raccogliere... era una sciarpa
di seta a maglia lavorata a strisce di colori vivaci: non
apparteneva ai suoi ragazzi; doveva
dunque essere di Ainsworth.
Gliela rimander, si propose.
E a un tratto accadde una cosa strana: con
un moto incosciente, tanto che quasi le parve di
vedersi in un'altra persona che lo compiva, port
la sciarpa alle labbra e vi nascose il viso. Ne
esalava un profumo misto di lavanda e di sigaro
egiziano. La baci appassionatamente, poi
la gett lontano fino all'estremo della tavola da
disegno. Se qualcuno fosse stato nel giardino
e, senza vederla, avesse udito la sua bella voce
tremante di sorpresa, avrebbe creduto senz'altro
che una donna giovanissima avesse esclamato:
Caro! Caro!....
Qualche momento dopo la signora Tudor si
chiedeva stupita:
Ma dunque questa cosa grottesca doveva accadere
proprio a me? A me, giudiziosa madre
di tre ragazzi grandi, con una professione mia,
con un focolare mio? Sono diventata matta?
Mi sarei! dunque innamorata di un uomo che
potrebbe essere mio figlio? Eppure  vero!... 
vero! Ed ora... che cosa ci posso fare?
La risposta la trov, riflettendo bene, il giorno
dopo.
Debbo mettere un punto fermo a tutto ci.
Non posso prepararmi le delusioni inevitabili
per una donna della mia et quando cade nel
romanzo. Non vi  dignit. Che cosa mi ha
preso? Una tempesta di debolezza. Cose che passano.
E dopo aver richiamato a s tutto il suo buon
senso continu a lavorare a un cartellone di
pubblicit per sali effervescenti, e si persuase
di essere guarita della sua momentanea pazzia.


CAPITOLO 5.
CHIAMATA TELEFONICA.

Due giorni dopo il telefono del Rifugio
squill. Il signor Ainsworth avrebbe potuto parlare
con la signora Tudor?
- Sono io, - rispose va con un intimo sussulto
di gioia.
Addio a tutte le risoluzioni di mantenere il
proprio posto in un'et in cui se si guarda ansiosi
all'avvenire  solamente per la trepida attesa
di un nipotino! La signora Tudor, a quarantanni
sonati da un pezzo, non avrebbe mai
immaginato che la sola vibrazione della voce di
un uomo avrebbe avuto il potere di procurare
tanta emozione in una donna di qualsiasi et.
Mentre prendeva nota che era invitata a passare
dall'ufficio Ainsworth e Figli il d seguente
nel pomeriggio, tra le quattro e le cinque, per
discutere su alcune modificazioni da fare a uno
dei suoi disegni, il cuore le batteva in gola come
quello di una scolaretta che parla per la prima
volta con l'innamorato.
- Il disegno  ottimo; - diceva la voce di
Ainsworth in tono caldo e amichevole - si tratta
solamente di particolari di secondaria importanza;
ma  meglio parlarne a voce. Sicch verrete?
Grazie. Arrivederci. -
Come  piacevole la parola arrivederci
quando significa che vedremo prestissimo una
persona che ci preme!
Non appena attaccato il ricevitore, la signora
Tudor lo riprese per chiamare la signora Delaseyne
al telefono del suo appartamento di citt.
- Posso venire domani a colazione da te? Non
ti disturber? No? Grazie. E... e...
- Dimmi, va.
- Ho bisogno di chiederti un consiglio circa
una cosa che devo fare.
- Di che si tratta?
- Di me. -
Ah! pens l'amica, prontamente. Quella
povera va avrebbe potuto dire:  Aiutami!
Sono cos come tu mi conosci, ma non voglio
che un bel giovanotto mi veda appunto cos come
sono. Mi dicesti che si possono fare dei miracoli;
insegnami come posso riuscire a farne io
pure per diventare un'altra donna, giovane e desiderabile
agli occhi di un uomo. Credi che il
mio caso non sia disperato?
La signora Delaseyne aveva troppo buon
cuore per far capire alle amiche la sua comprensione
in tutti quei casi in cui le si chiedeva, in
un certo modo, di esser cieca. Per l'amicizia sarebbe
stata sempre disposta ad apparire un
po' tarda d'intelletto.
- Oh! Ti sei risolta, alla fine, a curarti un
poco? Bene! - fu la risposta. (Essa accett la
sorprendente decisione dell'amica come se si fosse
trattato, n pi n meno, di un oggetto qualsiasi
che l'altra volesse rinnovare.) - Avresti
dovuto farlo gi da molti anni! Mi divertir aiutarti.
Verrai col primo treno, non  vero? Voglio
presentarti all'unico uomo che ha importanza
per me.
- A domani, dunque, - rispose la signora
Tudor stupita e anche un po' scandalizzata.
Con un marito affettuoso come il suo Tommaso,
e al quale ella si dimostrava tanto attaccata,
Bianca non aveva la scusa che poteva aver lei.
Non aveva del tempo perduto da rimettere in
pari!
La povera va, infatuata dall'idea di rivedere
Antonio, si sentiva come si sarebbe sentita una
ragazzina qualunque nei suoi panni. Si vedeva
nell'atto di restituire al giovane la sciarpa perduta
nel suo studio: Avete dimenticato  questo,
la sera in cui cenaste in casa mia. Chiss
se Antonio conosceva la teoria degli psicoanalisti
che insegna come lasciare qualche cosa di
nostro in una casa dove siamo stati a far visita,
significhi che il nostro subcosciente desidera
di ritornare in quel luogo. L'oggetto lasciato rappresenta
la scusa segreta, involontaria, per ritornare
a prenderlo.
va sper che per quella volta la teoria rispondesse
a verit; in ogni modo era gi qualche
cosa che egli desiderasse parlarle. Nessuna donna
moderna di venticinque anni sarebbe stata pi
febbrilmente eccitata di quella povera donna appassita,
con i suoi capelli grigi, alla quale nulla
era rimasto di giovanile, tranne la figura e quella
sua voce musicale, impaziente e tenera, incantatrice.
Coloro che hanno ancora le aggraziate
forme giovanili, i capelli biondi e ricciuti, l'epidermide
liscia, doni che vanno d'accordo con le
voci come quella di va Tudor, vogliano compatirla.
Nessuna piccola debuttante sul punto
di esser ricevuta a Corte avrebbe desiderato
quanto li desiderava lei in quel momento i doni!
della grazia e della bellezza per comparire davanti
al suo sovrano!
Quando la signora Tudor giunse all'elegante
appartamento della sua amica, disse che la ragione
per cui desiderava migliorare la sua apparenza
era per compiacere i suoi figliuoli.
- Edoardo parla sempre di Muriel, la madre
del suo amico Carlo Rax, e dice quanto ella appaia
straordinariamente carina nei suoi abiti
da pomeriggio. Eppure quella signora ha tre anni
pi di me! Edoardo dice che l'et non ha nulla
a che vedere con l'aspetto di una donna, al giorno
d'oggi.
- O saggio, giovane giudice... - incominci
a dire la signora Delaseyne che per merito
della sua carriera drammatica poteva citare Shakespeare
sebbene non avesse mai letto una riga
dei classici. - Sorprenderai dunque i tuoi figliuoli
presentando loro una genitrice moderna e
tale, che la troveranno perfino troppo bella e
troppo elegante per loro! -
E qui si capisce come la signora non nascondesse
la sua opinione che l'amica fosse addirittura
calpestata dai suoi di famiglia, e il suo tacito
personale desiderio che i calpestati fossero
piuttosto gli altri.
- Mi divertir un mondo a darti una mano, -
disse ridendo - per trasformare il brutto cigno
di Andersen! - e la mano che la signora
stese, anche figuratamente, alla sua antica compagna
di scuola, era, come tutto il resto della
signora, un'opera d'arte: morbida, bianca, dalle
unghie rosee, lucide, leggermente profumata.
- Io non sono un brutto cigno. Avrei molta
pi speranza se lo fossi! Quello di Andersen,
col tempo crebbe e divenne bello; dopo essere
stato di un grigio lanoso divenne poi bianco e
splendidamente pennuto. Io sono... il suo viceversa.
- Ci significa che tu dovrai tornare indietro,
e di molto, per ricominciare di nuovo, - disse
la donna che era ancora ammirata dai figli dei
soldati che l'avevano sentita recitare durante la
grande guerra. - Non ti ho gi detto che vi
sono molte vie per tornare a venticinque anni?
Ne discuteremo mentre ti farai la permanente.
Questo sar il mio regalo per il tuo trentaseesimo
compleanno. Ho fissato l'appuntamento
anche per te presso l'uomo che, come ti ho detto,
 per me il pi importante del mondo.
- Oh! Intendevi dunque parlare del tuo parrucchiere?
- Naturalmente! E se tu sarai saggia, va,
farai in modo che egli sia il pi importante uomo
del mondo anche per te! -


CAPITOLO 6.
LA GIOVENT SI RINNOVA.

Il parrucchiere della signora Moyle, i cui saloni
si trovavano in una delle strade pi eleganti del
West End, gett un'occhiata alla capigliatura
dell'amica della sua cliente, vale a dire alla matassa
arruffata dei capelli grigi della signora
Tudor, e convenne col suo commesso che una
buona ondulazione permanente sarebbe stata opportuna
e indicatissima.
Le due signore si sedettero entrambe nella
stessa saletta per la medesima cura, e mentre stavano
con i capelli tirati in alto e avvolti in tubetti
che facevano apparire le loro teste come quelle di
due dee orientali, la signora Bianca riprese a
esporre le sue teorie.
- Quando una donna si rinnova, - disse
- si accorge che vi sono due grandi suddivisioni
nella maniera di ringiovanire: l'interno e l'esterno.
All'interno presiedono due specialisti: il medico
e il professore di cultura fisica; l'esterno
 tutelato da altri specialisti: gl'Istituti di Bellezza,
il parrucchiere e il sarto.
- Sar... ma intanto mi pare che mi strappino
tutti i capelli uno per uno, - osserv la
signora Tudor.
- Bisogna soffrire,  inevitabile, - sentenzi
l'altra; e continu: - Per'mantenersi giovani,
vi sono diverse vie a seconda dei tipi. I pi fortunati
sono i tipi di lineamenti minuti: naso
corto, profilo sbarazzino, occhi grandi, colorito
vivace, perch durano di pi. Io sono di questi, -
ammise la signora che veramente sembrava
non dovesse invecchiare mai. - Altre donne
trovano grande vantaggio nella ginnastica, perch
il movimento giova; altre assicurano che tutto
sta nel vestiario; altre ancora insistono sul ritocco.
Quello che  certo,  che bisogna sapere
quello che si fa. Una mia amica dice che tutto
sta nella dieta, e ha costruito questo assioma:
Non badate a quale colore mettete sulla vostra
bocca; fate piuttosto attenzione al cibo che
dovete mettere in bocca.
- E secondo te, quale via dovrei scegliere
io?...
- Tutte. Non devi lasciare nulla d'intentato.
Anzi, a proposito di ringiovanimenti: proprio
stasera andr a una conferenza che si annunzia
molto interessante. La terr un dottore americano,
un esperto dell'interno.
- Conducimi con te.
- Certo. Ti far anche conoscere una specialista
di cure estetiche, e ti affider a lei per una
cura efficace.
- Quando?
- Oggi stesso.
- Prima delle quattro, ti prego, - disse va,
e di nuovo un brivido di eccitamento le pass
dalla testa ai piedi.
Dopo l'ondulazione e la successiva lavata, i
capelli di va furono pettinati alla perfezione
in riccioli lucenti di un grigio castano. L'amica
le pose in testa un cappellino a tricorno di un
bel grigio azzurro, che non giudicava abbastanza
Pompadour per il proprio tipo, e la condusse da
una specialista per le cure del viso. Qui la signora
fu fatta entrare in un cubicolo tappezzato di grigio
argento e color rosa pallido e fu obbligata a
distendersi in una poltrona a sdraio. La testa le
fu avvolta con una fascia di tela bianca che le
circond il viso. Poi una specie di silfide in camice
bianco, dalle mani morbide e dalla voce sommessa,
le tratt il viso per alcuni istanti,
mormorando ogni tanto: Chiudete gli occhi...,
aprite un poco le labbra..... All'ultimo le fu
presentato uno specchio.
- Volete guardarvi in questo specchio, signora? -
Di solito l'immagine che lo specchio rifletteva
alla signora Tudor offriva un ben meschino spettacolo;
ma in quel momento ella spalanc gli
occhi davanti a una incredibile sorpresa: le rughe
erano scomparse, l'espressione stanca che
aveva poco prima si era come distesa in un pallore
vellutato, rilevato da tocchi di colore artisticamente
diffusi.
- Credete che potr osare di mostrarmi con
questo rosso sulle labbra e con tutto questo pasticcio
sulle ciglia e sulle sopracciglia? -
La silfide la rassicur con un sorriso.
- Quest'altra volta, quando ritornerete, vi
tingeremo le ciglia, e le sopracciglia in modo permanente, -
disse. - Non mi credete? Le vostre
sopracciglia sono un po'... leggiere.
- Dite pure che non vi sono!
- ...ma potr dar loro una. lieve tinta castana
che doner molto ai vostri begli occhi. -
Quanto coster? si chiese la signora, che
non aveva mai pagato per un cappello la somma
che avrebbe dovuto pagare in quel pomeriggio.
Ma meritava, se non altro per quell'ultimo complimento!
I complimenti sono per le donne quello che
l'olio  per una macchina; perci con gli occhi
che per la prima volta aveva sentito definire
belli da tanta autorit, va sent che le era
possibile trovarsi di fronte ad Antonio Ainsworth.


CAPITOLO 7.
NEL FONDO DI UN UOMO.

L'ufficio dove la signora Tudor giunse cinque
minuti dopo le quattro era come tutti gli uffici;
solamente mostrava da una porta semiaperta uno
studio di pubblicit commerciale, vale a dire
un tavolone centrale, alcuni pennelli, una grande
macchina fotografica e una dozzina di persone,
tra uomini e donne, affaccendate al lavoro.
Una delle donne, una ragazza con i capelli
rossi, coperta da un grembiulone azzurro, che si
trovava, pi vicina alla porta, intenta a disegnare,
udendo il nome della signora Tudor sollev il
capo e le gett un'occhiata piena di invidia.. va
Tudor era notissima; era una delle pi stimate,
era un'artista professionista che lavorava in casa
propria, in uno studio suo.
Che fortuna essere come lei! pens la ragazza,
senza sospettare che qualche cosa di simile
era passato nella mente della signora quando
l'aveva veduto:
Che fortuna, all'et di quella ragazza, lavorare
qui!
La signora Tudor non pot per indugiarsi
troppo in questo pensiero, perch il cuore le
dette un balzo: Antonio Ainsworth, in elegante
abito da citt, le veniva incontro, la faceva passare
nel suo ufficio, ne chiudeva la porta dietro
a s e le stendeva sorridendo la destra.
- Siete stata molto gentile a venire! Dovete
scusarmi se vi ho arrecato troppo disturbo costringendovi
ad arrivare fin qui... -
Costringere? Ma va aveva dovuto frenarsi
per non andarvi di volo, ed era anzi stata costretta
a indugiarsi, guardando le vetrine...
senza vedervi nulla, per non giungere prima dell'ora
fissata!
Il giovane continuava:
- Tuttavia era necessario che voi poteste parlare
direttamente a questi artisti circa le modificazioni
da fare ad alcuni vostri disegni.
- Ma certo!... - rispose la signora in un
tono gaio, da donna d'affari, con una disinvoltura
che dimostrava come una donna matura,
anche conturbatissima, possa godere del vantaggio
dell'et: cio, sappia contenersi, osservare
in ogni particolare il viso dell'amato, registrare
ogni vibrazione della sua voce, accorgersi se la
sua cravatta  diversa da quella vedutagli l'ultima
volta, interpretare un gesto, scorgere un
monogramma sul portasigarette proteso, mantenersi
internamente in stato di preghiera: Non
mandarmi via, fa' che io non ti lasci pi!, e
nello stesso tempo non tradirsi con nessun segno
apparente; essere capace cio di trattare di affari
con disinvoltura, come se si trovasse davanti
al capo di una ditta e insieme al meno attraente
uomo del mondo.
- Questi re delle creme per il viso vorrebbero
che nel disegno apparisse pi manifesta la soddisfazione
della signora che si guarda allo specchio, -
spieg il signor Ainsworth con un fanciullesco
sorriso di scusa. - Sarete molto buona
davvero se queste meticolosit non vi seccheranno.
- Capisco benissimo ci che vogliono, - rispose
va.
Nemmeno mezz'ora prima ella medesima aveva
provato quella stessa soddisfazione vedendo il
proprio viso riflesso in uno specchio a mano.
Il primo trattamento significava infatti per
va ci che poteva significare la pettinatura
alta per una fanciulla del secolo diciannovesimo.
E pensare che una donna al giorno d'oggi
pu alterare il suo vero viso come si possono
cancellare e rifare i visi immaginari di un disegno!
Il guaio era che un viso vero non resiste a
lungo a certe alterazioni. Ella si vide ritornare
continuamente in quelle sale magiche... ma che
importava se, aggiustata, anche per un solo momento,
poteva guardare un uomo in viso perch
sentiva di farlo attraverso lunghe ciglia, sotto
sopracciglia ben delineate?
Intanto, Antonio Ainsworth si chiedeva:
Che cosa ha fatto costei che oggi mi sembra
tanto diversa? Strano come basti mettersi un
cappello possibile per ringiovanire di dieci anni!
C' da sperare che si accorga che vale la pena
di aggiustarsi un poco anche quando lavora in
casa. Ma in citt, guarda un po', si direbbe attraente!
Quando veste decentemente si vede che
ha una figura discreta! E la sua voce... sempre
la stessa...
Quando ebbero finito di parlare di affari, Antonio
Ainsworth son il campanello e ordin al
fattorino di mandare il pacco dei disegni all'indirizzo
della signora Tudor; poi si volse verso
di lei con la domanda di prammatica:
- Posso offrirvi una tazza di t? -
Il t fu portato, ed va, credendo di sognare
a trovarsi l, nella solida poltrona di Antonio,
nel luogo dove egli passava le sue giornate, si
guard intorno e disse, tanto per dire qualcosa:
- Che ufficio simpatico avete!
- Davvero? Sto facendo di tutto perch la
ditta tolga di mezzo questi pesanti mobili di mogano
e li sostituisca con altri pi moderni. Ho
la fissazione dei mobili cromati, io.
- Io sono abbastanza all'antica perch questo
studio mi piaccia cos come . -
va gett uno sguardo allo spesso tappeto color
foglia morta, alle stampe pesantemente incorniciate
della Londra, scomparsa, alle massicce poltrone
di cuoio, al caminetto di marmo nero, all'orologio
a pendolo, imponente. Nell'atmosfera
di quella stanza si sentiva un che di mascolino,
di solido, di sicuro: la stanza di un uomo. E quell'uomo
non trovava quei mobili di suo gusto?
- Dovr cercare di acquistare io pure qualche
idea pi moderna in fatto di ammobiliamento, -
disse - se non altro per accontentare i miei
ragazzi implacabilmente moderni!
- A proposito del vostro implacabilmente
moderno: come sta Dick? Sempre col motore
di aviazione al posto del cuore?
- Sempre, - rispose la madre di Riccardo
sorridendo.
Intanto pensava: Tanto meglio per lui!, avvertendo che il suo cuore batteva forte, felice
perch quell'uomo di affari aveva ricordato il
suo Riccardo.
- Ho parlato di lui a mio fratello, alla Scuola
di aviazione, e potremo fare in modo che vostro
figlio abbia delle lezioni di volo, - disse il giovane.
- In quanto alle obiezioni dello zio, ho
scoperto che uno dei direttori della Scuola  un
vecchio camerata del maggiore Ronaldo Tudor.
E cos, se mi riuscir di combinare una colazione
in citt insieme col maggiore Tudor, il suo camerata
e il mio fratello, potremo portare incidentalmente
il discorso sull'avvenire di Dick.
Buona idea, non vi pare?
- Stupenda. -
Gli occhi della signora brillarono; li tenne
bassi, facendo attenzione a non battere le ciglia
per non sciuparle con le lacrime, ma nulla
avrebbe potuto toccarla pi profondamente.
- Oh, certo, - continu - mio cognato penser
che l'idea sia vostra, senza alcuna interferenza
da parte mia o di Dick, e ci lo persuader
di pi che se io m'inginocchiassi davanti a lui! -
Sotto lo strato della cipria il suo viso si illuminava
di una tale vitalit, che il giovanotto
pens:
Anche ora costei pu avere dei momenti
di vera attrazione! Peccato che si trascuri: dovrebbe
tenersi su meglio. Peccato che non si
accorga che anche le scarpe e le calze contano
quanto un cappello!
- Sar molto contento se riuscir a fare qualche
cosa, - disse. - Dick  proprio uno di
quei giovanissimi tanto necessari all'aviazione, e
a parer mio  bene imparare una professione
finch siamo giovani.
- Anch'io - comment va - avrei dovuto
far cos, per la mia! -
Intanto pensava amaramente:
Non ho proprio imparato il mio mestiere abbastanza
presto... la mia professione di donna,
intndo. Mi sono maritata, s, ho avuto tre figliuoli,
mi sono guadagnata la vita, ho tirato su
i miei ragazzi, ma non ho mai imparato a farmi
valere, ad attrarre chi amavo, a capire come si
fa a conquistare l'unico uomo che si pu veramente
amare! Si pu imparare ancora all'et
mia? Bianca dice di s. Voglio provare!
Si alz per accomiatarsi.
- Di gi? - chiese il signor Ainsworth con
una nota di rimpianto nella voce che indic come
la donna avesse scelto il momento giusto.
Il giovane stesso fu sorpreso della simpatia
che sentiva passare tra quella signora stile zia
e se stesso.
- Vi far sapere come saranno andate le cose
non appena avr avuto luogo l'intervista fatidica! -
disse.
- Abbiatevi... le benedizioni di una madre! -
E con solennit scherzosa va stese la destra.
Come sono brutti i miei guanti! pens.
Avrei dovuto ricucirmeli qui sul pollice. Non
vanno d'accordo col cappello di Bianca, come i
miei capelli non vanno d'accordo col mio vestito.
Dovr proprio farmi tutte cose nuove!
- Addio! - disse, sentendo tutta la malinconia
che ha questa parola quando non sappiamo
con certezza quando rivedremo la persona
cara che salutiamo.
- Mi permetterete di infliggervi una mia visita,
qualche sabato o domenica, quando non sarete
troppo prsa dal lavoro, e non avrete altri
impegni? Mi concederete di condurvi in gita sul
fiume per discorrere un po'? -
Il maturo cuore di va dette ancora un balzo
giovanile.
Desidera parlarmi ancora, pens. Non ha
guardato i miei guanti. Mi guardava negli occhi.
Si sa che quando si pu costringere un uomo
a guardarci negli occhi, egli non si accorger
di ci che vi pu essere di brutto nel rimanente
della persona. Anche quella ragazza dell'Istituto
di Bellezza, abituata a trattare tutte le
belle donne dell'alta societ, ha detto che i miei
occhi sono belli!
I pensieri di va galoppavano.
Mi ha parlato di Dick come se fosse uno della
famiglia... e perch non invitarlo per domenica
prossima?
- Verrei con molto piacere, - rispose il giovanotto
quando l'invito fu fatto - ma per domenica
prossima mi sar impossibile. Devo recarmi
nel Sussex: sono invitato a fare una cavalcata
sulle dune.
- Ah, bene! - va recitava perfettamente;
sorrise con le labbra carminate. - Vi inviterete
voi stesso da me qualche altra volta, non 
vero? Spero che vi divertirete nel Sussex. -
Le pareva di vederlo a cavallo, galoppare sulla
pianura ondulata, sparendo in qualche valletta,
ricomparendo in cima a qualche altura, mentre
i gabbiani gli volteggiavano intorno alla testa,
e poi fermarsi, figura di centauro spiccante sul
fondo del cielo e dello scintillio argenteo della
Manica, per attendere chiunque fosse stato in
sua compagnia, col riso impresso su tutto il viso
abbronzato, felice di vivere.
- Divertitevi! - ripet.
- Grazie. -
La mano del giovane era sulla maniglia della
porta, ed egli la guard ancora sorridendo. Poi
ritir la mano dalla maniglia, senza aprire la
porta.
- Sentite... voi siete molto gentile con me...
posso dirvi... quello che avrei voluto dirvi la
prossima volta in cui ci saremmo incontrati?
- Ma certo! Parlate.
- Non l'ho detto ancora a nessuno. Quella
sciarpa che lasciai in casa vostra e che gentilmente
mi avete resa... -
Egli prese il pacchetto dalla scrivania, dove
l'aveva posato ricevendolo dalle mani di va, e
svolse dalla carta velina la sciarpa che aveva
lasciato cadere sul pavimento quella sera in cui
era corso via in fretta per non perdere il treno.
va la guard: ricordava di averla portata al
viso. Che profumo ne esalava! Quel misto fragrante
di lavanda e di sigaretta egiziana!... Con
quel profumo ella aveva sentito un'attraente aura
mascolina, e quando aveva accostato alle labbra
quella seta, le era parso di ricevere una carezza.
Proprio in quel momento aveva compreso la verit,!
Ma l'amore era venuto a lei troppo tardi.
Una cosa da impazzire: provare di nuovo tutti
gli impulsi giovanili pi appassionatamente di
quanto non li avesse mai provati!... Era stato
per questo che aveva preso la risoluzione disperata:
Poich i miei sentimenti non vanno d'accordo
con la mia apparenza, voglio mettermi in stato
pi consono ai miei sentimenti: lotter per ritrovare
la strada del ritorno ai vent'anni.
Proprio quel giorno aveva fatto il primo passo,
e tutto era andato meglio di quanto non avesse
sperato: aveva incominciato a vedersi in un
aspetto diverso; aveva trattenuto le sue effusioni
anche quando la speranza le aveva dato alla testa;
egli le aveva chiesto il permesso di andare
a farle visita, e bench non gli fosse possibile
andarvi la domenica prossima, vi sarebbero state
molte domeniche ancora in quella buona stagione!
Tutti questi pensieri le avevano attraversato la
mente, rapidi come il baleno. Intanto il giovane
teneva in mano la sciarpa. Doveva dunque accadere
un miracolo? Aveva egli forse sentito in
quell'oggetto come un legame tra loro? Oh, la
teneva cos teneramente! Come se fosse stata una
cosa viva.
- Questa - disse egli alla fine -  stata lavorata
per me da... da una mia amica. E domenica,
signora Tudor, andr appunto nel Sussex
per chiedere a quella signorina se mi vuole
sposare. -


CAPITOLO 8.
LA MASCHERA DI UNA DONNA.

va, sia detto a suo onore, si comport bravamente.
Non vacill. Riusc perfino a sorridere.
- Siete stato molto gentile a informarmi per
la prima! - esclam con naturalezza.
Rappresentiamoci per questa donna il cui
cuore era stato risvegliato da un letargo sentimentale
per rispondere a un richiamo caldo, magnetico.
Rappresentiamocela stupita, davanti a
una simile evenienza, ma disperata, niente preparata
alla possibilit di un romanzo tardivo.
Immaginiamocela poi mentre sente dalla bocca dell'uomo
stesso che l'ha risvegliata la notizia che
la dimostra a se stessa pi pazza che mai!
va fu lieta di essere uscita da poco dalle
mani di una commessa dell'Istituto di Bellezza
che conosceva il suo mestiere: il ritocco non serve
solo per accrescere la belt o per ridare un poco
il giovanile colore. Sul viso di una donna, la
cipria, il rossetto, il carminio per le labbra, possono
formare una maschera dietro la quale la
donna medesima pu nascondersi nei momenti
in cui riceve dei colpi terribili.
Mi sta bene! Oh, mi sta bene! mormor dietro
la sua maschera. Ma  naturale che andr
a chiedere una fanciulla! Una fanciulla giovane
e bella. Che cosa potevo aspettarmi di diverso?
Ma quanto mai si aspettava di diverso, la
povera va! Quali e quante cose diverse dalla
realt! Se non altro la speranza di vedere spesso
un giovane che le sarebbe stato un amico devoto
quanto un piacevole ammiratore.
Sorrise, e, mentendo, disse:
- Sapete che sospettavo proprio qualche romanzo
in questa vostra gita?
- Davvero? - Antonio era raggiante. - Ero
gi stato sul punto di dirvelo l'altro giorno sul
fiume! -
Quel giorno dorato... quando va si era sentita
tanto felice di essere con lui nella chiatta,
sul Tamigi! E lui in quel momento pensava a una
fanciulla! Alla sua.
- Ditemi... quanti anni ha?
- Quasi ventuno. Lei... - le indic la poltrona.
- Volete sedervi ancora un poco, signora
Tudor? Solamente un minuto. -
va fu lieta di accettare e sedette sul bracciuolo
della poltrona. Si sentiva accasciata.
Stava forse perdendo il controllo di s? Oh, di
nulla le rincresceva, tranne che di non essere
pi una fanciulla anche lei!
- Come si chiama?
- Cinzia. Cinzia Ashley.
- Bel nome. E anche lei sar bella, ne sono
certa.
- Simpatica.
- Gi. La ragazza moderna non considera
complimento essere dichiarata bella. Nel linguaggio
d'oggi, bello significa insipido.
Cos mi ha detto Edoardo! Lui, mi tiene informata
di quello che piace ai giovani, - disse la
signora in tono gaio. - Sono certa che la signorina
Ashley  simpatica.
- S. Io ho sempre pensato che  una ragazza
straordinaria, - ammise Antonio con un sorriso
di compiacimento. -  in tutto e per tutto una
brava ragazza. Vi piacer. Vive in campagna;
 il tipo della signorina semplice e sportiva.
Monta a cavallo che  una maraviglia.
- Ah, le farete dunque con lei quelle cavalcate?
- S. Suo padre, il capitano Ashley, ha una
fattoria modello nel Sussex e il fratello di Cinzia,
un mio ex compagno di scuola, possiede
una scuderia e d lezioni di equitazione. Non
sono ricchi. Li conosco da molto tempo! (I cani
di cui parlavo l'altro giorno sono i loro!) Fino
ad ora non ho creduto di dir niente di definitivo
a Cinzia per sapere se gradirebbe legarsi con me;
ma ora che le mie finanze pare vadano migliorando...
- Bionda o bruna? - chiese va.
- Ha i capelli castano dorati e dei begli occhi...
degli occhi, permettetemelo di dirlo, signora
Tudor, degli occhi come i vostri. Non me
ne ero accorto finora... ma sono proprio cos.
Ha una bella figura; sembra un bel ragazzo, e
ha l'aspetto fresco di tutti coloro che vivono all'aria
aperta. Sono sicuro che vi piacer. Spero
che mi permetterete di condurla con me la prossima
volta che verr a trovarvi.
- Ma certo! Conducetela, vi prego! - va
sorrise domandandosi per quanto tempo avrebbe
dovuto sopportare ancora quel colloquio; e per
troncarlo si alz. - Certo che dovrete condurmela!
- ripet. - Addio di nuovo.
- Addio per ora. -
Il giovane dette alla mano di va una calda
e forte stretta.
- Circa ci che vi ho detto di Cinzia... resti
tra noi.
- Naturalmente. -
Scambiarono un amichevole sorriso d'intesa.
- Perch, dopo tutto, - riprese il giovane -
potrebbe anche darsi che non mi accettasse, e allora...
- Gi! Pu essere! - disse la signora in tono
scherzoso.
Sorrise e pens:
Non accettarlo? Non accettare lui!
Poi, con un ultimo sorriso, lo lasci.
Una persona ottimista, dal cuore pieno di giovinezza,
in possesso di un paradiso folle: ecco
va Tudor quando aveva sceso le scale coperte
di soffici tappeti dell'Istituto di Bellezza, in
quello stesso pomeriggio.
Una donna anziana, un po'curva, terribilmente
infelice, bandita dall'inferno dei pazzi perch
aveva compreso di essere stata pazza: ecco va
mentre prendeva l'ascensore del Tube, al ritorno
dallo studio Ainsworth. Aveva fissato di passare
la notte presso la sua amica, in modo che questa
avrebbe potuto averla compagna all'audizione
della conferenza dello scienziato americano.
Dovr andare come se nulla fosse mutato,
disse tra s e s uscendo dal Tube e avviandosi
a prendere un autobus.
Era terribilmente stanca. La folla che andava
per i negozi di Oxford Street la urtava passando.
Era oppressa dal peso di tutti i suoi quarantasei
anni, uno per uno! Anche il pacchettino
che teneva in mano le pareva un masso: eppure
non conteneva che un vasetto di crema per il
viso, un altro di nutrimento per l'epidermide,
e una fialetta quadrata di quella polvere opaca
che l'aveva mascherata cos efficacemente in quell'ultimo
terribile quarto d'ora passato nell'ufficio
di Ainsworth. Quegli oggetti erano stati
messi in mano alla nuova cliente dell'Istituto,
prima ancora che questa sapesse di dovere spendere
un'altra sommetta per la propria estetica.
Ed ora? Cui bono? Polvere e cenere, anzich
ciprie e creme profumate, sarebbero state pi
adatte per quello che le passava nella mente e
nel cuore.
Qualche tempo dopo, un'va felice, guardandosi
indietro avrebbe pensato:
Quello fu certamente il colmo della mia
infelicit. Verso le cinque e un quarto di quel
gioved di giugno ero all'estremo, senza un bagliore
di speranza. Non mi rimaneva che l'orgoglio,
il quale mi faceva dire: Non devo lasciar
sospettare a Bianca questo naufragio, n mostrarle
che non ho pi voglia di niente! Le ho
detto che lo facevo per i ragazzi, e cos deve essere.
Non penser pi affatto a me stessa.
Conclusioni a cui giungono quasi tutte le
donne in certi casi, senonch la maggior parte di
quelle che hanno passato la trentina, comprende
che si tratta di una conclusione errata, perch
il cuore  sempre abbastanza vivo e giovane da
distrarsi con ulteriori visioni, con altre affezioni.
Solamente, va, che la trentina l'aveva passata
da un pezzo e che si trovava in quella che si dice
media et non aveva sperimentato ancora questi
segni meteorologici. Di emozioni intense, fino
a quella sua stupefacente reazione non aveva conosciuto
altro che quelle che si riferivano ai suoi
figliuoli esigenti, egoisti, irrequieti.
E ora, addio sogni, addio emozioni!...
 
CAPITOLO 9.
IL GRIDO DELL'UCCELLINO USCITO DAL NIDO.

All'arrivo in casa Moyle, un messaggio che
avrebbe avuto grande importanza per lei attendeva
va Tudor.
- Una telefonata della signorina Sonia, -
le annunzi la cameriera non appena la vide. -
Dovete avere la bont di telefonare subito a questo
numero: cos mi  stato raccomandato di
dirvi. -
La signora prese il foglietto che la donna le
porgeva e guard perplessa il viso della vecchia
domestica della sua amica, un tipo perfetto di
cameriera da palcoscenico, nella sua divisa impeccabile
bianco e nero e nel suo modo di fare.
Non per nulla aveva devotamente seguito la sua
signora, prodigando le sue cure alla signorina
Delaseyne, l'artista di teatro, dietro i paraventi
e le tende dei camerini teatrali, nonch alla
signora Moyle della quale, nell'intimit della
casa, era la cameriera cerimoniosa e fine. Poi,
va si avvicin al telefono e form il numero
datole, quello dell'abitazione che Sonia condivideva
con l'amica Giovanna.
- Pronto!
- Pronto! Sei tu, mammina? Oh, mammina,
mammina! - esclam la voce che sarebbe sembrata
quella di sua madre, se fosse stata appena
appena un poco pi dolce e avesse avuto meno
di quel tono ultra enfatico che distingue la giovent
di oggi. - Dov'eri, mammina? Ho provato
a telefonare tutto il giorno al Rifugio.
Maria non ha saputo dirmi dove eri andata. Per
fortuna ho avuto finalmente un lampo di luce
nel cervello: non potevi essere che dalla zia
Bianca! Senti, mammina... ci troviamo in un
imbroglio fantastico; puoi aiutarci? Finanziariamente,
intendo! Devi sapere che Giovanna, io
e un'altra ragazza abbiamo combinato una riunione
per stasera. Figurati che abbiamo raccapezzato
degli invitati straordinari. Tra questi, il
modernissimo artista francese Renato Chandail.
- Non ne hai mai sentito parlare? Ma  impossibile!
Un artista cos straordinario! Non sei
d'accordo con me che faccio la conoscenza di persone
molto importanti?
- Gi! Ma nessuno ci d niente senza pagare.
 incredibile! E ora siamo a gioved, e
nessuna di noi avr del denaro fino a venerd.
Puoi tu anticiparmi il mio stipendio settimanale?
- I parenti di Giovanna sono intrattabili, l'altra
ragazza  impiegata, e io ho dovuto assolutamente
comperarmi dei pigiami nuovi; e cos,
mammina, vuoi darci mano forte?
- Quanto? - chiese va in tono rassegnato.
- Oh, mammina! Un minimo di cinque sterline.
Io sono al verde perch ho dovuto prendere
anche delle tele e dei colori; Giovanna ha dovuto
far fare le cornici ai suoi bozzetti per l'esposizione,
e cos abbiamo assolutamente bisogno di
denaro. E subito, s'intende! Tra poco verranno
gli invitati. Sii un angelo e portaci l'antidoto! -
La voce della signora Moyle, la quale stava
dall'altra parte del salotto e aveva udito il tono
imperioso, squillante, di Sonia, attraverso il ricevitore,
raggiunse l'amica.
- Non far niente di tutto questo, va! Sei
troppo stanca per andare di corsa da quell'ingrata
per accontentare i suoi strepiti!  mostruoso.
Che cosa fanno loro per te? Generazione
di sfruttatori, di succhiatori! - inve la signora.
- Mi fanno fremere ogni volta che li sento chiamare
mammina! Sono ben contenta di non
averne avuti. -
La signora Tudor guard l'amica con aria dubbiosa.
Era pi che persuasa che quell'attrice
recitava e che il suo atteggiamento verso i suoi
figliuoli era dovuto a una segreta invidia. Non
avrebbe mai potuto immaginare una donna che
non desiderasse di avere dei figliuoli, che non accettasse
ogni responsabilit in merito, con le
annesse occupazioni, la perdita del sonno e tutti
gli allarmi: vaccinazioni, crup, morbillo, i pasti
dei bimbi, le loro vacanze, i bambini qui e i
bambini l. Puro senso di dovere? Oh, no! va
aveva provato in tutto ci una gioia profonda.
Che cosa, avevano fatto i suoi figli per lei? Nulla
ma ella era stata animata dal fatto che quei
bambini erano suoi, che avevano bisogno di lei.
Questo pensava va, e se c' chi pu credere
che una donna capace di amare cos i suoi bambini
non possa essere quella stessa che desidera
ardentemente una estate di san Martino con un
uomo pi giovane di lei, mostra quanto poco la
gente s'intenda di psicologia femminile. va, in
quel momento nero, trovava il suo solo conforto
nel fatto che la sua piccola, ormai donna, ingrata
quanto si vuole, ricorresse a lei come
avrebbe fatto dieci anni prima.
Apr la. borsetta e vi guard dentro.
- Sette scellini e il biglietto di ritorno a casa!
- disse.
L'amica rise.
- Sempre tu! Ebbene, madamigella Sonia ne
far a meno, questa volta! Eccellente lezione.
- Bianca! -
va non disse altro, ma nella sua esclamazione
vi era tutta una protesta: Bianca, hai perso la
memoria? Torna indietro di vent'anni, quando
dimostravi sulle scene perch le ragazze lasciano
la casa! Non hai mai dato uno scellino per
aiutare una compagna? Non hai mai speso tutto
quello che avevi per qualche ricevimento ingiustificabilmente
lussuoso? Non ti sei mai rivolta
ai tuoi genitori perch avevi fatto delle pazzie?
Bianca, qualche lezione ti avrebbe insegnato qualche
cosa! Parli cos per principio, o perch ti dispiace
che Sonia sia per me pi di tutto?.
L'amica comprese quanto passava nel cuore dell'altra,
ma nulla l'avrebbe distolta dalla convinzione
che la debolezza di va verso i suoi figli
era dovuta all'insulso matrimonio che aveva
fatto; non avendo avuto mai niente che soddisfacesse
il suo ardore affettivo, aveva riversato
tutto su quei figli ingrati, tal quale come una
vecchia zittella si prodiga per un cane pechinese
o per un'attivit ospedaliera.
Povera va!
La signora Moyle si sent commuovere e disse:
- Quella ragazzaccia l'ho tenuta a battesimo.
Ti prester le cinque sterline, va.
- Sei molto buona!
- Bont facile, - ritorse la signora in tono di
modestia; e soggiunse: - Emilia porter subito
il denaro a Sonia perch immagino che non sarai
contenta finch non l'avr avuto. Ma... ad una
condizione: che tu ti tolga il cappello e ti metta
un po'a riposare prima di vestirti per uscire
con me! -
La telefonata fu ripresa.
- Ma... non verrai anche tu, mammina? -
seguitava Sonia dall'altro capo del telefono. -
Avrei da dirti qualche cosa di speciale. Ebbene
domattina, allora. Vieni presto. Alle undici e
mezzo? Sei grande! Buona sera, mammina
cara. -
va si sent rianimare.
- La piccola, in fondo,  sempre carina e affezionata, -
disse. - Non so che cosa avrei
fatto, Bianca, se non avessi avuto una bambina! -
L'altra era sempre del suo pi burbero umore:
- Ah, per conto mio so benissimo che cosa
avrei fatto se l'avessi avuta! L'avrei strangolata.
Mah! Il mondo  bello perch  vario! -


CAPITOLO 10.
DISSERTAZIONI.

Il mondo  vario e persone di tutti i generi lo
compongono. Una raccolta di belle variet si
trovava riunita appunto nella galleria di pittura
in Suffolk Street, dove il dottore americano teneva
una conferenza sul tema al quale nessun
essere umano che abbia passato i quarant'anni,
salvo eccezioni, manca di interessarsi.
Ringiovanire. Cio, la via del ritorno alle
venti primavere.
Guardando la fila delle poltrone, va vide tra
gli astanti molti giovani, e si domand che cosa
fossero andati a fare, l, quegli esseri invidiabili;
la maggioranza per altro era composta di persone
dell'et sua. In alcune di queste si vedeva
lo sforzo di voler sembrare pi giovani a tutti
i costi; altre pareva avessero rinunziato a lottare
col tempo; altre ancora, pi equilibrate
certo, apparivano serene, chiare come un meriggio
settembrino. Vi era un uomo tipo ufficiale di
Marina, svelto, asciutto, col viso abbronzato; e
anche dei tipi di maestre di scuola. va vide anche
un vecchio signore di bell'aspetto, con un
ciuffo di capelli bianchi ricadenti sulla fronte:
certamente un poeta.
Il presidente dell'associazione che offriva la
conferenza, era un dottore ben noto: bell'uomo
complesso, con occhi grigi, buoni e intelligenti
la cui dolce espressione pareva dire che le cose
da essi vedute appartenevano soltanto a due categorie:
ridicole o compassionevoli. Pienamente
a suo agio in mezzo a tutta quella gente varia,
il dottore parl con grande naturalezza, e present
il conferenziere, il quale lesse la sua conferenza
da alcuni fogli che teneva in mano.
Il pensiero di va, corso di nuovo alle difficolt
in cui pareva dibattersi sua figlia, cambi
subito direzione fin dalle prime parole che le colpirono
l'orecchio.
- Ringiovanire. Questo problema si affacci
circa quindici anni fa, ma la parola ringiovanire
diede luogo a parecchie inesattezze ed
esagerazioni. Ringiovanire significa indietreggiare
dalla vecchiaia alla giovent, vale a dire,
risalire dai sessantacinque anni ai trenta. Ma la
scienza medica non offre questa possibilit, sebbene
alcuni clinici senza scrupoli, accorgendosi
della facilit di illudere un certo pubblico, l'abbiano
sostenuto.
- Quest'uomo  onesto! - sussurr la signora
Bianca mentre va, che aveva portato il suo taccuino,
dopo aver disegnato rapidamente le linee
della testa -del conferenziere prendeva qualche
appunto proponendosi di rileggere poi, di studiare
e (perch no?) di applicare le teorie che il
dottore americano avrebbe esposte.
Molte idee le erano nuove: ravvivamento,
rinnuovo di energie, disfunzioni di glandole....
Il conferenziere si dimostrava di mentalit universale.
Dopo aver descritto una operazione, aveva soggiunto
sorridendo:
- Per ci che si riferisce letteralmente al ringiovanimento,
si pu dire che nella sala di un
istituto di bellezza si pu far molto. Una donna
di sessantanni, per esempio, col viso massaggiato
e imbellettato, i capelli tinti, pu uscire
di l, previo abbigliamento da ragazzina (purch
abbia un personaletto possibile) dando a un
osservatore casuale l'impressione che ne abbia
trenta. -
(Tu avevi il personalino passabile, scribacchi
la signora Bianca sul taccuino dell'amica
ma l'hai trascurato!)
- Per altro, - continuava il conferenziere
- questa impressione  superficiale. Essa non
va difatti oltre l'epidermide. -
(Morale: scrisse ancora la signora Moyle
fate attenzione alla vostra epidermide!)
- Nel 1920, - continu il conferenziere
- Steinach disse che, entro modesti limiti, il processo
di decadimento fisico pu essere ritardato. -
Qualcuno tra gli uditori si pieg in avanti per
non perdere sillaba e fu scambiato qualche
sguardo pieno di speranza. va Tudor pens:
E perch no, dopo tutto?  una cosa importante
anche per me, quantunque abbia perduto il
motivo maggiore di voler piacere. Anche se Antonio
sposer la sua bella Cinzia, potr sempre
avere un vantaggio mio proprio a mantenermi
giovane! I miei figli saranno contenti di vedere
che io non sono una rovina. E poi, per me stessa,
non voglio decadere! Voglio imparare ci che si
deve fare per questa lotta.
Prese attentamente gli appunti su ci che si
riferiva alla dieta, al moto, al riposo, alla ricreazione.
Beveva tutte le parole.
- Chi non ha mai desiderato di sfuggire il
declino? Coloro che non hanno provato, questo
desiderio avranno per sempre avuto l'istinto di
protestare contro il tempo. Questi desiderii, questi
impulsi, sono vere reazioni. -
Voglio giovarmi di questo impulso, pens
va. Sono stata torpida. Ci voleva Antonio per
svegliarmi da questa specie di malattia, da questo
sonno mentale. Mi ha ferita, ma profitter
di questa esperienza.
Fece uno schizzo efficace dell'uomo che ella supponeva
fosse un ufficiale di Marina, il quale,
quando venne il momento delle interrogazioni
al conferenziere, domand se il dottore americano
riteneva essere buona cosa incoraggiare questa
specie di riattivazione nei vecchi. Aveva riflettuto
al terribile risultato di mantenere eternamente
giovani gli uomini politici? Il terzo schizzo fatto
da va fu quello del presidente, il quale commentava
l'assioma del collega americano: Il
moto  spesso sopravalutato.
- Per conto mio, - disse il presidente, con
un'occhiata gaia e scherzosa intorno alla sala -
non cammino mai quando posso andare in automobile,
non sto mai in piedi quando posso sedere,
e non siedo mai quando mi  possibile di
sdraiarmi e di fare una bella dormita. -


CAPITOLO 11.
L'ORA DELLA COLAZIONE.

- La prima colazione, a letto! Che lusso! -
esclam la signora Tudor vedendo entrare Emilia
con un vassoio carico di arance fresche, di
caff fumante, uova sbattute e pesche, oltre alle
tazze, ai piatti e a tutti i debiti ingredienti per
due persone.
Dietro il vassoio, infatti, si affacciava, avanzando,
la padrona di casa nel pi elegante abbigliamento
da mattina.
- Mia cara, sei un quadro! - esclam va
Tudor, fissando dai cuscini l'amica nella sua lussuosa
veste da camera di raso rosa orlata di cigno
e pantofole col tacco altissimo. - Sei sempre
cos elegante?
- Sempre: dalle otto alle dieci, ora in cui
Tom va alla City per accudire ai suoi affari...
e ai miei.
- Come si vede che hai un marito affezionato
a cui piacere! -
L'altra non disse: Come si vede che tu non
hai nessuno a cui importi un ficosecco come sei
vestita nell'intimit della tua camera!, ma lo
pens, aggiungendo anche in cuor suo: Per
prova, basterebbero quelle vecchie ciabatte che
hai ai piedi del letto! Logore, deformate!. Di
alle dette babbucce una sprezzante pedata e si sedette
sulla sponda del letto.
Quel letto soffice, di una eleganza da studio cinematografico,
armonizzava con l'abbigliamento
della padrona di casa, tanto quanto stonava con
la camicia da notte di sbiadita stoffa a maglia
di va Tudor: una camicia che doveva essersi
ritirata parecchio con le successive lavature e stirature,
perch striminziva il corpo della sua proprietaria.
Quello sar il primo dei suoi indumenti che
le far gettar via, disse tra s e s la signora
Moyle mentre domandava all'altra a che ora
avrebbe gradito fare la seconda colazione.
va spieg che non sarebbe rimasta per la colazione,
perch, dopo aver veduto Sonia, sarebbe
tornata a casa per il suo lavoro. Era un lavoro
urgente.
- Che noia questa tua fretta! - fu il commento
dell'altra. - Come potrai fare una cura,
se passerai met delle tue giornate in una vettura
ferroviaria di terza classe e lascerai Londra per
andare a rinchiuderti nelle tue zone umide e selvagge?
E il massaggio che devi farti fare regolarmente?
E la capigliatura? Ti debbo condurre
dalla mia specialista dell'Istituto di cultura fisica,
che ha trasformato addirittura tante attrici.
Poi devi affrontare anche il grande problema
del vestiario.
- Ma io non potr mai spendere il denaro che
ci vorrebbe per tutto questo!
- Non hai nessuna riserva, non hai messo
niente da parte per l'avvenire? S? Circa trecento
sterline? Ebbene, ecco l'avvenire: spendi.
- Non posso e non voglio, - ripet con ostinazione
va.
- So quello che pensi: I ragazzi hanno bisogno
di scarpe nuove!. Ma, sai, si pu fare
tutto anche con poco; occorre solamente un po' di
attenzione e di pazienza. Intanto, quello che devi
fare per prima cosa, - decret la signora - 
di finire quel lavoro di ordinazione, e poi non
accettarne pi. Dai vacanza alla tua donna di
servizio, affida il Rifugio e le tue bstie alla
vecchia Maria, e fa' che questa si assetti anche
con Edoardo, con Dick, e quel loro appetito da
cavallette quando tornano a casa a mangiare nelle
ore pi disparate. Pianta tutto e tutti e...
- E io? Dove vado a finire?
- Verrai a stare qui con me. La camera 
spaziosa e piena di comodit. C' il telefono e il
bagno. Lascia che io mi occupi di te; ci divertir
una povera donna senza figli che avr cos
qualcuno (oltre a suo marito che non ha bisogno
di niente!) di cui prendersi cura. Telefoneremo
a Maria: che metta insieme ci che ti pu servire
e mandi tutto qui. Non mi dire di no, va!
Inoltre, mentre sarai in citt potrai sorvegliare
Sonia perch non si metta in gravi impicci.
Ecco... dici di s! Ero sicura che avrei trovato
il punto debole per farti cedere, cara la mia
chioccia! -
Cos dicendo, la signora Moyle balz dalla
sponda del letto e se ne and nel suo bagno di
cui era nica e indiscussa proprietaria. Ella teneva
infatti gelosamente per s quel capolavoro
da esposizione in fatto di bagni. Nessuno aveva
il permesso di calpestarne il pavimento coperto
di caucci bianco, riscaldato per mezzo di tubi
che vi passavano di sotto. Nessun'altra mano
avrebbe potuto osare di girare le chiavette che
aprivano vere cateratte di acqua calda o fredda,
n toccare il meccanismo per la doccia; nessuno
poteva tuffarsi in quelle acque, n mirarsi
nei grandi specchi refrattari ai- vapori. Nemmeno
il marito della dispotica proprietaria
avrebbe osato porre qualche oggetto di toeletta su
quelle mensole di cristallo piene di bottiglie, di
fiale, di lozioni, di essenze, di vasetti di creme
varie per densit, e tinte, e profumo. Quella
stanza da bagno, adattata al tipo della signora
Moyle, rappresentava per questa la via che ella
percorreva per tornare indietro nel tempo.
In un gabinetto da bagno meno sontuoso, ma
nell'opinione sua gi degno di un Sardanapalo,
va Tudor faceva il bagno usando tutti gli ingredienti
di toeletta acquistati il giorno prima.
Certo non con tanta maestria come la famosa
specialista. Fece come pot: aggiust le pieghe
dei capelli castano argentato cos recentemente
ondulati e vi pose sopra il cappellino regalatole
dall'amica, sperando nell'approvazione
di Sonia.
Alle undici e mezzo infatti va toccava il bottone
del campanello di un portoncino verde. Una
donna con un grembiule di balla apr chiedendo
con sospetto:
- Chi cercate? -
Ma non appena seppe chi era la signora, si
affacci alla tromba di una scaletta oscura e
strill:
- Signorina Tudor, c' vostra madre! -
Poi soggiunse con voce pi bassa, quasi misteriosa,
rivolta a va:
- Entrate pure, signora. Bisogna stare sempre
attenti. C' tanta gente in giro che non si
sa chi sia, n di che cosa vada in cerca! - e invitando:
- Volete entrare nello studio? -
Lo studio era come sono migliaia di studi
a Londra nelle ore antimeridiane, dopo un precedente
ricevimento protratto fino a tarda sera.
va non se ne scandalizz, perch fin da quando
era stata anch'essa studentessa, conosceva certe
conseguenze di banchetti serali. Spost un piattino
colmo di sandwiches cosparsi di cenere di
sigarette, sul davanzale della finestra, apr i vetri,
diede una spiumacciata a un cuscino e si
sedette.
Sonia non tard a entrare.
- Brava mammina! - esclam con slancio.
Portava ancora il pigiama da notte di un rosso
fiammante ed era tutta arruffata, con gli occhi
e col viso di chi si alza in quel momento dal
letto senza aver dormito abbastanza. Era anche
pallida, e ci colp sua madre; ma gli occhi della
ragazza, non appena riusc a tenerli bene aperti,
erano brillanti, come era allegra la sua voce mentre
si voltava a chiedere, quasi gridando, verso
la porta:
- Ehi! Una tazza di t, ma forte forte!
- Hai fatto colazione, cara?
- Colazione? -
L'alzata di spalle in stile drammatico che quella
domanda provoc in Sonia era degna di quell'insieme.
Poi la ragazza continu in tono brioso:
- Oh, mamma, se tu sapessi che ricevimento,
ieri sera! A proposito: ti debbo un monte di
ringraziamenti per avermi mandato quei soldi. Ci
hanno salvato la vita!
- Ringrazia la zia Bianca, perch  stata
lei a prestarmeli.
- Ah, bene! Ha denari a palate, quella l; non
 vero? -
Questo, il commento di gratitudine; poi il soggetto
non fu pi toccato. La ragazza gett un
braccio intorno al collo di sua madre e le pos
due caldi baci sulle guance; quanto bastava a
va dal tenero cuore per vedere le cose solamente
dal lato da cui le vedeva sua figlia.
- Ti piace stare qui, bambina mia?
- Amo la citt. Qui si vive, almeno!
.- E... vai d'accordo con la tua compagna?
- Giovanna?  molto carina. Naturalmente
non si  ancora alzata e non posso svegliarla.
Siamo state alzate fino a tardissimo. La signora
Holmes (quel bel tipo che ti ha aperto la porta)
ha dovuto spazzar via tre persone da questa
stanza stamani. Non avevamo altro posto per
farle dormire! -
Rise; poi, bevendo il t avidamente, ripet:
-  stata una cosa veramente grandiosa! -
Anche i suoi occhi ridevano, come se ella per
la prima volta avesse capito che cosa significa
la parola divertimento.
- Ti sei dunque divertita tanto, cara?
- Molto; anzi, a proposito di quello che desideravo
specialmente dirti... sai?... era questo...
- Che cosa?
- La prossima week-end - prese a dire la ragazza
in tono carezzevole lasciandosi scivolare sul
pavimento ai piedi di sua madre e cingendole
con un braccio la vita - vorrei portar qualcuno
a casa nostra per passare la domenica in riva
al Tamigi; affittare una magica lancia a motore
elettrico, fare colazione fuori e ritornare sul tardi
a casa, per cenare. Non si potrebbe? Basterebbe
una maionese di salmone e delle fragole con
panna. Non molte bevande, s'intende. Sarebbe
una cosa magnifica, non ti pare?
- Ho paura di no. Mi sono impegnata di andare
a stare con la zia Bianca per un mese, e
affitter il Rifugio.
- Oh, mamma! - esclam Sonia stupita e
addolorata. - Affittare il nostro cottage!'
- Mi pareva che tu odiassi addirittura quel
luogo. Non lo consideravi forse come una prigione,
e non sei stata felice di lasciarlo?
- Non  vero; eppoi, pensavo di ritornarvi.
Non si pu non avere un luogo dove condurre
gli amici! -
va si sollev un poco per guardare in viso quel
figliuol prodigo in gonnella. Sonia non era pi
pallida. Sotto la massa dei capelli castani il suo
viso era arrossato e gli occhi (gli occhi stessi
di sua madre venticinque anni prima) erano come
illuminati da un'interna gioiosa agitazione. Perch?...
- Chi sono? - chiese va all'improvviso. -
Chi sono gli amici che vorresti invitare?
- Anche se tu starai con la zia Bianca , non
potrei condurveli lo stesso? Non potremmo andar
gi tutti, domenica prossima? Essi sanno
gi che andremo...
- Chi sono essi?
- Giovanna e un suo amico, Doris e Giorgio.
Giorgio  l'amico di Doris, un ingegnere, un
ragazzo molto per bene. Ti piacer.
- Sareste dunque in cinque?
- In sei, perch verr anche il signor Chandail,
il pittore, sai bene, l'artista francese. Non
 un ragazzo, questo. Ha ventinove anni. Ti ho
gi parlato di lui per telefono. E cos... oh,
mamma, mammina, dimmi che posso confermare
l'invito per domenica prossima! -
Lui, pens va. Guard ancora quel visetto
felice pieno di speranza. Si avvide di nuovo che
la bocca di sua figlia aveva un'espressione diversa.
Era possibile? Quell'espressione che dice:
Sono stata baciata da qualcuno che mi preme.
- Sonia?
- Eh? Che cosa? Perch mi guardi cos? -
Ed eludendo: - Lascia che io vada a versarmi
un'altra tazza di t. -
va trattenne la figlia per un braccio.
- Sonia, bambina mia, parlami un poco di
questo giovanotto. Stai forse perdendo di nuovo
la testa e il cuore?
- Di nuovo? Oh, mamma! Non l'ho mai fatto,
prima! - esclam Sonia in tono indignato.
Dopo aver ballato ed essere stata in automobile
con gli amici del fratello Edoardo, dopo
aver volato con gli amici e i colleghi di Riccardo,
dopo aver accettato le attenzioni di tutti come
si accetta una sigaretta, un pasticcino, era possibile
che quella bambina si fosse innamorata?
Ma la generazione di Sonia non dice queste cose
con queste parole. Ella disse:
- Vado pazza per quell'uomo, mamma! -
Si sciolse dalla stretta di sua madre, balz in
piedi e rimase davanti a lei in un atteggiamento
che rivelava felicit, timore e sfida insieme; poi
concluse:
-  proprio cos, e non v' rimedio! -
 
CAPITOLO 12.
IL CORTEGGIATORE FORESTIERO.

- Bimba mia, - disse la madre in tono perplesso
- lo conosci, almeno, quest'uomo?
-  l'unico uomo al mondo che io desideri
guardare, ascoltare e aver vicino! L'unica persona
che mi piaccia.
- Capisco!... - (va capiva anche troppo
bene che le parole di sua figlia esprimevano ci
che ella stessa aveva provato e che tutte le donne
provano.) - Ma per parlare proprio sul serio
e per guardare le cose giudiziosamente... -
(Giudiziosamente!, pens. Proprio io parlo
di giudizio! La giovent  il tempo delle sciocchezze,
e io non ho nemmeno questa attenuante!)
- Volevo dire: chi ? A quale genere di
famiglia appartiene?
-  francese. Sua madre era una contessa.
Bellissima! - disse Sonia con crescente entusiasmo.
- Suo padre era un ufficiale di Marina.
Sono morti tutti e due.
- Non ha nessun altro parente?
- Non credo che ne abbia.
- Questa mancanza di parentela non mi capacita.
- A me pare invece una gran bella cosa! -
esclam Sonia. - Pensa che fortuna  appartenere
a qualcuno che non ha zii Ronaldi, n fratelli
Edoardi, e nessun altro che ficchi il naso
nei fatti suoi!
Si  dichiarato, dunque?
- Oh, mamma, sei vittoriana in modo fantastico!
Ma come fai a pensare certe cose! Neanche
ve ne fosse stato il tempo! Ci siamo visti
appena! La prima volta fu in un ricevimento
dagli Oxford. Te ne parlai, mi pare.
- Dimmi qualche cosa di pi.
- Ecco: gli Oxford sono di quella gente oziosa
e simpatica, piena di quattrini, che ama riunire
le persone capaci di fare qualche cosa. Hanno
una gran casa in Bloomsbury Square. Danno
dei ricevimenti magnifici: fiumi di spumanti e
una maravigliosa orchestra per ballare. Da loro
tu incontri ogni specie di celebrit: attori, stelle
cinematografiche. Io vi ho trovato Rn... il signor
Chandail, voglio dire! -
Gli occhi della fanciulla rifulsero di una luce
di sogno.
- Racconta un po' le cose alla tua mamma. -
Attratta da quella voce persuasiva, Sonia si
accomod sul divano accanto alla madre.
- Stavo in una delle sale attigue alla sala da
ballo. Bevevo qualche Cosa di freddo con Teddy
Wolf, l'artista che canta quelle squisite canzoni,
come per esempio: Chiudi la porta ed essi verranno
dalla finestra, oppure: Mamma, voglio
sposarmi. Non lo conosci? Gi, tu non conosci
mai nessuno! Vi era un tavolino con i piatti dei
crostini e delle mandorle salate, sotto un grande
specchio ovale con i candelabri accesi dai lati.
Stavo appunto prendendo un crostino di caviale,
quando sento una voce dietro di me. Alzo gli occhi
e lo vedo nello specchio. Un tipo bruno, romantico,
alla Charles Boyer, sai bene... quello straordinario
principe ereditario in Mayerling; proprio
cos; anzi, meglio. E mi sento dire... -
Sonia rise nervosamente, poi continu, imitando
un accento forestiero:
- Come vi chiamate, bella damigella di Albione?
- Che abito indossavi?
 Quello di organdis rosso con le maniche a
palloncino, e mi ero fatta, pettinare dal parrucchiere
poco prima. -
Parve a va di vedere quella testolina castana
lucente, il visetto da elfo sul collo sottile e bianco
le spalle uscenti dalle; maniche rigonfie. Certo il
quadretto formato da quell'insieme doveva aver
colpito un artista. Si sent piena di qualche cosa
che in parte era orgoglio materno e in parte invidia.
Oh, avere quei riccioli quell'epidermide,
la snellezza, la belt giovanile, e incontrare lo
sguardo di un uomo! Cos ella avrebbe voluto apparire
la prima volta in cui era stata veduta da
Antonio!
Con un interesse di cui ella stessa stupiva, si
prepar a non perdere una sillaba di Sonia, non
solo perch il racconto si riferiva alla sua figliuola,
ma anche perch ella stessa, recentissimamente,
aveva provato qualche cosa di simile.
- Continua, cara. Egli ti disse, dunque:
Come vi chiamate, bella damigella di Albione?. E poi?
- Io risposi: Sono Sonia Tudor, e basta.
Ballammo due volte insieme prima che mi dicesse
chi era, e poi facemmo una passeggiata senza
mta, chiacchierando per dei chilometri.
- Dove?
- Credo in Bloomsbury Square. All'aperto,
in ogni modo. Sul selciato vi erano le ombre del
fogliame degli alberi. Mi parl dei suoi viaggi,
della Francia, dell'Italia. Oh, mamma, come dovrebbe
esser bello vagare al chiaro di luna tra
gli aranci in fiore!, come diceva lui, ed essere
soli, in due, mentre l'olezzo si diffonde nell'aria!
Gli dissi che sarei andata volentieri in Italia, e
lui mi disse che l tutto  musica, e che l'italiano
 il linguaggio dell'amore, come il tedesco  quello
della scienza, il francese quello della cultura,
dello spirito, della moda...
- E l'inglese?
- La lingua degli sport e degli affari. Niente
altro! Credo sia stato anche un po' caustico dicendo
che gli Inglesi sono tardi e insensibili.
- Davvero? -
va pens:
Uomini come Tony, sono forse tardi?
Poi riprese:
- Si pu sapere come ha definito la donna
inglese? -
Sonia rise e rispose con l'accento francese del
suo ammiratore:
- In quanto alle donne inglesi, io le giudico
assopite; sono bellezze dormenti, perch i loro
uomini non hanno saputo svegliarle! -
va pens:
Vi  qualche cosa di vero in questo!
- Ha detto che i loro uomini non sono abbastanza
principi azzurri, che sanno solo parlare
di automobili, discutere di quanti chilometri
si fanno con un litro di benzina, oppure di
partite sportive e di questa e quella parte in
contesa. E diceva: Questi soggetti non interessano
un uomo come me. Lui sa come si parla
alle donne, e dice cose gaie e divertenti: sulla
musica, sul ballo, sugli abiti, sui colori, e soprattutto
sull'amore. Conosce ci che la donna chiede
all'amore, e indovina se ella ha amato, e quanti
ne ha amati, e quali, e perch... -
va pens:
Tutto ci  interessante!
Ma ad alta voce protest:
- Sonia, non ti ribelleresti se qualcuno di
quei bravi ragazzi dell'aeroporto ti parlasse cos
dell'amore?
- Detesterei piuttosto che qualcuno di quegli
antipatici dell'aeroporto me ne parlasse, in
qualunque modo! -
Ripeteva le opinioni dell'altro imparate a
mente, e continu a ripetere:
- Gli uomini debbono farsi una cultura per
avvicinarsi all'amore; gli Inglesi invece pensano
solamente al cricket. I nostri uomini dice Rn
imparano ad afferrare il cuore di una donna solamente
con la parola. Non  pi appropriato
questo, che domandare a una bella donna: Perch
non vi comperate un bull terrier?. Essi possono
baciare una donna solamente con gli occhi:
guardandola... -
va pens:
Non voglio domandarle se egli l'ha baciata...
Segu un silenzio in cui inespressi e inesprimibili
rimpianti empivano il cuore della donna che
aveva oltrepassato i quarant'anni, mentre il
cuore della fanciulla ventenne era caldo delle
memorie di quella notte estiva in cui, sotto i
suoi sandali d'oro, l'ombra del fogliame pareva
danzasse, e poi l'ombra sua stessa e quella dell'uomo
erano divenute una sola.
va volle dissipare quell'atmosfera di fremiti.
- Bisogner che io conosca questo tipo irresistibile!
- Mamma, ricordati che  un genio. Non ammette
che vi sia un altro modo di dipingere all'infuori
del suo. Ha tele esposte al Salon, e ne
vende.
-  ricco?
- Oh, mamma, non gliel'ho domandato! Che
importa? A vederlo si capisce che  avvezzo a
tutte le cose pi raffinate.  vestito alla perfezione.
Oh,  maraviglioso a vedersi!
- Quanti anni mi hai detto che ha?
- Ventinove o trenta, credo.
- Invitalo dunque con gli altri al Rifugio,
domenica prossima. Vi sar anch'io. Voglio sistemare
tante cose prima di affittare il cottage!
- Ordinerai una cena, una cenona, e procurerai
che Maria faccia tutto per benino?
- Temo che toccher a me di far tutto, perch
Maria ha, domenica, il suo giorno di uscita. Addio,
Sonia.
- Mammina, addio. -
La domenica mattina, non appena la signora
Tudor aveva terminato di preparare la cesta per
la colazione all'aperto, si ferm alla porta
un'automobile scintillante, di tinta chiara, con
quattro persone. Tra queste, Sonia in calzoni
sportivi e maglia rossa. Ella salt fuori dalla
macchina senza nemmeno aprire lo sportello e
corse ad abbracciare sua madre. Fremente di eccitazione,
poco sicura di s, pi bella che mai,
present Doris, un altro elfo femminile in calzoni,
e Giorgio, un giovanotto allegro, come tanti, col
viso coperto di efelidi. Era stato lui a condurli
fin l; veramente l'automobile non era sua, ma
essendo egli direttore di un negozio di automobili
di Piccadilly, aveva potuto fortunatamente avere
la macchina per fare una gita di prova con un
cliente che voleva acquistarla.
- Il cliente sono io, - mormor una voce
insinuante, con accento francese.
Sonia si scosse.
- Oh, ma che orrore! Toccava a me a presentarvi!
- E rivolgendosi a sua madre: - Il
signor Chandail, mamma. -
Di solito non  facile alle madri, per quanto
ne siano richieste, di essere cordiali di primo acchito
con quelli o quelle, dei quali o delle quali,
i loro figliuoli o figliuole, sono innamorati.
Renato Chandail era uno di quegli uomini che
non lasciano in forse; o si pensa subito: Che
giovanotto simpatico! oppure: Santo cielo,
come sarebbe possibile farsi vedere in giro con un
tipo come questo?.
va fu subito di questo secondo parere: giudic
l'apparenza del giovane del tutto repellente.
Per una gita sul fiume, quando gli altri indossano
costumi da bagno e qualunque vecchia giacchettaccia
su un paio di calzoni corti, Renato
Cbandail sembrava un figurino ben lisciato, in un
abito di flanella candida attillato, che non gli faceva
una grinza. (Quanto differente da Antonio!)
Parve a va che il giovane fosse parecchio pi
basso di statura di Antonio, ma certo potevano
esservi delle donne che lo avrebbero giudicato pi
bello dell'altro. Sopra un paio di begli occhi neri,
due fitte sopracciglia scure e due baffetti su
di una bocca, espressiva. All'atto della presentazione,
egli batt, riunendoli, i tacchi delle
scarpe di antilope bianca davanti a va e si curv
sulla mano di lei sollevandone le dita fino alle
labbra.
- Madame!... La madre di un'artista, artista
anch'essa! Enchant! -
va pens:
Che voce falsa! Per fortuna Ronaldo non
 qui a peggiorarmi la situazione con questo
vanesio. Ma neppure io intendo fidarmene
troppo!
Poi si volse al cane che, seguendo l'istinto,
diffidava del nuovo visitatore e ringhiava:
- Zitto, Duffy! Buono! - e all'altro: - Non
morde, signor Chandail, solamente intende dimostrare
che non vi conosce.
- Si capisce. Del resto, saremo presto
amici! -
Di questa opinione non pareva fosse Duffy,
perch manteneva un atteggiamento ostile; ma
il pittore non vi fece caso e si guard in giro.
- E questa  la casa. Graziosa! Graziosa!
Tutto vi  grazioso come in un nido. Che abitazione
veramente inglese! Il comfort inglese in
un'atmosfera deliziosamente bohmienne, da artisti.
Perfetto! - conchiuse entusiasticamente.
va, angosciata, pens:
Spero che Sonia non lo prenda sul serio per
molto tempo! Oh,  impossibile, questo!
Nello studio, davanti ai bicchieri delle bevande
fredde, va chiese che cosa era accaduto degli
altri due ospiti attesi.
- All'ultimo momento Giovanna e il suo Rex
hanno pensato di andare in qualche altro posto.
Giovanna  sempre quella delle decisioni casuali,
improvvise; non  vero, Doris? - disse Sonia.
Casuali?... Improvvise?... pens va. Questi
tipi moderni danno sempre minor valore alle
cose! ,
Ma non disse nulla, ricordando che coloro i
quali dicono questi tipi moderni col tono che
dava lei all'espressione, implicano la conseguenza
di essere poi definiti, ma con altro tono,
quei tipi antichi!.
Doris convenne che non c'era mai da fare assegnamento
su Giovanna: una ragazza strana;
talvolta dipingeva come una furia, dimenticando
perfino di mangiare, talvolta fumava come un
camino e ciondolava in ozio per casa. Per conto
suo (di Doris, intendiamo) sarebbe stata ben
lieta quando, alla fine dell'estate, Giovanna e Rex
si fossero sposati, lasciando un po' pi di posto
libero a lei e a Sonia.
- Tu potresti anche non esser pi in quella
casa, a quel tempo, - le disse il fidanzato. -
Metti che i capi della mia ditta perdano la ragione
e mi aumentino lo stipendio: allora ci
sposeremmo noi prima degli altri!
- E lasciar sola la signorina Sonia come l'ultima
rosa?  improbabile! - comment sorridendo
l'artista francese.
Sotto il rossore di gioia che imporpor le guance
di Sonia si leggevano facilmente i pensieri che
frullavano nella sua testolina. Troppo aperta e
sincera, ella dimostrava ci che sentiva quando
l'uomo di cui era infatuata esprimeva con troppa
facilit quello che non sentiva.
Non  vero che sia cos giovane come dice
Sonia, pens va. Gli si danno quarant'anni.
Chiss perch le ragazze sciupano il tempo della
loro pi bella giovinezza dietro a uomini non
adatti per loro! A venticinque anni io non mi
sarei neppur degnata di guardare questo damerino.
Certo, Sonia da qui a cinque anni si sar
formata un gusto migliore; perci questo tipo
non pu essere pericoloso, concluse la donna
ottimista commettendo l'errore che fanno tutti i
genitori, quello cio di credere che i giovani, nel
fondo dei loro cuori, vedano le persone e le cose
come le vedono loro.
- Certamente la signora maman ci accompagner? -
Renato Cbandail sollev le sopracciglia in atto
di rincrescimento esagerato quando va, presso
la quale si teneva strettamente Duffy, condotta
la piccola comitiva fino all'imbarcadero in fondo
al giardino, rest a vederla partire dichiarando
che aveva troppo da fare per lasciare la casa.
Ella sapeva benissimo che la maman, senza un
cavaliere suo, sarebbe stata d'impiccio.
- Rimonteremo il fiume, - dichiar Giorgio
che aveva mente da organizzatore, mentre prendeva
il volante della lancia. - Troveremo un
posticino tranquillo in qualche insenatura ombrosa.
- Dove sono i dischi del grammofono, Doris?
Ah, eccoli! E il mio pacchetto? Ecco qui anche
quello.
- Costume da bagno?
- Certo.
- Abbiamo preso tutto?
- Avremo bisogno di tonnellate di cena
quando ritorneremo! Arrivederci, mamma.
- A pi tardi, signora Tudor.
- Au revoir, madame.
- Addio a tutti! -
La giovent al timone e il piacere in poppa!
cit va, e facendosi solecchio con una mano si
sofferm a guardare la lancia bianca che se ne
andava via per il fiume.
Che giornata piena di sole! Contro il blu del
cielo le rondini volavano allegramente. Un venticello
tiepido faceva inclinare le lunghe alghe
e i salici fino al pelo dell'acqua, e si udivano
qua e l voci sommesse e ridenti, certo dalle
chiatte invisibili perch ancorate nelle anfrattuosit
della riva.
Attraverso un cespuglio di salici va vide una
manina tendersi con un biscotto verso un cigno,
e una manona scura afferrarla, tirarla indietro.
Una voce d'uomo si ud che diceva, con accento
di ardente tenerezza:
- Sciocca! Quelle bestiacce sono selvatiche!
Danno delle beccate terribili! -
Il cigno si allontan. Con tutta la grazia di
una nuvola bianca arruff le penne, e con tutta
la malevolenza di un serpente nella piccola testa
insegu un altro cigno sotto l'arco di un ponte
che univa le due rive, dove erano sparse casette
galleggianti e un alberghetto del quattordicesimo
secolo. Tutto era inondato di sole. In una bella
giornata come quella, la vallata del Tamigi sfolgorava
di bellezza. E quale sfondo magico per i
bisbigli degli innamorati! Praterie cosparse di
margherite, colline boscose, salici piangenti, scintillio
di acque, fruscio di cigni; uccelli, aironi
slanciati, provvedevano lo scenario teatrale ai
duetti d'amore sulle rive, nelle chiatte, nei canotti,
nelle lance, dovunque erano delle coppie
a godersi la vacanza.
va si ricord che in qualche luogo del Sussex
Antonio Ainsworth avrebbe cavalcato accanto a
Cinzia, la donna che egli voleva sposare.
Non era quella, forse, una giornata adatta
per far disperare una donna, quando questa 
brutta senza essere stata mai bella, quando 
matura senza aver mai gustato in pieno la giovent,
quando  al di fuori delle cose che non
ha mai provate? Chi avrebbe potuto biasimare
va Tudor se ella avesse trascorso una giornata
simile nella pi nera depressione?
Invece, parr strano, ci non avvenne. Non
appena ebbe compilato l'inventario per i suoi
inquilini, ebbe contato quei dati capi di biancheria,
messo da parte le porcellane pi fini, lavato
i bicchieri adoperati poco prima, pulito libbre su
libbre di fragole per la cena, si sent stranamente,
inesplicabilmente animata.
Perch non mi sento avvilita? si chiese.
Bianca dice che quando una donna apparisce
nel suo meglio  pari alla lotta. Porse perch lavoro
con questo grembiulone azzurro invece che
con quello sporco di tinte e di olii da pittore?
Forse perch pi si chiede a una donna e pi
questa rende? O perch ho incominciato a interessarmi
di me stessa? Quando Antonio mi presenter
la sua bella fidanzata, questa vedr
un'amica di lui ancora fresca e attraente. Poich
sento di poter sostenere l'idea che egli porter
qui quella ragazza, pens va. Sono certa
che riuscir a far fronte a qualunque cosa!
 
CAPITOLO 13.
IL LEGISLATORE DOMESTICO.

va Tudor aveva da poco formulato l'intima
convinzione di sentirsi capace di affrontare qualunque
cosa, quando fu messa alla prova dall'intervento
intempestivo di suo cognato, uno di quegli
uomini che non annunziano il loro arrivo nelle
case dei parenti e corrono perci quasi sempre
il rischio di essere ricevuti freddamente.
Egli entr nel momento in cui la padrona di
casa e la piccola comitiva di ritorno dalla sua
gita avevano appena finito di consumare la cena
tra i fiori e i candelieri. Al suo primo apparire
nella saletta da pranzo un subitaneo silenzio
pes sulla compagnia, tanto pi che il maggiore
Tudor non amava vedere gente nuova, e molto
meno gli stranieri, e il suo viso serio, contegnoso,
che nei momenti di contrariet arrossiva leggermente,
non aveva affatto dissimulato che la vista
del signor Chandail non incontrava il suo
gusto. Dopo aver distribuito tre buona sera
del tutto formali, egli si avvicin alla nipotina
e le manifest il suo piacere di costatare che
ella era ritornata in s.
- Che cosa intendete dire, zio? -
Sonia alz lo sguardo su lui. Lo zio era forse
lieto di vederla in compagnia di quel simpatico,
di quel bellissimo Renato? Peraltro... La fredda
occhiata che aveva rivolta a quel bellissimo
viso, a quell'insieme da attore cinematografico,
pareva non accordarsi alla segreta speranza
di Sonia, e questa fu disillusa anche prima che
lo zio dicesse:
- Intendo dire che sono contento che tu abbia
avuto il giudizio di piantare tutte le tue
scioccherie di Londra e ritornare sotto il tetto
materno.
- Si tratta solamente di una giornata! -
disse la ragazza.
Oh, per lei, quella giornata aveva rappresentato
un successo di felicit delirante! Non
l'aveva forse trascorsa tutto insieme col francese,
cullandosi accanto a lui, semisdraiata sui cuscini
della lancia e facendo progetti per finire la
giornata ballando in qualche luogo?
- Giorgio ci ha condotti qui per fare una visitina
alla mamma, ma ritorneremo tra poco in
citt., - soggiunse Sonia; e rivolgendosi a Giorgio:
- Credo sia tempo di andare. Che ore sono?
- Spero - obiett lo zio con aria severa -
che non avrai tanta fretta, poich io sono arrivato
ora! -
Per lo sfortunato effetto che lo zio aveva sempre
sui nervi della nipote, Sonia, alzandosi, ribatt:
- Mi dispiace, zio, ma abbiamo un appuntamento.
Saremmo dovuti essere gi partiti! -
Rivolse uno sguardo d'intesa agli amici e insist:
- Dobbiamo proprio andar via. -
I giovani presero commiato senz'altro, e una
nuvoletta di polvere sollevata sulla strada e diffusa
poi sulla siepe, rappresent la chiusura di
quella gita e di quella cenetta domenicale.
va sospir. Quando era rimasta vedova, nelle
strettezze, con tre bambini, Ronaldo era stato il
suo appoggio. Allora egli si era addossato l'amministrazione
dei pochi beni rimasti alla vedova,
aveva investito del denaro per lei, le era stato
largo di consigli. Per gratitudine a tanta sua benevolenza,
va si era adattata alle esplosioni di
suo cognato. Quando, abbandonato dalla moglie,
egli aveva preso una casetta con un po' di terreno
boschivo a poca distanza dal Rifugio, essa
gliene era stata grata. Ma gi da qualche tempo
lo scricchiolio del suo passo sulla ghiaia del giardino
annunziante il suo arrivo la spaventava,
specialmente quando i figliuoli erano in casa a
provocare le tirate dello zio contro le ragazze moderne
esseri indisponenti, artificialmente coloriti,
che meritavano delle frustate, e i ragazzi
d'oggigiorno, vere zucche vuote.
Quella sera, dopo che il maggiore Tudor ebbe
indirettamente mandato via tutti tranne va,
egli si vers del wisky e chiese con forza:
- Chi  quel bellimbusto? -
La risposta di va fu fredda: ella disse il
nome e la professione del signor Chandail, informando
che erano stati gli Oxford a presentarlo.
- Sonia non dovrebbe andare in giro con quei
damerini forestieri! - fu la risposta; ed va,
che nel suo segreto era pienamente d'accordo col
cognato, volle, per reazione, difendere il preferito
di Sonia.
Per lei, il modo con cui il cognato dettava
le sue leggi le metteva istantaneamente la voglia
di infrangerle, e accadeva sempre che quando
egli diceva, in famiglia, che qualcuno era maleducato
o qualche donna non si comportava da
vera signora, sorgeva spontaneamente per quei
disprezzati una cerchia di caldi ammiratori.
- Tu non sai giudicare i caratteri, va. Non
ne sei stata mai capace. Gli amici con i quali
permetti che i tuoi figli vadano in giro sono proprio
straordinari!
- Oh. Ronaldo! I genitori al giorno d'oggi
non possono metter bocca sugli amici dei loro
figli. Bisogna contentarsi di sapere almeno chi
sono.
- Sciocchezze da scervellati. Deploro che i tuoi
ragazzi siano venuti su senza il bene di aver
la guida di un padre giudizioso. Tuo marito
avrebbe impedito tutto ci. La necessit di una
famiglia  di avere a capo un uomo.
- Debbo dire, - convenne va che si sentiva
stanca (altro effetto del maggiore Tudor sui suoi
interlocutori) e che si domandava come mai aveva
potuto credere un tempo che suo marito e il fratello
si assomigliassero tanto in tutto
- debbo dire che il povero Sax era molto giudizioso. -
Ed ecco che Sonia, emancipata, egoista
fino al midollo delle ossa, si mette in ogni genere
di guai! - esclam il maggiore; poi s'interruppe
bruscamente. - Ma lasciamo Sonia; io ero venuto
per parlarti di Dick.
- Che cosa ha fatto?
- Chiss quante cose avr fatto! Quello che
volevo dirti  che io ho fatto colazione al Circolo
con un paio di persone molto simpatiche
e per bene. Uno di questi  un istruttore, ed 
anche il comandante del campo di aviazione dove
il tuo Dick lavora. Si chiama Ainsworth.
- S? -
L'accasciata va si sollev sulla seggiola.
- Questo Ainsworth e suo fratello (l'altra
persona che era al Circolo), erano dell'opinione
che Dick non sia poi troppo giovane per incominciare
a prendere lezioni di pilotaggio. Secondo
loro, pi presto s'impara, meglio . Io ho
dato loro ragione, - disse il maggiore con sussiego.
- Il pi anziano dei due Ainsworth riterrebbe
anzi che si potrebbe fare qualche cosa in
proposito, purch la madre del ragazzo non abbia
obiezioni, s'intende. -
La madre del ragazzo trattenne un sorriso.
- Io non ho obiezioni da fare! -
Come avevano saputo prendere per il suo verso
suo cognato, quei due! Ecco che Ronaldo dimenticava
di essersi ostinatamente opposto al desiderio
del nipote dicendo che occorreva aspettare
almeno altri quattro anni! Antonio aveva fatto
questo! In mezzo al suo romanzo personale, si
era ricordato di Riccardo. Come era buono!
Fortunata quella Cinzia Ashley!...
Peraltro, sotto il portico, accomiatandosi, il
maggiore aveva ripreso il primo soggetto.
- Voglio dirti una cosa, va. Insisto perch
tu vada a riprendere Sonia a Londra dove star
certo a far niente. Dipingere? Nemmeno per sogno
! Dipinger soltanto il proprio viso. Non far
altro che contrarre amicizie sballate. Fermala in
tempo e riprendila sotto il tuo tetto.
- Il male  che io pure star lontana dal mio
tetto per un mese! -
Appoggiata a una colonna del portico va respir
profondamente l'aria rinfrescante della
notte prima di esporre il suo piano, il quale,
manco a dirlo, provoc una violenta tirata contro
le donne che lasciano la propria cerchia, la
propria casa, che trascurano i loro figli, per fare
che cosa? Per andare di qui e di l con le loro
amiche artiste di teatro dai cervelli di gallina!
Stupidaggini da criminali. All'et di va!
(Duffy, addormentato sulla soglia della porta,
al tono di quest'ultima esclamazione si scosse.)
- E s che sei abbastanza vecchia per capire...
- Per capire che cosa? - chiese va senza
che l'altro la udisse.
E che cosa significa essere vecchia? pens.
Di solito significa avere venti anni di pi di
chi parla. Per Ronaldo, occorrono ottant'anni;
per me sessantasei; per Sonia quarantuno.
- Quel francese indesiderabile che Sonia ha
trovato ha un'aria che non mi piace. Non dovrebbe
esserle permesso di rivederlo ancora. Sarebbe
l'unica cosa da fare.
- Non condivido la tua idea, Ronaldo. Credo
anzi che essa debba rivederlo. Se non le verr,
circondato dell'aureola del frutto proibito ella
capir da s.
- Le ragazze non capiscono niente se un poco
di buono le lusinga!
- Bisogna dar loro il tempo di paragonarlo
con qualche altro giovane bene educato e di simpatica
compagnia, come Tony.
- Chi?
- Come quel giovane che l'ha condotta qui.
- Credevo che si chiamasse Giorgio!
- Infatti.
- Hai detto Tony!
- Davvero? Per distrazione. Mi riferivo a qualunque
giovane come si deve. Se io accettassi
il consiglio e non le facessi pi vedere quel pittore,
darei troppa importanza alla cosa. Sonia
non penserebbe ad altro. Questo  nella natura
umana.
 Che ne sanno le donne della natura umana?
- Lascia che Sonia conosca bene quell'uomo,
e non ci sar bisogno di altre persuasioni. Vedr
da s.'
- Le donne non vedono mai niente! Quel tipo
le parlava con gli occhi, dall'altra parte della
tavola. Era rivoltante! Ma lascia fare a me. Sapr
io chi  questo pittore d'oltre Manica. Potrebbe
anche essere un evaso, per quello che tu
ne sai. Che ne sai degli uomini? Sei vedova da
vent'anni! Per fortuna hai avuto me! - disse il
maggiore gonfiando il petto e afferrando la sua
mazza come se l'avesse brandita per sbatterla,
a destra e a sinistra, sul dorso ben vestito del
signor Chandail. - Quello ha bisogno che un
uomo gli insegni la maniera di comportarsi. -
Ronaldo ha ragione, disse va tra s e s,
persuasa che molti altri, anche di vedute un
po' pi larghe di suo cognato, avrebbero pensato lo
stesso; nessuno per si sarebbe buttato come lui
con la testa in avanti per combattere tutti per
principio e senza distinzione. Quell'interferenza,
quelle idee, sarebbero state pi che sufficienti per
ottenere l'effetto opposto. E se la conclusione
fosse stata che Ronaldo, preso di petto quel francese,
lo avesse obbligato a sposare Sonia su due
piedi?
va sent un brivido di paura.
- Del resto, lascia fare a me. Voglio sperare
che ti fiderai del mio tatto. Buona notte. -
E calcando i passi, il maggiore usc nella strada,
diretto a casa sua. va, con Duffy accanto,
guard intorno la valle addormentata. La luna
era tramontata; anche le luci del ponte erano
state spente. Esaurita da quella buona dose di
vita di famiglia, si volt, rientr in casa e sal
lentamente le scale del piano di sopra. Era quasi
troppo stanca per pensare alle famose cure estetiche,
secondo le prescrizioni avute; ma ormai
vi aveva messo mano, e coscienziosamente cospargendo
di creme il viso, si guard nello specchio
ripetendo le parole di Ronaldo:
Che ne sai tu degli uomini?
Che ne so? Oh, abbastanza per capire che
non sono tutti della stessa stampa di mio cognato!
Non tutti gli uomini strepitano le loro
ragioni alle donne e calpestano i sentimenti femminili
come un ippopotamo che si precipiti in
una giungla. Certi uomini pens hanno un
tatto straordinario, sono gentili, pieni di comprensione
con le donne, simpatici! Tony Ainsworth,
per esempio! E Dick sar cos, da grande,
e anche Edoardo... (Edoardo almeno sar un
bel giovane!), e cos pure quel viso simpatico,
pieno di efelidi, di Giorgio. Come remava bene,
oggi, come  stato gentile con tutti! Come Tony.
Credo che vi saranno altri uomini di questo genere
in qualche luogo; ma dove? E chi lo sa?


CAPITOLO 14.
HA TELEFONATO UN SIGNORE.

- Che sciocchezze! Le ragazze debbono sapersi
guardare da s, - disse la signora Moyle quando
va, di ritorno a Londra, le confid le cose di
Sonia. - Non abbiamo forse fatto tutte dei passi
falsi quando eravamo giovani.? Fidanzarsi, per
esempio, con un tipo che non era adatto per noi,
e stare male, oppure non fidanzatisi e stare peggio.
Dunque? Non ti piace quel francese? Si dice
(ma lo dicono loro, s'intende!) che i Francesi
sono degli innamorati ideali! Pensiamo piuttosto
agli affari tuoi:  pi interessante. Sei pronta
ad affrontare la questione del vestiario? -
Emilia, entrando, interruppe le due amiche
mentre stavano disfacendo le valige di va: la
signora Tudor era chiamata al telefono.
- Chi mi vuole?
- Non mi hanno detto il nome, signora, ma
dalla voce si capisce che  un signore.
- Ecco una frase fatta apposta per riportare
al bel passato una vecchia di ottant'anni! -
esclam la signora Moyle. - Chi credi che possa
essere?
- Uno dei ragazzi, suppongo, il quale avr bisogno
di me perch si trover in qualche impiccio.
Forse Edoardo... -
La signora Tudor si avvi verso il telefono per
sentire se le difficolt del suo primogenito si riferivano
all'amore, al denaro o alla lavandaia.
- Parla Tony Ainsworth. Signora Tudor, volevo
dirvi che ci siamo riusciti... s, circa le lezioni
di pilotaggio del vostro figliuolo.
- Vi sono davvero molto grata, - rispose la
madre del figliuolo, cercando di mantenere la
voce pi ferma che le fosse possibile. - Vidi
mio cognato ieri e da quello che mi disse iinmagino
come sar andata la cosa. Mille, mille
grazie!
- Di nulla. Sono cos contento! Dick incomincer
le lezioni nella settimana entrante. Vi dir
tutto da s. -
Vi era nella voce del giovane un tono di commiato.
Forse aspettava che la signora lo salutasse?
Ma questa esit.
- Un momento... - (il momento per congratularsi
col neo fidanzato!) - Non avete altro
da dirmi? Intendo... circa quest'ultima domenica
nel Sussex. Dovevate fare una cavalcata con
una graziosa signorina... -
va fece una pausa invitante alla risposta, ma
questa si fece attendere a lungo.
- Sono andato, a cavallo in compagnia di una
signorina, ma niente altro.
- Come?
- Non mi ha voluto. -
Un'altra lunga pausa prima che va fosse capace
di dire:
- Ha rifiutato voi? Voi?
- S. - (Una risatina amara. )- Pare di s.
Sono stato mandato a spasso! -
va non credeva ai suoi orecchi.
-  difficile trovare qualche cosa da dire, signor
Ainsworth... -
Ella comprndeva a un tratto che nell'intimo
del suo cuore aveva conseguito una leggera speranza
sull'esito della domanda: che la signorina
Cinzia potesse, dopo tutto, non avere intenzione
di sposare Antonio Ainsworth. Qnell'assurda,
perversa, improbabile speranza era dunque un
presentimento? va si sent felice, criminalmente
felice, si potrebbe dire; ma un altro sentimento
s'impossess di lei, e sinceramente ella riprese:
- Mi permettete di dirvi che sono tanto ma
tanto dispiacente che abbiate questa grave contrariet?
- Siete molto gentile." Sento dalla vostra
voce che siete veramente dispiacente per me. -
La voce del giovane, un po' aspra sul principio,
pareva si fosse fusa per l'avvincente suono di
quell'altra; ma di ci la signora non si accrse.
- Sentite, signora Tudor, se rimanete a Londra,
vi dispiacerebbe se ci vedessimo? -
Dispiacerle?
- Mi farebbe piacere di parlarvi, - continu
il giovane. - Se vi prometto di non passare la
serata singhiozzando sulla vostra spalla, potreste
accondiscendere a pranzare e venire al teatro
con me, stasera? Bene. Siete straordinariamente
buona. Che cosa vorreste sentire? Balalaika? Vi
piacerebbe di rivederla? Come? Non ci siete stata
ancora? Benissimo, dunque! Decidiamo cos.
Posso venire a prendervi alle sette? -
Se una donna ha tanti anni quanti se ne sente,
va in quel momento aveva sedici anni. Sarebbe
potuta stare a pari della pi giovane esordiente
che fa le prove con i calzoni lunghi della sorella
maggiore, con l'accenditore automatico di sua
madre, col rossetto della sua nonna!
- Sta bene. Arrivederci a stasera, dunque, -
rispose.
E raggiante in viso torn dalla sua ospite che
intanto aveva continuato a tirar fuori i vestiti
dalle valige, ammonticchiandoli tutti da una
parte.
va annunzi che la telefonata non le aveva
portato aggiunte di pensieri per i suoi ragazzi,
ma che uno dei suoi principali l'aveva invitata
a pranzo e al teatro.
Deve trattarsi del socio pi giovane della
ditta Ainsworth, pens subito l'amica, ma disse
solamente:
- Stasera? Sicch non ci rimarr molto
tempo! - Guard con occhio critico una quantit
di cose di va che aveva gettate sul letto.
- Che cosa ti metterai?
- Avevo un vestito di velluto nero...
- Credo che non l'avrai pi, va!
- ...e un mantello col collo di pelliccia.
- Residuo del pasto delle tarme! - disse l'altra
ridendo. - Tutte le donne hanno di questi
mantelli, e ci tengono: un poco perch  vera
martora, un altro poco perch era della mia
mamma! Io metter il tuo mantello nel pacco
dei poveri della parrocchia. Questo vestito di
giacca, poi,  finito, e questo cappello...
- Ti proibisco di ammucchiare i miei vestiti
fra gli stracci. Mi lascerai senza niente!
- Meglio, cos uscirai in sottabito, col libretto
degli chques sotto il braccio! Compera
tutto nuovo. Il mantello da sera te lo prester io,
intanto.  un mantello ricamato che mi  stato
portato dalla Cina, ma non  adatto per me. A te
invece star benissimo. Vi sono dei draghi grigio
azzurri che si addicono al colore dei tuoi occhi e
li faranno apparire pi grandi. I tuoi capelli
sono proprio belli, ora. Con quel mantello cinese
richiameremo l'attenzione del signore che ha telefonato!
E ora... andiamo a fare acquisti nei
negozi. -
In una vetrina di South Audley Street adocchiarono
un abito da sera che pareva fatto apposta
per accompagnarsi al mantello cinese. Era
di blu grigio lucente, con qualche tocco di argento.
Semplice e dignitoso.
- va, quando un vestito fa come le ciliege
mature, che pare ti dicano: mangiami, mangiami!
non te lo devi lasciare sfuggire. -
Bianca trascin va nel negozio, e con un seducente
sorriso rivolto alla commessa chiese di
vedere il vestito che era in vetrina.
- Volete provarlo? Accomodatevi nelle sale
di prova.
- Non  per me, ma per questa mia amica.
Andiamo. -
Entrarono nella sala tappezzata di velluto e di
specchi: Bianca sorridente e decisa, va riluttante.
- Bianca! Non  per me questo vestito! Vedrai
che  troppo stretto. -
L'abito era infatti un po' stretto sui fianchi per
va; ma in quanto al colore e al taglio, non
avrebbe potuto trovarne uno migliore.
-  un vestito che mi sarebbe stato bene anni
fa!...
- Si pu benissimo aggiustare, signora.
Chiamer l'aggiustatrice. Baster allargare un
poco... -
Bianca scosse la testa.
- Aggiustare un vestito  lo stesso che richiamare
un fidanzato dopo che il fidanzamento 
stato rotto. Ma il vestito star bene lo stesso.
Impacchettatelo, vi prego, e mandatelo al mio
indirizzo. La signora tra poco tempo lo porter
cos com', perch sta facendo una cura dimagrante. -
Tanto valeva per va non aver pi pace circa
il suo personale: com'era, e perch era cos, e
come avrebbe dovuto essere, e come sarebbe facilmente
divenuto...
- Ti permetter di fare un'eccezione, per incoraggiarti, -
disse la signora dopo che va
l'ebbe trascinata in una sala da t. - Ma vedrai
che ti conviene darmi sempre retta. Quando avevi
il viso e i capelli aggiustati per bene, ma il resto
trasandato, sembrava davvero che qualcuno
avesse messo una testa decente sulla figura di
una portinaia. -
va rise, ma le venne fatto di domandarsi
sospirando se questo fosse stato l'effetto prodotto
su Antonio il giorno in cui si era recata
al suo ufficio.
L'amica spietata continu:
- Perci fa' in modo che la figura si accordi
con la capigliatura e con l'aspetto del tuo viso.
Se ti ho fatto comperare un vestito che ora non
ti sta, non  senza ragione. Devi ridurre la tua
figura fino a che non entrerai in quel vestito comodamente.
- E in qual modo?
- Metter insieme i migliori consigli in proposito
e te li scriver. Poi li pubblicher. Intanto
escludo le medicine per dimagrire. Le cure
principali sono quattro: diete, moto, massaggi
e bagni. Ne parleremo in seguito; per oggi penseremo
al tuo viso e ai capelli. Devi imparare
a fare da te. Quelle tue ciglia e sopracciglia debbono
essere tinte, hai capito?
- Quante cose ancora!
- Non si riesce a niente senza faticare. In
quel libro di consigli che scriver sar detto:
Ricordate che vi sono tre nemici capitali contro
l'estetica di una donna: l'et, i dispiaceri e la
pigrizia; ma il peggiore di tutti  la pigrizia! -
E dentro di s soggiunse:
E l'antidoto per questo nemico  una frase
simile: Ha telefonato un signore.
 
CAPITOLO 15.
NUVOLA D'ORO.

Non appena Antonio Ainsworth entr nel salotto
della signora Moyle, questa non ebbe pi
dubbi.
Ecco la cagione dello sconvolgimento segreto
di va! pens. Bell'uomo, s, ma terribilmente
giovane! va che si va a innamorare di un ragazzo!
(La signora apparteneva alla categoria
delle donne che considerano solamente gli uomini
maturi.) Quel ragazzo  dritto, ben fatto, bella
capigliatura, viso simpatico anche se troppo
lungo; ma la sua giovent  una vera catastrofe!
continu a meditare la signora Moyle.
Tuttavia, ci non potr avere serie conseguenze.
Certo va in questo momento  entusiasmata,
bench si sforzi di fare l'indifferente.
Una viva sorpresa apparve piuttosto sul viso
di Antonio Ainsworth quando, salutata va, si
volse alla padrona di casa.
- Ma... ma s, questa  proprio la signorina
Delaseyne! Oh, signora! Posso dirvi di avervi
ammirata a rispettosa distanza, da anni? Non
supponevo affatto che stasera avrei avuto la fortuna
d'incontrarvi!
- va sta sempre con me quando  a Londra.
Siamo state a scuola insieme... -
Com' coraggiosa e gentile, Bianca, a confessarlo!
pens va. Essa, che non ammette
un'epoca nemmeno nello stile del suo salotto e
che non si farebbe fotografare in costume teatrale
per tutto l'oro del mondo, ora dice francamente
a Tony che siamo state compagne di
scuola... ma lui non ci creder!
Il giovane invece vi credette.
Qusta piccola grande attrice dall'aspetto cos
giovanile avr forse un anno o due meno della
signora Tudor, pens.
Un fatto strano e confortante  che gli uomini
non capiscono come una bella donna perda
a esser vista accanto a un'altra bella donna, bench
ci giovi quando l'una e l'altra sono poi vedute
separatamente. Per Antonio Ainsworth,
l'elegante bellezza raffinata della signora Moyle
dava anzi risalto all'aspetto di va Tudor. Si
notavano le maniere di questa, pi naturali, pi
dolci. Il giovane accett un bicchiere di eccellente
sherry dalle mani del marito dell'attrice, poi usc
con va.
Egli aveva gi fissato una tavola nel vano di
una finestra al Savoy e si fece premura di ordinare
ci che incontrava il gusto della signora.
va ne fu stupita, ma non osserv che tutto sarebbe
stato lo stesso per lei. Forse che a una
donna pu non piacere quello che  stato scelto
dall'unico uomo che le preme?
va subiva l'incanto e la gioia di quell'invito
a pranzo, neanche fosse stata una ragazza nel
centro dei suoi sogni.
L era il suo motivo per ricominciare la vita.
Fino a quel momento non aveva avuto altro motivo
che il suo benamato Riccardo, e ora che Antonio
aveva aiutato quel ragazzo a effettuare il
suo pi forte desiderio, il suo cuore era stato
afferrato da Antonio, prescindendo anche da ogni
altra attrazione. Cos i due stimoli pi forti della
sua vita, Riccardo-Antonio, si trovavano riuniti.
- Dire che non ho parole per ringraziarvi,
 un po' trito, ma  proprio cos. Non so come
esprimervi la mia gratitudine per quanto avete
fatto per il mio Dick, - disse.
- Avete dunque capito che mio fratello ed io
abbiamo girato la posizione in modo da far credere
allo zio di Dick che l'affare del brevetto
era un'idea sua? Un inganno benevolo quanto
essenziale!  l'unica maniera per prendere quella
generazione.
- Come siete severo - disse va ritrovando
la sua voce - con la nostra generazione!
- Ho detto quella; non ho detto la nostra!
- Volete dire?
- Ma... la sua; quella del maggiore Tudor.
- Capisco. -
va nascose la gioia che provava nel sentirsi
compresa da Antonio nella generazione pi giovane,
e riprese:
-  vero. Mio cognato  un conservatore sincero,
ma in quanto ad arrendevolezza,  flessibile
come una statua di marmo!
- Assolutamente! - convenne Antonio ridendo.
va osserv:
Non ha voglia di ridere, ed  proprio in mezzo
a una delusione amorosa che questo ragazzo ha
avuto il pensiero di Dick! Ora cerca di essere
un ospite impeccabile. Povero giovane!
- Gradireste un po'di dolce, signora Tudor?
- Ho paura di avere questa debolezza.
- Vi vergognereste? Ma anch'io in tema di
dolciumi sono ancora un ragazzo. Aspettate che
richiami l'attenzione del personaggio che va girando
con quella torre di dolci, di panna e fragole
da far venire l'acquolina in bocca! -
Mentre il giovane allungava il collo per avvertire
il cameriere, i suoi occhi s'incontrarono con
quelli grigi di va.
Che begli occhi ha! pens.
Se gli fosse passato per la mente, ci domandiamo,
che per raggiungere quella perfezione di
ciglia e di sopracciglia bene delineate la signora
Tudor aveva speso del denaro faticosamente guadagnato,
stando seduta a occhi chiusi sotto poltiglie
colorate, che impressione ne avrebbe avuta?
Di disgusto? Forse. In ogni modo, la teoria della
signora Moyle era che gli uomini, i quali dichiarano
di sentirsi rivoltati all'idea che una donna
possa impiastricciarsi il viso di crete, e cospargere
di grasso scarlatto le sue labbra, e tingersi le
ciglia, sono poi molto sensibili davanti al risultato
cos ottenuto.
Beigli occhi! pens di nuovo Antonio, e non
vide solo la bellezza esterna di quegli occhi, ma
anche la profondit di tenerezza e di espressiva
simpatia che brillava in essi.
Infatti, va pensava:
 ancora stordito dal rifiuto di quella ragazza...
Ed egli, come se avesse clto quel messaggio
senza parole, scosse la testa castana, silenziosamente,
fanciullescamente, con un gesto che ammetteva:
 dura... sono molto afflitto; ma che
farci?.
va si pieg sopra i fiori, che erano al centro
della tavola, verso di lui che le sedeva difaccia,
e disse dolcemente quanto impulsivamente:
- Mi  dispiaciuto molto.
- Siete buona! -
Null'altro; ma per va fu quella l'espressione
pi toccante, la cosa pi bella che le fosse stata
detta mai da un uomo.
Quando il cameriere ebbe portato il caff e se
ne fu andato, ella soggiunse:
- Mi vorreste dire come  andata?
- Una volta o l'altra ve lo dir. Non ora. Pi
tardi, forse. -
Giunsero per tempo al teatro. Al centro della
fila migliore delle poltrone, Antonio fece sedere
va comodamente, le procur il programma, le
acquist una scatola di cioccolatine al liquore per
soddisfare i suoi gusti infantili in tema di dolci,
e le chiese se voleva togliersi il mantello.
Ma va non voleva scoprire il vecchio vestito
di velluto nero che vi stava sotto e si scherm.
- No, grazie. Non ho caldo.
- Permettete che vi dica che avete un mantello
molto originale. Vi si addice moltissimo. -
Ella sorrise accettando il complimento come un
fiore.
Egli pens:
Come fa piacere non sentirsi dire in risposta:
Questo vecchiume? Mi pareva dovesse starmi
tanto male!.  differente dalle altre, questa
donna!
Una calda simpatia si veniva diffondendo tra
loro, ed egli si avvide di aver lodato il mantello
perch non avrebbe potuto liberamente dire:
Siete incantevole.
L'orchestra occup il suo posto e l'atmosfera
si emp della melodia romantica e trascinante.
va si sentiva come presa in mezzo a una nuvola
di sogno dorato, e guardava intenta, uno dopo
l'altro, i quadri che la vecchia Russia stendeva
davanti a lei: la scuola del balletto imperiale,
con le sue danzatrici vestite da farfalle; gli uomini
della Guardia imperiale, elegantemente vestiti
in uniforme; la festa notturna interrotta,
agghiacciata dalle parole della zingara che prediceva
la guerra...
Il sipario cal. L'atto era finito. Antonio si'
volse sorridendo a va che aveva sospirato. Le
pi raffinate signorine di Londra che egli aveva
accompagnate al teatro non avevano mostrato nei
loro risi giovanili il rapimento di quella donna
matura.
- Vi piace lo spettacolo? - le chiese. - Ma
voi frequenterete spesso i teatri, immagino!
- Certo. Vado al teatro e al cinematografo con
Edoardo e Dick, quando ci sono le cose che bisogna
vedere. Ma Dick dichiara: La mamma
ha perso la memoria, - rise - perch ai suoi
film favoriti non so mai quale  il gangster traditore,
e come e perch. Edoardo dice che questa
mia incapacit di comprensione  proprio da
gente arretrata. In ogni modo per, da anni non
assistevo a una rappresentazione come questa. -
Era forse solamente la vicinanza di un uomo
a ravvivarle ogni gusto per la musica, per il colore,
per il ritmo? Da quanti anni non era stata
tanto felice da poter spargere delle lacrime davanti
a una scena teatrale?
Al secondo atto, ella seguitava a guardare con
gli occhi pieni di lacrime la scena rappresentante
il Natale. Le truppe russe intorno all'albero di
Natale: soldati che cantavano gli inni natalizi.
Poi disse:
- Signor Ainsworth, voi siete troppo giovane
per ricordare la guerra.
- Affatto. Ricordo benissimo il primo raid aereo
su Londra. -
E io ricordo benissimo... voleva dire: La
guerra sud-affricana, ma si trattenne; perci
rise, e cambiando la frase a met, disse:
- La guerra delle Due Rose!
- Niente di meno! -
Antonio rise e le gett uno sguardo che significava
una sincera ammirazione facendole dimenticare
che troppe guerre e regnanti inglesi ella
aveva conosciuto prima ancora che quell'uomo
fosse nato!
Dimentic i suoi dispiaceri. Dimentic anche la
infatuazione di Sonia, gli strepiti di Ronaldo, i
conti di Edoardo a Oxford, i primi voli di Riccardo. In quel
momento dimentic perfino che
non era una fanciulla... perch era convinta di
esserlo! Una specie di Cenerentola commossa che
era uscita in una serata indimenticabile col principe
azzurro; e non era ancora mezzanotte e la
nuvola d'oro che l'avvolgeva seguit a velarle
tutto il resto fino alla calata del sipario.
- Magnifico!
- Sono contento. Mi  piaciuto di rivedere
Balalaika con voi. Non potete credere di quale
conforto mi siete stata e come mi abbiate fatto
passare bene una serata terribile. -
Antonio si volse a sorriderle mentre si avviavano
insieme con la folla che usciva dal teatro.
Poi volle chiamare un tass, ma va lo trattenne
protestando che la casa della signora Moyle era
a due passi e che preferiva camminare. La verit
inespressa era che una donna cos idiotamente
innamorata preferiva prolungare pi che
possibile la compagnia dell'uomo amato.


CAPITOLO 16.
UN INCIDENTE STRADALE.

La serata di Cenerentola non doveva finire cos
bene! Fu un attimo: mentre Antonio ed va
stavano fermi a un incrocio attendendo il segnale
del via per i pedoni, il giovane si era indugiato
un secondo. va ricordava una vecchietta
vestita di nero che gli era andata accanto pregando
il gentile signore di comperarle una
scatola di fiammiferi, e di aver veduto Antonio
far Patto di mettere una mano in tasca. Poi il
segnale aveva dato via libera ed va aveva
seguito senz'altro il gruppo di persone che attendeva
per attraversare la strada; ma non appena
giunta all'altro marciapiede si era avvista
che Antonio non era con lei.
Intanto... uno stridio di freni, delle grida, e
un subitaneo riunire di gente intorno a due persone:
la vecchia dei fiammiferi, seduta sull'orlo
del marciapiede, col cappello di sghembo e la sua
merce sparsa; imprecava dietro un tass, ma era
incolume, perch, come va pot ricostruire, Antonio
l'aveva strappata dal pericolo di essere investita
dal tass fuggente; lui, urtato da un tass
sopraggiunto che lo aveva preso alle spalle gettandolo
contro un lampione, giaceva in terra,
immobile.
va gli fu vicina in un lampo, e con la strana,
subitanea, spaventosa coscienza di ci che essa
avrebbe provato se il suo Riccardo fosse stato l
esanime, pronta ad agire solamente per forza di
nervi, sollev il capo di Antonio che aveva perduto
completamente i sensi. Da una ferita sulla
fronte usciva copioso il sangue e gli scendeva sul
viso.
Essa gli fasci la fronte col suo fazzoletto,
mentre il simbolo della legge, sotto forma di un
poliziotto nella sua uniforme turchina, si faceva
largo tra gli astanti con un taccuino in mano,
dicendo:
- Fate largo! Indietro! - per chiedere poi:
- Che cosa accade? -
Vide Antonio e si curv su di lui.
- Non  il caso di portarlo a un ospedale;
meglio condurlo a casa. Chiamer un tass. A
duecento metri da qui vi  una farmacia: vi ci
potrete fermare passando. -
Antonio in quel momento apr gli occhi. Il
suo viso era verdastro, ma sorrise mentre il poliziotto
lo aiutava a rimettersi in piedi.
- Ma... mia cara... scusatemi! - disse balbettando,
rivolgendosi ad va. - Mi dispiace di
non potervi accompagnare a casa. Volete accompagnarmi
voi? Dopo, ci penser il mio domestico.
- L'indirizzo?
- Wencelas Court, ventisette. -
va dette l'indirizzo al conducente, ma questi,
circondato dalla gnte accorsa come le mosche
intorno allo zucchero, per qualche istante
non riusc a muovere la macchina.
Antonio, mezzo stordito, guardava fuori dal finestrino,
ed va si volse verso di lui, gli cinse
la vita con un braccio e con l'altra mano gli
tenne il fazzoletto contro la fronte. Egli si appoggi
pesantemente contro la sua spalla.
- Scusatemi...
- No, no. Appoggiatevi pure. -
Egli si abbandon un poco contro la spalla di
lei, e mentre l'automobile si moveva, il viso del
poliziotto apparve allo sportello dicendo delle parole
che pi tardi tornarono penosamente alla
mente di va, perch l per l, stordita com'era,
non le aveva afferrate:
- Sta meglio, ora, vostro figlio?
- Grazie. Sto benissimo, - rispose Antonio
da s, aggiungendo alcune parole che ad va
pare fossero vaneggianti, cio: - Che sciocchezza!
Come potrei essere il figlio di questa signora? -
Si fermarono nella farmacia quanto fu necessario
per la medicatura, e dopo poco Antonio
sorrideva debolmente sotto un turbante di bende.
- Siete stata il mio angelo, signora. Tudor!
- Non ho ancora finito. Vi accompagner a
casa per dire al vostro domestico ci che deve
fare.
- Ve ne sar grato. Il mio domestico  nuovo,
ma ha l'aria abbastanza intelligente. -
Giunsero sul pianerottolo. va tolse la chiave
di casa di mano ad Antonio e apr la porta.
- Harrison! - chiam il giovanotto; ma non
ebbe risposta. - Che si sia addormentato? Accomodatevi,
che andr a vedere. -
va lo segu. Anche in quel momento, mentre
predominava in lei il desiderio di rendersi utile,
le attravers la mente un pensiero del tutto femminile:
Ora vedr come  la casa in cui  egli  vive.
Ainsworth gir la chiavetta della luce.
Nel salotto, di aspetto ultra mascolino, fortemente
impregnato di profumo di tabacco, non
vi era nessuno. Antonio entr nella sua camera,
e dalla porta aperta va ud una esclamazione
smarrita:
- Per Giove! Ma quello se ne  andato! Guardate
qui, guardate! -
va lo raggiunse e si avvide subito che in quella
camera erano passati dei ladri. Gli abiti erano
sparsi qua e l; i cassetti, mezzi aperti; gli sportelli
dell'armadio, spalancati. Un baule semiaperto
era stato trascinato in mezzo alla stanza.
Nessuno avrebbe potuto mai ammettere che la
camera di Antonio Ainsworth, dove bastava vedere
il genere dei mobili e dell'addobbo per comprendere
che doveva essere sempre scrupolosamente
ordinata, perch ogni cosa vi aveva il suo
posto essendovi il posto per ogni cosa, fosse in
quello stato. Un insieme degno di uno studente
ultra disordinato! Una giacca con le tasche rivoltate
stava gettata su di un cuscino; un paio
di calzoni s'intravedevano dalla porta aperta
nella stanza da bagno, appoggiati sull'orlo della
tinozza.
Antonio cerc di alzare un po' sulla fronte
la fasciatura per vederci ancor meglio, e guardava
stupefatto, brontolando intanto come tra s
e s:
- Ha aspettato che fossi uscito per fare il
colpo! Eppure avevo avuto cos buone referenze
False, senza dubbio. -
Via via che veniva comprendendo meglio la
situazione, guardava in giro per vedere gli oggetti
mancanti. A un tratto trasal; and a un
cassetto, lo apr febbrilmente, poi si volt verso
la toeletta: due spazzole col dorso di avorio, una
bottiglia di acqua di Colonia, un piattino di avorio
per spilli e bottoni... c'erano; ma...
Il suo smarrimento di poco prima era nulla in
confronto alla costernazione che vibr nella sua
voce.
- Oh, mio Dio! Manca anche...
- Che cosa vi manca? - chiese va preoccupata,
seguendolo con gli occhi mentre egli, girando
per la stanza, apriva altri cassetti e guardava
qua e l.
Apr anche una scatola di cuoio per colletti,
vi frug dentro, butt da parte dei fazzoletti,
scosse una sciarpa, cercando, cercando.
- Ricordo di averlo messo nella scatolina
d'avorio con gli altri.
- Ma che cosa? Volete dirmelo? Di qualunque
cosa si tratti, per, badate che avete smosso
la fasciatura; lasciate che ve la rimetta a posto.
- Prima fatemi telefonare alla polizia.  urgente;
permettete un istante... -
Prese il ricevitore, form il numero e diede
il suo indirizzo chiedendo l'intervento di un
ispettore. Poi si volse verso va.
- Non ci si pu proprio fidare di nessuno! -
Era scosso, eccitato.
- Quell'animale di Harrison! Avrei giurato
che fosse la quintessenza della fidatezza, e invece...!
Sapete che cosa mi manca? L'anello di
fidanzamento di mia madre. L'avevo messo nella
scatolina dei gemelli, e non c' niente. Fatemi
un po' guardare ancora. -
La voce di va si alz, autorevole:
- Fermatevi, ora; attendete ormai la polizia,
e intanto lasciatemi vedere se la fasciatura
non si  allentata troppo, -
Lo spinse nella stanza da bagno dalle mattonelle
bianche, pervasa di odore di lavanda e di
sapone.
- Ha anche preso l'astuccio dei miei rasoi,
- brontol incollerito il giovane guardando una
mensola di cristallo del tutto sgombra - un
regalo che mi era stato fatto per il mio ventunesimo
compleanno! -
Sospir.
va veniva osservando intanto la fasciatura, e
non si pu dire la gioia che provava per essere
capace di rendersi utile a quel poveraccio ferito,
contrariato, addolorato. Si dice che in ogni essere
umano vi  un serraglio di animali vari dai
quali saremmo derivati; adattandoci a queste
fantasticherie, osserveremo che nella composizione
di va prevalevano le qualit di una chioccia.
Fasciando la testa di Antonio, facendolo
sedere in una poltrona, resistendo alla tentazione
di versargli qualche bevanda forte, cercando
sigarette e ceneriere prima di sedersi accanto
a lui, era nel suo centro.
Quando il campanello squill, essa balz in
piedi e si avvi alla porta dicendo:
- Saranno loro. Restate. Vado io. -
And dritta verso la porta come se avesse
vissuto sempre in quella casa e fece entrare
l'ispettore, un omone dall'aria piena d'importanza,
e il suo aiutante, un giovane smilzo, dal
viso roseo e dall'espressione seria.
- La signora Ainsworth?
- No, no. -
La domanda aveva fatto passare per le ossa
di va un brivido eccitante.
- Questo  l'appartamento del signor Ainsworth. Da questa parte... -
Condusse l'ispettore nel salotto, davanti ad
Antonio. Le pareva proprio che quella casa fosse
sua. Doveva anche avere l'aspetto di padrona
di casa, pei'ch l'ispettore si volse a lei. Ma Antonio
prese subito la parola: disse come avesse
fissato il domestico quindici giorni prima; diede
i particolari del momento in cui egli, Ainsworth,
aveva lasciato l'appartamento per recarsi al teatro;
narr brevemente l'incidente per il quale la
signora lo aveva accompagnato a casa, e come,
giuntovi, avesse trovato tutto sottosopra e varie
cose mancanti.
- Avete lasciato tutto come stava, signora?
- S, s; tutto com'era. -
Naturalmente, da vera donna, sulle prime va
aveva avuto la tentazione di mettere un po' in
ordine, di raccogliere gli indumenti sparsi, di
chiudere i cassetti; ma poi aveva riflettuto che
era meglio lasciare le cose come stavano.
Con un mozzicone di matita, l'ispettore veniva
prendendo appunti sul suo taccuino.
- Nota degli oggetti mancanti: gemelli d'oro;
spillo di perla, portasigarette d'oro, astuccio di
rasoi, scatolina d'avorio contenente un anello di
diamanti, da signora. - Seguivano i capi di vestiario
e di biancheria mancanti. - Una valigia...
una valigetta da aeroplano... - e il commento:
- Certo, avr messo la roba l dentro
per portar via tutto! Cos, se qualcuno del casamento
l'avesse incontrato, poteva credere che
portava il bagaglio del padrone. Vi erano le iniziali
sulla valigia? A. A.? Bene. Credo che
l'anello sia l'oggetto di maggior valore, non 
vero, signora? -
L'idea che va fosse la signora Ainsworth non
gli era ancora uscita dalla testa.
- L'anello  quello di fidanzamento di mia
madre, - disse Antonio. - Credo che i brillanti
siano belli; ma anche se il valore non era
rilevante, mi stava grandemente a cuore. Lo tenevo
sempre alla banca, ma l'avevo tolto circa
una settimana fa, e mi era mancato il tempo per
riportarlo nella cassetta di sicurezza. -
va pens subito per quale ragione Antonio
aveva tolto l'anello dalla banca.
- Vi  una porta di servizio in questo appartamento,
signora?
- No, - rispose Antonio.
- Non mi sembra vi siano impronte digitali,
- disse l'ispettore dopo una investigazione.
- Manca qualcuno dei vostri guanti, per caso?
- Non so... non credo. Ma ora che ci penso,
s, per Giove! Questa sera, prima di uscire,
quando ero nel bagno, ho veduto che Harrison
aveva lavato un mio paio di guanti. Erano attaccati
al radiatore!
- Quando vi ho guardato la ferita, - disse
va - non c'erano. -
L'ispettore concluse che il ladro doveva essersi
infilato i guanti per evitare di lasciar tracce. Poi,
chiuse il taccuino.
- Per ora non c' altro da fare, - disse.
- Se avremo qualche indizio vi telefoner, signor
Ainsworth. - Si mise il cappello. - Buona
notte, signore; spero che la testa non vi dar
troppo fastidio. Buona notte, signora. -
va accompagn alla porta i due funzionari e
torn nella camera per fare quello che non aveva
potuto fare prima: mettere un po' d'ordine nella
stanza di Antonio; riattaccare gli abiti nel guardaroba;
riporre la biancheria nel cassettone.
Che magnifico cassettone! pens. Vorrei
farne fare uno simile per Edoardo!
Godeva vedendo le belle cose che Antonio possedeva,
e accarezzava tutte quelle che maneggiava.
Solamente mise da parte senza tenerezza
alcuna la famosa sciarpa lavorata da Cinzia.
L'arrotol alla meglio e la spinse in fondo a un
cassetto.
Poi, rimesso tutto in ordine, ritorn in salotto
dicendo:
- Dovreste essere gi a letto, Ainsworth! -
L'uomo dalla testa bendata, ancora in abito
da sera, esclam con voce di fanciullo contrariato:
- Ma allora ve ne andreste?  dunque molto
tardi? -
Con lo stesso tono con cui avrebbe risposto
a uno dei suoi ragazzi, va rispose:
- Se andate a letto subito, aspetter di vedervi
a posto, prima di tornare a casa. -
Gli stese una mano per aiutarlo ad alzarsi
dalla poltrona. Egli si mosse barcollando un
poco, perch era pi sofferente di quanto non
volesse ammettere. Poi si rimise bene in piedi
e disse ridendo:
- Se voi non foste stata qui a conferire rispettabilit
al mio racconto sull'incidente accorsomi,
la polizia se ne sarebbe andata convinta che avevo
pranzato in qualche allegra riunione e che contro
al lampione vi ero andato a sbattere da me. -
And in camera. va si sedette nella poltrona
che egli aveva lasciato. Tutto era silenzio; dall'esterno
si udiva solamente il rumore di qualche
automobile che passava. Anche la citt si addormentava.
va si guard intorno. Vi erano dei quadri:
una buona riproduzione di un gruppo di cavalli
di Munnings; un paesaggio svizzero: pini coperti
di neve indorati dal tramonto. Sul caminetto
stava una coppa d'argento. Si alz per osservarla
da vicino: era un premio di gara sportiva. In
quelle stanze non vi erano molti libri: solamente
uno scaffale con romanzi di Edgar Wallace, qualche
libro di Kipling...
Intanto dalla camera vicina veniva la voce di
Antonio:
- Sono a letto, signora Tudor. Vorreste venire
a chiacchierare un po' con me, finch fumo
questa sigaretta? -
Che fare? Si rivolgeva a lei come un bimbo
malato a sua madre. Aveva avuto un colpo da
stordire, aveva perduto del sangue; era ritornato
a casa e l'aveva trovata devastata dai ladri, anzi
peggio, da un domestico di cui aveva fiducia. E
tutto questo sopravveniva quando egli era gi
contrariato, afflitto dal rifiuto di una ragazza che
egli amava...
va entr nella camera, spense la lampada centrale
perch la luce cadeva sugli occhi del giacente
appoggiato ai guanciali, accese la lampada
sul tavolino da notte, raddrizz il piumino sul
letto, prese ed accese una sigaretta, mise una ceneriera
a portata di Antonio... fece insomma
tutto quello che avrebbe fatto per Edoardo o per
Riccardo se si fosse trattato di loro, per rendere
pi confortevole l'ambiente. Ne riport una impressione
di soddisfazione tutta femminile, protettiva.
Nello stesso tempo tutte queste cose davano
a un'altra va Tudor (una va compressa da
lungo tempo, che si svegliava per la prima volta,
sotto un certo aspetto, alla vita) una strana
gioia febbrile.
- Perdonate la mia... esigenza, - disse Antonio
- ma da vari giorni non riesco a dormire
bene. -
Ella ne sapeva il perch. I suoi occhi si volsero
involontariamente a una fotografia appesa alla
parete accanto al letto: l'ingrandimento di una
istantanea di una ragazza in abito da equitazione:
testa alta, ridente, e tre grandi cani intorno.
Il giovane, che aveva seguito lo sguardo di
va,, annu.
- Quella  Cinzia.
- Mi direte ora ci che  accaduto?
- Non volevo annoiarvi col racconto di queste
cose, ma...
- Dal momento che sono io che ve lo chiedo!
- Oh, allora! -


CAPITOLO 17.
PRIMO BACIO.

Oh, allora!, voleva dire: Non mi par vero
di sfogarmi un poco con voi che sapete comprendere.
La lunga figura di Antonio stava in posizione
di riposo, distesa sotto il piumino. La lampada
illuminava di luce velata la testa nelle
bende, il bel viso pallido sul cuscino; in fondo
al letto la donna dai capelli con qualche filo d'argento,
dagli occhi dolcissimi, stava seduta in atto
di intensa attenzione. Tutto invitava a fare e a
ricevere le confidenze.
- Come vi ho detto, - incominci subito il
giovane, sollevato dall'idea di poter aprire un
po' il cuore - conosco Cinzia da anni, da molto
prima che ella avesse finito gli studi e io avessi
finito i miei. Sono andato sempre e di frequente
in casa sua: una di quelle abitazioni seicentesche,
grandi, gaie, ariose, con molto spazio intorno.
Dietro alla casa, dopo estesi prati erbosi
si giunge a una collinetta da cui si vede una
bella distesa di campagna. Mi  sempre parsa
come una seconda casa mia. Mio padre, passato
in seconde nozze con una donna giovane, aveva
l'abitudine di trascorrere in Svizzera tutte le feste
natalizie. Dagli sport invernali non si pu
tirar fuori una seconda madre! Perci io andavo
sempre dagli Ashley. (Vi ho detto che ero stato
compagno di scuola col fratello di Cinzia?)
Una famiglia cos ospitale! Mi facevano fare
delle lunghe cavalcate, e veniva sempre con noi
anche Cinzia: era ancora quasi una bambina, e
ci pregava sempre di prenderla in sella. Pensavo
allora che se mi fosse un giorno saltato in mente
di ammogliarmi, sarei andato a prendermi in
qualche nursery una bimba come quella e avrei
aspettato che fosse cresciuta. La vedevo durante
le vacanze, e l'ho sempre ritenuta una bambinona.
Per esempio... non mi era mai venuto in
mente di darle un bacio. Poi essa part per perfezionare
la sua educazione all'estero, e quando
ritorn, trovandoci insieme qualche volta anche
a ballare, io pensavo: La bambina di un tempo
si  proprio trasformata nel modo che piace a
me. Peccato che non possa farmi avanti!....
- Perch?
- Questione di finanza! Aspetta, mi dissi.
Intanto, s, andavamo benissimo d'accordo, ma
come due buoni camerati. Essa non era davvero
sentimentale!... Affatto. E cos ho aspettato
un anno incontrandola spesso, qua o l. Poi...
quando fu che vi vidi per la prima volta, signora
Tudor?
- Quindici giorni fa.
- Solamente? Mi pare di conoscervi da tanto
tempo! Volevo dire che prima che io venissi a
casa vostra per quella commissione, ero stato associato
direttamente alla ditta. Mi invitai dunque
dagli Ashley per la domenica, ma avevano
la casa piena di ospiti.
- Fu... fu quel giorno in cui andammo insieme
sul Tamigi? - chiese va, ripensando a
quella deliziosa giornata.
- Precisamente. Andai dunque nel Sussex la
domenica seguente. Che sciocco sono stato! Ma
non avevo dubbi sull'esito della mia domanda,
perci vi parlai della mia intenzione.
.- Ricordate che mi diceste: Forse non mi
vorr?
-  vero, ma ero tanto sicuro, che tolsi l'anello
di mia madre dalla cassetta alla banca. Ci vi
dimostra quello che pensavo. L'anello mi era stato
lasciato per la mia futura moglie.
- Capisco! - disse va. - Il cuore mi dice
per che riavrete quell'anello, in qualche modo.
- Ne sarei contento perch  un ricordo, -
rispose il giovane stringendo le labbra, come per
dire che non avrebbe usato pi l'anello per lo
scopo a cui era stato destinato, e continu: -
Ora quell'anello non mi serve pi. Per concludere
per quello che stavo dicendo: domenica mattina
Cinzia ed io andammo a fare una cavalcata, fino
a una fattoria dove offrono sempre uno spuntino
di pane, formaggio e vino dolce. Quando fummo
l, senza tante circonlocuzioni dissi a Cinzia che
cosa significava, per me la promozione avuta e la
possibilit di offrire a mia moglie una tazza di
t e un po'di pane; avrei anche potuto permetterle
di tenere un cavallo. E chiesi: Che ne
direste, voi?. -
va guard il ritratto della giovane amazzone
e pens:
Immagino che le generazioni future riterranno
tradizionale del 1930 la proposta di matrimonio
in questi termini: Che ne direste?. Eppure
Shakespeare ci insegnava:  Dille semplicemente
che l'ami e molto, poi falle la tua proposta.
Tony non le disse affatto di amarla. Oh, io non
dimenticher mai che a me ha detto: Siete
buona!
- Cinzia rispose: Che ne direi?... Di che
cosa?. Ma prima che io potessi spiegarmi me ne tolse la voglia, perch concluse: Mi dispiace
moltissimo, mio caro ragazzo, ma proprio non
ho niente da dire!. -
 incredibile! pens va. Giovent, bellezza,
vitalit, una bella figura di amazzone...
e davanti alla possibilit di avere per s un
uomo cos, quell'idiota di ragazza risponde:
Non ho niente da dire!.
- Immagino che avr avuto qualcun altro per
la mente, - mormor.
- No. Glielo domandai, e mi rispose che se
ci fosse stato di mezzo qualcuno me lo avrebbe
detto.
- E allora, che ragione vi dava?
- La pi semplice: Non posso volervi bene
in quel modo, Tony. Vi ho sempre considerato
come un altro dei miei fratelli. Vi voglio moltissimo
bene e spero che resteremo amici per
tutta la vita, ma in quanto a idee matrimoniali...
non ne ho mai avute su di voi!. E cos, - concluse
Antonio - capii che era inutile insistere.
- Siete pi saggio della maggioranza degli
uomini! -
Egli rise leggermente.
- Cercate di confortarmi lusingandomi? -
chiese.
Ma era lusingato tuttavia, e ci equivaleva a
rianimato e confortato.
- Intendevo dire - spieg va - che molti
uomini nella vostra condizione incomincerebbero
un assedio di questo genere: Perch non mi volete?
Sposatemi e vedrete che sapr farmi amare.
Giuro che seguiter a domandarvi fino a che non
mi accetterete. E cos via.
- Io no. Ho gi promesso a Cinzia che non le
chieder pi di sposarmi. -
A poco a poco gli occhi di Antonio incominciavano
a socchiudersi; egli li riapriva ogni volta
che se ne accorgeva, spalancandoli.
va pens:
Anche Dick faceva cos quando era piccolo,
per combattere il sonno! e si alz.
- Tutte le mattine viene qui una donna a
farvi dei servizi, mi avete detto. Allora, tra poco
sar qui. Io vado. Sono un po' stanca.
- Oh, scusatemi! Non ci pensavo, e vi ho trattenuta
con le mie chiacchiere! - esclam Antonio
in aria di scusa. - Spero che non sia tanto
tardi, molto pi tardi di quello che non avremmo
fatto se fossimo andati a ballare dopo il teatro. -
La donna che si trovava ormai oltre il tempo
dei balli e che non era mai stata condotta in
nessun ritrovo nemmeno al tempo suo, rimase
come disorientata. Suo marito non amava il
ballo. In ogni caso, tanto lui quanto suo fratello
avrebbero trovato ridicolo che una donna
maritata ballasse. Ma Antonio parlava come se
fosse stato perfettamente naturale che loro due,
il bel giovane elegante, socio di una nota ditta,
e la donna matura, non elegante, non bella, occupata
dalla ditta medesima, fossero andati a
ballare in un ritrovo alla moda. Come se...
- Aspettate: telefono per far venire un tass.
- Non vi scomodate: ne trover uno qui, subito,
all'angolo.
- No. Piove, o ha piovuto! Ho visto delle
gocce di pioggia sul vestito dell'ispettore. Sarebbe
un peccato lasciar bagnare quel vostro
bel mantello! Chiamer io. Il tass sar alla
porta nel tempo in cui scenderete.
- Ebbene, grazie. Telefoner in mattinata per
sentire come va la vostra testa. E voi mi terrete
informata quando saprete qualche cosa da parte
della polizia. Buona notte. -
Gli stese la mano, ed egli gliela prese e la trattenne.
- Grazie, mille e mille volte, va. Mi permettete
di chiamarvi cos, senza complimenti?
Grazie; sarebbe assurdo continuare col signore
e signora dopo una serata come questa! Siete
stata un angelo per me! -
Antonio sollev la mano di va e la port alle
labbra per baciarla, non gi come avrebbe fatto
il francese di Sonia, intendendo in quell'atto un
buon giorno o un arrivederci, ma con un
significato che pu valere anche pi di quanto
vale un bacio d'amore: cio, tenerezza, gratitudine,
rispetto.
- Non dimenticher mai questa serata, va!
- E io nemmeno. Buona notte. -


CAPITOLO 18.
BISOGNA AVERE VENTICINQUE ANNI.

La signora Moyle in un elegantissimo abito da
colazione, con uno scherzo di cappello in testa,
entr nella stanza degli ospiti e vi trov l'amica,
vestita anch'essa per uscire, attaccata al telefono.
Segni del tempo! pens. Per pi di quarant'anni
va ha vissuto senza, alcuna comunicazione
telefonica che non trattasse di affari, di
ordinazioni ai fornitori, oppure di ordini perentori
dei suoi figliuoli. Ora incomincia a capire
il vero uso a cui  destinato il telefono.
La voce di va aveva una intonazione simpatica,
come se quel dato numero formato significasse
per lei un buon inizio di giornata..
- Dorme ancora? - diceva. - No, no, non
lo svegliate. Volevo solamente sapere come sta.
Una imbasciata? S, ecco: ditegli che passer da
lui oggi alle quattro. Signora Tudor... No: non
Dudor! T, come Tommaso. -
Intanto la signora Moyle era andata in punta
di piedi verso il tavolino, aveva preso un romanzo
e stava sfogliandolo.
- Buon giorno! -
va riattacc il ricevitore, e mentre si voltava
per ripetere buon giorno all'amica che vedeva
per la prima volta in quella mattina, questa le
colse sul viso un'espressione nuova.
- Ho saputo che sei tornata a casa stamani!
all'ora del lattaio. Tom ti ha sentita, e ha
detto che accade infatti, a chi rifiorisce in pieno
con le cure della capigliatura, della carnagione,
e si provvede di una quantit di abiti nuovi, di
tornare a casa a qualunque ora, accompagnata,
da bei giovanotti, e svegliare i loro infelici ospiti
nel meglio del sonno! -
va disse che, se ci era veramente accaduto,
le dispiaceva molto di avere svegliato il signor
Moyle; ma si sent tuttavia lusingata.
- Credevo di non aver fatto rumore, entrando.
Chiedi scusa a Tom per me, ti prego.
- Non  necessario, cara. Scherzavo. Sono io
che sveglio Tom un paio di volte prima che si
addormenti sul serio. Lo scuoto sempre con un
tenero ma risoluto: Non russare! Se incominci
a russare me ne vado!. E Tom risponde sempre
con voce di sonno: Hai ragione!. Come vedi,
c' avvezzo.
- Povero Tom!
- Non va compatito. In collegio i suoi compagni
di dormitorio lo svegliavano tirandogli le
scarpe da foot-ball o delle spugne inzuppate. Non
si  corretto. Ma quando una mogliettina graziosa
minaccia di lasciarlo, entra, nel subconscio
di un marito, l'idea che ogni russata  un chiodo
battuto sulla bara del romanzo, Bene, ti divertisti
ieri sera? Che cosa stavi dicendo al telefono?
Chi ha male alla testa?
- Il signor Ainsworth. Avemmo una serata
piena di emozioni! -
E qui la signora Tudor descrisse l'infortunio
stradale, la ferita alla testa di Antonio, lo stato
in cui avevano trovato l'appartamento al ritorno,
le osservazioni del poliziotto, gli oggetti rubati,
e basta. Poich era donna e non pi giovane, tacque
della mezz'ora tranquilla passata nell'intimit.
con un uomo che le faceva le sue confidenze
mentre ella stava seduta in fondo al suo letto.
Nulla della proposta di trattarsi da allora in poi
col solo nome di battesimo; nulla del siete una
cara persona!, nulla del bacio sulla mano.
- Emozionante da vvero! - esclam la signora
Moyle che aveva ascoltato attentamente e che
aveva compreso come va non le avesse fatto
sentire il vero profumo di quella serata. -
Quando lo rivedrai?
- Non parr abbastanza naturale che io vada
oggi a sentire come sta della ferita?
- Naturalissimo! - (Povera innocente!) -
Dunque possiamo preparare il programma per
oggi.
- Alla donna che fa la camera del signor
Ainsworth ho detto che sarei andata alle
quattro.
- Veramente avevo pensato di farti venir qui
la massaggiatrice per quell'ora, giacch  libera.
- Mi dispiace, ma ormai ho detto le quattro.
Non potresti fissarla per un'altra ora? Come
posso fare?
- Capisco... - (Povera innocente! Tutta la
sua giornata si impernia su quella visita,; niente
potrebbe cambiare quell'appuntamento!) - Sta
bene, allora. Rimetteremo il massaggio; ma ricorda
che dovremo adoperarci di buona lena per
dare a chi ti vede l'impressione che tu abbia
trent'anni.
- Sono pronta a fare tutto quanto occorre. -
Lo credo, povera cara! pens l'amica piena
di comprensione. Ti lasceresti anche straziare,
pur di apparire di miglior aspetto per le quattro!
Segni dei tempi:  Come posso acquistare un bel
personale? Che cosa debbo mettere sul viso? Potreste
fare qualche cosa per la mia capigliatura?
Fatemi tornare indietro, per carit!.
Ad alta voce disse:
- Dove hai messo gli appunti di quella
conferenza? Ah, eccoli qui sulla tavola! -
Li prese e si mise a leggere rapidamente i foglietti
borbottando e aggiungendovi dei commenti
a mezza voce.
- Il regime ha grande importanza: per mantenere
la salute e la giovinezza,: misto, con prevalenza
di cibi vitaminici, come le frutta e i
vegetali.  logico!  sempre consigliabile di limitarsi
col cibo. Mangiar molto  deleterio per
un organismo anziano; se questa abitudine pu
essere abbandonata, si ottiene di pi che non con
un trattamento ghiandolare. Parla di gente di
novant'anni, qui! - e rivolgendosi a va: - Ti
piacciono molto i dolci, non  vero?
- Moltissimo. -
va ricord i pasticcini con le fragole della
sera prima.
- Siccome tu mangi di preferenza tutte le
cose pi ingrassanti, ma non eccedi nella quantit,
ti sar facile dimagrare, assai pi di altri
abituati a mangiar molto. Baster che tu cambi
la tua dieta. Lascia da parte i dolci, le paste,
e mangia pi frutta. Tu - e un dito accusatore,
dall'unghia rosea, si appunt sulla cintura dell'amica
- hai l'abitudine di mangiare molti cioccolatini.
Ci  fatale. Smetti di comperarne e
compera in cambio qualche mela. Tralascia di
mettere quattro zolle di zucchero nel t. Taluno
direbbe anche di tralasciare il t. Ma dimagrare
troppo rapidamente non conviene, perch fa aumentare
le rughe sul viso! Prendi una sola tazza
di t (il t rallegra, rianima!), e fai pi moto.
- S, - rispose va, e soggiunse dentro di
s: Andr a piedi, oggi, da Tony!.
- Il moto dicono queste note  spesso
sopravalutato. Uhm! E che dire di Elisabetta
d'Austria la quale, sempre bella e sempre svelta,
si arrampicava a sessantanni sulle montagne,
bevendo solamente succo di arancia? Il conferenziere
ammette per che il moto non deve essere
trascurato in nessuna et... il massaggio probabilmente
lo sostituisce. va, se vuoi essere giovane
per i tuoi figliuoli, - esclam la signora
mettendo da parte i foglietti - vieni con me! -
Nell'appartamento della signora Square, la specialista,
va fu accolta da una piccola e vivace
scozzese che misur la circonferenza della signora
Tudor osservando:
- Non vi sono molti centimetri n molti chili
da togliere; solamente un poco. -
Dopo di ci, va fu invitata a sdraiarsi per
terra su di un tappeto.
Entr una ninfa sorridente, con un grembiule
di seta color rosa; le afferr le caviglie e le port
all'altezza delle proprie spalle dando qualche
scossa a tutta la persona della signora, come un
cagnolino scuote una pantofola che  riuscito a
portar via. Poi, tenendo sempre le caviglie di
va, si mise a girarle intorno obbligando quel
corpo impigrito e torpido a muoversi, a sciogliersi.
Ogni muscolo veniva cos ad essere riattivato
senza che alcuno'sforzo fosse richiesto alla
giacente. Dopo qualche minuto di quell'esercizio,
entr un'altra ninfa che prese il posto della
prima ed esegu la stessa manovra; cos per altri
tre o quattro turni. Poi fu concesso ad va di
rialzarsi e di rivestirsi.
- Basta per oggi, non  vero, signora Square? -
chiese la signora Moyle. - Per ora, una volta
alla settimana baster. Fisseremo il secondo appuntamento
per oggi a otto. Che ore sono?
- Le dodici. -
va cont in silenzio quante ore rimanevano
per arrivare alle quattro. Poi, sentendosi pi leggera,
fece una corsa per i negozi con l'amica che
voleva comperarsi dei guanti bianchi e una gardenia
dovendo, come signorina Delaseyne,
prender parte a una colazione tra artisti teatrali.
- Non vi  pace nemmeno per chi  a riposo.
Spesso mi tocca stare sulla breccia dalla
mattina alla sera. Interviste da fare e da avere,
le mostre, il sarto, il parrucchiere, le corse, il
bridge, le prime rappresentazioni, i balli, e poi
gente, gente, gente!
- Come  diverso tutto ci dalla mia vita! -
osserv va.
- Non faresti a cambio?
- No. -
va non aveva mai invidiato a Bianca quella
vita irrequieta; la tranquillit materiale, la devozione
del marito, s; ma in quel momento non le
invidiava neppur quello. Non avrebbe invidiato
altro che una donna che fosse andata a prendere
il t in casa, di Antonio Ainsworth alle quattro.
Nel frattempo doveva incontrarsi con Sonia in
una trattoria. Avrebbero fatto colazione insieme,
e siccome le rimaneva una mezz'ora di tempo,
pens di passarla facendo un giro all'Accademia
di Belle Arti.
La galleria di scultura l'attirava, forse perch
la scultura pi della pittura le ricordava come
la bellezza degli esseri umani non consista solamente
in una testa ben pettinata sotto il cappello
del momento, in un viso incipriato, col rossetto
delle labbra intonato a quello delle guance.
E si aggir intenta tra le forme fuse in bronzo,
scolpite in marmo o in pietra. Era palese che
certi artisti avevano accarezzato la forma classica
della donna. Anche va era stata cos. Ne
deriv una promessa al suo io presente, in
memoria di quello passato, di ritornare una figura
perfetta. Si specchi nel vetro di un quadro.
Era contenta che Bianca avesse insistito per darle
quel mantello cinese da portare in seguito col
vestito che le aveva fatto comperare!
Penser alla linea quando sar a colazione,
disse tra s e s. Mangiando meno avr pi
tempo da dedicarmi a Sonia!
va si era proposta di fare una buona chiacchierata
con sua figlia in una piccola trattoria
ungherese: discorrere con lei di pittura, di lezioni
serali, dell'amica Giovanna; informarsi se
le uscite andavano d'accordo con le entrate.
Si era proposta altres di entrare con tatto sopra
un altro soggetto, per mettere in chiaro se
Sonia era ancora infatuata di quel francese, o se
anche quella, come tante altre infatuazioni di sua
figlia, stesse per svanire.
Ma quest'ultima segreta speranza doveva avere
purtroppo una risposta pi pronta di quanto non
pensasse, perch all'ora fissata vide entrare nella
trattoria la figliuola seguita appunto dalla sua
infatuazione.
 
CAPITOLO 19.
MAMMA E FIGLIA.

- Ah! Madame la maman!
Che maniera! pens va, disgustata. E che
uomo, e che abito!
L'abito era di stoffa grigia, attillatissimo,
corredato da una cravatta di un viola violento.
L'uomo batt i tacchi, si tolse il cappello mostrando
una testa lucida come uno stivale sotto
la pioggia, si pieg verso va; ma questa, per
evitare qualsiasi baciamano, finse di essere occupata
con le sue mani: la borsetta, un libro...
No, dopo ieri sera! pens. Davanti a quest'uomo
mi sento di diventare intollerante come
Ronaldo!
Sonia, nel suo vestito pi bello, animata, colorita,
vivace, spieg che Chandail le aveva proposto
di condurla alla rappresentazione diurna
di un balletto. Era passato a prenderla per invitarla
anche a colazione, non sapendo che era
gi impegnata, e cos l'aveva accompagnata fino
alla trattoria.
- Vi lascio con la vostra mamma, - disse
il giovane facendo Patto di lasciare le due signore.
Per bandirlo dalla mia presenza, temo sia un
po' presto, pens va, mentre gli occhi della
figliuola si fissavano su lei in muta preghiera:
Invitalo....
Che cosa poteva fare la madre dal tenero
cuore?
- Fate colazione con me tutte e due, dunque, -
disse con un interno sospiro.
Il francese accett e la colazione fu veramente
poco piacevole per va. Non vi era la possibilit
di parlare intimamente con Sonia. D'altra parte
si vedeva bene che questa non capiva altro che di
andarsene in giro con quel bellimbusto, il quale
appariva molto soddisfatto dell'aperta ammirazione
di lei: entrambi, circondati dalla loro fervida
atmosfera, facevano sentire a va di essere
pi vecchia che mai. Per la prima volta da che
Sonia era grande, ella provava un senso d'invidia...
si sentiva perfino quasi d'accordo con
Ronaldo sulle ragazze moderne! Siccome non voleva
contribuire in nulla a far progredire la cosa,
ordin tre colazioni diverse e, per conto suo,
mantenendo la promessa che si era. fatta, vinse
la tentazione delle cose succulente o dolci e si
limit a mangiare un'insalata e un po' di carne
ai ferri. Rifiut perfino un dolce di cioccolata
viennese, coperto da una fitta nevicata di panna
aggraziato con liquore di albicocca.
Sonia, invece, che aveva gli stessi gusti di sua
madre, se ne serv in abbondanza chiedendo imprudentemente:
- Perch non prendi anche tu di questo dolce,
mamma? Oh, via, non mi dire che cominci a fare
una dieta per l'estetica! Ma che sciocchezze!
A che ti serve dimagrare? Che differenza potr
portarti, ormai? Quando ti senti bene non ti
basta? -
Ma va fu irremovibile, rafforzandosi internamente
con questi ragionamenti:
Non ritorner certo alle linee dei miei ventun
anno, ma intendo di non sembrare pi una
madre nobile! Certe donne sono scambiate per
le sorelle delle loro figliuole, e hanno figlie pi
o meno giovani di Sonia le quali le chiamano col
nome di battesimo e comprendono perfettamente
che la loro madre viva una vita sua.
- Quando ci rivedremo, Sonia?
- Non lo so, mammina.. Tutte le mattine sono
occupata a dipingere nello studio della classe dei
surrealisti. Quasi sempre, nel pomeriggio, Rn
fa il mio ritratto. Puoi capire quanto tempo mi
resti! -
va sentiva di gradir sempre meno quella situazione.
Dimenticando per un momento i suoi
problemi personali, sollev gli occhi, smarrita, al
disopra delle frutta. Perch aveva tollerato che
Sonia se ne andasse per conto suo? Perch aveva
accettato l'idea di non essere interrogata prima
che sua figlia facesse ci che pi le piaceva? Perch
aveva affittato il Rifugio per sei settimane?
Perch non aveva conservato un porto
per i suoi figli? La coscienza le rimordeva.
- Cara, potrei passare da te nel pomeriggio,
mentre posi.
-  impossibile. Ren dipinge per ispirazione;
se qualcuno entrasse, l'ispirazione svanirebbe.
- Capisco!... E allora che ne diresti se passassimo
insieme una delle prossime serate?
- Se mai ti telefoner. Ti prometto di telefonarti
dalla zia Bianca; ma se ora non ce ne
andiamo, perderemo la prima parte del balletto. -
Cuore ardente, occhi luminosi, sempre affannata
per non perdere nulla della vita che passava:
ecco Sonia. L'impazienza l'aveva fatta
scappar via da casa sua per condurre una vita
meschina da studentessa con Giovanna, mangiando
a base di t, tra mozziconi di sigaretta.
Quella stessa impazienza l'aveva trascinata ad
attaccarsi al primo vanesio che le era capitato,
invece di attendere l'uomo adatto per lei.
Ma concluse la madre nel suo pensiero che
cosa accade quando l'uomo adatto arriva
troppo tardi nella vita di una donna?
Lasciando quel bocciuolo di giovinezza e il suo
vistoso ammiratore sugli scalini del Coliseum,
va ritorn sui suoi passi riflettendo mestamente:
Le figliuole sono pensieri, si dice.  pur
vero! Le amiamo in un modo diverso dai figli
maschi. Una madre, in certo modo, comprende
una ragazza, ed  per questo che  pi preoccupata
per lei.
Pochi inglesi si mettono a parlare di amore
durante l'intervallo di una rappresentazione, davanti
a uno di quei piccoli vassoi stracarichi con
cui gli inservienti, del teatro, in Inghilterra, servono
il t, mentre le persone che stanno accanto,
o davanti, o di dietro, possono cogliere il tema
della conversazione. Ma Renato, senza curarsi di
nessuno, guardava ardentemente la giovane affascinante
che aveva al fianco e mormorava:
- Mia bellissima Sonia! Sentite... devo dirvi
qualche cosa d'importante!
- Non parlate cos forte, Rn, - mormor di
rimando Sonia nervosamente, per quanto fosse
commossa fin nel profondo. (Una proposta, di matrimonio?
Di gi?) - C' una coppia di vecchie
ragazze inacidite, nella fila dietro a noi, e stanno
a sentire tutto quello che diciamo!
- Che m'importa di tutte le ragazze inacidite
della Gran Bretagna? Volevo dirvi qualche
cosa d'importante. Detesto Londra di estate:
calda, rumorosa, noiosa; anche i suoi dintorni
sono troppo popolati. Fuggiamola. Vogliamo andarcene
in Francia o in Italia? -
Sonia vers il t sui pasticcini. Non vedeva
quello che faceva; non vedeva quel teatro cremisi
e oro dove si trovava, n il pubblico, n
il sipario. Vedeva solamente, vicino a s, il bel
viso dagli occhi magnetici che l'affascinava.
- Ce ne andiamo in aeroplano, da Croydon a
Le Bourget. E se le ali dell'amore ci fermassero
a Parigi dove non siete mai stata?
- S. No. Voglio dire... - mormor Sonia,
stupidita dal rapimento, ma pur provando un'impressione
strana e spiacevole.
Infatti... perch quel discorso di voli fino a
Parigi, senza prima una domanda di matrimonio?
Nonostante le sue arie di ragazza spregiudicata,
la figlia di va era in fondo abbastanza
bene educata per domandarsi come mai, poich
Renato diceva di amarla... di trovarla bella,
non parlava prima di fidanzamento.
Ma no, io sono troppo antiquata! pens
rapidamente. Le cose oggi non procedono come
ai tempi della mia povera vecchia mammina,
quando cio le signorine avevano un codice molto
complicato
Un complimento fatto da un uomo implica
almeno una certa, attenzione.
Molta attenzione esprime una vera intenzione.
Questa intenzione fa capo a una proposta.
Alla proposta segue l'accettazione.
L'accettazione  un fidanzamento.
Un fidanzamento porta al primo bacio.
Oggi, invece, il bacio, anzi, i baci vengono
prima, durante e dopo il fidanzamento! Senza
dubbio Rn, prima o poi, una proposta la far!
E ad alta voce disse:
- Non sono mai stata a Parigi.
- La vostra prima gita, a Parigi la farete con
me, e dopo, cara, andremo a Venezia. -
L'artista abbass la voce in modo che i vicini
delle due parti, come le due zittelle disapprovanti
della fila di dietro, non udissero nulla di
quanto l'uomo dagli occhi neri confidava alla
fanciulla dagli occhi splendenti.
Se va avesse potuto vedere! La chioccia istintiva
avrebbe avuto nuova fonte di paure anche
senza udire quelle parole. Avrebbe intuito il pericolo
in quella piega della testa di Sonia, che
mostrava la preda affascinata, e nell'atteggiamento
deliberato dell'uomo.
Questo diceva:
- Venezia... citt maravigliosa, piena di cose
d'arte... -
E Sonia pensava:
Certo questo avverr dopo lo sposalizio...
E l'altro, insinuando:
- Coraggio! Facciamo una breve gita... per
una deliziosa week end'. -
Bastarono queste ultime parole per far precipitare
le illusioni di Sonia. Quella non era l'offerta
definitiva di matrimonio che si aspettava,
ma qualche cosa di ben diverso.
Ci nonostante non si rigir nella sua poltrona
per volgersi verso di lui, col viso pallido d'indignazione,
esclamando: Come osate?, o per rispondere
gelidamente: Credo che vi sbagliate,
come avrebbe dovuto fare. Per lei, quel contegno
non era altro che stile novecento; ma l'improvvisa
mossa un po' rigida di tutto il suo corpo
flessuoso, l'allargarsi dei dolci occhi grigi cos
somiglianti a quelli di sua madre, furono indici
espressivi per l'uomo che la tentava.
- Capite quello che intendo, Sonia? Nulla
che io non direi a una fanciulla che rispetto con
tutto il cuore. Soltanto una innocente, innocentissima
volata insieme, tra compagni, come si
usa. oggid.
- Capisco, - rispose Sonia che non capiva
proprio niente.
Il sangue tornava a fluire rapido e caldo nel
suo cuore. Non era forse molto carino, Renato,
a desiderare che ella lo conoscesse meglio, prima
di un fidanzamento ufficiale e prima che la
mamma e gli altri ne fossero informati?
- Ma, Rn... - obiett, senza fare una
reale obiezione.
-  s, dunque?
- Temo che i miei di famiglia, tanto attaccati
ancora all'epoca vittoriana, non ammetteranno...
- Non domanderemo nessun permesso. Vostra
madre e il vostro terribile zio vi crederanno ancora
occupata a Londra con gli studi. - S'interruppe,
e cambi tono. - Lasciate che io levi
di mezzo questo vassoino da t al quale pare siate
attaccata come a un sacro principio. Cos sono
fatti gl'Inglesi, col loro t del pomeriggio -
(e in petto con la loro pruderie In). - Lo
metter per terra. Ci pesti pure sopra l'inserviente!
Io voglio tenere la vostra manina,
ecco! -
Le prese una mano e la tenne come un uccellino
palpitante preso in trappola.
- Che cosa dicevate?
- Non posso dire niente. Ma credo che non
sar cosa fattibile...
- Ma, cara, je t'assure...
- Oh, Io so! So che non ci sarebbe niente da
ridire, poich sarei con voi! - disse quell'ingenua
che pure si credeva una raffinata secondo
lo stile novecento. - Ma  certo che ci mi procurerebbe
un inferno da parte della mia famiglia;
e poi, io... -
Sonia si vergognava di ammettere che non
avrebbe voluto ingannare sua madre.
- Comunque, se saremo scoperti, potremo sempre
inventare una storiella. Potremo dire che
avete fatto il viaggetto per vedere l'Esposizione
o il Salon con Giovanna, la vostra amica. Non
abbiate timore.
- Credete... non mi parrebbe vero di fare
questa gita, ma... -
Qualcuno, l intorno, zitt.
- Ssss! -
L'orchestra era ritornata ai suoi seggi e il sipario
si rialzava lentamente.
- Anche questa gita sarebbe un'alzata di sipario
su cose che non avete mai vedute!
- Ssss!
- Mi promettete di venire?
- Ci penser, - mormor Sonia con un capogiro
di rapimento, di riluttanza, di scrupolo
e di audacia impaziente.
Se va Tudor avesse immaginato ci che accadeva
nel cuore di sua figlia in quel pomeriggio,
non avrebbe passato quelle ore stesse affrettandosi
da un negozio all'altro, domandando il
costo dei cappelli di qua, comperando calze
eleganti di l, confrontando ogni orologio che
vedeva col suo, al polso, trasportandosi in un
mondo irreale. Certo avrebbe messo da parte il
suo intimo io, e tornando in pieno nella personalit
attribuitale dalla sua amica avrebbe messo
il suo pulcino al riparo sotto l'ala materna.


CAPITOLO 20.
UN APPUNTAMENTO DATO IN SOGNO.

Vibrante dell'ansiet dell'attesa, va entr nell'ascensore
di Wencelas Court. Le pareva di sognare.
Come attraverso i veli di un sogno, infatti;
vide che il ragazzo dell'ascensore, ricordandosi
della sera prima, le sorrideva, e ud il suo: Al
terzo piano, signora?.
Davanti alla placca metallica con su inciso:
Ainsworth, prima di sonare il campanello
della porta ella esit; ma non avrebbe voluto fare
a cambio con sua figlia in quel momento! Apr
la borsetta (nuova, s'intende) e prese il fazzoletto
per passarselo sul labbro superiore tremante
dall'emozione. Poi son.
La porta fu aperta non dalla donna, ma da un
servo.
Come ha fatto presto a sostituire il ladro!
pens; poi chiese:
- Il signor Ainsworth?
- Il signor Ainsworth  uscito, signora. -
va prov un istante di vero smarrimento.
- Uscito? - chiese.
- S, signora..  uscito dieci minuti fa e mi
ha detto che sarebbe rientrato tardi stasera.
- Ha lasciato qualche imbasciata per me?
Forse la donna che viene qui al mattino si  dimenticata
di dire... Sono la signora. Tudor.
- Oh, s, signora! - Il viso leale dell'uomo
s'illumin di un sorriso. - La signora che assist
il signor Ainsworth ieri sera. No, il padrone
non ha lasciato imbasciate; per mi ha
detto... -
S'interruppe, come sentendo il bisogno di dare
una spiegazione, e riprese:
- Io ero al servizio del signor Ainsworth quattro
anni fa, e siccome ebbi a dirgli che sarei
tornato volentieri a servirlo quando ne avesse
avuto bisogno, cos lui mi ha telefonato, e io
sono stato ben contento di venir qui. - Poi riprese:
- S, signora, ieri sera, fu proprio un
brutto affare, e pare che le noie per il signor
Ainsworth non vogliano finire tanto presto. -
(Si sarebbe detto che il signor Ainsworth si
fosse trovato negli impicci solamente perch egli
non c'era.) - Il signor Ainsworth ha gi ricevuto
un avviso dalla polizia. Dicono che quell'uomo,
Harrison, deve essere implicato nella faccenda.
 stato trovato un indizio.
- Oh, bene!
- Certo, signora. Volete entrare e lasciare una
riga scritta?
- No, grazie. Dite solamente al signor Ainsworth
che sono passata per avere sue notizie
e che sono contenta di sapere che sta bene.
- S, signora. Riverisco. -
va ritorn sui suoi passi rimproverandosi internamente.
Perch doveva sentirsi cos delusa?
Per quale motivo? Forse perch Antonio si era
rimesso tanto presto? Perch stava cos bene da
scendere le scale e recarsi a qualche impegno precedente
? L'impegno che ella si era fatta, verso di
lui era stato solo nel suo pensiero. Non c'era
buon senso a credere che gli appuntamenti presi
in sogno debbano avverarsi!
Eppure... era delusa. Si sentiva il cuore vuoto,
pur senza comprendere che quella pena, quell'amara delusione
che provava, come se avesse
avuto diciotto anni, era il suo primo sentimento
di una vera giovinezza.
Ritorn lentamente all'abitazione di Bianca, e
qui trov una sorpresa che la rianim.
- Sono arrivati tre pacchi per voi, signora
Tudor, - le disse subito Emilia, la cameriera.
- Tre pacchi di aspetto molto stuzzicante, -
conferm la signora Bianca maliziosamente.
- E l'indirizzo della signora Tudor  scritto con
tre differenti calligrafie di apparenza mascolina. -


CAPITOLO 21.
TRE UOMINI, TRE PACCHI.

- Un pacco non ancora aperto ha sempre un
non so che di affascinante, proprio come l'aspetto
di un ammiratore che non si  ancora pronunziato! - disse ridendo la signora Moyle quando
va si trov davanti ai tre pacchi. - Quale aprirai
per il primo? Quello meno elegante, o l'altro
col nome del negozio, o l'altro ancora, quello pi
piccolo, con i francobolli esteri?
- Prima di tutti il pi grande, - disse va
con tenerezza.
Sapeva benissimo chi aveva messo insieme quel
fagotto da emigrante! Sciolse lo spago tutto nodi,
svolse la carta, rotta in due punti, e dal giornale
che involgeva internamente il contenuto, cadde
sul tappeto una valanga di biancheria mascolina
usata, insieme con un biglietto che diceva precisamente
cos: Dall'officina, mercoled.
Cara mamma,
Puoi occupartene? Sono disperato perch non
ho pi niente di pulito. Baci.
D.
-  scritto nella storia naturale che i figli maschi
sono incapaci di occuparsi di lavandaie e di
lavanderie, - disse va. - I miei ragazzi mi
manderebbero la loro roba anche se fossi in una
esplorazione polare ed essi abitassero sopra a una
lavanderia!
- Bene, bene. Ma non affannarti, cara.
- Oh, Bianca! Dick ha fretta! -
E la madre di Riccardo, presa la carta e la
penna dalla piccola scrivania della camera dei
forestieri di casa Moyle, fece rapidamente la nota
del contenuto del pacco, mentre Emilia si offriva
di portare il tutto alla lavanderia pi vicina.
- Le madri sono pazze, va! Fenomeno anche
questo della storia naturale. L'ho notato spesso.
Pensare a quegli stracci sudici prima di aprire
dei pacchetti che manifestamente contengono dei
regali! Guarda un po' che cosa contiene il pacco
numero due, piuttosto! -
Segu con lo sguardo l'amica che apriva uno
dei due pacchetti rimasti. Ovatta... carta velina...
un involto legato con un nastro d'argento;
nel nastro, con un biglietto infilato, un
astuccio.
Il biglietto diceva:
Mille ringraziamenti da Tony. Verr domattina
a farvi visita, se lo permetterete.
- I ringraziamenti di Ainsworth, - disse va
con una naturalezza che l'amica rispett e ricambi
con un commento altrettanto naturale:
- Atto gentile. -
Di sotto le ciglia ben profilate, per, l'attrice
gett un'occhiata al viso della sua vecchia compagna
di scuola. Si sentiva a disagio: va aveva
fatto dei passi troppo precipitati verso lo stato
vibrante dei venticinque anni! Era trasfigurata.
L'espressione del suo viso, mentre guardava la
scatola, era vivace e nello stesso tempo soave.
Tutto andrebbe bene, pens l'altra se quel
dono non fosse di un uomo cos giovane. va va
migliorando di aspetto di giorno in giorno. Sarebbe
strano che anche lui si sentisse attratto a
sua volta. Certo, il progresso benefico di tutti i
trattamenti fisici sarebbe efficacemente aiutato
da una relazione fugace e superficiale di Tony
Ainsworth; ma se l'attaccamento diventasse serio? Povera va!
Guard ancora l'amica e disse scherzando:
 Questo poi non te lo permetto, va! -
L'altra sollev un viso cos felice, che la signora
Moyle si affrett a rigirare il senso della sua
frase, continuando:
- Capirai bene che non posso fidarmi di te davanti
a quei tre strati di cioccolatini giganti!
- I dolci proibiti facevano bella mostra di s
in una conchiglia di porcellana di Copenaghen
retta da due sirene. - Non devi toccarne nemmeno
uno per sei settimane, o finch non ti riuscir
di entrare nel tuo vestito blu. Prenditi la
scatola astuccio: ti servir bene come porta fazzoletti... -
(o per tenerci le lettere di Tony)
soggiunse in cuor suo - e guarda che cosa contiene
l'altro pacchetto. -
Dai vari francobolli esteri che vi erano apposti
l'involto dimostrava di aver viaggiato parecchio.
Di pi, doveva aver girato anche nell'interno,
perch era stato indirizzato presso un'agenzia;
questa lo aveva spedito alla ditta Ainsworth, per
la quale la destinataria lavorava; la ditta l'aveva
indirizzato al Rifugio, e di l Maria l'aveva
fatto trasmettere alla sua signora in casa Moyle.
- Aprilo, va. Sono proprio curiosa di vedere
di che cosa si tratta. -
Il pacchetto era costituito da due riviste arrotolate,
e nell'interno del rotolo vi era un involtino
di forma allungata, coperto di carta velina
contenente a sua volta una collana di argento
antico, di un lavoro quale difficilmente si trova
nella gioielleria moderna: cinque sottili catene
di argento riunite a intervalli da medaglie di argento
che portavano incisi strani caratteri. Il
fermaglio era di un disegno assolutamente orientale.
- Che bella collana! - esclam va, sollevandola.
- Te la manda qualcuno che sa scegliere i
regali. Sarebbe indiscreto domandarti chi mai...?
- Non saprei immaginarlo. Qualche sconosciuto
a cui piacciono i miei disegni, probabilmente!
Spesso ricevo cos cartoline natalizie, lattine
di crema del Devonshire, fazzoletti con le
mie iniziali, o... - S'interruppe per esclamare
vivacemente: - Ma qui c' una lettera! -
La signora tolse un foglio di carta da lettere
di tra le pagine stampate di una delle due riviste,
e dichiarando di non riconoscere la scrittura
della quale il foglio era coperto lesse in
fretta:
- Mia cara signora va Tudor,
Non spero affatto che voi ricordiate come io
ebbi il piacere di conoscervi quando eravate la
signorina Summerbell e precisamente a casa vostra,
in seguito a un invito fattomi dai vostri
genitori per una festa di bambini. Ci rimonta ai
tempi della nostra prima infanzia. Quel giorno
giocammo a mosca cieca, e io, bendato, nel prendervi!
afferrai la vostra collana: tre fili di perline
azzurre. La collana naturalmente si ruppe, e
le perle... -
va interruppe la lettura esclamando:
- Me ne ricordo! Un ragazzo nostro ospite,
che portava la divisa del collegio di Eton: fu
quella la prima volta che vidi la divisa di Eton.
Egli si chiamava... aveva un nome curioso, che
pareva straniero. Tibor, ecco! - volt la pagina
per vedere la firma. - Ecco qui: Vostro affezionatissimo
colonnello Tibor (Teodoro) Forester. -
Poi continu la lettura:
- ...le perle si sparsero e voi piangeste.
Eravate molto attaccata a quell'ornamento, e
io rimasi mortificato e confuso, tanto che corsi
via e non potei giocare pi. Sapete bene come
a quell'et si prendano a cuore certe cose. Io
mi accorai tanto, che ricordo quel fatto come se
fosse accaduto ieri! Mia zia Minnie Forester, che
mi aveva appunto condotto a casa vostra, se ne
avvide e mi promise di comperare un'altra bella
collana da regalare in cambio a quella bambina.
Sfortunatamente essa dimentic la promessa.
Invece io credo di aver dimenticato molte
cose accadute dipoi, ma l'affare della collana no,
anche se non mi  riuscito di mandare ad effetto
quel desiderio che mi era parso un dovere. -
va s'interruppe di nuovo.
- Dice che era un ragazzino in quel tempo!
Ma era gi un ragazzo grande, uno dei pi
grandi che fossero intervenuti a quella festa! -
Indi riprese:
- Non so quanti anni sono ormai passati da
che le nostre famiglie si sono perdute di vista,
e non so neppure in quale momento delle mie
peregrinazioni per il mondo mi accadde di sentire
che voi eravate divenuta un'artista e che avevate
sposato il capitano Tudor. Tuttavia l'idea
di scrivervi questa lettera mi  stata suggerita
dal fatto che ieri mattina ricevetti dall'Inghilterra
una copia del Punch in cui ho trovato una
bella incisione, se mi permettete di dirvelo, rappresentante
un uomo che accende la sigaretta a
una signora, filmata col vostro nome, e che proprio
mentre stavo guardando quel bel disegno
una zingara venne ad offrirmi degli oggetti caratteristici
di oreficeria. Tra questi, la collana
che vi mando nella speranza che l'accetterete in
saldo del mio vecchio debito. Io ho vissuto fuori
del nostro paese in questi ultimi diciotto anni,
ma forse ritorner a Londra nell'estate per rivedere
amici e cose. Perdonatemi la lunga chiacchierata
esplicativa e gradite i miei pi cordiali
saluti.
- Mi piace il modo di fare amabile e franco
di questo colonnello! - disse la signora Moyle.
- Che tipo era?
- Antipatico, - rispose l'amica prontamente.
- Mi pareva anzi il pi antipatico ragazzo del
mondo, forse perch mi aveva spezzato la collana,
mi aveva fatto piangere, e per giunta sgridare
dalla bambinaia la quale diceva che non era
da persone bene educate fare tanto chiasso per
un danno, trattandosi di un ospite della casa. Mi
pare per di ricordare che, nell'insieme, era un
bel ragazzo: capelli castano chiaro, come quelli
di tutti i giovinetti, viso colorito che usciva dal
largo colletto bianco della divisa di Eton; ma
non potrei dirti altro. Appartiene alla preistoria
! La zia Minnie di cui egli parla giocava probabilmente
al croquet e cantava in salotto, dopo
pranzo, le ballate sentimentali di quei tempi.
Ed oggi ecco questa voce del passato che parla
ancora, come ai tempi di Edoardo VII, della
nostra prima infanzia... se mi permettete di
dirvelo... eccetera, eccetera. Deve essere proprio
il tipo del colonnello in ritiro, gonfio di s!
- Considerando che non ti ha vista dal tempo
in cui portavi le collane di perline di vetro e un
vestito da ricevimento tutto pieghettature sopra
le gambe nude e i calzini bianchi, le sue espressioni
antiquate sono in carattere. In ogni modo,
non manca di gusto in fatto di gioielleria! Mettiti
la collana, va. -
La signora Tudor si mise la collana al collo
e l'agganci. Il colore dell'argento brunito s'intonava
con quello dei suoi capelli. va sent che
l'oggetto era proprio fatto per lei e, come accade
di solito alle donne quando si mettono addosso
certi oggetti (gioielli, pellicce o abiti) ebbe la
sensazione che quella collana le sarebbe piaciuta
sempre e le avrebbe portato fortuna. Poi pens:
Chiss se Tony Ainsworth trover che questa
collana mi si addice?
Per quella donna matura, che pur sarebbe stata
intelligente, il fuoco centrale di quella nebbia
d'oro che le dorava e confondeva tutte le manifestazioni
della sua vita, era Tony; perci il
punto pi luminoso dei dieci giorni che seguirono
furono le visite del giovanotto.
Dopo averle mandato i cioccolatini, egli and
a trovarla in casa Moyle per mostrarle che la
guarigione della sua ferita progrediva bene, aggiungendo:
Grazie a voi!.
- Sciocchezze! - aveva risposto va. - Il
merito semmai,  del farmacista. Inoltre dipende
dalla vostra sana costituzione: c' chi risana
subito dalle ferite, e chi no.
-  vero. Certe ferite guariscono inaspettatamente
presto. -
Antonio aveva sorriso: Cinzia non fu nominata,
ma va la sent passare in quella espressione,
e il suo cuore batt forte come quello di
una scolaretta innamorata.
Il maggiordomo di Bianca port il t per due.
La padrona di casa era fuori e il tempo non ebbe
significato per Antonio ed va quel giorno. Si
sedettero chiacchierando di mille cose: per esempio,
dell'esposizione di Parigi, dove l'agenzia di
pubblicit aveva un reparto; dell'arte della
pubblicit in generale, e delle loro preferenze in
materia in particolare. Cosicch Bianca torn a
casa per trovare il giovanotto nella posizione di
qualcuno che ha preso radici; e, naturalmente,
un visitatore non pu andarsene subito appena
appare la padrona di casa! Infatti una ceneriera
di Copenaghen fu colmata di cenere di sigarette
prima che il signor Ainsworth finalmente se ne
andasse.
Il giorno dopo, la sua visita fu puramente
di affari. La signora Tudor avrebbe voluto
assumersi una commissione per vari disegni, sempre
per la medesima ditta delle sigarette?
va accett.
- Benissimo! - dichiar il socio degli Ainsworth.
- Quella gente non ha ancora deciso se
abbisogna o no una nuova serie di disegni, ma
vi informer al momento opportuno. -
Bianca, l presente, obiett che va aveva dichiarato
di non accettare nuovi impegni per sei
settimane, ma l'interessata disse di gradir molto
invece la possibilit di un guadagno insperato,
perch Edoardo era stato invitato con altri studenti
a passare le vacanze in Germania presso un
amico ben provvisto di mezzi, e perci non poteva
fare cattive figure.
Bianca comprese che va avrebbe intrapreso
quel lavoro straordinario, non tanto per il guadagno,
quanto per aver motivo di vedere spesso
Antonio, per riceverne telefonate, per discutere
con lui sui disegni, ecc. Spinse per continuamente
l'amica a non dimenticarsi di s anche
durante il lavoro, ed va esegu puntualmente
le sue cure estetiche. Balzava dall'elegante e
comodissimo letto della stanza che l'ospitava, si
metteva il costume da bagno e faceva la ginnastica
a finestre aperte. Il suo fisico era abituato
ormai all'indolenza, ma il suo spirito aveva un
continuo incitamento per vincerlo: Antonio. Desiderava
fare di tutto per indossare il famoso
abito troppo stretto che l'aspettava, per ringiovanirla,
appeso nel guardaroba, spronandola a
compiere tutti quegli esercizi fisici che non aveva
pi fatti da quando si chiamava va Summerbell.
Agli esercizi succedeva la tentazione di un bagno
caldo e profumato; ma va resisteva. Lasci
il bagno caldo per la sera e fece al mattino un
tuffo nell'acqua fredda, vincendo la pigrizia- che
da tempo le aveva fatto tralasciare quell'abitudine,
come la pigrizia solamente l'aveva distolta
dalle frizioni giornaliere con una stoffa ruvida.
Si obblig poi a fare lunghe camminate a piedi
lasciando da parte tutti i mezzi di locomozione
quando usciva per commissioni o per recarsi da
un Istituto all'altro per le sue cure. Si sentiva
rianimata, vivificata.
La signora Moyle sorvegliava e faceva le sue
considerazioni.
va disse una volta tra s e s  nella condizione
di una ragazza infatuata che vive da
una telefonata all'altra, da un appuntamento all'altro,
da un biglietto all'altro del suo amico,
che conta le ore sulle dita. Come andr a finire?
 una cosa seria quando una donna non esce
mai di casa senza avvertire con particolare intenzione,
come faceva va, l'ora del suo ritorno:
Sar a casa alle quattro.
Una volta uno di questi ritorni di va fu accolto
dall'annunzio che la massaggiatrice l'attendeva,
e, giunta nella sua camera, ella si trov
davanti a una donna ossuta, con un velo nero
intorno al viso magro nel quale scintillavano due
occhi neri.
va la salut con un sorriso amichevole e argu
che il nuovo sistema di cura era dovuto a un
premuroso pensiero della sua amica.
- Non ho idea di quello che dovrete fare su
di me, - disse sorridendo.
Ma l'altra, che era una profuga spagnuola,
dichiar di non parlare l'inglese, e si accinse
senz'altro al suo compito con due mani che parevano
di acciaio. va non resisteva: Vi prego...
Non cos forte!. Ma l'altra continuava a martellare
e a picchiare.
Alla fine la porta si apr, con grande sollievo
della paziente che dal letto esclam:
- Bianca! Vuoi fare smettere questa energumena?
Mi sta straziando.
- Massaggio spagnuolo, cara. Ma  utile.
- Mi sta uccidendo, letteralmente! L'ho pregata
di smettere, ma non capisce un'acca di inglese,
e siccome io di spagnuolo so solamente manana,
cio domani, questa, invece di smettere e
di ritornare domani, come intenderei io, seguiterebbe
certo fino a domani!
- Stai buona. Questa manovra deve durare
tre quarti d'ora. Se vuoi assottigliarti, devi pur
soffrire qualche cosa! Tanto pi, vedi, che ho
qui una lettera la quale credo significhi come
io debba far preparare per te un ricevimento speciale.
Sar il tuo compenso! -
La lettera premio che va lesse, quando quell'avanzo
della inquisizione spagnuola se ne fu
andata, veniva da un paese della Renania in risposta
ai ringraziamenti di va per la collana
avuta in regalo. Era scritta in tono meno formale
della lettera precedente, da Tibor Forester
(semplicemente), il quale diceva che, dovendo recarsi
a Londra per far visita a una sua sorella,
sperava gli fosse concesso di rinnovare la conoscenza
con la signora Tudor.
va, molto grata, pens di rispondere subito;
ma dimentic il colonnello Forester e tutto il
resto, perch ricev in quel momento un bigliettino
di Ainsworth il quale la informava che la
ditta delle sigarette dava alla signora Tudor la
commissione definitiva per sei disegni in bianco
e nero.
Antonio suggeriva che, siccome va non aveva
una casa propria in quel momento ed era perci
senza studio, avrebbe potuto lavorare presso
la ditta Ainsworth, in uno dei grandi studi di
cui questa disponeva.
Lavorare nello stesso luogo dove si trova l'uomo
che vi interessa pu rappresentare... morte o
guarigione, pens la signora Moyle, ricca di
esperienza.
Se dura a lungo, significa sicuramente  guarigione.
Speriamo. Che va non debba proprio
prendere una fissazione per quell'uomo simpatico
ma troppo giovane?


CAPITOLO 22.
PI TARDI.

I tre giorni che va pass disegnando presso
la ditta Ainsworth furono i pi felici che avesse
conosciuto da anni.
Il suo lavoro procedeva bene e spedito: nessuno
la interrompeva per chiederle se quei calzoni
dovevano essere lavati con l'acqua o a secco;
in quanti sarebbero stati a tavola per cena; se
la signora sarebbe ritornata a casa a un'ora
piuttosto che a un'altra; che cosa si doveva fare
per il condotto dell'acquaio, per il tetto, per
il cancello, e che so io. Ella si sentiva in ottimo
stato di salute, fatto dovuto anche ai suoi stimoli
fisici. Era contenta di far relazione con
altri artisti, intenti come lei a pennelli, a tavole
per disegno, a cartelloni. Si divertiva a udire
i loro discorsi, rivendo in quell'atmosfera giovanile
che le ricordava i suoi tempi di studio.
Pi di tutto godeva sapendo che Antonio era l
vicino e che solamente una porta separava le loro
due stanze. Parecchie volte al giorno la testa
castana lucente si affacciava alla porta, e la voce
fresca e giovanile chiedeva: Come va?.
Era all'ultimo disegno quando Antonio le port
ulteriori istruzioni dalla fabbrica delle sigarette:
si desiderava che la signora mettesse in un disegno
una fotografia speciale che le veniva inviata.
- Fatemela vedere. -
va. tolse la fotografia dalle mani di Antonio:
era una modella ben nota, con i capelli neri, ultra
sottile, alquanto artificiale, che si dondolava
in un'amaca e teneva la testa inclinata mentre
il fumo della sua sigaretta prendeva la forma di
anelli.
- Bella ragazza! - disse.
- Vi pare? - Antonio abbass gli occhi e
poi guard da un'altra parte; fece un passo verso
la porta, quindi torn vicino ad va. - Non 
il mio tipo, - disse. - Ha un aspetto duro...
felino. Non vi  nulla di attraente nel suo viso. -
va trattenne il respiro come se il giovane
avesse parlato di lei.
- Potrei indurvi, - egli soggiunse a bruciapelo
- potrei indurvi a pranzare e venire al
teatro con me stasera?
- Ancora? -
va pos la fotografia e prov la punta del suo
pennello sull'orlo di un cartoncino, quasi senza
avvedersene, perch era solamente conscia della
bella figura che le stava accanto. Ma ogni donna
innamorata possiede una vista senza occhi, e con
questa va vide l'ovale del viso di lui, il bianco
limpido dei suoi occhi, quella peluria vellutata
che a ventisei anni ancora non lascia l'epidermide.
Ogni noto della sua voce aveva un tono
cos fresco! Quella sua ruvidezza da scolaro era
cos seducente! Come sentiva di comprendere
quelle donne che protestano: Meglio essere la
schiava di un uomo giovane che l'amata di un
vecchio!.
- Volete invitarmi dunque anche stasera?
- Se potete sopportarne l'idea. Mi pare che
non siamo stati mai insieme al teatro! La serata
della Balalaika dite? Ma quella era un'altra
cosa! -
va non pensava di fare domande, ma si trov
a chiedere, quasi senza fiato:
- Un'altra cosa? E perch?
- Non lo so. Parliamo di ora: avete veduto
Vittoria Regina?
- Credete che questa rappresentazione sia appropriata
al mio tempo, eh?
- Non capisco che cosa intendiate dire. -
Certo, era cos. va non avrebbe detto quello
che ormai aveva detto, se avesse pensato che Antonio
la vedeva, ora, come una persona appartenente
all'epoca vittoriana.
- Mi permettete di prendere i biglietti per
mercoled sera?
- Mercoled sono impegnata con i Moyle. Dobbiamo
andare a un balletto.
- Gioved? -
va riflett. Bianca stava prendendo impegni
per la serata di quel giorno. Il colonnello Forester
era a Londra, e Bianca gli aveva mandato
un invito in stile moderno: un biglietto col disegno
di un bicchiere di sherry tra due cifre: 6
e 8 (le ore del ricevimento) e alcune sue conoscenze
del teatro sarebbero state invitate. Chi
viene da lontano ama incontrare persone di cui
conosce i nomi per averli letti sui giornali. Il
signor Moyle intendeva poi invitare due amici
suoi della "banca: tutta gente seria che poteva,
interessare il colonnello; e la serata si presentava
importante. va, che non si sentiva trasportata
a quell'idea, pensava che sarebbe stata, una
bella cosa poter terminare quel ricevimento di
dovere andando al teatro con Antonio.
- I signori Moyle hanno invitato varie persone
per uno sherry proprio gioved, - disse.
- Potremo andare al teatro dopo, se non vi dispiace.
- Ottimamente. -
Il giovane si indugi un istante a guardare la
testa d'argento ben pettinata, le mani di va
che stavano attaccando un cartoncino sulla tavola
da disegno.
Che cosa sta per dire? si chiese la donna
trattenendo il respiro.
In quel momento fu certa che l'attrazione non
la sentiva solamente lei. Oh, pi che certa! Antonio,
quel giovanotto a lei sempre pi caro, si
sentiva dunque attratto verso di lei, come se
si fosse trattato di una giovane? Che cosa stava
per dire?
Ma Antonio se ne and in fretta senza dir altro.
Chiuse la porta tra il suo ufficio e lo studio.
Non sembrava per che tra loro fosse stata chiusa
porta alcuna, e una voce sussurrava nel cuore di
va: Mi vuol dire qualche cosa... qualche cosa
di straordinario, gioved!.


CAPITOLO 23.
IL LAVORO DI UNA DONNA.

Quando una donna deve lavorare per s e per
i propri figli, l'amore non pu compendiarne certamente
l'esistenza, qualunque sia il suo desiderio
personale. In quel gioved indimenticabile
il pensiero pi insistente di va non era tanto la
riunione in casa Moyle, n il colonnello Forester,
e nemmeno Antonio Ainsworth, il quale
sarebbe andato a prenderla per condurla a pranzo
e al teatro. Prima di tutto questo, per lei c'era
il suo lavoro, i suoi disegni, i quali, divenissero
poi celebri o no, dovevano pure essere finiti prima
di pensare al resto.
La ditta che aveva ordinato quei cartelloni di
pubblicit e che ne aveva approvato tutta la serie,
all'ultimo momento ne aveva rimandato uno
all'agenzia dichiarando che, anzich la giovane
signora cos e cos che fumava nell'amaca, avrebbe
desiderato la figura di un uomo in abito da sera,
seduto sulla balaustra del Casin di Montecarlo,
con lo sfondo della veduta della citt.
Queste istruzioni, ricevute da Ainsworth alle
quattro di quello stesso gioved, furono passate
subito alla signora Tudor in casa Moyle: il nuovo
disegno non doveva essere consegnato pi tardi
delle otto del giorno successivo.
va non era nuova al lavoro commerciale, perci
non disse che la famosa signora nell'amaca
era stata proprio suggerita dalla ditta stessa
delle sigarette, e con un sospiro di rassegnazione
tir fuori il necessario per disegnare. Chiese
all'amica il permesso di lavorare per un paio
di ore in una stanza luminosa dell'appartamento
e si prepar a rifare tutto sul retro di un cartellone
gi disegnato per la pubblicit di una
sartoria.
- Ho solamente disponibile il nostro spogliatoio.
Puoi rinchiuderti l, purch tu sia pronta
per il ricevimento, - fu la risposta, con questa
aggiunta: - Per il resto, ti affider ad Emilia
che ti aiuter. -
Il resto. era l'abbigliamento di va, ed Emilia,
infatti, la cameriera della scena, tutta nel
suo elemento, fece in modo che la signora Tudor,
viso ritoccato, capelli bene aggiustati, mani
ben curate, fosse pronta prima di mettersi al
lavoro.
La signora Moyle ne fu molto soddisfatta.
- Chi ti riconoscerebbe ora, per quella che eri
due mesi fa? Il tuo viso non  troppo caricato.
Bene! Non come il mio... ma il tuo tipo  pi
semplice e naturale del mio, e...
- Lasciami al lavoro, ti prego. -
Ma ormai l'altra era avviata.
- Volevo dire che quando una donna ha un
tipo ben definito pu fare solamente due cose:
una,  quella di rinfrescarselo, come una bella
supertrentenne che vuol fare la ragazzina; l'altra
 di caricarne le tinte come faccio io. Ma
tu sembri proprio un'estate di San Martino. Colore
e calore! Ricchezza di fiori settembrini! Le
ultime rose sono pi belle di quelle primaverili,
dice un poeta.
- Grazie, grazie dei complimenti; ma sarebbe
meglio dire tutto questo ai miei ragazzi!
- A una donna ridiventata giovane, che sta
per prender parte a un ricevimento dove ella
deve apparire disinvolta, giovanile e attraente,
non giovano i documenti viventi dell'et; perci
non ho invitato nessuno di quei tuoi divoratori
che ti assorbono, ti annientano.
- Vedo che i tuoi gentili pensieri mi precedono!
- disse scherzando va, mentre s'infilava
un grembiulone pulito sull'elegantissimo
vestito, proprio quello grigio azzurro gi cos
eccessivamente attillato al momento dell'acquisto;
ora stava benissimo alla signora Tudor e
sembrava fatto apposta per lei. - Per, - riprese,
dopo una breve pausa - non credo che si
tratter di una riunione sentimentale. Il colonnello
Forester sar stupito di vedere i capelli grigi
della piccola va Summerbell. Non me la dico,
io, con gli uomini maturi! Scommetto che questo
sar un altro tipo alla Ronaldo. Comunque, finch
non ho finito questo disegno non esco di qui
nemmeno se venissero tutti i parenti del re. -
Rientrata nella sua linea artistico-commerciale,
va s'immerse nel suo lavoro e per un'ora
non pens ad altro.
In capo a questa segu una interruzione: una
bussatina alla porta dello spogliatoio trasformato
in studio, e la irruzione, non gi di un
parente del re, ma di Riccardo, insolitamente
lisciato, con uno dei suoi vestiti nuovi di cattivo
gusto e la cravatta con i colori del suo club di
aviazione. Come sempre, quando la signora Moyle
diceva di escludere i figli di va da qualunque
invito, non era mai sicura che rimanessero come
non invitati, perch capitavano all'impensata.
Riccardo si affrett a dichiarare per che non era
l per il ricevimento; anzi, aveva anche lui un
altro invito per un genetliaco.
- Chi  la ragazza? - chiese va teneramente.
- La sorella del mio... Ma come hai fatto a
sapere che si tratta di una ragazza? Insomma,
s,  la sorella pi piccola del mio istruttore
Blogg. Si chiama Patsy, e oggi compie diciassette
anni. Blogg mi condurr in volo al suo
paese; ma la cosa  stata decisa all'ultimo momento
e non ho nessun regalo da portare per il
compleanno. No, denari non me ne occorrono,
perch i negozi sono chiusi. Ho pensato che tu
potresti darmi qualche cosa tua, che hai qui.
- Caro, - disse la madre senza levare gli occhi
dal lavoro - sul cassettone in camera mia
c' un pacchetto con un paio di calze da sera
appena comperate. Nessuna donna di qualunque
et ha mai calze di seta a sufficienza e le gradisce
sempre.
- Sarebbero troppo grandi per Patsy, mamma
! Ha i piedi piccolissimi, - spieg il ragazzo.
- Che cosa potrei regalarle? Le ragazze amano
gli ornamenti. Mi daresti quella collana?
- Quale?
- Quella d'argento che porti.  carina. Potresti
darmela?
- Mi dispiace, Dick, ma non te la posso dare.
- Ma questa non  mia madre che parla! -
esclam Riccardo con una frase che sapeva essere
magica per averla adoperata pi volte con successo,
quando sua madre gli negava qualche cosa
o lo rimproverava.
Quel giorno per la frase non sort l'effetto
voluto. va, seguitando a lavorare, disse che la
collana era un regalo e che doveva averla al
collo per dimostrare il suo gradimento a chi gliel'aveva
regalata. Riccardo accett allora in cambio
una boccetta di profumo e ricambi il bacio
di sua madre con un: Grazie, mamma, e arrivederci,
detto tra i denti.
- Divertiti, amor mio, - gli disse va dietro,
poi lo richiam. - Dick! -
Il ragazzo, gi alla porta, si volt, e la signora,
aprendo il grembiulone sul davanti, mostr le
pieghe lucenti del suo abito di seta blu-grigio.
- Ti piace il mio vestito nuovo, Dick?
-  nuovo? Mi pare che ti stia bene, - rispose
il figliuolo.
Per lui, nella sua svariata e fremente esistenza,
la mamma era la cosa immutabile. Che indossasse
il grembiulone da pittrice o quel vestito
(Oh, guarda, era proprio nuovo!) non faceva
differenza alcuna per lui.
E Riccardo se ne and dalla sua amichetta diciassettenne,
mentre sua madre continuava ad
annerire il suo uomo del disegno che, sia detto
tra parentesi, assomigliava ad Antonio Ainsworth.
Intanto la pittrice pensava che avrebbe potuto
dare la collana a Riccardo quando il colonnello
Forester fosse ripartito.
Povero vecchio! disse tra s e s, proprio
come una donna ringiovanita pensa a un uomo
di pochi anni maggiore di lei. Avr certo da
lagnarsi dell'Inghilterra e da trovare un monte
di difetti al suo paese, perch il cibo del suo
club non gli andr a genio, o che so io! Sar
certo calvo come un uovo... calvizie contratta,
dall'artrite...
In quello stesso momento un signore alto e
dalle larghe spalle, il quale, pur vestendo abiti
civili, dava l'idea di aver sempre indossato un
costume da cacciatore di montagna, scendeva
rapidamente gli scalini di un club di Piccadilly.
Proprio il colonnello Forester, il quale, dirigendosi
verso la casa della signora. Moyle, camminava
con un passo degno di uno scozzese, di un
tirolese, di chiunque, insomma, sia abituato a
muoversi alla svelta in piccoli spazi e a grandi
altitudini.
Poi si ferm di botto, port la mano alla tasca
del petto e ne tolse un taccuino cercando
qualche cosa, tra le pagine. Allora gli pass sul
viso sano e abbronzato dal sole, dai lineamenti
simpatici, dagli occhi acuti di cacciatore e dalle
labbra rosse che contrastavano con la folta capigliatura
un po' brizzolata sulle tempie, una
espressione di comico smarrimento. Non aveva
l'indirizzo! Che cosa ne aveva fatto di quel biglietto
d'invito?
Il colonnello ripose 'il taccuino e torn rapidamente
sui suoi passi, risalendo le scale.
E dire che sono gi in ritardo! pens.
Acc...!
Nello stesso tempo, alla porta dello studio improvvisato
si ud un'altra bussata. va riconobbe
quel tocco prima che il suo Avanti! introducesse
Antonio Ainsworth, il quale aveva intenzione
di portarla via subito.
- Siete in anticipo, - disse va provando
un sollievo come se il sole si fosse levato allora
e gli uccelli si fossero messi subitamente a cantare.
- Di qualche minuto appena! Siete ancora l
con quel benedetto disegno?
- Il lavoro di una donna non finisce mai,
perch gli uomini lo interrompono sempre! -
fu la risposta, seguita da una esclamazione di
scontento: - Santo cielo, ho finito il bianco di'
Cina!
- Vado a comperarlo.
- I negozi sono chiusi. Fermatevi! -
Ma Antonio era gi andato, ed va continu
per qualche minuto a fare lo sfondo del suo
disegno.
Non  forse maravigliosa la vita quando si
sa che vi  un uomo pronto ad andare in prigione
per infrazione della vetrina di un negozio
di colori, piuttosto che ritornare da me senza il
colore che desidero? pensava.
Antonio ritorn trionfante.
- Ho bussato da Robertson.  ora di chiusura,
ma ho indotto uno dei commessi che io
conosco a darmi un tubetto del migliore.
- Siete un eroe! - disse va con un leggero
tono di canzonatura.
Antonio era dell'umore un po'audace dell'innamorato
che sta per dichiararsi.
- Un giorno o l'altro, forse, potr fare qualche
cosa per voi, - rispose - non proprio solamente
per Dick o per il vostro lavoro. Perci
non occorre che sorridiate, come una donna che
disdegna il fuoco delle vene di un fanciullo. -
Cita Swinhmne? Posso credere alle mie orecchie?
pens va.
- Non siete un fanciullo?
- No, potete ben vederlo. -
Ella pens ancora:
Tutto ci non dimostra forse che egli  veramente
giovane? Un uomo anziano non si sarebbe
risentito sentendosi trattare cos.
Strizz il tubetto sulla tavolozza e dolcemente,
come per calmarlo, disse:
- Il vostro bianco di Cina. salva la situazione.
Mi resta solo da dare un po' di lucido alle scarpe
di vernice di questo giovane aristocratico. Andate
intanto sulla veranda e aspettatemi l con
gli altri, vi prego.
- Oh, gli altri! Nel vestibolo c' una jungla
di cappotti e cappelli che sta a identificare
un ricevimento! Posso sedermi qui, piuttosto,
finch terminate il vostro lavoro?
- Se non vi annoierete troppo e se starete
fermo, potrete posarmi per quelle scarpe! -
Antonio si sedette sopra una cesta, ed va,
dando gli ultimi tocchi, si sentiva piena di quella
soddisfazione che prova ogni donna conscia che
un uomo l'attende e che, nel caso suo, se ne starebbe
seduto per ore e ore con lei sola, piuttosto
che andare a prender parte a un ricevimento.
E dire che essa aveva raggiunto la maturit
prima di conoscere una sensazione simile!
Sollevando gli occhi dal riflesso lucido delle
scarpe di Antonio, incontr lo sguardo ardente
del giovanotto.
Quale rivelazione! Prima aveva solamente sperato:
ora sapeva.
Io ho preso Tony Ainsworth... definitivamente,
pens per sempre! Non  un flirt,
no. Se voglio, pu chiedermi di sposarlo.
Antonio pensava:
Stasera. Stasera le chieder di sposarmi.
 maravigliosa. Che cosa vale una ragazza stupida
che va a cavallo, o a caccia, in confronto di una
vera donna? Nessuno al mondo  come va. Essa
 fatta per me. Che importa se  nata qualche
anno prima di me?
Balz in piedi.
- va... -
va, trionfante, gli mostr il suo disegno.
- Guardate, Tony. -
Egli si avvicin, ma guard solamente l'artista
a cui l'ultimo sole rischiarava la testa d'argento
e la collana sul collo bianco.
- Che ve ne pare?  passabile?
- Chi? Ah, il vostro disegno!... Molto buono.
Non lo toccherei pi. Lasciatelo asciugare. Verr
domattina per tempo e lo impacchetter. Le
donne non sanno fare queste cose. Le donne non
dovrebbero lavorare; il lavoro le assorbe per
troppo tempo. Vi prego, va, siete pronta? S,
lo so che c' un ricevimento, qui; ma  sulla
terrazza. Possiamo andarcene da un'altra parte.
Prendete il vostro mantello cinese e venite via.
Ho un'automobile per tutta la serata.
- Lussi esagerati. In ogni modo bisogner
aspettare. Questo ricevimento  stato dato per
una persona, un uomo, che viene proprio per vedere
me.
- Un uomo? Chi? -
va, intuendo come egli fosse stato afferrato
da un subitaneo sgomento, rispose con una freddezza
che nessuna fanciulla avrebbe saputo mostrare:
- Il colonnello Forester.
- Oh, un colonnello! - disse Antonio col
tono con cui avrebbe detto: Un patriarca!.
- Va bene; ma quando lo avrete salutato e io
avr salutato i Moyle, non potrete venir via?
- Non posso promettervelo. Vedremo. -
Le pareva che un'altra, non lei, parlasse: una
giovane donna desiderabile, capace di fare di un
uomo tutto ci che voleva; una donna piena di
quella sicurezza che proviene dal sapersi ammirata
e desiderata, una donna che ha in dono
il potere di rispondere freddamente ed apparire
fredda anche se il cuore le brucia nel petto.


CAPITOLO 24.
INTERRUZIONE.

Sulla terrazza, l'animazione era in pieno. La
padrona di casa aveva curato tutti i preparativi
per lo sherry-party: aveva collocato opportunamente
seggioline basse, tavolinetti, tappeti,
cuscini colorati. Un riparo di gerani rampicanti
in piena rosea fioritura nascondeva il bar presieduto
dall'efficacentissimo maggiordomo di casa
coadiuvato da Emilia: entrambi, con correttezza
teatrale. Tutta la terrazza era anche piena di
ben noti artisti drammatici!.
Le frasi s'intrecciavano:
- Cara Bianca, come stai bene! Hai sempre
trentacinque anni!
- Certo, dovete avere uno spogliatoio da stella
di prima grandezza. Non eravate forse una stella
prima che io fossi qualcuno?
- Guardate, ecco Lilian.
- Qual  il colonnello che viene dall'estero?
Mostratemelo. Non  venuto? Come?...
- Dov' l'uomo della jungla che ci avete
promesso, Bianca? Io non vedo nessuna persona
nuova. Forse Tom lo ha soppresso?
- Non ancora. In ogni modo v'informo che
verr per va Tudor.
- La pittrice? E dov', quella?  molto distinta
e simpatica. -
va entrava facendosi strada tra i gruppi degli
intervenuti. Con quel riuscitissimo abito, e
con l'altrettanto ben riuscita pettinatura, essa
brillava, conscia della riacquistata vitalit e dell'attrazione
che sentiva di esercitare pi ancora
di quando era fanciulla.
Dietro a lei, in esagerata vicinanza, seguiva il
giovane suo ammiratore, il pi seducente (e anche
sedotto) uomo che ella avesse mai incontrato
in giovent. Tutte le signore lo guardavano.
- Com' simpatico quell'amico di va! -
va non avrebbe fatto a cambio con la signora
pi nota, con la stella cinematografica pi celebre.
Si sentiva giovane, bella, amata, regina di
felicit.
Ma, ahi, proprio in quel momento doveva ripiombare
a terra con una parola sola:
- Mammina! -
Si volt: era Sonia.
E Sonia, che era in compagnia di un'altra signorina,
mormor in tono di scusa, dopo averla
chiamata a parte:
- Lo so che non ero invitata, mamma. Sono
venuta solamente per domandarti una cosa. Da
che sei con la zia Bianca hai comperato tanti
vestiti... anche quello che porti  nuovo... e
io... io volevo dire che non ho un decente mantello
da sera. Quello vecchio ha l'et di Matusalemme;
 vero, Giovanna? -
La sua compagna assent. Era una ragazza
bruna: un tipo taciturno, di una eleganza molto
vistosa; portava un abito grigio scozzese e una
sciarpa rosso arancione che s'intonava con le sue
labbra (mai senza sigaretta). Gli occhi, sul viso
giovanile, avevano un'espressione pi disillusa
ancora di quella che non avessero avuto un tempo
quelli di va; sembrava che la ragazza fosse
rimasta delusa dal mondo e avesse deciso di prendere le cose
com'erano e non come essa aveva
sperato che fossero. va non gradiva affatto una
compagna simile, con quella piega cinica delle
labbra, per sua figlia; ma quella sera non aveva
tempo di pensar molto a questo, e neppure all'espressione
strana che vedeva in Sonia: una
sovreccitazione, una irrequietezza propria a chi
non dorme abbastanza, o nasconde qualche cosa;
briosa a tratti, a tratti audace. Pi tardi va,
rimproverandosi amaramente, avrebbe ricordato
il viso di sua figlia come l'aveva veduto quella
volta.
Infatti Sonia, preoccupatissima, era andata da
lei, non tanto per chiederle un indumento,
quanto spintavi dal desiderio di stare un po'vicino
a sua madre.
E sua madre, senza comprenderla, perch non
immaginava quello che passava nel cuore della
figlia, disse:
- Va bene. Vieni gi nella mia camera e ti
dar il mio mantello bianco da sera.
- S, mammina... ma speravo che tu mi prestassi
quello cinese.
- Bimba mia, devo adoperarlo io. - (Non era
quella la sua serata? Non aveva Antonio ricordato
proprio quel mantello?) - Quello bianco
 pi adatto per te. Appuntaci uno di quei grandi
fiori rossi artificiali che hai sulla spalla. Vieni
gi. Ho solo un minuto da darti. -
Forse perch Bianca aveva detto che per una
donna ringiovanita i giovani sono di ben poco
aiuto in un ricevimento in cui quella desidera
emergere? Certo  che la madre ringiovanita desiderava
che la figlia se ne andasse, e perci condusse
senz'altro le due ragazze al piano di sotto.
- va... dove andate? -
Si volsero. Sonia e Giovanna videro un giovanotto
alto, in abito da sera, con un bicchiere di
sherry in mano. Viso aperto, simpatico, e una
cicatrice recente su di un sopracciglio.
- Il signor Ainsworth, - disse va presentando
in fretta. - La signorina Giovanna Marsden
e mia figlia Sonia. -
Sonia era carina, con gli occhi di sua madre,
ma di pessimo umore, come se fosse stata disgustata
o stanca di qualche cosa. Questa fu l'impressione
che Antonio ebbe della figlia di va.
In quanto a Giovanna, era una ragazza come
tante ultra eccitate che bevono troppi liquori e
fumano sigarette in continuazione. Tutte e due
avevano una gran fretta.
Giunte nella camera di va, questa butt il
mantello bianco sulle braccia tese di Sonia.
- Grazie, mammina! Ma...
- Che c', cara? Qualche cosa che non ti
va? -
Alla intonazione frettolosa, quasi leggermente
irritata della bella voce di sua madre, qualche
cosa parve ritirarsi nell'animo della fanciulla.
- Niente. Che cosa ci deve essere? -
Un presentimento pass per un attimo nel
cuore di va.
- Sonia, vorrei parlarti uno di questi giorni.
Tu sei... -
Ma Giovanna stava al fianco di Sonia, quasi
che questa l'avesse pregata: Non mi lasciare
sola con la mamma! I genitori fanno sempre
delle domande pericolose!.
Gli amici dei nostri figli si uniscono forse ad
essi per cospirare e rendere la vita una corsa
piena di ansiet? In ogni modo, quella sera va
era troppo occupata di se stessa. Desiderava ritornare
al piano di sopra ed essere, non una
madre ansiosa, ma una regina.
- Fissami un appuntamento, bimba mia. Do-
- Sar fuori.
- Vuoi dire che siamo giovani una volta sola,
- ritorse gaiamente va, sapendo che si pu
essere giovani anche due volte - e che la domenica
 riservata al signor Chandail e che andrai
a ballare con lui?
- Lui non sar qui.
- Dunque, quando posso venire? Abbiamo
molte cose da dirci. - (Molto probabilmente
pens va con eccitazione mi trover davvero
a dover dire a mia figlia:  Sto per riprendere
marito.) - Luned, allora? -
Rimasero d'accordo che senza fallo avrebbero
pranzato insieme il luned sera.
Mentre le due ragazze lasciavano la casa della
signora Moyle, Giovanna disse:
- Tua madre far la figura di una giovinetta
a quel ricevimento, non  vero? Chi  quell'Ainsworth?
- Il socio della ditta per la quale la mamma
lavora. Strano come cambiano le idee! - disse
la ragazza, fantasticando. - Un tempo avrei
creduto che un uomo simile a quello fosse il
mio tipo...
- Bel giovane, serio, solido anche.
- Vuoi dire insipido?
- Voglio dire che non  un Rn Chandail.
Senti, Sonia...
- Che c'?
- Non permettere che Chandail ti conduca a
Parigi! -
Sonia taceva, e l'altra, soggiunse:
- So che  una persona perbene. Tuttavia,
se fossi te, non andrei.
- Ma io sono io, - rispose Sonia - e andr. -
Intanto va ritornava di volo sulla terrazza.
La sua amica, salutando alcuni dei suoi ospiti
che si accomiatavano, si chiedeva contrariata,
ad alta voce:
- Come mai non  venuto? -
Nessun segno di vita, infatti, del colonnello
Forester.
- Lo aspetter ancora dieci minuti, - disse
va.
- Non di pi, - conferm Antonio Ainsworth,
continuando: - Occupiamo questi dieci
minuti sedendo in questo angolino. Ecco il vostro
bicchiere: sedetevi. Lasciate stare gli altri;
detesto tutta la gente! Ho aspettato questa serata
da tanti giorni. Parlate con me. -
Oltre il paravento di fiori che separava l'angolino
dagli altri, il tramonto gettava una luce
violacea. I colombi tubavano sui tetti e i passerotti
stridevano. Anche il chiacchierio degli invitati
aumentava, e nel chiasso generale va ud
un ardente soffocato:
- Bella! -
Gli occhi di Antonio si fermarono sulla testa
piegata di va, che subito la risollev.
- Parlate della mia collana?
- Non sapete dunque di chi parlo? -.
Quelle sei semplici parolette portarono a va
una corrente intossicante di Lethe. Dimentic
tutto ci che all'et sua sarebbe stato saggio ricordare:
dimentic che gli affari di amore tra
persone di generazione troppo diversa non possono
essere che di breve durata; dimentic ci
che aveva udito a tal proposito dalla silfide dell'Istituto
di bellezza mentre le faceva il massaggio
sul viso.
Essere attratte da un uomo pi giovane di
noi, diceva quella cinica  quasi sempre una
bella disgrazia! Qualche volta c' del vero
amore, ma per la donna  sempre una grande fatica,
credetemi. Certo le donne attempate sarebbero
capaci di qualunque cosa per trattenere un
uomo! Io ho una cliente che si  fatta tirare
la pelle del viso quattro volte. Ora sembra una
maschera. Non ha rughe, naturalmente, ma ha
perso le sue caratteristiche senza riprendere la
morbidezza naturale della giovent. Un'altra 
andata a Budapest e ha pagato a un dottore
cento sterline...
va dimentic pure che mentre la donna, nella
luce del suo autunno, pu riuscire in certi momenti,
per l'opportuna scelta della luce artificiale,
a rivaleggiare con qualche ragazza di venti
anni,  ben difficile che appaia perfetta quando
la luce del giorno le cade spietata sul viso mettendo
in evidenza la sua bellezza appassita.
va dimentic queste e altre cose. Tutto era
cancellato dall'ardore degli occhi del suo innamorato;
tutto era messo a tacere dal tono suadente
della sua voce.
- ...collana? Veramente codesta collana non
mi piace.  tetra. Pare che qualcuno vi abbia
messo al collo una catena da schiava. Dove l'avete
comperata?
- Me l'ha mandata il colonnello Forester!.
- Perch accettate regali dagli uomini, anche
se sono vecchi?
- E questo che c'entra?
- Niente. Tutto. Solamente... -
Antonio era arrivato al suo momento, e incominci:
- Vi  una cosa che dovreste permettermi di
dirvi... -
va rimase sospesa, in cuor suo. Doveva chiedere
dolcemente: Che cosa?, oppure lasciarlo
seguitare?
Non ebbe tempo di scegliere, perch in quel
mentre si ud vicino a loro una vce mascolina
e profonda:
- Scusatemi... ho il piacere di rivolgermi alla
signora Tudor? -


CAPITOLO 25.
PASSATO, PRESENTE E FUTURO.

Il momento era passato. Antonio, portando
la mano al nodo della cravatta, si tir indietro,
ed va con un fruscio di seta si drizz. Un uomo
alto era apparso di fianco al leggero paravento
di piante fiorite. Le sue ampie spalle apparivano
nello sfondo dei bagliori del tramonto. Visto contro
luce, il suo viso non aveva i lineamenti ben
distinti, mentre egli vedeva invece benissimo la
signora che parlava.
- Sono io. -
Il nuovo venuto pens:
Com' seducente! Che voce musicale!
- E voi siete il colonnello Forester, senza dubbio! -
continu va; poi present: - Il signor
Ainsworth. -
Un altro pensiero del colonnello fu questo:
Quel giovanotto (e chi lo biasimerebbe?)
stava evidentemente facendo l'asino alla signora.
Un ragazzo con i modi di uomo. Mi pare che abbia
la sagoma di un uomo di affari.
- Desidero presentarvi alla nostra ospite, -
riprese va. - Credo che avesse rinunziato a
vedervi, stasera!
- Spero che accetterete le mie scuse e mi permetter
di spiegare la ragione del ritardo, signora
Moyle, - disse il colonnello quando fu davanti
alla padrona di casa, torreggiando con la
sua figura tutti i presenti.
Ci non sfugg alla signora, la quale aveva
gi osservato che il nuovo venuto era pi alto
perfino di Antonio, e che si era fatto agilmente
strada fino a lei fra tutti i suoi invitati senza
urtare nessuno.
- Mi ero incamminato per venire, quando mi
sono accorto di non aver con me il vostro indirizzo.
Il cartoncino d'invito era rimasto nella
tasca di un vestito che era stato mandato stamani
a lavare. Mi  occorso un bel po' di tempo
prima di ritrovarlo!
- Siete stato molto bravo: - disse la signora
Moyle in tono di adulazione - siete riuscito a
trovare il nostro indirizzo che non  inserito sull'elenco
del telefono!
- Come si vede che siete un uomo! - disse
va sorridendo. - Mandate i vestiti dal tintore
senza rivoltarne prima le tasche! -
Il colonnello rise. va non l'aveva ancora veduto
bene in viso. Aveva avuto solamente
un' idea della sua statura e della scioltezza dei
suoi movimenti. Vedendolo in piena luce osserv
che aveva i lineamenti caratteristici e occhi mobilissimi.
Era simpatico... tanto simpatico quanto pu
esserlo un terzo che interrompe un duetto sviando
una richiesta imminente di matrimonio quanto
mai gradita. Quell'uomo aveva interrotto Antonio.
Ecco il solo appunto che va poteva fare al
colonnello.
Questo, pensava la signora Bianca questo
almeno  un uomo e non un ragazzo! Massiccio,
ma aggraziato. Armonico. E che insieme serio,
che aspetto forte, che  atmosfera  ha di vita
all'aria aperta! Certo, va lo ha colpito, e questo
sarebbe l'uomo adatto a renderla felice. 
intervenuto al momento opportuno, mi pare. Se
quello sciagurato di Ainsworth avesse ora il
buon senso di andarsene e di stare un po'lontano!...
Antonio Ainsworth celava con grazia e deferenza
il suo interno furore, ma non aveva nessuna
intenzione di muoversi, fino a che non gli
fosse riuscito di portar via va. Non voleva
farle premura, ma (e qui il giovane sorrise
nella maniera pi insinuante) se la signora Tudor
avesse voluto vedere la rappresentazione fin
dall'inizio, sarebbe stato tempo di andare.....
- Dobbiamo andare? - mormor va, posta
davanti a un imbarazzante dilemma.
Difatti il suo solo desiderio era di andare al
teatro in quel momento stesso col suo innamorato;
ma come poteva decentemente piantar
tutto, se il colonnello era venuto proprio allora?
Rimase esitante tra quei due uomini, proprio
come una donna nella sua estate di san Martino
spesso si trova a essere tirata da due parti, rappresentate
l'una dal Passato e l'altra dal Presente
e dal Futuro.
Che fare?
Non vi era altro da fare che mandare a
monte la serata di Antonio; ma quando il colonnello
ebbe chiesto a quale teatro la signora
Tudor e il signor Ainsworth sarebbero dovuti
andare, il suo viso si rischiar di piacere per
la bella coincidenza che egli pure aveva preso
due biglietti per quel teatro, dove si era proposto
di accompagnare sua sorella, lady Mason.
- Che bella coincidenza! - ripet Antonio
con un entusiasmo ben simulato considerando i
suoi sentimenti. - Non potremo andarvi tutti
insieme? - (Se quel vecchio noioso doveva unirsi
a loro, meglio averne merito! Ormai tutto era
guastato!...) - Permettetemi di condurvi con
noi, colonnello! -
Uscirono insieme. va aveva fatto una solida
merenda che equivaleva a un pranzo, e convennero
tutti di cenare dopo lo spettacolo. Da ci
si vede che non un momento di quella serata
sarebbe rimasto a beneficio di Antonio Ainsworth.
Per completare la sua sfortuna, i biglietti acquistati
da lui e quelli del colonnello si trovarono
ad avere i numeri in fila.
Si fermarono in Hill Street per prendere lady
Masou, una bella signora, con lo stesso profilo
di suo fratello, che sembrava lietamente disposta
a fare amicizia con la signora Tudor, la vecchia
conoscenza di suo fratello Tibor. Per questa
e per non altra ragione Antonio Ainsworth trov
detestabile la signora Mason, e sommando tutto,
non c'era maraviglia che il povero Antonio avesse
il cuore diviso tra l'amore e il desiderio di uccidere
qualcuno.
va, pur normalmente di cos tenero cuore,
godeva di accorgersi che in quella serata aveva
il potere di far soffrire di gelosia un uomo. Forse
perch ricordava la vecchia massima che provocare
la gelosia di una persona  la maniera pi
sicura di assicurarsela per sempre.
Questo motivo: il successo attraverso la gelosia,
si trova dovunque, nei romanzi come sul
teatro; e cos pure si trov nella rappresentazione
di quella sera, bench non l'uomo, in quella,
fosse geloso, ma la donna.
Io non sono gelosa, pens va con gli occhi
al palcoscenico dove una bella donna cadeva, in
disgrazia della sua regina a cagione della gelosia,
ma Tony s. Bene! La sua attenzione era rivolta
sempre a lui, anche mentre guardava le
vicende tra il principe Alberto e la regina Vittoria.
Alberto fu costante fino alla morte,
pens e io terr a me il mio Tony! Egli
non pu pensare a me pi di quello che non faccia stasera! Come se fossi la pi bella ragazza
del mondo. Ma appunto perch non sono questa
bella ragazza, dovr adoperarmi di pi per trattenerlo...
E per essere coerente, lo lasci parlare con
lady Mason durante tutto l'intervallo.
Per quel tanto che una donna innamorata ama
stare in compagnia di un altro che non sia
l'unico, va grad la conversazione con l'uomo
che era stato suo compagno di giuochi. Gli piaceva
la sua maniera di parlare; egli aveva abbandonato
la cerimoniosit all'antica, che gli uomini
della sua et e del suo tipo ritengono appropriata
per trattare le signore, senza peraltro
usare quella maniera distaccata all'americana che
i figli di va Tudor, come i loro amici, avevano
adottata. Chiese ad va se aveva dei bambini,
ma non insist su questo punto, ed va., per una
volta tanto, ne fu contenta.
E il colonnello, aveva figli?
- No, non mi sono mai sposato. A dire la
verit fui una volta fidanzato, ma essa mor
in circostanze molto tragiche...
- Oh, scusatemi!... Non avrei dovuto domandare...
- Non c' niente di male. Cose avvenute anni
fa, molti anni fa. La mia vita  stata piena di
tante cose! -
va ebbe l'impressione che il colonnello si proponesse
di raccontarle la sua vita, ma egli soggiunse
con semplicit:
- E ora vi ho incontrata di nuovo. -
Ella rimase colpita. Pareva che quell'uomo
compendiasse tutta la sua vita nell'accertamento
di quel fatto, e per un momento dimentic di sentirsi
soddisfatta perch Antonio aveva udito.
- Straordinario, non  vero? - disse. - Intendo...
quando le persone s'incontrano di nuovo
e il ragazzi di un tempo si trovano adulti e hanno
gi vissuto la loro vita, - (io, per, disse
tra s e s ho incominciato ora a vivere la
mia vita) - e vedono ci che la vita ha fatto
di loro. Alle volte c' da rimanere male! -
va pensava:
Voi'sareste rimasto assai male se mi aveste
incontrata, per esempio, in quel giorno in cui
venne da me Tony per la prima volta. E Tony?
Com' strano che non abbia notato in me alcuna
differenza da quel giorno! Forse perch il cambiamento
 stato graduale e non se ne  accorto,
o perch  molto buono e pieno di tatto? Oppure
si  dimenticato di tutto innamorandosi di me, e
crede che anche prima fossi... cos come sono?
Non pensa a niente, stasera, se non a essere geloso.
Molto probabilmente Antonio seguiva la massima
dei giocatori bene educati: non bisogna dimostrare
n il piacere di vincere n il rammarico
di perdere. Eppure va era convinta che Antonio
fosse verde di gelosia. Continu a parlare col colonnello
notando che questi sembrava pi grosso,
pi rude, di quanto non sarebbe apparso se fosse
stato il solo uomo della compagnia. Il colonnello
aveva tutto ci che ella ammirava in Antonio:
la complessione, il bell'ovale del viso,
l'epidermide colorita, quell'insieme di semplicit,
d'impazienza, di arroganza nell'espressione.
Mai Antonio le era per apparso cos attraentemente
giovane come quella sera; nella sua collera
le ricordava perfino Riccardo! Respinse
l'idea, perch non voleva pensare a lui come coetaneo
del suo piccolo; non voleva pensare ad
Antonio rispetto alla sua et, e nemmeno a se
stessa in questo senso. Ella era del presente: desiderata
e piena di desiderio. Una donna ben
lisciata, ben vestita, con un viso sapientemente
ritoccato, con una figura giovanile e armonica in
un vestito che accentuava questa figura, seduta in
una poltrona di teatro a una prima rappresentazione
dove era stata accompagnata da un innamorato
geloso che le voleva bene, accanto a un uomo
maturo, distinto, che, come era facile capire, la
giudicava interessante. Una soddisfazione intensa,
del tutto femminile, la rianimava; poteva
dire veramente di sentirsi non pi di venticinque
anni, senonch nessuna donna che avesse avuto
quell'et avrebbe saputo gustare la situazione di
quella sera. Nessuna ragazza avrebbe capito e
sentito la soavit squisita di Antonio, per esempio,
mentre rispondeva cerimoniosamente un signore
? al colonnello che si era rivolto a lui durante
l'intermezzo seguito alla scena nel castello
di Balmoral.
- Oh, Ainsworth! - fu la risposta. - Perch
cos complimentoso? Mi fate diventare vecchio,
quasi dell'et di Disraeli che era sulla scena
poco fa!
- Vecchio  un aggettivo che ha interpretazioni
varie, - intervenne a dire la signora Mason.
- Quando ero piccola volevo tanto bene a
una zia: la chiamavo la mia vecchia zietta, e
quella vecchia aveva s e no trentacinque anni.
In quel tempo una donna di quell'et, non sposata,
si dava per vinta e non sperava di maritarsi
pi. Perci la zia Minnie portava dei cappelli
impossibili, un fiocco di velluto come cravatta e
un busto tutto stecche. Era come convenuto che
ogni tentativo di conquista da parte sua sarebbe
stato ridicolo. Povera zia Minnie! -
va si volse briosamente verso il colonnello,
mentre il povero Antonio fremeva.
- Non fu questa zia Minnie che...?
- ... che promise di comperarmi una bella collana
nuova, perch io potessi darla alla bimba che
sappiamo, e poi scord la promssa. Proprio lei!
- Non vi ho ancora ringraziato a voce per la
bella collana antica!
- Ma certo che l'avete fatto, - (un'occhiata
da cacciatore rivolta alla catena d'argento che
circondava il collo bianco della sua vicina) -
poich siete tanto gentile di portarla!
- Me l'ero messa perch entrando in casa
Moyle poteste riconoscermi subito tra gli altri, -
disse colei che era stata va Summerbell.
- Infatti vi ha servito a puntino.
- Veramente non  stata la collana, - disse
il colonnello con semplicit. - Vi ho riconosciuta
quando avete alzato la testa: dai vostri
occhi. -
I suoi occhi! Che faccia tosta! pens Antonio.
Il povero innamorato, ferito nel profondo del
cuore, mentre sembrava seguire con attenzione
la rappresentazione, o quanto gli diceva la signora
Mason, non vedeva niente e ascoltava anche
meno.
Quest'animale non  ancora arrivato, e gi
parte in quarta per un flirt senile! Che et avr?
Questi tipi di vagheggini anziani mi disgustano...
diceva tra s e s, irritato perch il
colonnello Forester non aveva la discrezione di
apparire vecchio. Quando finir questa rappresentazione
della malora?
L'uomo vuole subito ci che vuole. La donna
preferisce prorogare. va assisteva serenamente
all'ultima scena rappresentante il giubileo della
regina.
va non osserva niente. Soddisfatta, e sicura
di s, attendeva che calasse il sipario per andare
a cenare al ristorante italiano Quaglino e finire
cost la serata in quattro, prima di essere accompagnata
a casa da Antonio solo.
Durante quel tragitto, certamente...


CAPITOLO 26.
PASSATO, PRESENTE E FUTURO.
(continuazione).

Durante il tragitto va pensava che il momento
atteso sarebbe stato sommamente appassionato
per via del ritardo che aveva dovuto subire,
e perci ancor pi ardente in quanto che
il fuoco trattenuto aveva covato. Ella sapeva che
non avrebbe respinto Antonio e che avrebbe detto
appunto il suo s durante il ritorno a casa.
Ma la proposta non venne. Antonio, dopo aver
lasciato lady Mason in Hill Street e il colonnello
Forester al suo club in Piccadilly, condusse va
fino a casa dei Moyle serbando in sul primo un
silenzio statuario. Poi va fece una osservazione
qualunque circa i bei costumi del tempo al quale
si riferiva la rappresentazione di poco prima, e
sulla moda della crinolina in confronto a quella
del momento.
Antonio disse:
- Mi domandavo se sarebbe toccato a me di
riaccompagnarvi a casa o se non avrei dovuto,
cedere questo privilegio al vostro illustre
amico. -
Tutto ci che va pot fare, fu di non scoppiare
a ridere per il gusto che provava a questa
uscita. Ma ridendo dentro di s diceva nel suo
cuore: Ma non capisci, Tony, quanto  assurdo
che tu sia geloso di un altro? Del colonnello
Forester, poi! Egli rappresenta il Passato;
la sua giornata  finita. Appartiene al diciannovesimo
secolo, insieme con le feste dei bambini,
il giuoco della mosca cieca, le collane di
margheritine. Ma tu! Tu sei il vivo Presente.
Hai riassunto per me tutto quello che io non ho
avuto quando ero povera, brutta e mal vestita,
come Jane Eyre; solamente, io non mi sarei mai
innamorata di un Rochester come fece lei, perch
era troppo vecchio! Tu sei giovane, invece,
e questo mi attrae, Tony. Tu significhi per me
tutti i sogni di una vittoriana nel giorno in cui,
tirati su i capelli e allungate le vesti, andava al
suo primo ballo col cuore palpitante per il timore di rimanere
a far da tappezzeria tutta la serata.
Per troppo tempo ho fatto la spettatrice!
Per pi di venticinque anni, nonostante il matrimonio,
nonostante il tempo in cui non potevo
mettere una mano nelle tasche del mio impermeabile
senza tirarne fuori una scarpetta di
lana da bimbo, io sono stata viva solamente per
met! Ma tutto questo appartiene oramai al Passato.
Ora io non desidero altro che cominciare
la vita con te, Tony, e tu sei anche il Futuro....
Antonio era un uomo, e giovane per giunta;
non poteva perci immaginare nulla di quello
che passava nell'animo della donna. Era poi
troppo inquieto per aprir bocca.
Al portone di casa Moyle licenzi il tass e
rimase a testa scoperta dinanzi a va in aria di
commiato.
- Buona notte, Tony. Grazie per questa deliziosa
serata. -
Essa attese per il solito: Quando potr rivedervi?,
ma Antonio disse solamente:
- Buona notte, - aggiungendo con un tono
da affari: - Vi dispiacerebbe mandare quel disegno
finito, pi per tempo possibile domattina?
Mi sono ricordato che mi sar impossibile venire
a prenderlo. Devo andare a Manchester per
lavoro, e non ritorner che domenica sera tardi.
- Domenica - disse va - i Moyle hanno
combinato di condurmi con loro fino a Brighton.
- Allora auguro a tutti buon divertimento, -
disse Antonio marcando la parola tutti,
perch v'includeva certamente il colonnello Forester.
- Buona sera. -
E col cuore pieno di doloroso risentimento se
ne and, in fretta.
va era nell'androne presso l'ascensore quando
il giovanotto torn indietro.
- Dicevo... - vi era un tono quasi di supplica
nella sua voce, ma va s'irrigid e si volse
senza guardarlo - dicevo solamente... posso telefonarvi
luned mattina?
- Anzi, - disse va a mezza voce, e a se
stessa ricord quei versi che milioni di ve citano:
A colui che non vuole quando pu,
Quando vuole, rispondete di no.
Sarebbe stato salutare per lui se ella non fosse
stata in casa al momento della telefonata! Ma
prima che entrasse nell'ascensore egli le fece
scivolare qualche cosa in mano dicendo:
- Vi  caduto questo. -
Ella pens che si trattasse del suo fazzoletto;
invece era un bigliettino, ed egli era gi fuori di
vista quando vi gett gli occhi.
Un biglietto da visita sul quale era stato scritto
frettolosamente:
Siate buona con me. Io vi amo.
 
CAPITOLO 27.
PROPONIMENTI PER LA WEEK-END.

Quella nebbiolina d'oro entro la quale va
pass il sabato successivo era talmente... dorata
dal pensiero di Antonio assente, che quasi non
sent la mancanza, sostanziale del giovanotto. Per
la prima volta in tutta la sua vita essa provava
che cosa significhi avere la felicit o la disperazione
di un uomo in propria mano.
Siate buona con me...
Buona? Sarebbe stata pi che buona quando
egli fosse ritornato; intanto era lui che-doveva
sentire la mancanza di lei!
Al mattino per tempo le erano state portate
due dozzine di splendide rose rosse; ma erano
del colonnello, il quale pregava la signora Tudor
di voler gentilmente fissare un giorno in
cui le fosse stato possibile di pranzare con lui.
Bianca disse a suo marito:
- Se non mi avesse detto che era impegnato
con dei parenti per la week-end, avrei chiesto a
quell'antico spasimante di va di venire con noi
a Brighton! -
- Forester sarebbe dunque un'antica fiamma
della tua amica?
-  stato suo compagno di giuochi, e a sentire
gli psicoanalisti  la stessa cosa! In quanto
a fiamma, lui d se non altro l'impressione
di desiderare di diventarlo. Peccato non poter
cloroformizzare Ainsworth per qualche settimana,
in' modo che il bel colonnello avesse il
tempo di fare la sua breccia!
- Mi pareva che tu pendessi dalla parte di
Ainsworth.
- Come tonico passeggero, non come cibo quotidiano.
A proposito, debbo farmi dare da va
il mezzo scellino della scommessa!
- Quale scommessa? Ab, ricordo: aveva scommesso
che Forester sarebbe stato simile a Ronaldo:
prepotente e calvo! -
Quando la signora Moyle ricord a va la
scommessa, questa le porse sorridendo la moneta,
ma aveva ben pochi pensieri da rivolgere
a Tibor Forester: la prima frase d'amore scritta
per lei su quel biglietto da visita le escludeva
tutto il resto.
No, non forse tutto il resto. Riccardo volava
e Sonia stava l, poco lontano. Ma perch quel
senso di pena se pensava a sua figlia?
Per la testa di Sonia passavano intanto altri
pensieri.
Alla fine ho buttato via le inibizioni ataviche
che mi trattenevano da fare la bella gita a Parigi.
Perch peritarsi tanto a ingannare la mamma?
Di questi tempi, i genitori fanno la loro
vita e stanno con i loro amici, a giudicarne dalla
fretta che aveva la mamma di liberarsi di me al
ricevimento della zia Bianca!
Sonia, che questo fatto aveva offesa pi di
quanto non volesse ammettere, si prepar col pensiero
alla sua prossima week-end. Tutto era fissato.
Renato aveva preso i biglietti per raggiungere
con lei un luogo romantico. Parigi, oh
Parigi! Avrebbero pranzato all'Esposizione,
quel sabato sera, e precisamente in una trattoria
con un giardino pensile e con la veduta straordinaria,
sopra le cime degli alberi, di una illuminazione
fantastica di fontane colorate come arcobaleni
sulla Senna. Pi tardi, dopo aver fatto un
giro per i padiglioni osservando la folla di tutte
le nazioni e dopo aver ballato, sarebbero andati
in due alberghi diversi, naturalmente. Renato
aveva promesso di condurre la sua bella piccola
compagna in una pensione di famiglia in via
dell'Universit. L'avrebbe affidata alle premure
materne della padrona. La mattina dopo sarebbe
andato a prenderla per fare una gita nei dintorni;
avrebbero visitato Versailles, o passeggiato
a Fontainebleau nelle luci verdi e oro del
celebre bosco. Quale magica domenica sarebbe
stata quella! Una camarade perfetta, in uno
splendido scenario. Oh, alla fine sarebbero stati
insieme! Tra poche ore si sarebbero messi in viaggio.
Lei e Renato avrebbero iniziato una migliore
comprensione reciproca, in modo tale che non si
sarebbero lasciati mai, mai pi.
Sonia non pensava peraltro a questo avvenire
prossimo senza una certa preoccupazione: perch
Renato Chandail non le aveva ancora chiesto di
sposarlo?
Ci sarebbe avvenuto certamente al ritorno a
Londra: l'ingenua Sonia non ne dubitava.
Ci che la induceva a quella gita platonica
era la previsione che il matrimonio e la lna
di miele l'avrebbero seguita. Ella era sicura che
non le sarebbe accaduto nulla, tal quale come
se fosse stata seduta a guardare, dalla poltrona
di un cinematografo, il film del destino che le
era riserbato. Quel sabato e quella domenica
avrebbero offerto, secondo lei, una visione anticipata
di luna di miele.
Nulla avrebbe ormai potuto cambiare quel
piano.
Quando va Tudor, con la scusa di dirle che
tenesse pure per sempre il mantello da sera e di
ricordarle il loro appuntamento, telefon a sua
figlia, il sabato mattina, proprio per il desiderio
di sentirne la voce, rispose Giovanna.
La voce bassa e rauca della giovane, con quelle
espressioni moderne che una donna della generazione
di va trova inespressive, quando non
urtanti, spieg che Sonia era in campagna.
Con chi?
- Non saprei. Qualcuno  venuto a prenderla
con un'automobile stamani per tempo, prima che
io fossi sveglia. -
Per tempo... Prima che io fossi sveglia...
pens va. Vorr dire tra le otto e le dieci!
E chiese:
- Quando sar di ritorno?
- Non posso saperlo. -
va pens:
Come parla questa generazione! Quella ragazza
vuol dire che non lo sa, o che non vuole
saperlo? Ma poi, riflettendo: Proprio io vado
parlando con disprezzo di questa generazione!.
Giovanna continu:
- Anch'io devo uscire e non ritorner che
molto tardi stasera. In ogni modo, Sonia ha
preso, con s quella seccatura della chiave di
casa, sebbene di solito se ne scordi. -
va ricord quando la chiave di casa pareva
la chiave della porta del mondo, il simbolo della
lungamente combattuta indipendenza di una.
donna. Ecco che era divenuta una seccatura
passibile di dimenticanza, come un passaporto lasciato
in un cassettone o la scatola vuota delle
sigarette gettata via distrattamente con un numero
telefonico importante scritto dietro. Come
sono cambiati i valori da quei giorni ante chiave
di casa, ante voto, ante donna giurato! Ma va
non doveva ammettere di appartenere a quei
tempi. Doveva mettersi alla pari con la generazione
di sua figlia, per quanto le fosse difficile.
- Torner stasera?
- Ma certo! -
Perch mi pare che questa ragazza mentisca?
fu il pensiero che attravers la mente di
va; poi riflett: Avr Sonia tutta per me luned
sera; chiacchierer con lei cuore a cuore...
acquister di nuovo la sua confidenza.
E disse:
- Ditele per piacere che ho telefonato per ricordarle
il nostro appuntamento di luned. E
tanti saluti, anche. Arrivederci. -
Pos il ricevitore in fretta. Era gi in ritardo
per l'ora fissata all'Istituto di bellezza; ma se
si fosse affrettata invece ad andare all'appartamentino
di Chelsea da sua figlia, ve l'avrebbe trovata
ancora, prima della sua partenza per Parigi
con Renato Chandail.


CAPITOLO 28.
VISTO E PREVISTO.

Tutto fu ben diverso da quello che Sonia aveva
preveduto fin dal principio. Non aveva preveduto,
per esempio, il momento terribile della telefonata
di sua madre, e di doversene stare vicino
al telefono a sentire le domande di mammina
efficacemente evase da Giovanna Marsden. Come
si era sentita infelice in quel momento!
Subito dopo Renato Chandail aveva sonato il
campanello. Giovanna, s, proprio Giovanna, si
era voltata da un'altra parte ed era diventata
tutta disapprovazione e riluttanza.
Sonia, di'che hai un attacco di bile, trova
un pretesto qualunque, ma non andare a Parigi!
Affacciati alla finestra e guarda con chi dovresti
fare il viaggio! -
Renato entrava, e insieme con lui una coperta
da viaggio nuova di zecca e una valigetta variopinta
per i tanti cartellini di alberghi di varie
citt d'Europa e di America. L'uomo era pi
volgare che mai, dal cappello al mantello, alla
sciarpa, alle scarpe, fino al fiore all'occhiello e
al mazzo di garofani che con gesto da cavaliere
da commedia offriva entrando e dicendo:
- Il mio uccello di paradiso in gabbia  pronto
per il suo volo? -
Quel volo tra Croydon e Le Bourget doveva essere
magnifico! Sonia prevedeva un cielo azzurro
sopra di lei, e, sotto, la campagna verde smeraldo.
S'immaginava Renato come il compagno di viaggio
ideale, di vedute ampie, pieno di attenzioni,
di spirito, tale insomma da rendere quella gita
un divertimento da ricordare poi sempre. Ma...
Per incominciare, Renato di prova di non essere
un efficiente viaggiatore di aeroplano nemmeno
per se stesso. Divenne ben presto verde
al viso, e per tutto il tragitto rimase in silenzio,
afferrandosi alla spalliera del sedile davanti al
suo. Dopo una rapida occhiata di disillusione,
Sonia distolse lo sguardo da lui e lo fiss davanti
a s, guardando quel poco che poteva vedere del
profilo del pilota, di un colore roseo e sano e dall'espressione
tranquilla sotto il berretto bianco
della sua bianca divisa.; un viso che s'illuminava
di gaiezza a qualche scherzo che gli andava
dicendo il radiotelegrafista. Quei due erano gente
di casa sua, qualche cosa di rassicurante. Perch
Renato aveva detto che gli Inglesi sono stupidi
e addormentati? Guard gli altri passeggeri:
tutti apparivano svegli e pronti a godere la vita.
Guard gi sul paesaggio che rapidamente sorvolavano:
i campi non erano verde smeraldo, e
in quel giorno il Canale non era blu pavone.
- Visibilit scarsa, - dicevano l intorno: la
foschia velava ogni cosa.
Ci nonostante, Sonia avrebbe goduto ugualmente
la volata, l'altezza, la velocit, se avesse
viaggiato con un altro compagno.
Le Bourget!
Renato scese barcollando la scaletta che gli faceva
posare il piede sul suolo francese esprimendo
i suoi ringraziamenti alla Provvidenza.
Poi, senza guardare neppure Sonia, si precipit
in un bar e bevve tutto di un fiato un cognac
doppio.
Poi volle spiegarsi:
- No, no! Non  stata la traversata a farmi
sentir male. Ieri sera pranzai con un amico dell'Ambasciata.
Ci dettero delle chiocciole. Io sono
ghiotto delle chiocciole quando sono cucinate
bene; ma quelle erano troppo pesanti per il mio
stomaco. Ora, per, eccomi tornato a posto, carissima,
e ci dirigeremo subito verso la mia Parigi-
Parigi aveva detto a Sonia la maestra di
francese, con voce di nostalgia  la citt bionda
e sorridente, piena di luce, tanto diversa da Londra
cos tetra, maltenuta, poco invitante! Come
sono romantiche le vecchie costruzioni di Parigi!
Mademoiselle le aveva descritto i negozi moderni,
attraenti, le magnifiche gallerie di quadri,
i viali di ippocastani fioriti. Pi tardi Renato
le aveva parlato della Regina delle citt,
ingioiellata quell'anno dall'Esposizione mondiale;
e con impeto lirico le aveva descritto le
trattorie situate all'altezza delle cime degli alberi,
presso il Trocadero, sotto l'ultima carezza
del sole.
Ma in quel momento il giovanotto aveva esclamato:
- Mon Dieul Piove! -
Era infatti una delle rare giornate di pioggia
in quella stagione a Parigi. Tra la pioggia, la
nebbia, il fango e lo squallore di una serata londinese
e quella di Parigi, vi era poca differenza
davvero!
Quando Renato le indic, mentre erano in tass,
i punti dove trovavasi l'Opera, dove erano le
Tuileries, Sonia aveva troppo freddo, e tanto
le sarebbe importato di essere invece nelle catacombe!
Naturalmente, non aveva pensato di
prendere con s nulla di cos terrestre come un
ombrello o l'impermeabile. Portava un vestito
a giacchetta di tussor avana chiaro e un cappello
rosso che armonizzava con la sua blusa e la borsa
di antilope. Nella valigetta prestatale da Giovanna
aveva messo cose (secondo l'espressione
antica) bastevoli per una. serata: i sandali d'oro,
da ballo, col tacco alto, un vestito da sera color
papavero che piaceva molto a Renato, e il mantello
da sera di sua madre.
Se mammina avesse solo sospettato dove sar
indossato il suo mantello! disse Sonia in cuor
suo. Ma perch  pensare alle zanzare dopo aver
ingoiato un cammello?
Il modo di dire si confaceva al fatto. Non
era, forse giunta fino a quel punto?
Nella borsetta interna della piccola valigia
Sonia aveva riposto del denaro che si era fatta
dare o prestare, destinato in parte a qualche commissione:
avrebbe dovuto comperare del profumo
per Doris e Giovanna, delle trine e dei guanti al
Printemps. Il passa porto lo aveva con s nella
borsetta.
Il tragitto in tass, con i suoi scossoni, non
divert affatto Sonia che non trovava inoltre nel
traffico delle vie nulla di speciale.
- Ora siamo sulla riva sinistra: - diceva il
pittore - il quartiere degli artisti, Sonia. Non
 romantico, cos pieno di atmosfera? Qui
il genio ha lavorato, ha sofferto la fame, ha vinto
e ha amato.
- Davvero? -
Ella trovava che le strade dove il genio aveva
fatto tutto ci erano opprimentemente oscure,
strette, di sinistro aspetto. Perch Renato l'aveva
condotta l, invece che in un luogo pi gaio, pi
attraentemente moderno, e soprattutto pi
asciutto?
Da quanto tempo gli abitanti di quel quartiere
non avevano dato una mano di vernice alle imposte
di quelle brutte case? Dappertutto vedeva
scritto: Byrrh.
Appropriato! pens Sonia. Brrr!
Le foglie degli ippocastani del boulevard, sciupate
dai vapori della benzina, pendevano nere di
pioggia. Questa era Parigi d'estate?
- Non sorridete, Sonia? Non battete le mani?
Da due ore non mi mostrate le fossette seducenti
delle vostre guance. Non siete contenta di esser
qui?...
- Certo che lo sono. Solamente ho un po' di
mal di testa.
- Povera piccina! Rn ve lo far passare. Un
pranzo e una buona bottiglia di Cortot. Questo
 il vino che vi far brillare gli occhi e vi metter
la gioia nel cuore.
- S? Che bella cosa! -
Ma Sonia aveva negli occhi e in gola uno spiacevole
senso fisico. Aveva provato qualche cosa
di simile un'altra volta, in un inverno durante
la sua infanzia, quando mammina l'aveva curata
per una influenza. C'era da sperare che l'influenza
non le ritornasse!
Con uno sforzo eroico per non scoraggiarsi
definitivamente davanti a quegli alberi sgocciolanti,
a quei cartelloni bagnati sulle mura scolorite,
a quella funebre processione di ombrelli,
che comprendevano tutta la sua prima visione
di Parigi, e superando il rumore di ferraglia del
tass, chiese:
- Dove andremo a pranzare?
- Ah! Per questo ho un piano delizioso. Non
pranzeremo in una trattoria di una esposizione
cosmopolita, piena di gente, e neppure in qualche
rumoroso, impersonalissimo albergo. -
L'uomo parlava con quella mimica vivace che
Sonia definiva di grande valore per divertire,
mentre quella sera avrebbe desiderato solamente
di sentire poche ma espressive parole, senza accompagnamento
di gesti.
- Sentite, - continuava l'altro - io ho qui
a Parigi un mio studio tenuto sempre in ordine
da una brava donna che ci va tutti i giorni. No,
no, non una portiera inglese che lascia tutto in
disordine! Il mio studio  sempre pronto per ricevervi.
Ogni cosa vi sar in perfetto ordine. L
ceneremo.
- Avete detto alla donna che sareste ritornato?
Cuciner il pranzo?
- Non ho detto niente a nessuno. Nessuno preparer
questa intima cenetta da artisti. Io, io
solo. - Poi chiese: - Non sapete mica se abbiamo
passato Couts?
- Chi?
- Un negozio come il vostro Selfridge, dove
si compera un delizioso pur di piselli che si
riscalda nella propria cucina, a casa. Far gli
acquisti in una charcuterie tipicamente parigina.
Dei croissants croccanti, delle confetture. Formaggini
svizzeri soavi come baci. Tutte queste
cose si fondono in bocca, riscaldano il cuore e
rallegrano due compagni. -
La compagna Sonia cerc di mostrarsi entusiasta, ma come le dispiaceva l'espressione degli
occhi di Renato! Certo, sentire un uomo parlare
di cibi con tanto ardore  cosa disgustante;
ma essa non si scoraggi.
Non bisogna essere tanto insulari! Siamo sul
continente...
Il tass si ferm.
Renato entr rapidamente in un negozio illuminato,
e ne ritorn con le braccia cariche di
pacchetti e con due bottiglie. Ella sorrise.
- Ah! Finalmente un bel sorriso! - esclam
il francese, mentre il tass riprendeva la corsa.
- Siamo arrivati?
- Non tanta impazienza. Tra poco. Quel monumento
 il Lon di Belfort. Ecco, il boulevard
Arago. Un giardino a destra, e l dietro, la casa,
del mio portiere, poi il mio studio. Comodo, questo,
delizioso come un home. Entrate nello spirito
della nostra festicciuola? S? No. S?
- Oh, s! Volevo dire che io sono... -
Sonia, stanca, col mal di capo, si rallegr al
pensiero non del cibo, ma di un posticino confortevole
per sedersi. Un po' di calma, dopo tutto
quel correre nel tass sconquassato per quelle
strade affollate e sinistre! Potesse almeno essere
lasciata sola!
Renato le prese una mano e la port alle labbra;
poi le mise gi la manina sulle ginocchia
e vi dette un colpettino con la mano.
- Non pi baci, ora. Tutte le cose sono per
chi sa aspettare. Cos pure in amore. -
Sonia pens:
Quanto detesto sentir la gente parlare dell'amore
in momenti come questi! In ogni modo,
non se ne dovrebbe mai parlare. Ma che sciocca
sono! Non dovrei pensare cos. Ma non so neppure
quello che penso; non posso saperlo finch
non esco da questo infernale tass!
- Eccoci arrivati. -
Il giovane aiut Sonia a scendere, pag il conducente,
poi si volt e tolse di mano a Sonia la
valigetta. Passarono sotto un androne ed entrarono
in un cortile con una fontanina in mezzo
e delle porte di studi per artisti ai tre lati. Alla
porta pi vicina Chandail si ferm e con aria
da padrone di casa mise una chiave nella serratura.
Era proprio il momento per ricordare la voce
di Giovanna: rauca per le troppe sigarette fumate,
indolente e noncurante, pure quella voce
aveva una intonazione nuova e pareva ripetere
il consiglio:
Sonia, non andare!
Non era un po'tardi per ricordare ci?...
E poi... aveva tanto desiderio di andare! Era
felice di essere venuta; almeno si sarebbe divertita!
- Mia gentile ospite, entrate. -
Sonia, un po'incerta, ma con l'interno sollievo
di essere finalmente giunta in qualche luogo, entr
nella stanza grande, mezzo oscura.
Dalle alte finestre si vedevano dei rami d'albero
carichi di foglie gocciolanti e, sopra a questi,
una striscia chiara: il cielo grigio che buttava
gi pioggia a dirotto.
Lungo le pareti vi erano delle tele. Da una
parte, una tavolona da refettorio e un ampio divano
con una montagna di cuscini.
Il padrone di casa entr dopo Sonia; lasci
cadere le due valigette sul divano, vi butt sopra
la coperta da viaggio, e sopra a quella il suo pastrano;
poi, con le mani tese, si volse verso la
fanciulla.
- Finalmente, cara! -
Nell'ombra serale Sonia pot appena vedere il
viso che le si avvicinava, ma fu offesa dal tono
di quella voce. Per un secondo desider appassionatamente
di aver ascoltato i consigli di Giovanna.
Era quello il Renato che aveva conosciuto
a Londra? Che le piaceva tanto? Come era diverso!
Sciocca! disse a se stessa.
Poich era venuta, era inutile desiderare di
non averlo fatto! Tutto sarebbe andato meglio
quando avesse mangiato un po'. E si sforz di
sorridere.
Fu quella l'ultima volta in cui ella avrebbe
sorriso a quell'uomo. In quell'istante si sent
del rumore provenire da una parte dello studio:
una porta si spalanc... vi fu il tacchettio di
un passo di donna... le luci vennero improvvisamente
accese, e nel bagliore improvviso, accecante,
una piccola figura dall'aspetto furibondo
affront la coppia. Una voce acuta femminile
grid in francese:
- Rn! Sei tu? - E rivolta a Sonia: -
E voi?... Voi, che cosa fate qui con mio marito? -


CAPITOLO 29.
VISTO E PREVISTO.
(continuazione).

Sonia era rimasta di gelo.
Intanto l'altra seguitava, strepitando:
- E che genere di marito!  cos che una
buona moglie, una buona mamma, e giovane e
bella, trova l'indegno che non ha veduto da tanto
tempo? -
Era una donnina elegante, dalla figura piacevolmente
rotondetta, vestita di un abito di mussolina
a righe nere e bianche, con un cappellino
di paglia nera, guarnito da un ciuffo di begonie
rosse; scarpette con i tacchi altissimi, labbra accuratamente
dipinte di rosso vermiglio. Ma tutta
quella eleganza non si accordava con la sua voce
e col suo fare di mercatina arrabbiata.
- Il signore se ne va a Londra, manda la moglie
e il bimbo da maman con i mezzi appena
per vivere! E intanto se ne va a Londra a fare
il grazioso. Dice che chiude lo studio per economia,
e invece se lo tiene come garsonnire!
- No, questo no!
- No? E questa signorina? -
La donna fece un gesto eloguente indicando
Sonia col braccio teso.
Sotto il cappello scarlatto, il viso di Sonia divenne
bianco come la carta. Ella rimase allibita,
di sasso, mentre l'altra, con un grido che sembrava
quello di un pavone, seguitava:
- Sono cieca,'forse?
- Angela, ti assicuro che...
- Bugiardo! Non credo n a te n a quell'indegna
donna che  la portiera. Dirmi che il
signore non  stato qui fin dall'aprile! Aveva
ragione la mamma,, invece! Essa dubitava del
mio celebre marito! ra persuasa che mi tradiva.
Diceva che tutti gli uomini sono uguali, tutti!
E io a rispondere: Ma Rn  diverso dagli
altri; egli mi ama!. E sono venuta qui, non
per spiare, ma per vedere di mettere in ordine
lo studio, di spolverarlo con le mie mani, di
accomodar tutto come quando lo abitavamo insieme.
E appena entro in camera per posare la
valigia e mettermi un grembiule, che sento? Il
signore che entra tubando con costei!
- Angela, ti spiegher...
- Oh, senza dubbio! E io, la pi bella ragazza
del paese e la pi ricca, che ho perduto
tante occasioni di montarmi con uomini per bene
che sono divenuti deputati, arrivo a questo!
Dover vedere con i miei occhi che tu porti qui, al
posto che  il mio, altre donne!
- Ma si tratta di una signorina inglese alla
quale faccio il ritratto.
- Ah, s, eh? Ma quella  una... -
Non ascoltiamo la parola volgarissima che usc
dalla bella bocca rossa della donna infuriata,
tanto pi che nemmeno Sonia la ud. Indietreggiando
come un'ombra, ella era giunta alla porta,
poi nel cortile, quindi nella strada, spinto solamente
dall'idea di fuggire. L'ultima briciola del
suo sogno era polverizzato. Mio marito! Mio
marito!... Queste parole sole ricordava, insieme
col viso dagli occhi di fuoco della donna che le
aveva pronunziate, e con i gesti di quelle mani in
una delle quali riluceva l'anello nuziale.
Rn, sposato! Ecco perch non mi ha chiesta!
Per tutto questo tempo... un uomo sposato...!
E sua moglie che credeva io lo sapessi!
 ammogliato. Ammogliato!
Sonia si ripeteva queste frasi mentre camminava
rapidamente cercando di fare in senso inverso
le strade percorse dal tass. Non sentiva
nulla intorno a s del traffico della grande citt:
nemmeno la pioggia che la frustava. Pass dinanzi
a un negozio che illuminava tutto intorno.
Couts: il negozio dove quell'uomo aveva comperato
il necessario per l'intima cenetta tra
compagni da consumare nel suo studio! Rabbrivid.
A poco a poco ritornava in se stessa. Camminava,
camminava, di passo svelto, per le vie
sconosciute, sotto la pioggia. Era stordita, indolenzita,
infreddolita. Il vestito le si attaccava
addosso; l'acqua veniva gi a rivoletti dal suo
cappello e le bagnava le guance e i capelli. Allontan
con una mano una ciocca che le era scesa
sugli occhi e vide un'altra grande porta illluminata
con una tenda davanti. Tavolini e seggiole
sotto la tenda, e nell'interno molta gente seduta,
che chiacchierava, beveva, mangiava. Un grande
caff? Alla fine poteva fermarsi un minuto, prendere
un caff caldo!
Si sedette sulla prima seggiola libera che vide
e si guard intorno. Tutta quella gente le sembrava
strana. Ella non poteva sapere, infatti, di
essere capitata nel famoso caff du Dom, nel
quartiere degli artisti.
Intorno alle tavole di marmo stavano seduti
degli studenti di tutte le parti del mondo, che
parlavano tutte le lingue di Babele. Vicino a
lei, due giapponesi bevevano in silenzio dell'assenzio.
A destra, un gruppo di giovani tedeschi,
con i capelli corti,, i grandi occhi azzurri, i visi
abbronzati, intrattenevano una modella francese
che di naturale, nel viso, non aveva che i denti
magnifici. Poco pi in l un giovanotto, e dietro
a lui due altri giovanotti, inglesi questi, in camicie
sportive, che fumavano la pipa con aria
spavalda.
Nel gruppo l intorno, intanto, si faceva strada
un estone con un fascio di schizzi di Parigi mal
contenuti in una cartella verde. Dietro a lui, un
venditore di frutta sciroppate e candite, col suo
vassoio, poi una donna con una cassettina piena
di bamboline, piccoli capolavori in miniatura
creati con un poco di filo di ferro, di seta ricamata,
di tulle. Sonia non vi gett nemmeno uno
sguardo quando le furono messi insistentemente
sotto il naso per invitarla all'acquisto. Intanto,
qua e l, qualcuno la guardava stupito; ma ella
non vedeva nulla n nessuno. Un omaccione con
un impermeabile e un paio di occhi acuti da uccello
da preda spinse la sua sedia pi vicino alla
sua, poi un cameriere che si aggirava tra la
gente con una giacchetta frusta e un grembiule
bianco poco pulito, la vide e and a chiederle che
cosa desiderava.
Sonia si scosse, ordin un caff e intanto afferr
la borsetta di pelle rossa che stava per scivolarle
dalle ginocchia. Non doveva perderla a
nessun costo! Vi era il suo passaporto e tutto
il suo denaro. Il denaro? Si ricord: no, il denaro
no; quello lo aveva messo nella valigia.
La difficolt in cui si trovava le apparve in
pieno: la valigia era rimasta in quello studio
dove Chandail seguitava forse a contendere con
sua moglie. La valigia col denaro era ancora l
su quel divano dove egli l'aveva lasciata cadere
insieme col suo cappotto e con la coperta da viaggio.
Anche se avesse potuto ritrovare quello studio,
sarebbe morta piuttosto che ritornarvi. Ma,
che cosa fare senza denaro, senza bagaglio? Quale
albergo l'avrebbe accettata? Il Consolato britannico
era forse chiuso a quell'ora. Eppoi, sarebbe
dovuta andare al Consolato o all'Ambasciata?
Qualche chiesa inglese, piuttosto?...
Non ho la pi lontana idea di dove si trovino
questi luoghi, pens accoratamente e non un
centesimo nella borsa! Che fare? Oh, se avessi
dato invece a mammina l'appuntamento che voleva!
va Tudor, dall'altra parte della Manica, nell'ora
d'intervallo tra il massaggio e la sua acconciatura
per una prima di cinematografo,
riposava sul letto e teneva gli occhi chiusi sotto
gli impacchi di lozioni riposanti. Le ragazze nel
pieno fiorire della loro primavera possono avere
gli occhi chiari e brillanti senza darsi maggior
disturbo di quello che non si prenda un tulipano
rosa sotto la pioggia di aprile; ma la donna
per la quale l'amore arriva quando ella  all'estate
di san Martino, deve essere riposata..
Quante donne rimangono piacenti e trattengono
i mariti pi giovani di loro fino a qualunque
et? La storia  piena di queste donne. va fiss
il pensiero ansioso sulle brillanti eccezioni che
hanno conquistato il Tempo: Ninon de Lenclos,
ammirata da tre generazioni di uomini.
Diana di Poitiers, a quarant'anni, non era stata
la padrona di un re di Francia? Non lo aveva
essa tenuto fino alla morte di lui? E tra le moderne...
Oh, ci che donna vuole..., dice il
proverbio.
Certo, io sono un po' troppo impelagata per
assicurarmi Tony per la vita come se fossi una
fanciulla, disse tra s, e sospir. Una fanciulla
non ha pensieri: non ha altro da fare che farsi
amare. Una donna non pu avere soltanto
l'amore per la testa, ma anche tante altre cose:
come le bollette della luce elettrica, e parecchie
domande di questo genere: Perch il tintore non
mi ha rimandato le coperte lavate? - Dov'
il mio libretto dei conti correnti? - Ancora
non abbiamo deciso dove patire il mese di agosto. -
Debbo, s o no, tener duro e non dare
un aumento mensile a mia figlia?. La vita, gi
difficile,  complicata dall'amore che viene tardi!
Le cose saranno per pi facili per me quando
sar sposata di nuovo. Sar pi io. Accetter
solamente i lavori pi importanti. Ce la passeremo
molto bene insieme, se Ainsworth dar pi
cointeressenza a Tony. E il Rifugio, seguiter
a tenerlo? E il quartierino di Tony? Oh, quella
visita a quel quartierino, dopo avere assistito a
Balalaika!...
Pensieri radiosi di quei primi discorsi intimi
con Antonio, che facevano prevedere la loro futura
felicit. Le preoccupazioni per Sonia potevano
essere rimandate.
Si sarebbe mai perdonata questo pensiero, va,
se avesse potuto vedere Sonia in quel momento,
a Parigi, stordita dalla crudele rivelazione avuta,
seduta in quel caff, disperata e sperduta, circondata
da estranei, alcuni dei quali la guardavano
gi con occhio da uccello da preda?
Il cameriere verr col caff che gli ho ordinato
e vorr essere pagato! pens Sonia con
un tuffo di angoscia. Che cosa posso fare? Sarebbe
meglio dire che non me lo porti pi.
Si alz. L'uomo dall'impermeabile si alz anch'egli.
Nello stesso momento, una signora entrava nel
caff e poco manc che, chiudendo l'ombrello,
non facesse andare una stecca in un occhio della
ragazza.
- Sorry! Scusatemi! - esclam la proprietaria
dell'ombrello, una donnetta dai capelli color
carta, la quale aveva accanto un uomo altissimo.
Sonia, nella sua disperazione, pens di rivolgersi
a loro.
- Scusate, siete inglesi?
- Grazie al cielo no! - esclam l'uomo, un
irlandese puro sangue. - Vi pare che ne abbiamo
l'aria?
- Comunque, siete inglesi abbastanza perch
io possa dirvi quello che desidero. Ho perduto
la mia valigia insieme col mio denaro; non posso
ritornare dove sono stata e... oh, non posso pretendere
che mi crediate! - disse, dando in una
mezza risata nervosa. - Ma voi potreste forse
dirmi dove  l'associazione della Protezione della
Giovane, o un qualunque altro luogo dove io
possa andare. -
 
CAPITOLO 30.
SAMARITANI DELLA RIVA SINISTRA.

- Andare? - ripet l'uomo. - Dove avete
voglia di andare con questo diluvio che bagna le
ossa? -
Era un irlandese dalle lunghe seste e dall'andatura
dinoccolata, vestito con l'incuria tradizionale
del Quartiere Latino.
I suoi capelli spettinati uscivano in parte da
sotto un berretto di velluto nero messo sulle
ventitr. Dall'altra parte il berretto calava gi
fino a fare sfondo a un profilo irregolare: naso
corto, labbro superiore pi lungo del normale.
Due occhi osservatori, leggermente canzonatori,
scambiarono un'occhiata piena di bont con la
piccola signora che gli stava accanto, certo sua
sorella, di aspetto meno disordinato di lui, dal
colore dei capelli meno acceso, ma che portava
anch'essa un berretto nero e aveva al pari di lui
un sorriso gentile e amichevole.
Gli occhi di Sonia avevano detto pi delle sue
parole.
- Questa bambina farebbe bene a venire subito
a casa con noi, Terenzio, asciugarsi al fuoco,
prendere una tazza di vino caldo; ecco ci di cui
abbisogna, prima di affrontare qualsiasi associazione!
- Abitiamo a un passo da qui. Da questa
parte, volete? - fu la risposta dell'uomo, il
quale, incamminandosi, si rivolgeva a Sonia.
Come un cagnolino sperduto che si sente rivolgere
un complimento affettuoso per la prima
volta, la povera Sonia segu i due irlandesi. Attravers
con essi le rotaie del tranvai e il bendevard rumoroso, fino a una stradicciuola dove i
due si soffermarono davanti a un bel cancello
di ferro battuto, tipicamente diciottesimo secolo.
Oltre a questo cancello, un cortile selciato adorno
intorno intorno di edera, e una fontana con un
piccolo tritone; nello sfondo, una grande casa
dalla facciate bianca con le persiane verdi: un
insieme da novella di Maupassant.
Dai balconi dei primi due piani scendevano
tralci di vite americana e di piante fiorite; sui
balconi dei piani superiori si vedeva della biancheria
stesa, evidentemente dimenticata.
- Questa casa apparteneva a un'antica famiglia
del vecchio regime, - spieg l'uomo - e
quando vennero i tempi brutti fu venduta e divisa
in appartamenti da affitto. I suoi piani, per
grado di altezza, rappresentano: il ricco amatore,
poi l'artista fortunato in commercio col
suo laboratorio; vi sono, inoltre, le soffitte studio,
dove il genio patisce la fame. Ma ora. che ci penso,
scusatemi: abbiamo dimenticato di presentarci!
Mi chiamo Terenzio Gifford, e questa  mia sorella
Maddalena, venuta dall'Irlanda per farmi
da madre in questa citt dimenticata da Dio.
- Sonia Tudor.
- Entrate dunque, signorina Tudor, e fate
come se foste in casa vostra. -
Non senza stupore, perch si aspettava di essere
condotta nell'attico dove il genio patisce
la fame, Sonia si trov ad essere invitata a
entrare al piano del ricco amatore. Che bell'appartamento!
Con quale arte poi era arredato!
Sembrava, un interno per un film: cavalletti,
divani, drappeggi, tappeti, tutto del genere pi
lussuoso; e qua e l, sparse, opere d'arte: nudi,
nature morte, statue.
Su di un cavalletto, una mezza figura d'uomo
dipinta a olio sembrava venisse avanti dalla
tela, cos viva, che pareva sorridere a chiunque
la guardasse.
- Avete fatto voi quel vostro ritratto, signor
Gifford?
- S, ma venite in salotto mentre Maddalena
va a prepararvi una bevanda calda. -
La signorina Gifford, avviandosi verso la cucina,
diceva contemporaneamente:
- Andate in camera, signorina. Toglietevi
tutto quel bagnato di dosso e mettetevi la veste
che troverete appesa alla porta. -
Sonia si sentiva troppo intorpidita per muoversi.
Si butt invece su di un'ampia poltrona
che parve inghiottirla. Poi guard in giro. Quale
atmosfera di comodit, di ricchezza e di ospitalit!
- Che luogo divino abitate, signor Gifford!
Si direbbe che un mago gentile abbia fatto sorgere
in quest'angolo di vecchia Parigi un palazzo
incantato.
- Proprio cos, - rispose l'irlandese. - E il
mago  un giovane artista americano, Otis Fox.
 andato negli Stati Uniti per una breve visita,
cos come fanno gli americani che vanno e vengono
attraverso l'Atlantico come se niente fosse,
e ha detto a Maddalena e a me che avremmo
potuto occupare intanto questo suo appartamento.
Veramente noi abitiamo nell'attico, ma
ora stanno facendo lass alcune riparazioni al
tetto. E cos abbiamo accettato. -
Sua sorella entrava, ed egli riprese:
- Ecco finalmente Maddalena col classico tradizionale
rimedio! -
Il vino bollente con spezie e limone era forse
una bevanda stregata fatta per cancellare dalla
mente di Sonia ci che aveva passato in quelle
ultime ore di incubo?
Ella bevve, e vide tutto pi serenamente. Renato
era lontano, nella nebbia. Chi pensava pi
a lune di miele anticipate e platoniche? Ella
sentiva di non desiderare altro che dei buoni
amici, degli amici come quella coppia d'irlandesi
dal simpatico viso pieno di efelidi; persone degne
di fiducia che potevano essere pi o meno
strane, ma che senza sapere nulla di lei l'avevano
portata a casa loro e avrebbero ascoltato
solo quel poco o quel tanto che essa avrebbe, s
o no, desiderato raccontare.
La risposta al suo racconto fu cordiale.
La signorina aveva avuto dunque una disgraziata
avventura con un brutto tipo che essa,
aveva creduto tutt'altro? Che brutta cosa, davvero!
Era rimasta sola, sperduta? Ebbene, l vi
era un tetto che l'avrebbe accolta per la notte.
Non doveva mancare a un appuntomento a Londra?
Ma certo che l'avrebbe mantenuto! Loro,
i Gifford, l'avrebbero accompagnata all'aeroporto
con un mazzo di fiori clti sui balconi del signor
Fox. Aveva lasciato il denaro nella valigetta?
Purtroppo il caro Otis li aveva sistemati nel suo
appartamento con una cucina piena di ogni bene
di Dio, e la biancheria di casa, e tutte le libert
che volevano, perfino quella di usare tutti i colori
pi costosi della sua tavolozza; ma, ahim,
non col denaro che avrebbe dovuto accompagnare
tutto l'uso di quel lusso!
La voce della signorina Gifford era ugualmente
confortante.
- Non vi disperate, signorina. Troveremo in
qualche mdo i denari per il biglietto. -
Suo fratello aggiungeva:
- Alla peggio potremo sempre portare al
Monte di Piet uno di questi oggetti di valore
che abbiamo intorno.
- Ma Terenzio! Come potresti!... - protest
la sorella.
- Maddalena, la tua mancanza di fede mi addolora.
Credi che il nostro amico sarebbe cos
povero di spirito da farvi obiezione?
- Ma faccio obiezione io! - disse Sonia con
forza. - Anch'io mi opporrei a questo! Vi
dir quello che faremo: chieder i denari a casa!
Posso telegrafare a Londra?
- Non avete detto che la bacchetta di un mago
ha fatto sorgere questo palazzo? Ebbene, egli ha
ben pensato a provvederlo del riscaldamento centrale,
di un refrigerante, quattro bagni e un telefono!
Manderemo un telegramma. Volete darmi
l'indirizzo della vostra famiglia?
- S... no. -
Mammina no! pens Sonia con una stretta
al cuore.
Avrebbe dato non si sa che cosa pur di essere
con sua madre in quel momento, ma non in
quella circostanza. Perci disse:
- Vi dar l'indirizzo dell'amica con la quale
abito in Chelsea. Trover il denaro in qualche
modo; ma  inutile telegrafare stasera perch
a quest'ora non  in casa. Domattina per tempo.
Ora preparer il telegramma. -
Scrisse il messaggio su di un magnifico blocco
di carta montato in cuoio.
- Questo partir per l'Inghilterra domattina,
col volo della prima allodola, signorina Tudor!
- E la prima allodola di ritorno ci porter il
denaro! -
L'effetto della forte bevanda incominciava a
farsi sentire e rendeva Sonia ottimista al punto
da fare della lirica; poi soggiunse:
- Non occorre che mi chiamate signorina
Tudor. Gli amici mi chiamano Sonia, se non
sbaglio. S, s, credo di s. Ma non importa. Non
sono tanto sciocca quanto sembro. Capisco il
carattere delle persone, io. Cos ho capito subito
il vostro. Perci sono contenta di essere venuta.
Non  certo la gita a Parigi come la intendevo,
ma quanto  migliore!  magnifica! - concluse
con esultanza, pensando che sarebbe stata pi
magnifica ancora se la stanza non avesse continuato
a girare intorno a lei e se quei due dai
capelli rossi avessero smesso di danzare.
- Vi metter a letto, - disse una voce, e
Sonia fu fatta coricare in un letto che sarebbe
stato il pi confortevole che avesse mai avuto in
vita sua, se non fosse andato su e gi cos stranamente
sulle molle, e se la fodera del guanciale
e le lenzuola non fossero state tanto riscaldate
da bruciarle la pelle.
- Siete proprio sicura - chiese ansiosamente
la signorina Gifford - di sentirvi bene?
- Mi sento in capo al mondo! -
Infatti Sonia si sentiva come si sentirebbe ciascuno
di noi in preda a un febbrone.
La febbre nella nottata pass e Sonia si svegli
la mattina nella depressione pi profonda.
Dov'era? Non nella sua camera al Rifugio, non
nella sua stanza a Chelsea. Ah! Il ricordo del
giorno precedente le ritorn alla memoria. Renato!...
Ma la cosa pi importante era che la
mamma non sapesse mai la ragione della rottura
di quella sua amicizia. E ora bisognava
partire!
Fece per muoversi, ma era tutta un dolore.
Tent di chiamare la signorina Gifford, ma non
pot. La voce non le usciva assolutamente dalla
gola, dolorante anche quella. Era proprio malata!
 
CAPITOLO 31.
UNA LIETA DOMENICA.

Quella stessa domenica va Tudor era andata
a Brighton con i Moyle; a questi si erano uniti
due loro amici i quali, specialmente il pi giovane,
fecero di tutto per rendersi graditi alla signora
Tudor.
- Come sono simpatici quei due! - disse va
rimasta sola per pochi momenti con la sua amica
Bianca. - Questi sono i veri tipi che io considero
piacevoli e divertenti.
- Sono gli stessi che sei settimane fa avresti
chiamati insulari e di conversazione impossibile.
Davvero, va, non ti accorgi di considerare
gli uomini in modo un po' diverso dal solito?
- Fino a poco tempo fa ho trattato solo con
uomini di affari: gente delle agenzie di pubblicit,
direttori di ditte per i miei disegni. Non
ho avuto rapporti di societ con gli nomini. Essi
mi sembrano cambiati.
- Gli uomini non cambiano mai e non hanno
mai cambiato. Sei tu che sei cambiata, ed essi
se ne accorgono. Ammetterai che da che sei vestita
come si deve e hai incominciato a voler
comparire, i commessi di negozio ti hanno servita
con maggiore sollecitudine e premura, i poliziotti
si sono accorti una frazione di secondo
prima del solito quando volevi attraversare la
strada, i conduttori degli autobus ti hanno dato
il biglietto gentilmente.  vero o non  vero
questo?
- Sciocchezze! - disse va perch riconosceva
che era vero.
Sorrise, intimamente soddisfatta, godendo in
pieno quella vacanza in riva al mare. La Manica,
sotto il cielo blu, scintillava di onde dalla
cresta bianca; Brighton era piena di gente piacevole
e vivace; Tommaso Moyle aveva ordinato
una colazione squisita al Mtropole. Alla scelta
delle bevande, un commento di va sul fatto che
la permanenza a Oxford aveva guastato i gusti
semplici di suo figlio Edoardo il quale ormai non
si contentava pi se non della birra migliore,
fece spalancare gli occhi al pi giovane dei due
invitati il quale non voleva credere che la signora
potesse avere dei figli grandi.
Quella domenica fu veramente piena di successo
per va, la quale aggiunse questa soddisfazione
al pensiero che il giorno dopo Antonio
sarebbe stato di ritorno e le avrebbe telefonato.
Se non avessi incontrato Tony, non saprei
che cosa vuol dire essere felici, spensierate, ammirate:
essere donne, insomma! Figurarsi se non
fosse mai venuto a cercarmi, se non fosse esistito...
Ma perch questo pensiero deprimente? La
vita era cos bella e gaia! Le pareva che non si
dovesse mai morire.
va non sarebbe stata per cos sicura delle
sue conclusioni, se avesse veduto in quel momento
la sua unica figliuola. Sonia si sentiva
molto male e aveva un'unica idea fissa; tornare
a casa!
Quel telegramma era partito?
Terenzio Gifford dovette dirle che il telegramma
era partito, ma gli era stato telefonato
dall'ufficio telegrafico che non era stato consegnato
perch in Chelsea non vi era nessuno.
- Nessuno? - la voce rauca di Sonia usc
con sforzo dalla gola dolente. - Vuol dire che
Giovanna e Rex erano fuori per tutta la giornata.
Quando sarebbe stato consegnato, dunque?...
- All'ufficio mi hanno detto che il mittente
sar avvisato non appena avvenuta la consegna.
Perci state a letto tranquilla, ora. Siate una
brava bambina. Non vi agitate. -
Ma la disgraziata Sonia si agitava sempre pi
via via che le ore passavano.
La comitiva dei Moyle, intanto, era rientrata
a Londra poco prima della mezzanotte, lieta
della giornata goduta al sole e all'aria aperta.
- Voglio telefonare a Sonia, - disse va -
per ricordarle il nostro appuntamento di domani.
- Mia cara va, quando vorrai capire che i
tuoi figli non amano troppo di essere chiamati
da te al telefono, e che quando telefonano loro
 solo perch hanno bisogno di qualche cosa?
Non ricordare a Sonia che se ha bisogno di qualche
cosa tu sei pronta. Vai a dormire. -
Ma prima di andare a dormire va telefon
a Chelsea.
Una voce d'uomo le rispose:
- La signorina Tudor e la signorina Marsden
non sono ancora ritornate. Dovevano star fuori
tutta la giornata. Avete da lasciare qualche messaggio?
- Passer io da mia figlia domani sera. Volete
dirglielo quando torner? -
va sper che l'ironia messa in quel torner
sarebbe stata chiara. Non credeva affatto
che Sonia non fosse tornata. va, l'ex studentessa
di Belle Arti, era convinta che sua figlia
si trovava in pieno ricevimento di colleghi, e
che il rumore si era momentaneamente acquetato
per permettere al bugiardo pi emerito della
compagnia di andare al telefono e sbrigarsela con
chi telefonava.
M'immagino come lo accoglieranno soddisfatti
quando ritorner tra gli altri e dir:  Cessato
pericolo! pens va. Li conosco, io!
Ma qui, come tanti altri genitori che credono
di essere stati specialmente intelligenti, va aveva
passato il giusto segno.
Non vi era nessun ricevimento in Chelsea; vi
si trovava Giovanna, in calzoni, sdraiata sul
divano con accanto una grande scatola di latta
che aveva contenuto della lingua di bue, traboccante
di mozziconi di sigarette, e vi si trovava
pure il suo fidanzato Rex. che lasci il ricevitore
del telefono esclamando:
- Siamo fritti! E ora, che cosa farai se nella
giornata di domani qualcuno telefoner chiedendo
della tua amica?
- Sar meglio far vista di non essere in casa.
- E io dovr sempre spiegare con voce da
commedia che quelle signorine sono uscite in
gran fretta per andare in automobile un po' lontano
a fare uno studio dal vero e che hanno detto
di volersi sbrigare a dipingere per tornare a casa
presto? -
Rex era considerato come uno dei pi promettenti
allievi di un'accademia drammatica. Sarebbe
forse venuto il tempo in cui, divenuto celebre,
l'illustre attore Rex avrebbe preso la parola
in qualche banchetto ufficiale per parlare
della missione del Teatro o di qualche altro
grave soggetto simile; ma per il momento, in
tono pratico disse:
- Non credo che dobbiamo preoccuparci per
Sonia. Abbiamo un margine fino alle otto di domani
sera per... -
Non pot terminare la frase incominciata perch
fu interrotto dall'arrivo del telegramma in
ritardo proveniente da Parigi e indirizzato a Giovanna.
La ragazza lo prese, lo lesse, e ne sollev poi
gli occhi con espressione spaventata.
- Che succede? - chiese il giovanotto.
Giovanna gli tese in risposta il telegramma, e
tocc a lui, ora, leggere e spaventarsi.
Prego mandare telegraficamente immediatamente
cinque sterline (qui seguiva l'indirizzo)
non mancare molto urgente non informare mamma
aspetto ansiosamente - Sonia.
- Cinque sterline! - mormor Giovanna. -
Perch non dice cinquanta, giacch ci si  messa?
Dove mai posso andare a trovarle? -


CAPITOLO 32.
S. O. S.

Giovanna Marsden pass qualche ora insonne
studiando il modo di trovare le cinque sterline
da mandare a Sonia. Poi si addorment sopra
una speranza che la mattina dopo, alle dieci, si
prov a tradurre in realt.
Prese il telefono e telefon.
- Parlo con l'agenzia di Pubblicit Ainsworth?
C' il signor Antonio Ainsworth?... Un
socio, s. Desidero parlargli.  una cosa urgente.
- Vi metter in comunicazione con l'ufficio
del signor Antonio. Chi debbo dire?
- Non occorre. Ditegli che si tratta di una
cosa importante.
- Volete attendere, per favore? -
Una pausa.
- Pronto!
- Parlo col signor Ainsworth?
- E io?
- Siete voi il signor Ainsworth che era alla
sherry party della signora Moyle? Bene. Credo
che siate un buon amico della signora Tudor.
- S. Oh, mio Dio! Le  accaduto qualche
cosa?
- No, no; ma voi siete il solo amico suo che
io conosca perci ho cercato il vostro numero sul
telefono.
- Volete dirmi chi siete?
- Giovanna Marsden. Abito con la figlia della
signora Tudor, Sonia. Lei... Io... Ma  una
cosa difficile a dire per telefono. Potrei passare
dal vostro ufficio, o meglio, potete venire voi
da me?
- Dove vi trovate?
- In Chelsea. Telefono da un ufficio pubblico.
Non posso tornare a casa perch la signora Tudor
potrebbe andarvi, o telefonare, e se facesse
una di queste due cose sarebbe un bel guaio. Si
tratta di risparmiarle una grave preoccupazione.
- Vogliamo incontrarci subito in un caff? -
Che va potesse avere una grave preoccupazione
non era cosa sopportabile per Antonio.
I suoi pensieri circa va durante quella fine di
settimana avevano lottato tra l'affetto e il risentimento
provocato dalla gelosia; ma il risentimento
svaniva.
- Ci troveremo da Stewart, in Bond Street.
Vi aspetter al piano terreno, vicino alla porta.
Arrivederci. -
Pos il ricevitore, afferr il cappello, lasci
detto qualche cosa all'impiegato dell'anticamera,
si precipit per le scale senza aspettare l'ascensore,
e infilandosi subito in un tass ordin all'autista
di volare.
Da Stewart, una figura giovanile e snella, vestita
di grigio chiaro con una sfolgorante sciarpa
colore arancio, senza cappello e con la sigaretta
in bocca, stava presso la porta e guardava ansiosamente
sulla strada.
Antonio balz fuori dal tass e la giovane gli
and incontro.
- Cominciavo a impensierirmi. Temevo che
non veniste!
- Buon giorno, signorina, - disse Antonio.
- Sono venuto immediatamente, ma sapete bene
che traffico c' a quest'ora della giornata! -
Apr la porta, e la ragazza lo precedette nell'interno
del caff. Sedettero sul sedile pi prossimo
coperto di velluto e Antonio ordin due
caff.
- E un pacchetto di sigarette, per favore, -
aggiunse Giovanna.
Poi prese l'ultima sigaretta che le rimaneva
nel portasigarette, e Antonio gliela fece accendere.
Le macchie di un giallo intenso sulle dita
della ragazza dicevano chiaramente la ragione
del forte tremito delle sue mani.
- E ora ditemi che cosa  accaduto alla figlia
della signora Tudor. -
L'agitazione di Antonio era dovuta al fatto che
si trattava di va. Egli era proprio in quello
stadio dell'uomo innamorato in cui qualunque
cosa si riferisca all'amata  sommamente importante.
La sua borsa, per esempio, non  come
tutte le altre; il suo ombrello  unico; anche le
persone sue di famiglia acquistano una luce speciale.
Antonio era pronto a far sua ogni cosa
che si riferisse alla figlia di va, e inoltre era
lusingato di aver avuto un riconoscimento, per
cos dire, ufficiale, di essere l'amico nel bisogno.
Non il colonnello Forester, ma lui; proprio il
migliore a cui ci si poteva rivolgere istintivamente!
- Posso fare qualche cosa, signorina Marsden?
Di che si tratta? -
Giovanna, con la sigaretta che le si moveva tra
le labbra mentre parlava, disse:
- Sonia ha bisogno di denaro. Io non ne ho;
del resto, si pu credere che io ne abbia? Rex,
il giovane col quale sono quasi fidanzata,  al
verde. Nessuno, tra i miei amici, che io sappia,
ne ha. Non posso ricorrere alla madre di Sonia;
ma Sonia me lo chiede per vaglia telegrafico!
- Quanto e... dove? A Parigi! Santo cielo,
 a Parigi?
- Questo  il guaio.
- Forse la signorina Tudor vi  andata per
fare degli acquisti, per vedere l'Esposizione? Ora
che il cambio  favorevole ci sono tanti inglesi
che fanno di queste gite. -
Antonio eia sicuro di aver dato nel'segno. La
figlia di va non doveva avere idea del valore
del denaro; aveva fatto delle compere e, non potendo
pagare il conto dell'albergo, non voleva far
sapere a sua madre che aveva speso tutto il denaro.
E quella sciocca era ricorsa all'amica del
cuore che aveva avuto il giudizio di rivolgersi
a lui.
- Far in modo che abbia il denaro.
- Voi s, che siete un vero amico! Ci salvate
la vita. Volete essere proprio un angelo, e mandarle
il denaro per vaglia telegrafico? Ecco l'indirizzo.
-
Antonio prese il telegramma mandato dall'ufficio
postale di Montparnasse: lo lesse, e facendo
confusione chiese:
- Che cosa vuol dire con: la mamma aspetta
ansiosamente? -
Poi accorgendosi dell'errore:
- No,  la signorina che aspetta ansiosamente.
- Si tratta del denaro. Ha un appuntamento
con sua madre stasera. Ecco perch  necessario
che io tenga, a bada la signora Tudor! Sua madre! -
spieg Giovanna, buttando la cenere della
sigaretta sul tavolino - non ha la pi vaga idea
di quello che ha fatto Sonia.
- Che cosa volete dire?
- Ve lo dir; vedo che siete una persona di
cui ci si pu fidare. -
Pi Giovanna era agitata, e pi riusciva sgradevole
la sua brusca maniera di esprimersi.
Quanta diversit, osservava Antonio dentro
di s quanta diversit dal tono vellutato e dolce
della incomparabile va!
E, incidentalmente, si chiese se la voce della
figlia di va assomigliasse un poco a quella di
sua madre.
Un altro pezzo di sigaretta incenerita cadde in
forma di bruco su di un ginocchio di Antonio,
mentre Giovanna balzava in piedi.
- Manderete subito le cinque sterline?
- No.
- Come? Avevate detto... Via, dovete farlo!
Bisogna toglierla, da quel pasticcio e farla tornare
a Londra in tempo, prima che sia scoperta.
- Non equivochiamo, signorina Marsden: il
denaro lo porter io stesso! - disse Antonio sorridendo.
- Parigi, per via aerea, ... a due
passi. Vado a telefonare all'aeroporto. -
And al telefono e ritorn con la notizia che
un aeroplano sarebbe stato a sua disposizione,
pilotato da un amico che gli aveva fatto condizioni
speciali. Tra un paio d'ore sarebbe partito.
- Salvi, allora!
- Una colazione anticipata  indicatissima, -
disse Antonio, e condusse Giovanna nella
grill room.
Giovanna si serv appena di salmone con la
maionese, ma termin di bere il primo bicchiere
di vino prima che Antonio finisse di guardarsi
intorno.
- Ora va meglio! - disse. - Oh, la mia sigaretta
si  spenta! -
Il giovane le stese l'accendisigaro e chiese:
- Dite un po': fino a qual punto debbo essere
a conoscenza di questo pasticcio finanziario? Per
la madre... mi sarebbe utile se voleste spiegarvi
un poco.
- Ecco: Sonia ed io abbiamo preso insieme
l'alloggio e lo studio, perch io non potevo
pagare tutto da me e Sonia non voleva pi saperne
della vita di casa. Sua madre...
- Io - avvert Antonio - sono un amico di
sua madre. -
E stette anche per dire: La sposer.
- La signora Tudor? Bravissima donna. Ma
voi non potete pretendere che ella possa vedere
le cose come le vediamo noi alla nostra et, non
 vero? -
Antonio non aveva mai guardato va in confronto
a qualsiasi et. Qualcuno s, dunque?
- ...perci, quando Sonia condusse quell'artista
francese, Rn Chandail, in casa di sua
madre, egli non ebbe un troppo felice effetto su
lei: la signora Tudor non ne fu davvero entusiasmata!
- Che tipo era? -
Giovanna scosse le spalle imbottite ad angolo
sotto la giacca, da uomo.
- A me sembra che sia venuto fuori da un
film grottesco. Ha l'aspetto che avrebbe il cameriere
che ora ci serve, se questo fosse vestito
di abiti sportivi. Sonia lo ammira; ha perduto
la testa per lui; non vuol sentir parlare di nessun
altro, specialmente da che suo zio gira intorno
a certi miei amici che hanno presentato
Chandail, per sapere se costui non sia. per caso
un evaso da Caienna! Perci Sonia non ha pi
portato il suo amico al Rifugio, - e qui Giovanna
butt la cenere della sigaretta nella saliera
- e se n' andata per la week end in un
altro posto con lui. Sonia, sapete, si ritiene ultra
emancipata, mentre  uscita ora dal giardino
d'infanzia. E ci piace a quel francese che ci si
diverte.
- Parlate in un certo modo...
- Credete che egli sia migliore di tanti altri?
A tutti gli uomini piace la novit. Lui si compiace
vedendo che Sonia spalanca gli occhi davanti
a tutto quello che egli le mostra. E forse
per questo - concluse la ragazza - ha fatto la
bella trovata di portarla a Parigi.
- Eh? Che dite? - esplose Antonio. - Oh,
scusatemi! - soggiunse poi con voce pi calma,
vedendo che Giovanna aveva fatto un salto alla
sua esclamazione e le era scivolata dalle ginocchia
la borsa con l'astuccio della cipria, del rossetto,
delle sigarette e tutto il resto.
In un'et in cui le giovani normali dovrebbero
saltare solamente di gioia, Giovanna aveva delle
scosse elettriche da torpedine.
Antonio la fiss, poi disse lentamente, in tono
stupito:
- Volete dire che la signorina Tudor  andata
a Parigi con quell'uomo? Quello che sua
madre non ama vedere in casa sua?
- S, ma io non penso... quello che pensate
voi. Doveva essere una gita assolutamente innocente,
vegetariana, platonica, insomma. Sonia
Sarebbe stata scandalizzata fino alle midolla delle
ossa se la cosa si fosse prospettata diversa. Potrei
dubitarne se si trattasse non di lei, ma di
qualunque altra ragazza che conosco. Voi mi dovete
credere se dico cos di Sonia Tudor.
- E quell'uomo? -
Antonio era abbastanza di manica larga, ma
non arrivava ad ammettere che un primo arrivato
qualunque meritasse una fiducia illimitata
sotto certi aspetti.
- Forse ha pensato che una gita non platonica
non sarebbe stata adattata per Sonia, e a
lei piaceva fare questa escursione in cui non vedeva
nulla di male. Per conto mio, differivo dalla
sua opinione, e glielo dissi; ma nessuno avrebbe
potuto trattenerla; perci pensai: Forse  meglio:
pi Sonia frequenta quell'uomo, pi se ne
stancher presto. Doveva partire in volo. Io
le ho promesso di tenere a bada tutti fino al suo
ritorno, ed  stato un bell'affare! Sua madre non
ha fatto che telefonare, e Rex o io abbiamo cercato
di tenerla calma con delle storie.
- Mio Dio! - esclam Antonio, mentre un
disgusto profondo rannuvolava il suo viso franco
e giovanile. - va... la signora Tudor, stava
in pensiero per sua figlia, e per due giorni le
avete raccontato delle bugie?
- Non sarebbe stata, in pensiero ancora di pi
se avesse saputo la verit? Quello che tiene in
pensiero me,  che Sonia abbisogni di denaro.
Aveva avuto il mensile di sua madre, e io le
avevo dato altre due sterline. Ne aveva, dunque.
Ma supponendo che Sonia, noncurante e distratta,
abbia lasciato la borsetta in qualche caff
o l'abbia dimenticata magari sotto il sedile dell'aeroplano,
e supponendo ancora che Chandail
abbia cercato di rompere i patti con lei e che essa
l'abbia piantato, dove sar? -
Antonio Ainsworth si alz con un gesto cos
pronto, che il cameriere si precipit a portargli
la nota.
Non vi era tempo da perdere.
 
CAPITOLO 33.
IN ATTESA.

A Parigi tre persone avevano aspettato intensamente
per tutta la giornata:
Terenzio Gifford aspettava seguitando a dipingere
una natura morta nello studio.
Sua sorella, da vera donna, aspettava facendo
diverse cose in una volta, cio: metteva in ordine
la casa, dava dei tocchi di rifinitura a un
medaglione rappresentante santa Caterina (ella
studiava scultura mentre faceva compagnia a suo
fratello), rispondeva alla porta e mandava via
qualche artista:
- Terenzio  occupatissimo e Fox sar qui tra
quindici giorni! -
Sonia, nella camera, aspettava, cercando di riunire
tutte le sue forze per rivestirsi poi dei suoi
abiti che la signorina Gifford aveva fatti asciugare
e stirati. Ma il vestito di tussor era macchiato
di rosso per le sgocciolature del cappello
gi cos capriccioso e ardito; la borsetta di camoscio
era un cencio; la camicetta si era ritirata
tutta.
- Vi prester il mio mantello da viaggio, cos
non dovrete preoccuparvi dei particolari della
vostra acconciatura, - disse l'irlandese di buon
cuore.
- Grazie, - fu la parola che usc rauca e a
stento dalla gola infiammata della ragazza.
Si sentiva peggio; non poteva ingoiare altro
che liquidi, e prese solamente un po' di brodo.
Ella era sempre pi ansiosa via via che passavano
i minuti sul quadrante del grande orologio
a pendolo dell'epoca di Cromwell, in salotto. In
fondo alla sua mente vi era sempre questo pensiero:
Merito tutto questo patimento per aver
ingannato la mamma!. Una volta lo espresse
anche in un mormorio.
- Tutto a suo tempo. Vi  il tempo dei rimproveri,
e quello del silenzio, - comment il
buon samaritano che di solito si atteneva al secondo
tempo, aggiungendo sottovoce: - Se ogni
ragazza che fa delle scappate clandestine a Parigi
prevedesse i guai a cui va incontro, quanti biglietti
di via aerea o terrestre sarebbero risparmiati! -
A Londra, prima di partire, Antonio cambiava
le date degli appuntamenti e dava le disposizioni
necessarie per la sua assenza mentre avrebbe seguito
quella ricerca cara al suo cuore. Non aveva
desiderato di mostrare a va come egli fosse
uomo di iniziativa, di azione? Mettere a posto
la scappata di Sonia era veramente qualche cosa;
qualche cosa d'importante da fare per va, assai
pi che precipitarsi a comperarle un tubetto di
colore! Colloc Giovanna nel salotto per le signore
del suo club, ordin che le portassero del
caff e delle sigarette, poich pareva che quella
disgraziata non potesse vivere senza quelle due
droghe, e corse al telefono.
Il telefono  un fattore di civilt, col quale 
meno facile accordarsi che con i capricci di una
scimmia. Certe volte da una piazza all'altra, della
stessa Londra non si pu telefonare senza difficolt
e si va incontro ai commenti e ai consigli
pi vari come: Provate un altro numero!. -
Questa linea  impossibile! interrotti da dialoghi
lontani che sembrano tenuti da anime
incorporee, mentre talvolta da Londra e Nuova
York  tanto facile telefonare quanto parlare da
una stanza all'altra con la porta aperta!
Gli di preposti a questi misteri furono benevoli
con Antonio. Egli riusc a parlare subito con
Parigi all'indirizzo dato dal telegramma.
- Parlate, signore! -
Antonio parl in francese.
La voce di un uomo in un francese dall'accento
strano rispose:
- La signorina... chi?
- Tudor.  cost.?
- S, ma...
-  gi. partita per l'Inghilterra?
- No. Chi parla? Il fratello della signorina
Tudor?
- Un amico di sua madre, della famiglia.
- Dio sia lodato! - esclam la voce.
- Siete in un albergo?
- No, in una casa privata...
- La signorina Tudor  con voi?
- S, per, mi dispiace, ma non potete parlare
con lei, ora.
- Non posso parlarle?
- Non pu parlare con voi perch... -
Qui il telefono si mise a ronzare e il giovane
non sent se la signorina era nel bagno o se
per qualche altra ragione non poteva andare al
telefono.
- Vengo a Parigi, - disse Antonio - vengo
a Parigi per via aerea. Pronto! Sto per partire,
per venire a prendere la signorina Tudor, per
ricondurla a casa!
- Sarete il benvenuto come i fiori in primavera,
- rispose la voce con inaspettata chiarezza.
- La signorina Tudor sar... -
Il resto si perdette. Silenzio.
Terenzio Gifford buss alla porta della camera
della sua ospite, dandole la notizia che un signore
molto gentile aveva telefonato da Londra
e stava venendo con tutta la rapidit con cui
poteva condurlo una macchina aerea.
- Un signore? - chiese dal letto la voce
fioca e rauca di Sonia. - Oh, misericordia! Non
sar mica uno zio, il maggiore Tudor? Se viene
lui, signor Gifford, io non ci sono. Mi capite?
Sono partita per Londra, sono al Consolato, sono
dove volete. Mio zio non deve vedermi. No, no,
per carit! Ditegli che sono morta.
- Rassicuratevi. Non  un parente:  un
amico. Quando gli ho chiesto se era vostro fratello
ha risposto: un amico della famiglia; e
prima che potessi chiedergli come vi chiamate?
la comunicazione  stata interrotta,
- Un amico di famiglia? Ma s,  lo zio che
vuol fare il furbo! Sar venuto a sapere di questa
mia gita con quell'uomo e viene a riprendermi.
Chi resisterebbe a fare la via del ritorno
con lui? Oh... - la voce di Sonia, affaticata dall'agitazione,
si rifiut di continuare e le sue labbra
si mossero senza articolare parola.
Se l'attesa di quel messaggio era stata un purgatorio
per lei, l'attesa dell'arrivo dell'uomo che
veniva a riprenderla era qualche cosa di pi.
A Londra tutto era pronto.
- Parto ora, signorina Marsden, - disse Antonio.
- E voi, ci aspetterete a casa?
- Non posso. La signora Tudor potrebbe telefonare
o venire! -
Antonio pens con un tuffo al cuore:
Povera cara va,  proprio ora che tu abbia
vicino un uomo per assisterti!
Giovanna riprese:
- Se mi prestate tre scellini, signor Ainsworth,
andr al cinematografo Rialto e mi fermer
l a veder passare e ripassare il film fino
alle sette di stasera.
- Ecco, prendete questo per le spese impreviste,
- e Antonio le mise in mano una sterlina.
Giovanna l'accett come dono per il suo compleanno.
- Grazie. Compio oggi venticinque anni. -
(Pensiero terribile!)
Il giovane la guard stupito. Si sarebbe detto
che ella avesse gi passato la trentina, tanto
aveva sciupato la sua giovinezza... e in cambio
di che cosa? Di nervi, di disillusioni. Una carnagione
avvizzita, un dito indice che pareva tuffato
nella tintura di iodio... Quanto, oh quanto
differente .da va! Oh, tutte le donne erano differenti
da va!
- Non credo che il vostro compleanno si prospetti
molto divertente.
- Non importa; mi basta che riportiate a casa
sana e salva quella figliuola. -
E qui Giovanna sembr trasformarsi: a vederla
in quel momento si sarebbe detto che avesse
fino allora vissuto un'altra vita e in un altro
luogo, respirato dell'aria, anzich fumo di sigarette
e altri veleni; non appariva affatto come
amava apparire ed essere considerata: artefatta,
maliziosa, elegantemente moderna. Era una semplice
creatura umana con istinti normalmente
materni, in pena per una creatura pi giovane
di lei.
- La riporter, - disse Antonio semplicemente.
- Arrivederci. -
Il viaggio aereo di Ainsworth si svolgeva come
un film. Croydon; un rapido colloquio: l'aeroplano
privato, la traversata del mare al disopra
dell'acqua argentea, le macchie scure delle
imbarcazioni che andavano rollando e beccheggiando
di sotto, con un'apparenza di stabilit cos
precaria da far pensare ad Antonio, al pari di
tanti viaggiatori di aerei, come mai possa esservi
qualcuno che si fida di viaggiare per mare;
l'orlo sabbioso della costa francese, bordata qua
e l di pini... i campi della Francia settentrionale...
Le Bourget... Parigi.
Bench Ainsworth conoscesse Parigi dal lato
commerciale e affaristico, fu stupito di vederla
cos piena di gente.
Certo, per via dell'Esposizione, pens.
Infatti, ne vedeva la sagoma: la colonna, la
torre, i quattro grandi padiglioni... tutto era
imponente anche se, essendo ancora pieno giorno,
l'illuniinazione non accresceva la grandiosit
della vista delle architetture e la Senna scorreva
col suo colore naturale in attesa di trasformarsi
in mille fontane di colori luminosi. Ma ad Antonio
nulla importava di tutto questo. Per lui
Parigi era la selva intricata dove doveva ritrovare
per va la figliuola smarrita.
Un tass lo condusse a Montparnasse, poi si
ferm davanti a un antico cancello di ferro, lavorato
in modo cos leggero da parere una trina
di Chantilly, nero contro il cielo, inghirlandato
di piante rampicanti. Originale e bello: un vero
angolo della vecchia Parigi.
Antonio tir il campanello, pure di ferro lavorato,
e si ud un suono armonico da vecchia spinetta.
Le tre persone che stavano nel salotto di quella
casa ebbero uno scossone.
- Va' tu, Terenzio! -
Il pittore and, e sua sorella si volse con un
sorriso d'incoraggiamento a Sonia, cio, dalla
parte dove poco prima aveva veduto Sonia,
pronta, col mantello sulle spalle; ma la ragazza
era fuggita nella camera come una lepre nella
sua tana.
Quello zio deve essere un uomo terribile!
pens la signorina Gifford, e s'irrigid preparandosi
a riceverlo. Si provi a toccare questa bambina
mentre  sotto la mia tutela ed  tanto infreddata!
Gliene dir quattro senza tanti complimenti!
Il fratello aveva intanto aperto la porta, non
davanti all'atteso tenibile maggiore, ma a un
uomo giovane, dall'espressione ansiosa sul viso
franco, il quale con voce simpatica domandava
se la signorina Tudor si trovava l.
Alla risposta affermativa il nuovo venuto tir
un sospiro di sollievo.
- S? Bene. Mi chiamo Ainsworth.
- Non siete lo zio della signorina? No? Questa
 una buona cosa. La signorina temeva che
un certo zio Ronaldo fosse sulle sue tracce,
avesse telefonato. Se ne affliggeva enormemente! -
Antonio assent col capo in atto di comprensione.
Quel tipo gli piacque subito; ma chi poteva
essere? Sost un istante nel corridoio coperto
da una guida di tappeto, e alle cui pareti
erano appese delle belle acqueforti. Tutto l'insieme
stonava non poco con la figura che gli faceva
strada: sandali ai piedi, pullover logoro
sulle spalle, capelli arruffati, ancorch sotto a
questi si scorgesse uno sguardo sincero.
- Mi potreste spiegare che cosa  avvenuto?
- disse. - Siete stato voi, non  vero, a rispondere
al telefono che la signorina Tudor non poteva
parlarmi?
- Quella povera bambina ha una infreddatura
terribile e un gran mal di gola. Se li  presi andando
in giro sotto la pioggia a diluvio per il
boulevard Montparnasse, ieri sera, dove mia sorella
ed io l'abbiamo incontrata. Non aveva n
bagaglio n denaro. Aveva lasciato tutto a,... in un luogo,
insomma, dal quale era fuggita. Perci,
che cosa fare, se non invitare quel povero
topolino mezzo annegato a fermarsi qui finch
non riusciva a mettersi in comunicazione con i
suoi? -
Antonio mormor che, tanto la madre quanto
loro tutti, non avrebbero mai trovato parole bastanti
per esprimere la loro gratitudine a... al
signor Gifford, se questo era il suo nome.
- Chiunque avrebbe fatto altrettanto. Ieri l'altro
sera and a letto gaia come un'allodola, ma
al mattino si svegli proprio malata. Oggi ha
passato la giornata smaniando per l'agitazione
di non poter ritornare a Londra dove voleva assolutamente
essere per l'ora di cena, malata, o
no. Attendeva ansiosamente la risposta al suo
telegramma, ma. dopo la telefonata si  molto
agitata pensando che un suo zio venisse a prenderla. Anche il bagaglio col suo denaro, che ha
lasciato presso un certo tale dal quale ha dovuto
fuggirsene in fretta, l'ha preoccupata assai.
- Ha lasciato dunque tutto presso Rn Chandail?
- Chandail? Quel ciarlatano di pittore, volete
dire? Avevo ragione di pensare che sarebbe
una bella soddisfazione potergli rompere il viso!
- Lo conoscete? Ha il telefono? Se  cos, vostra
sorella sarebbe tanto gentile di telefonargli
per richiedere la roba della signorina Tudor? Voglio
sperare che venga in persona a riportare
tutto! -
Antonio, per la prima volta in vita sua, si
sentiva assolutamente paterno, e paterno era il
sentimento che nutriva per quella sciocchina, la
figlia della sua bella, amata e saggia va. Qualcuno
avrebbe potuto obiettare che una figliastra
di soli sette anni pi giovane del patrigno sarebbe
stata un acquisto un po' strano; ma vi sono dei
casi nei quali il tempo e l'et cessano di avere
importanza. Uno di questi era certo il caso suo,
pensava il giovanotto, mentre l'irlandese lo faceva
passare dallo studio imponente in un elegante
salotto, e gli offriva delle sigarette a buon
mercato in una scatola d'avorio scolpito. -
- Volete accomodarvi!... Avviser mia sorella. -
La signorina Gifford, andata nella camera,
aveva trovato Sonia aggrappata alla spalliera del
letto. Al suo entrare, un visetto angosciato si
era rivolto verso di lei.
- Se  mio zio Ronaldo...
- Su, via! Non  lo zio.  un giovane.
- Mio fratello Edoardo?  quasi lo stesso, -
disse Sonia con la sua voce fioca. - Ma con
lui posso discutere.
- Edoardo sarebbe il signor Ainsworth?
- Chi?
- Dice che  un amico di vostra madre.
- E chi l'ha mai sentito nominare? -
(Pi tardi doveva domandarsi: Come mai
avevo potuto dimenticarlo? Come mai non ho riconosciuto
subito il suo nome?.)
- Siete proprio sicura che non sia il maggiore
Tudor? Non cercherete mica di...? - disse
Sonia, e concluse con improvvisa"energia avviandosi
verso la porta. - Vado a vedere. -
Entr con impeto in salotto e Antonio si alz
e le stese la mano.
Sonia non vide niente in lui: non lo riconobbe,
bench lo avesse gi incontrato; non si avvide
che era giovane, di maniere affabili e simpatiche.
Le bast di essere certi che non era lo zio Ronaldo.
Solo questo le importava! E indebolita
dalla febbre e dal digiuno forzato, stanca, con i
nervi tesi dall'agitazione per tante cose e per la
paura di trovarsi davanti allo zio, quella giovane
personificazione della cocciutaggine e della indipendenza,
che voleva sempre fare tutto ci che le
saltava in mente, abbattuta ormai dalla delusione
e dal terrore, fiss in viso Ainsworth esclamando:
- Ah, non siete lo zio! -
E gli cadde tra le braccia.


CAPITOLO 34.
ANDIAMO VIA.

Con la gentilezza e la delicatezza che gli uomini
adoperano per toccare un neonato, Antonio
sciolse le mani di Sonia che gli si erano attaccate
alle spalle, e tenendole tra le sue fece sedere
la ragazza in una grande poltrona pensando:
Certamente delira ancora!
L'impressione dei Gifford era diversa:
Deve essere un amico col quale ha bisticciato,
ma ora  tornata in pace.
Non rimaneva loro dunque altro da fare che
aprire gli sportelli dell'armadietto del bar
per versare un bicchierino e celebrare la supposta
pace.
Intanto, per Sonia, la stanza aveva cessato di
girarle intorno e finalmente capiva che il suo salvatore
non era lo zio temuto, ma che, anzi, quel
giovane dalle ampie spalle e dal viso simpatico
non le era affatto sconosciuto.
- Vi ho veduto... vi ho gi veduto, - mormor
- in casa della zia Bianca. Eravate venuto
a prendere la mamma per il teatro. Non  vero?
- S, proprio io. -
Antonio sorrise, incoraggiandola, e all'infelice
Sonia pass per la mente come un baleno
il ricordo di aver detto a Giovanna: Un tempo
avrei creduto che un uomo come quello fosse il
mio tipo!.
- Come... - incominci a dire, ma termin
la frase con un gesto che equivaleva ad un:
Come avete fatto a sapere che ero qui?.
- La signorina Marsden mi ha informato. Mi
ha detto che eravate in difficolt di denaro e che
avevate bisogno di tornare a casa subito.
- Oh, s! A casa. -
Afferr di nuovo la manica di Antonio come se
fosse stata un salvagente.
- Nessuno sa, - disse con un mormorio febbrile.
- Sono venuta qui con un uomo... - e
con un gesto di deprecazione: - Oh, non cos,
non cos come potreste pensare!
- No, no. Capisco, capisco.
- Vi era sua moglie, qui. Mi ha detto cose
spaventevoli. Sono scappata via. Se non fosse
stato per questi due angeli...! Ma debbo essere
a casa a tutti i costi per l'ora della cena!
- S, s, sta bene: vi sarete! - disse quel
consolatore celeste che era Ainsworth. - Vedete
bene: sono qui per prendervi. Abbiamo tutto il
tempo. Ho noleggiato un aeroplano. -
Il campanello squill.
Terenzio Gifford guard fuori.
- Ecco quel tale con una valigetta! Deve
essere la vostra, Sonia. Vado ad aprire.
- Permettete che vada io, - disse Antonio,
e si fece avanti scansando l'altro.
Aperta la porta, nel vano apparvero due persone:
un uomo e una bella signora dagli occhi
vivi, con un cappellino nero molto elegante ornato
di fiori di un bel color rosso che s'intonava
con quello delle labbra della sua proprietaria.
Angela Chandail aveva seguito il marito perch
non si fidava. Non aveva forse udito con le proprie orecchie una voce di donna richiedere per
telefono la valigetta? Senza parlare, perch usava
alternare le sfilate allarmanti dei suoi vituperi
con dei mutismi assoluti, aveva accompagnato
il marito all'indirizzo dato, e con sua grande sorpresa
si vedeva ricevuta da un uomo. Forse il
marito della signora?
- La signorina Tudor - chiese Renato Chandail
gentilmente - sta qui?
- S, - rispose Antonio che era stato raggiunto
da Gifford; poi prese la valigetta, la pos
in terra dietro a s, e senza altre parole colp
con un diretto poderoso il pittore sotto il
mento.
Pi tardi Antonio assicur che non aveva premeditato
affatto di colpire un uomo all'improvviso
e di far nascere una scenata. Si era proposto
di dire solamente qualche parola bene
appropriata che mettesse a posto le cose. Un
pugilato era l'ultima cosa che gli sarebbe venuta
in mente; ma il suo pugno chiuso era partito da
s prima che egli comprendesse di aver toccato
quell'uomo! Lo vide cadere e ruzzolare i pochi
scalini.
La gente era accorsa, ma prima che egli se ne
accorgesse Antonio fu attaccato con una fila di
parole indignate, mai udite fino allora, espresse
in francese da una furia che gli si era slanciata
addosso. Terenzio Gifford aveva afferrato la
donna per trattenerla, unendo alle clamorose
espressioni di vendetta della moglie di Chandail
le sue allegre esclamazioni di soddisfazione spontanea
per l'accaduto.
Il gruppo l intorno, intanto, composto degli
inquilini del piano di sopra, del portiere, di un
poliziotto, di un autista carico di valige e di un
paio di commessi che portavano delle merci nel
casamento, si affacci alla porta ed entrava gi
nel corridoio chiedendo la ragione di quel fracasso,
quando sopra a tutta quella Babele, troneggiando
con la persona e dominando con la
voce, si era fatto avanti un uomo alto e grosso,
con un cappottone da viaggio e la voce tonante:
- Terenzio! Maddalena! Mi sapete dire che
cosa accade in casa mia?
- Misericordia! - esclam la signorina Gifford
facendosi piccola piccola. - Otis Fox! -
Una confusione di voci:
- Assassini
- La polizia!
- Brigand!
- Otis, perch non ci avete avvertiti?
- Assassini!
- Dove?
- Ah, Otis! Tu che sei appassionato di boxe,
hai perduto la vista di un bel colpo!
- Un assassino stava per uccidere mio marito!
- Debbo portarvi dentro le valige, signor Fox?
- parlava l'autista, che non riusciva a passare.
- Otis, saresti proprio dovuto venire un minuto
prima!
- Caro Terenzio, so che sei un bravo uomo e
un bravo artista, ma che cosa stai combinando?
Chi uccide e chi  l'ucciso? -
Antonio si present.
- Ainsworth. Vi debbo mille scuse, signore. -
Un poliziotto si fece avanti.
- Monsieur, siete voi il proprietario di questa
casa? Volete denunziare questi disturbatori?
- Io, io denunzio! Io sono la signora Chandail!
Questo assassino si  scagliato contro mio
marito.
- Brigadiere... un puro incidente. Io non do
querela a nessuno. Sono Chandail. Vorrei solamente
un tass. -
A poco a poco il tumulto e il chiasso cess;
la folla si disperse di malumore, e il poliziotto
torn al suo dovere. Gli inquilini del piano superiore
rientrarono in casa.
Nel tass che correva verso Li'on de Belfort,
la signora Chandail singhiozzava. Era una cosa
infame che la polizia non avesse arrestato e messo
in prigione quel brigante! Ma il marito l'assicur,
con la voce soffocata dal fazzoletto che teneva
al naso, che era meglio non aver noie. Egli
non desiderava altro che di allontanarsi, di non
rivedere mai pi quegli anglossassoni selvaggi,
di ritornare allo studio ed essere confortato e
curato dalla sua mogliettina. Lei almeno sapeva
capire le cose! Era una donna, e se sapeva rivoltarsi
come una tigre per la gelosia, sapeva
anche tramutarsi in un angelo di dolcezza e di
simpatia per suo marito quando questi era maltrattato.
Una vera donna!
L'americano Otis Fox, di ritorno da casa sua
molti giorni prima del previsto, fu presentato
all'ospite dei suoi ospiti.
- Il signor Fox, la signorina Tudor.
- Felice di conoscervi, signorina! -
Egli osserv che la signorina aveva una testolina
oro acceso, con degli occhi grandi in un
viso pallidissimo sotto un cappello paragonabile
a un papavero gigantesco sul quale si fosse seduto
qualcuno. (Strano come queste ragazze inglesi
non sappiano scegliersi i cappelli!)
- E questo  il signor Ainsworth, Otis.  venuto
a prendere la signorina.
- Peccato! -
L'americano strinse cordialmente la mano ad
Antonio, il quale aveva ancora negli occhi le
luci della battaglia. Intanto i Gifford si davano
attorno, in atto di chi si accinge a sgomberare
da un posto quando l'occupante titolare arriva.
Il padrone di casa per non la intendeva cos.
- Ma Terenzio, sai bene che il padrone del
tuo appartamento non ha ancora messo a posto
il tuo tetto, e sotto la pioggia non si dorme! Tu
e Maddalena rimarrete qui. La signorina Tudor
occuper la stanza dei forestieri, e il suo fidanzato
lo metteremo...
- Non ho fidanzato, - entr a dire Sonia
- e non ho nessuna intenzione di averne. Mai
pi!...
- Scusatemi l'errore. Vuol dire, che Ainsworth
sar il benvenuto occupante della camera dei forestieri
pi piccola. Non  la prima volta che
io dormo sul sof, - disse l'ospitale americano
- quando mi ha fatto piacere di avere degli
ospiti! Che ne direste se prendessimo qualche
cosa di forte e di caldo?
- Non abbiamo tempo. Siete molto gentile,
signor Fox, - disse Sonia - ma dobbiamo andare!
- E con un gesto imbarazzato: - Prego
qualcuno che abbia voce di aiutarmi a spiegare... -
Gli altri si volsero verso di lei.
- Ma voi non siete in stato di viaggiare! Dovete
rimanere.
- State, state qui, da brava bambina ammalata.
- Ritornare a Londra in aeroplano? Ma 
impossibile!
- Posso andare. Debbo andare. Finir di curarmi
la gola a casa. Andiamo? -
Le mani di Sonia si attaccarono di nuovo disperatamente
al braccio 'di Antonio, e i grandi
occhi grigi lo guardarono supplichevoli.
Gli occhi di va in quel visetto patetico! Ecco
che il sentimento puramente paterno di Antonio
si modificava.
- Siete venuto a prendermi. Andiamo, non 
vero? -
Antonio si guadagn la gratitudine di Sonia
per tutta la vita., per merito del suo risoluto:
- Ma s, cara, sono pronto a fare quello che
volete. -
Poi si volse verso i Gifford.
- Sapete bene che sono venuto apposta.. Se
resta,, le torner la febbre. La copriremo in modo
che non abbia da prendere un'altra infreddatura
oltre quella che ha. Volete essere cos gentile,
signor Gifford, di telefonare per un tass? -
Un enorme batuffolo nel cui interno, entro il
mantello di Maddalena Gifford, rinforzato da una
coperta da viaggio di Fox, stava Sonia, scese le
scale nelle braccia di Antonio per essere depositato,
non in un tass, ma nella stessa automobile
dell'americano che ormai era stata vuotata
del numeroso bagaglio del suo proprietario,
All'aerodromo di Le Bourget il grosso involto fu
messo nell'aeroplano come un carico prezioso.
Il volo verso Croydon sarebbe stato descritto
professionalmente da un pilota come senza incidenti.
Breve tratto un poco mosso.
I passeggeri per avrebbero potuto aggiungere
che al tratto un poco mosso aveva corrisposto
invece un incidente di significato importante;
perch mentre l'aeroplano secondava bruscamente
uno spostamento dell'aria, ebbe un movimento
come di caduta nel vuoto. A Sonia fece l'effetto
di essere nell'ascensore di un grande magazzino
e di scendere di botto dal tetto al sottosuolo;
ad altri avrebbe potuto ricordare uno di quei
sogni in cui pare di volare e poi di precipitare.
Conclusione: Antonio vide i grandi occhi di Sonia
dilatarsi per la pi schietta paura, mentre
le mani di lei si agitavano sotto la coperta. Comprese
che una manina cercava una stretta di fraterno
conforto, e fatto un rassicurante cenno del
capo cerc con una mano quella dell'altra. Delle
piccole dita strinsero fortemente le sue.
- Povera piccola! - egli disse teneramente, a
voce alta.
Se Sonia non l'ud per il rumore, certamente
lesse le due parole sulle labbra del giovane; questi
vide,, un'onda rosea colorire, animare il pallido
viso e ne esult nel suo interno.
- Ah, questa s che  mia! Ecco la ragione
di tutto. Non avrei per potuto saperlo prima! -
Mai Antonio aveva reagito in quel modo al
tocco di una mano femminile, alla vista di una
donna. Quel visetto con gli occhi di va, che
usciva di tra gli scialli... ecco finalmente ci che
voleva!
Quello e null'altro: una fanciulla con quegli
occhi e con quell'aria smarrita,, ma che spontaneamente,
senza parole, si attaccava a lui e
lo guardava come il suo sostegno e il suo rifugio,
una ragazza che poteva fargli sentire di
essere non gi un ragazzo da mandare a scuola,
ma un uomo pi che savio, pi che efficiente, capace
di superare una situazione!
In quel momento non pens a congratularsi
con se stesso per il fatto che la impareggiabile
va lo avrebbe veduto in quella nuova luce.


CAPITOLO 35.
RITORNO A CASA.

Di nuovo l'Inghilterra, di nuovo il panorama
familiare di Croydon, l'aeroporto che assomiglia
a una stazione ferroviaria. Antonio deposit il
suo fagotto vivente in un tass, raccomandando
all'autista la maggiore celerit possibile.
Attraversarono velocemente il suburbio, poi
percorsero varie vie e giunsero finalmente a Chelsea,
di dove Sonia Tudor era partita solamente
due giorni prima.
Antonio son il campanello dell'appartamentino
di Giovanna e Giovanna stessa apr la porta.
Era disfatta, avvilita.
- Siamo scoperti!
- Eh?
- Proprio.  accaduto il peggio, perch, non
appena ho avuto al cinematografo la vostra telefonata
da Croydon, volendo ritornare a casa
sono subito uscita, indugiandomi solamente a
comperare delle sigarette e una bottiglia di
sherry per festeggiare il ritorno di Sonia. Frattanto
per era venuta qui la signora Tudor. Nessuno
le ha aperto, e lei ha sonato il campanello
dell'appartamento accanto, dove abita Rex. Sapete
come sono gli uomini quando si trovano imbarazzati!
E cos la signora Tudor  riuscita a
saper tutto! Da me non avrebbe mai saputo
niente! -
Dall'interno giunse la voce agitata di va:
-  arrivata?  arrivata? -
Oh, quella mezz'ora di ansiosa attesa era stata
per lei una punizione maggiore della sua colpa!
Essa era andata allo studio di Chelsea, e non
avendo avuto risposta alle sue ripetute sonate
aveva incominciato a mettersi in pensiero. Che
cosa stava accadendo a Sonia? Negli ultimi
giorni la madre aveva pur sentito che qualche
cosa non andava per il suo giusto verso! Che
quel suo senso di disagio fosse un presentimento?
Per via di Antonio si era distratta; per lui
aveva messo da parte ogni vago sospetto. E sua
figlia... la sua bambina...! Tra la pena, il rimorso,
la trepidazione dell'animo, dopo aver
sonato a lungo inutilmente aveva avuto l'idea
di sonare il campanello della porta accanto. Kex
era apparso sull'uscio ed ella lo aveva clto di
sorpresa.
- Voi dovete sapere ci che  accaduto a Sonia
Tudor. Sono sua madre. Fatemi entrare e
ditemi la verit. -
Il giovane aveva mormorato qualche cosa, concludendo
che oramai tutto era aggiustato. La
verit era che Sonia era andata a Parigi, ma ne
sarebbe ritornata in tempo per mantenere l'appuntamento
con sua madre: qualcuno era andato
a prenderla...
Intanto era giunta Giovanna ostentando una
certa disinvoltura e dichiarando di non sapere
altro, se non che Sonia sarebbe tornata a momenti.
Per mezz'ora circa va era rimasta nello studio,
in attesa, straziata dal pensiero di non aver
ascoltato il suo istinto. Finalmente aveva udito
il rumore del tass.
-  venuta!  salva! -
Non vi era collera nella sua voce, bens l'interessamento
pi tenero.
Ella non vide nemmeno Antonio, che lasci
il prezioso carico senza farsi vedere: vide solo
le coperte che avvolgevano la sua figliuola e gli
occhi di lei che la guardavano con aria pentita
e contrita.
- Sonia!
- Mamma! Oh, mammina! -
E la sua piccina, disimpegnatasi da tutte quelle
coperte, le si gett tra le braccia.
 
CAPITOLO 36.
L'AMORE MARCA IL PASSO.

Con la pronta reazione dei suoi vent'anni, Sonia
guar ben presto della infreddatura, ed va
decise di portarsela a casa, prima che Antonio
andasse a passare da loro qualche giorno delle
sue ferie, come aveva promesso.
Quell'intervallo avrebbe rappresentato anche
per lei qualche cosa di simile a ci che avviene
al teatro tra un'atto e l'altro di una appassionante
commedia: un po' di riposo tra una commozione
cessata e un'altra attesa; ma tutti coloro
che hanno dato in affitto la propria casa ammobiliata
per qualche tempo, comprenderanno
quale riposo fu per lei ritornare in un luogo dove
il meno che potesse accaderle era di non riconoscerlo
pi. va ebbe perci un bel da fare, non
solo per tirar fuori tutti gli oggetti suoi personali,
messi da parte prima di affittare la casa,
ma anche per rimettere a posto i mobili che quegli
affittuari (espressione usata per definirli) avevano
smossi, o trasportati da una stanza all'altra
per accomodarsi l'abitazione secondo il loro
gusto o il loro comodo. Colm le buche fatte
dal terrier di quegli affittuari nelle aiuole del
giardino, rimise in carreggiata la cuoca che era
rimasta in casa e aveva preso il sistema di preparare
delle colazioni sommarie, portando il pasto
principale alla sera come volevano quegli affittuari.
Dopo aver rimesso le cose a posto come prima,
c'era da avviare di nuovo il proprio sistema di
vita. Giulietta, la cameriera, voleva novamente
il permesso di lasciare, a faccende terminate, il
grembiule e la cuffietta candida per indossare il
suo vestitino elegante e passare le ore libere in
compagnia del fidanzato, cose che quegli affittuari
non ammettevano. Riccardo, sempre tutto inteso
al suo brevetto, riprendeva le sue affrettate
gite settimanali con la motocicletta, carica di
biancheria da lavare e rammendare. Giungevano
di nuovo anche le lettere di Edoardo l'elegante
dalla Francia meridionale, nelle quali non mancava
mai di bussare alla cassa materna.
Tranne un giorno la settimana che passava in
citt, va riprese le sue antiche abitudini. Inoltre
aveva accumulato parecchio lavoro arretrato
durante la sua dimora presso l'amica Bianca.
(Di questa, sia detto per incidenza che proprio
in quei giorni se ne era andata col marito e
altri amici ad Antibes.) Lo studio della villetta
il Rifugio si era empito di nuovo di cartoni,
di fotografie, di pacchi di disegni, e il canotto
attendeva inoperoso quanto invitante nella piccola
insenatura accanto all'imbarcatoio, in fondo
al giardino.
Tutto era tornato come prima, e, secondo il
solito, anche il maggiore Tudor faceva le sue apparizioni
periodiche e le sue periodiche ispezioni.
Una sera, anzi, arriv trionfante perch aveva
trovato dei dati interessanti a proposito di quell'amico
di Sonia, quell'impossibile artista
francese.
- Lui? - aveva commentato Sonia con una.
indifferenza punto affettata.
Rimessa dalla breve malattia, essa rifioriva
come una piante di rose canine dopo la pioggia,
e l'impressione lasciata dal famoso Renato nella
sua mente era stata fugace come un'ombra del
mattino. Come era apparsa, cos era svanita.
Il ricordo di un vero romanzo, infatti, rest a
lungo, indugiandosi nei recessi profumati dell'animo;
ma la infatuazione passa pi presto di
un film su di uno schermo, per lasciarvi solamente
impressa la parola fine.
Il nome di Renato Chandail, che avrebbe almeno
dovuto evocare in Sonia una gratitudine
eterna, non le ricordava altro che una persona
con un brutto cappello in testa, una gardenia all'occhiello
del pastrano, e un viso verde come
quello vistogli nell'aeroplano.
- Quell'uomo - disse il maggiore - si faceva
passare per il figlio di un ammiraglio e di
una contessa. Ammiraglio dei miei stivali! Contessa?
Macch! Chi credi che fossero i suoi genitori?
- Non saprei, zio.
- Suo padre era un marinaro di Marsiglia,
sua madre, una lavandaia. Un amico che ho all'Ambasciata
nostra a Parigi mi ha raccontato
tutta la storia per filo e per segno. -
Sonia si limit a domandare se lo zio non aveva
per caso l'idea di scrivere la vita di quell'artista;
poi, prendendo con s i cuscini del canotto,
se ne era. andata e aveva lasciato lo zio a disapprovare
l'universo.
Per eccezione, per, lo zio si era trovato a dover
approvare la nipote perch aveva lasciato lo
studio di Londra annunziando di non voler pi
sapere delle questioni che l'assillavano continuamente
col, come per esempio: Avete uno scellino
per il contatore del gas?; oppure: Dov'
andata a finire la mia chiave di casa?. A quanto
pareva, era ritornata a casa per sempre, e molto
volentieri.
Sua madre era contenta di riavere la Sonia
del tempo pre-Renato e godeva di vederle fare
i suoi tuffi nel fiume in fondo al giardino, occuparsi
a squadrare e a tracciare le iscrizioni sui
disegni di sua madre (poich possedeva un'attitudine
per queste minuzie, che non si sarebbe
mai immaginata in lei), a fischiare a Duffy per
correre con lui nei vialetti del giardino; una Sonia
che si abbonava alla biblioteca circolante del
luogo, si divertiva con i fratelli e con gli amici
che questi portavano a casa in automobile o in
motocicletta, e andava con loro tutti a ballare
nei ritrovi locali. A vederla, era sempre la Sonia
del maggio precedente; ma vi era in lei come
una Sonia latente, una Sonia nuova che marcava
il passo. La ragazza impulsiva, gi entusiasmata
di un vagheggino, si era trasformata
in una giovane donna con idee sue. Paziente
come la gemma che se ne sta chiusa nel ramo
prima che la primavera la faccia sbocciare, attendeva
la ricomparsa all'orizzonte del suo principe
azzurro: Antonio Ainsworth.
Quando aveva raccontato ad va la storia di
quelle terribili ore di Parigi., le aveva detto di
essere stata felice di vedere un compatriotta per
bene, venuto a liberarla da quel guaio; aveva
detto che Antonio era stato perfetto; ma poi
aveva lasciato cadere il discorso, e per vari giorni
il giovane non era stato nominato n dalla madre
n dalla figlia, sebbene entrambe non lo lasciassero
mai col pensiero.
Sonia, che apparteneva all'epoca del telefono,
pensava:
Verr. Verr qui non appena potr lasciare
i suoi affari. Lo so. Perch dovrebbe scrivere?
va, dell'ra delle epistole, pensava:
Verr, ma perch non mi scrive?
Alla fine Antonio scrisse e fu proprio Sonia
che prese dalle mani del postino la piccola e
spessa busta grigia indirizzata alla signora va
Tudor.
La ragazza non aveva mai veduto la scrittura
di Ainsworth, ma essendo donna, cap subito,
anche senza guardare il timbro di provenienza,
di chi era la lettera che portava nello studio.
- Per me, cara? Grazie! - disse va, e poich
era anch'essa donna, pos la lettera sienza
aprirla accanto al suo disegno e lav il pennello
prima di passarlo in un piattino di tinta verde.
Vi fu una breve pausa durante la quale Sonia
attese che sua madre aprisse quella lettera; ma
va continu a dipingere e sua figlia la lasci
per andare su a esaminare un pacchetto, giunto
insieme con la lttera: conteneva il suo vestito
da bagno, rosso, e pass i seguenti tre quarti
d'ora a provarsi il costume davanti allo specchio
del guardaroba e a contemplarne l'effetto con
una collana di fiori di caucci. Forse l'insieme
era un po' chiassoso? In ogni modo concluse:
Mi sta bene, ma per ora non lo metter.
va, rimasta sola, apr la lettera e lesse:
Hotel Frinton.
Carissima va,
Spero che starete bene. Non vedo l'ora di
poter venire al Rifugio, ma ci non mi sar
possibile prima di dieci giorni. La mia matrigna
ha avuto un altro bambino, e, ci significa
che mio padre si sente un po' abbandonato e
tocca a me tenergli compagnia. Facciamo delle
buone partite di golf; ma voi non giocate al
golf, e non m'induger su questo soggetto che
non pu divertirvi. Non ho altre novit da darvi.
Vi divertirebbe probabilmente il mio fratellino,
ma questo non  che un piccolo fagotto dentro
uno scialle, e io lo lascio stare volentieri in braccio
alla sua bambinaia in grembiule bianco e
cuffia inamidata.
Non ho altro da dirvi. Spero che Sonia sia
ora nel suo pieno brio giovanile. Salutatemela,
ed accettate anche voi tanti saluti dal vostro sempre
devotissimo
T. A.
I migliori uomini scrivono le lettere peggiori,
dice Bianca, e Dio sa.se Bianca  esperta
in materia! pens va. Ma che cos'ha questa
lettera di Tony? Il principio e la fine vanno bene:
Carissima va, come pure il vostro devotissimo;
ma perch cos corta? Perch pensare di
non aver altro da dirmi? Non vi era forse tutto
da dirmi? Ci significa che Tony  uno di quei
cari al cento per cento, i quali non sanno esprimersi
altro che in presenza della persona alla
quale hanno molto da dire. Non danno soddisfazione
al telefono, sono da compatire quando scrivono.
Ma non vi  ragione perch io debba mettermi
in pensiero, decise in cuor suo la donna
nella sua cecit. Tutto quello che veramente
pensa me lo dir alla sua venuta.
Camminando a lunghi passi sul campo del golf,
Antonio pure pensava d va. La sua prima reazione
era stata:
Che stupido sono! Ero quasi fidanzato con
va, una donna che ha una figlia tanto  grande
da potermene innamorare! va., in fondo,  stata
la donna che ha lasciato pi impronta, nella mia
vita, e se non fosse stato per Sonia, la. prossima
volta in cui l'avessi rivista le avrei chiesto di
sposarmi! Non posso non riconoscere che essa
mi vorrebbe bene abbastanza da accettarmi. Non
ci posso pensare. Se veramente...
La coscienza lo pungeva un poco, ma si ribell
a questo fatto con una scusa verso se stesso:
D'altronde, io non ho proprio mai amoreggiato
con va!  stata una simpatica amicizia
con una donna simpatica, ecco tutto. Le ho baciato
la mano una volta, in seguito a quell'incidente
stradale e al furto in casa mia. Una volta
le scrissi su di un biglietto: Vi amo, ma
chiunque scriverebbe un'espressione simile per
far contenta una zia particolarmente amata.
Siamo stati al teatro insieme una dozzina di
volte. Ci siamo intrattenuti di cose che piacevano
a entrambi; le ho parlato di Cinzia, di mia madre,
di mille cose della mia famiglia (facendola
annoiare fino alle lacrime, senza dubbio!). So
quello che ella pensa della guerra, dell'Accademia
di quest'anno, di tutti gli uomini politici, dell'aeronautica,
della Cina, delle novit librarie,
eccetera, eccetera. Abbiamo tante cose in comune;
ma non vi  stato nessun accenno a impegnarci
reciprocamente!
I pensieri che succedettero a quelli qui sopra
accennati, furono:
Sono proprio un miserabile a sentirmi cos
sollevato per non essermi sbilanciato con va.
Ma pensare in quale impiccio mi sarei trovato!...
Santo cielo! Essere fidanzato con va e incontrare
Sonia! Non avrei potuto fare a meno di innamorarmene,
diamine! E sarebbe stato ben terribile
se avessi dovuto dire alla madre che volevo
sposare invece la figlia! Io sposer infatti Sonia
non appena riuscir a farmi dire da lei che mi
accetta. Tra pochi giorni...


CAPITOLO 37.
PROPOSTA DI MATRIMONIO.

Per due volte durante quei giorni il colonnello
Forester si rec al Rifugio con sua sorella, e
pranz una volta con la signora Tudor in una
delle gite che questa faceva a Londra per recarsi
all'Istituto di Bellezza.
va era infatti diventata, una donna molto diversa
da quando, modesta donnetta da casa di
mezza et faceva il suo bagno mattutino adoperando
un pezzetto qualunque di sapone lasciato
dai suoi figliuoli nella saponiera, passava rapidamente
un pettine nella sua permanente di
antica data, indossando alla lesta, un vecchio
vestito e coprendolo poi col suo famoso grembiulone,
per correre gi al suo lavoro di indole
varia: cio di padrona di casa, di madre di
famiglia, di artista industriale, senza darsi il
minimo pensiero di comparire. Si era trasformata
invece in una donna al meriggio delle sue
attrattive, che aveva il compito di dedicare le
cure incessanti ad ogni suo punto pi debole:
figura., capelli, occhi, carnagione, abiti, mani, e
andava ogni settimana a Londra a passare una
giornata intera tra la massaggiatrice, le ninfe roseo
vestite, la silfide, il parrucchiere. Questa diversit
di cose esterne portava anche nell'interno
della donna nuova un altro modo di vedere le
cose, di aspirare alla vita. Infatti ella non si
sarebbe pi accontentata dei vari interessi attinenti
solamente alla madre di famiglia o alla
professionista, ma aveva acquistato un senso di
vitalit, di prontezza, di impazienza, di tenerezza
e di brio.
La ragione per cui voi siete cos brillante, se
mi permettete di esprimermi cos, le disse un
giorno il colonnello Forester  che la vostra
personalit  multiforme.
Io... brillante?
Ebbene, se quell'uomo, che aveva conosciuto il
mondo pi assai di Antonio, la considerava brillante,
Antonio avrebbe mai potuto trovarla insipida,
incolore?
Questo era il quesito! Il viso di va si rannuvol;
poi ella rise.
- Pensavo a una storia che mi  stata raccontata,
- rispose al colonnello - la vera storia
di una ereditiera che era molto nota nell'ottocento:
cavalcava, guidava un tiro a quattro, era
sempre al centro di ogni ritrovo. In quei giorni
veniva considerata un po' spinta, ma era pur
sempre la pi spiritosa, la pi attraente e la pi
brillante bellezza del suo tempo. Nell'occasione
di un ballo ordin un magnifico vestito; me lo
immagino con una scollatura stretta e lunga,
vita sottile, busto slanciato, pettinata, splendidamente
e ornata di tutti i gioielli ereditari. Forse
avr anche usato un lieve tocco di rossetto e di
cipria.. In ogni modo, ella era allo zenit di tutta
la sua bellezza. Danz tutte le danze e fu talmente
assediata dagli ammiratori, che dovette
dividere ogni ballo fra tre o quattro cavalieri. Alla
fine, dopo l'ultimo galoppo, fu accompagnata a casa
all'alba da una guardia del corpo di ammiratori
che cavalcavano accanto allo sportello della sua
carrozza. Questa fu l'ultima, volta in cui fu vista
a un ballo.
- E perch?
- Il perch lo confid ai suoi amici pi intimi:
Desidero rimanere nella leggenda. Non
voglio restare in societ come una cantante
d'opera che continua a farsi vedere sul palcoscenico
dopo il tempo in cui si sarebbe dovuta
ritirare dalla scena. Una regina che non conosce
quale  il momento per lei di abdicare non  degna
di aver regnato. Il mio motto :  Vai, finch
brilli e cos ho fatto. Ora mi fermo. -
Non avrei raccontato questo a Tony, - pens
va ma a quest'uomo... che importa?
- Dovunque voi andrete, brillerete sempre.
- Grazie, - disse va sorridendo. - Ma se
voglio prendere il treno per ritornare a casa stasera,
bisogner proprio che ora me ne vada. -
Mentre egli l'accompagnava in automobile alla
stazione, le chiese:
- C' qualche alberghetto possibile dalle vostre
parti, in riva al fiume, dove ci si possa fermare
per andare un po' a pescare? Vi disturberei
se venissi nei vostri dintorni?
- Disturbarmi? E perch? Anzi! -
E cos il colonnello prese una stanza in una
piccola locanda del 1400, dall'altra parte del
ponte che si trovava vicino al Rifugio.
va, scendendo in giardino per tempo, prima
d'incominciare a disegnare nel suo studio, lo vedeva
qualche volta alla finestra. Egli agitava
verso di lei ci che teneva in mano (spesso il pennello
della barba) in atto che significava: A presto!
Vi porter in chiatta. Conduceva molto
bene la chiatta, quantunque il suo personale fosse
un po' pi tarchiato di quanto occorreva per fare
bella figura nel gesto di puntare e di spingere
il palo sul fondo dell'acqua. Invitava sempre anche
la signorina Sonia, ma questa non accettava.
- Io non posso venire con te quando c' il
colonnello, mamma! So benissimo quello che
pensa: La piccola Sonia non si direbbe mai
figlia di sua madre; non vale nemmeno la met
di quello che vale lei!. -
va aveva risposto sorridendo:
- Non dire sciocchezze, Sonia! -
Ma in fondo era lusingata.
Un giorno, mentre stavano insieme nella
chiatta, il colonnello le disse:
- Vogliamo spingerci fino a quella insenatura? - va pens:
Dove sono stata con Tony? No.
E sugger di andare invece a prendere il t
in un piccolo ritrovo sulla riva. Cos si fermarono
in un angolino sentimentale, tra le rose
rampicanti, dove furono serviti di t, di pane
squisito fatto in casa, burro, conserva di ribes,
nonch di una di quelle torte di pasticceria che
fanno sempre parte di ogni t inglese; e sigarette.
Chiacchierarono a lungo.
Di solito, quando un uomo  solo con una
donna, incomincia, a parlare di s. Se la donna
lo ama, la cosa  piacevole per lei; se non lo
ama, ella richiede per lo meno che egli sia una
persona interessante di per se stessa e abbia
fatto delle cose che meritino di essere udite. Altrimenti,
le risposte della donna sono soffocate
da sbadigli trattenuti.
Il colonnello Forester per non aveva mai annoiato
va, e nemmeno quella volta l'annoi.
Il suo stesso modo conciso di parlare con cui compendiava
i racconti che faceva delle sue attivit
del dopo guerra, teneva desta l'attenzione. Egli
aveva investito molto vantaggiosamente del denaro
in affari di legnami, e questo guadagno,
unito al suo patrimonio personale, gli aveva permesso
di acquistare una tenuta e un castello nella
Renania. Col taglio dei boschi di questa propriet
aveva ancora accresciuto la sua fortuna,
e avrebbe potuto anche vendere molto vantaggiosamente
tutto, se...
Per quella volta il discorso fu troncato da una
numerosa comitiva intervenuta sul luogo, e il
colonnello aveva proposto di andar via.
Ritornati nella chiatta, egli si diresse in una
insenatura folta di salici che vi formavano come
una tenda, e in quell'antro verde continu a
parlare della sua abituale dimora.
-  un bel luogo; mi piace, e ho col molti
amici; ma si pu sempre ritornare nei luoghi
cari, e visitare questo e quello, mentre, all'et
mia, si prova piuttosto il bisogno di avere qualche
cosa di proprio nel proprio paese. Altrimenti
ci sentiamo in esilio, a meno di non cambiare
del tutto paese e prendere un'altra cittadinanza.
Questo non lo farei; perci da qualche tempo a
questa parte sto tenendo d'occhio la pubblicit
dei giornali, e specialmente quella del Country
Life, per trovare e comperare qualche bella casa
in un luogo ameno, con un grande giardino e
con la possibilit di dedicarsi un po' alla pesca.
- Vi piacerebbe questo?
- Dipende... - la voce del colonnello si alter.
- Non mi piacerebbe se dovessi abitarvi
solo per il resto della vita; ma se trovassi la
persona adatta per me, che si occupasse con me
del giardino, mi accompagnasse nelle escursioni,
godesse le cose che io godo, mi aiutasse nella amministrazione,
dividesse con me, insomma, quel
genere di vita, allora s, mi piacerebbe molto!
- Da quello che credo di aver indovinato, -
rispose va dolcemente - la persona che sarebbe
stata secondo i vostri desiderii, non c' pi...
- S, non c' pi, per me! - disse il colonnello,
ma senza tristezza.
E continu narrando la breve storia di una signorina
conosciuta all'estero, nel paese scelto da
lui, anni prima, per sua residenza, e di cui non
conosceva ancora la lingua. La ragazza, una bella
giovane dai grandi occhi grigi (come i vostri,
va, se mi permettete di dirlo!) e trecce castane
avvolte intorno al capo alla moda locale,
gli dava lezione.
- Poich vivevo col, - continu il colonnello
- pensai bene di chiedere la sua mano; ma non
conoscevo abbastanza la sua lingua per capirla!
Vedevo che ricamava il suo corredo; mi sembrava
tranquilla e la credevo felice. Invece!...
Un giorno ella mi confess piangendo che il suoi
parenti la costringevano a non perdere in me
ci che essi consideravano un ricco partito, ma
che essa, amava invece un giovane ufficiale.
- Che colpo per voi!
- S. Le volevo bene, - disse semplicemente
il colonnello - quantunque non possa dire che la
mia fosse una grande passione. Ci che pi mi
afflisse, fu di non aver indovinato nulla, altrimenti
tanta pena sarebbe stata risparmiata a
quella poverina alla quale forse ero apparso come
una specie di mostro.
- Questo mai! - disse va dolcemente.
Aveva ascoltato la non lieta storia come una
cosa lontana, immaginaria, senza darvi consistenza
di realt, presa com'era dalla sua storia
d'amore vivente: cos, come si legge un libro
mentre si attende un appuntamento importante.
- Ebbene, dopo questo avvenimento, come vi
ho detto, - riprese il colonnello - rinunziai al
matrimonio. Ho sempre avuto molte occupazioni
e gli anni sono passati cos, fino a che non vi
ho incontrata di nuovo. -
Queste ultime parole parve restassero nell'aria,;
a riempire quell'antro di verzura dove entrambi
sedevano insieme sui cuscini dell'imbarcazione
ferma sull'acqua tranquilla.
- Incontrarvi  stato per me come trovare la
risposta a tante domande. va, voi sareste la
persona adatta di cui vi parlavo! -
La signora si chiese prontamente se sarebbe
stata, la persona adatta a rispondere a quelle
tante domande se egli l'avesse incontrata solamente
qualche settimana prima. Ma ci non portava
differenza alcuna, in quel momento, e, seria
in viso, rispose semplicemente:
- Vi prego, non dite questo. Mi dispiace. -
 facile comprendere come ella fosse contenta
di sentire che un uomo maturo, distinto, piacente
e intelligente come il colonnello Forester la considerasse
la sola donna per lui; prima di tutto
perch era una donna, e poi perch era una di
quelle donne per cos dire rinnovate, le quali,
ritenutesi per tanti anni brutte e fuori di ogni
considerazione dal lato amoroso, hanno una fioritura
tardiva. Inoltre, ella pensava che la dichiarazione
del colonnello l'avrebbe fatta desiderare
di pi dall'uomo che ella amava.
Tony avr migliore opinione di me per questo.
Gli uomini sono cos. Non si curano delle
donne che nessuno considera o desidera. Che bambinoni!
pens va, anche mentre rispondeva:
Mi dispiace.
L'uomo accanto a lei disse subito:
- Volete dire che non siete d'accordo con
me?...
- Credo che non siamo fatti l'uno per l'altra. -
Distogliendo lo sguardo dal suo vicino ella lo
fiss nel vuoto; poi abbass gli occhi sull'acqua
dove la chiatta stava immobile. Come lo specchio
nero che usava per i suoi disegni, quell'acqua
rifletteva tutti i particolari dell'imbarcazione
sovrastante, ed ella, stessa, insieme con quell'uomo.
Essi formavano veramente un quadretto
che si sarebbe potuto intitolare Meriggio.
Lo sfondo era di fitto fogliame su di un chiarore
dorato dal sole, con tratti violacei e gialli
di fiori che bordavano le rive. Contro questo
sfondo, le due figure (va nel suo abito di tela
gialla, con la pesante collana d'argento intorno
al collo; l'altro, accanto a, lei), le due teste sulle
quali lo stesso numero di inverni aveva sparso
le sue nevi, erano vicine. L'atteggiamento dei due
era quello di persone non giovani, ma piene di
vigore serio e tranquillo. L'uomo spirava la forza
e la salute mantenute entrambe dalla vita salubre
e attiva all'aria aperta. Nulla in lui che
accennasse a decadenza. Lei era una donna attraente,
accurata nel vestiario e in tutta la sua
persona, conscia della sua bella figura e della sua
bellezza autunnale.
Come stonava quell'insieme con le parole dette
da va allora allora!
Dentro di s ella stessa protestava:
Ma siete fatti l'uno per l'altro, tu e quest'uomo
che era un giovinetto a Eton quando tu
eri una ragazzina e mettevi per la prima volta
un vestitino da ricevimento! Fino da allora egli
ti ha sempre ricordata. Siete coetanei, si pu
dire, perch egli non pu avere che un paio d'anni
pi di te; nel cammino della vita andate di pari
passo; avete avuto entrambi gli stessi vuoti intorno,
e avete conosciuto entrambi molte disillusioni.
Potreste rendervi reciprocamente piacevole
il resto della vita. Siete il complemento l'uno
dell'altro; pensaci!
Ma va non voleva pensarci. Si pieg in avanti.
Tuff una mano nell'acqua, e il riflesso nello
specchio tranquillo fu rotto in piccole increspature
ridenti, contraddicenti. Poi si drizz a sedere,
asciug la mano col fazzoletto e guard
lontano, attraverso un'apertura tra i rami dei'
salici, oltre il fiume, sull'altra riva, sul bosco.
Ma non vedeva nulla di tutto ci; vedeva solo
il viso giovanile dall'espressione impaziente, esaltata
ed esaltante, di Antonio Ainsworth che non
l'aveva ancora baciata.
Il colonnello guardando quel viso amato diceva
tra s e s:
Pensa a un altro. Quel ragazzo che incontrai
a casa sua nel giardino le ha fatto la corte o ha
intenzione di fargliela? Ha tutto quanto occorre
per far girare la testa a una donna nell'estate
di san Martino, quel giovanotto! La circostanza
 un po'eccezionale. Ecco la lotta che si delinea
per me, a quanto pare.
Ma non disse nulla. Attese per sentire ci che
avrebbe detto va. (Ma che pu dire una donna
in questi casi?)
- Non ho nulla da aggiungere, tranne le solite
frasi insulse sul dispiacere di dover dire che
 inutile. Mi comprendete, Tibor?
- S. N crederete che io intenda importunarvi
insistendo! -
Essendo donna, va prov un senso di illogica
delusione. (Prende le cose con discreta
calma!) Ma questo era perfettamente il caso
preveduto dal colonnello Forester, il quale intendeva
iniziare cos la sua reazione. Ella si
domand se non le avrebbe chiesto se vi era
qualcun altro; ma egli non chiese nulla.
- Resteremo sempre buoni amici, Tibor, non
 vero?
- Mi maraviglierei se avvenisse il contrario!
 la sola cosa che mi rimane. - Cambi tono.
- Credete che dobbiamo ritornare? - chiese.
Nulla riguardo all'esistenza intralciatrice di
qualcun altro!
Il colonnello riprese tranquillamente il palo
e si avviarono verso la villetta di va.


CAPITOLO 38.
IL PRINCIPE AZZURRO.

Al ritorno trovarono lo studio e il giardino
pieni di gente. Tra gli altri va scorse Antonio.
Caro!  venuto pi prsto di quello che sperassi!
E immediatamente dopo, un'altra persona importante
per lei: Riccardo. Il neo pilota se ne
era venuto in motocicletta con altri due giovanotti
del campo di aviazione e, serenamente inconscio
che si trovava davanti a una donna alla
quale si facevano ancora proposte di matrimonio,
borbott un affettuoso: Buon d, mamma,
che almeno colloc va al suo posto di padrona
di casa rispetto agli intervenuti; tra questi, suo
cognato Ronaldo (ahi!) ed Edoardo con una sua
comitiva, di ritorno dal suo viaggio. Infatti una
lussuosa automobile l presso apparteneva al suo
amico Carlo Rax. Segu un vocio di presentazioni.
Il colonnello Forester osservava l'insieme
con lo sguardo vivace, mobile e attento.
Non conosceva ancora Edoardo, e rimase colpito
dalla sua bellezza.. Pareva impossibile che
va avesse un figlio cos grande; ma santo cielo,
come faceva quella ragazza (la ragazza sarebbe
stata va) a pagargli quel sarto? Lui non si era
mai permesso il lusso di abiti simili. E poi vi
era Ainsworth (proprio lui!), il rivale. va pareva
guardarlo appena. (Che sintomo era questo?)
Per essa gli disse:
- Ci avete abbandonati, Tony? Oh, certamente
no! Sono contenta che siate potuto ritornare
pi presto di quanto credevate. Benissimo,
mio caro ragazzo! -
Troppa indifferenza! pens di nuovo il colonnello.
Mi piace poco! e previde che nei
prossimi giorni sarebbe andato a pescare per
conto suo.
Intanto Edoardo prendeva a parte sua madre,
con aria di conoscitore:
- Di' un po' mamma, hai trovato un buon parrucchiere
a quanto pare!  una cosa che, come
ti dicevo sempre, avresti dovuto fare gi da
molti anni! Dov' Sonia? -
La madre gli spieg che Sonia era andata in
un ritrovo con degli amici di Riccardo e non
sarebbe tornata fino a tardi.
- Dovrebbe essere qui ad aiutare sua madre! -
brontol lo zio, mentre due uomini, Antonio
e il colonnello, lo approvavano tacitamente.
Antonio cerc di parlare ad va, ma l'amico
di Edoardo, un tedesco che aveva parlato fino
allora col maggiore Tudor, lo prevenne chiedendo
alla signora che cosa significava la parola boss.
- Il soprannome dello zio! - mormor
Edoardo con aria comica, mentre lo zio, a voce
piena, spiegava la parola: un capo, un principale,
uno che ordina, un dittatore, per esempio,
una di quelle persone che gli Inglesi non sopporterebbero
perch non amano si dica loro ci che
debbano o non debbano fare.
Il giovane amico di Carlo Rax, studente in
legge, bel viso dai lineamenti marcati e severi,
stava rispettosamente attento. Poi obiett:
- E neppure noi, signore, a meno che non si
tratti del bene della nostra patria! -
va credette opportuno di sviare il discorso invitando
a una cenetta improvvisata, sicura di
far cosa gradita.
Tutti infatti accettarono, ed ella non riusc a
dire ad Antonio una parola come avrebbe voluto,
finch la motocicletta con i suoi tre occupanti
non se ne fu andata insieme con l'automobile
della comitiva di Edoardo, e il maggiore Tudor,
strepitando di politica, preso a braccetto il colonnello
Forester, non l'ebbe condotto via. Solo
allora riusc a va di rivolgersi verso l'ultimo
rimasto, il bel giovanotto al quale la vita del
mare degli ultimi giorni, aveva aggiunto aspetto
di salute e colore.
- Finalmente vi rivedo! - egli disse con aria
quasi timida che emp va di delizia pensando
a quello che egli forse aveva in animo di dirle.
- Vorrei parlarvi di molte cose.
- Davvero? Ma io non voglio trattenervi ancora,
Tony, perch  molto tardi. La vostra
stanza  l. Buona notte.
- La notte  giovane! - obiett l'altro,
usando una frase ben nota.
La notte  giovane, pens va ma io no.
Rammentava che anche quando era veramente
giovane, fare tardi la sera la stancava, e non era
come Sonia che riusciva a rifarsi del sonno
perduto dopo la mezzanotte con quello del mattino.
Far tardi per lei avrebbe significato rughe
pi profonde e zampe di gallina intorno
agli occhi stanchi. Poteva rischiar questo, proprio
quando le abbisognava di non sfigurare davanti
al suo innamorato?
Sorrise, scosse la bella testa argentea in cui vi
erano scintille di chiaro di luna.
- A che ora volete il t, domattina?
- A qualunque ora, grazie. -
va pens che ci significasse: A qualunque
ora dopo le nove, perch una volta gli aveva
sentito dire che non era mattiniero.
- Avete l'abitudine di fare un tuffo prima
della colazione? - chiese il giovane.
- Vedr domani se ne avr voglia. A domani!
Avremo tempo da discorrere. Buona notte, Tony.
- Buona notte, va. -
Nel lasciarlo, ella aveva nel cuore la certezza
che domani sarebbe stato toccato il tema, del
loro destino.
La mattina seguente va si svegli per tempo
udendo delle gaie risate in giardino sotto la sua
finestra.
- Vi far correre, pigrone! - diceva la voce
di Sonia, la stessa voce di va prima che il tempo
e l'esperienza vi aggiungessero quei dolci toni pi
profondi.
Dal fiume veniva intanto un chiacchierio in
vernacolo londinese che termin con una canzone.
Si sa che i barcaiuoli cantano sempre
quando si radono o si lavano. Ad va pareva
di vederli davanti a una catinella o seduti su
barili rovesciati, difaccia agli specchietti attaccati
qua o l. La canzone diceva: Che cosa sa?
Di chi gli importa? Non di me n di te. Pap
Tamigi scorre, fino all'oceano possente.
Vicino, nella camera dei forestieri, l'ospite fischiettava:
era Antonio.
va apr gli occhi. La sua stanza era piena del
chiaro sole del mattino. Sul muro difaccia al
letto l'ombra di una rondine sfrecci, rapida; gi
i cani abbaiavano, e si sentiva venire da lontano
il rumore dell'acqua gettata a secchi per lavare
le chiatte delle casette galleggianti l intorno.
Che vergogna starsene ancora in letto! Ore sciupate.
Balz su con leggerezza, si avvolse nella veste
da camera color rosa e infil le pantofole dello
stesso colore, col tacco alto, guarnite di piuma di
struzzo, dono della sua amica Bianca.
L'abbigliamento da camera di una signora 
cosa importantissima, le aveva detto nel regalargliele,
aggiungendo: Una donna deve essere
pronta per una mattinata come per una serata,
ricordatene! Scommetto che quando sei sola a
casa tua ti aggiri per la camera con una vecchia
cappa infilata sulla camicia da notte! Tieni bene
in mente che finch sarai affezionata a quel tuo
vecchio kimono imbottito e sbiadito, sarai sbiadita
e imbottita anche tu. Ogni rilasciamento significa
una caduta sulla via che riconduce ai
venticinque anni. Non devi permettertene!
Specialmente ora... oh, ora specialmente non
debbo rilasciarmi! pens va riandando a ci
che l'attendeva in quel giorno.
Ma un altro pensiero le si affacci alla mente,
e questo avrebbe voluto dimenticarlo. Si trattava
di un articolo intitolato Confessione?, letto in
quei giorni con penosa attenzione in una rivista.
L'articolo era scritto da un'americana che aveva
sposato un uomo molto pi giovane di lei. Quel
matrimonio disuguale era descritto come felice
ancora, dopo tre anni di unione. I coniugi erano
di gusti e di spiriti talmente simili, che la differenza
di et non li aveva divisi. La donna dichiarava
apertamente di non rimpianger nulla e
di nulla temere. Non erano infatti entrambi moderni
per filosofa e per cultura? Si poteva dunque
dire che in quel matrimonio non vi era nulla
da desiderare che fosse diverso, tranne che...
tranne che...
Giunta a questo punto, va aveva divorato con
gli occhi le parole della protagonista-autrice, e
aveva trovato l'incrinatura della corazza.
Il particolare meno felice di quell'unione (diceva
la scrittrice), era quell'acconciatura giornaliera
da farsi la mattina per tempo onde fissare
la sua capigliatura, il suo viso, prima di
sentire il buon giorno del marito. Essa ammetteva
francamente che poche donne dopo i
venti anni osano mostrarsi come sono appena
svegliate, quando hanno ancora gli occhi sonnacchiosi,
il viso non incipriato, i capelli arruffati.
Ma... perch temere? si disse va per persuadersi
appunto che non temeva. Quando fa
attenzione a tutti i particolari, la donna ringiovanita
non ritorna indietro!
Le onde dei capelli grigi di va erano protette
in quel momento dalla pi civettuola cuffietta
di rete d'argento guarnita di roselline.
L'abitudine costante di occuparsi dei minimi
particolari  compensata, pens. Ora, per
esempio, io non ci penso pi; faccio tutto naturalmente.
E allora, che cosa deve temere una
donna non pi giovane, ma accurata nei particolari
della sua acconciatura?
Ella gettava cos la sua sfida al tempo, proprio
pochi momenti prima di sporgere fuori dalla finestra
la sua testa ben pettinata e ornata per vedere
sua figlia che in costume da bagno correva
gi verso il fiume.
La fanciulla si volt alzando verso di lei un
viso ridente. La piena luce del sole non rappresentava
nessun pericolo per quella fortunata creatura!
Ella non aveva usato nessuno di quei ritocchi
che pi tardi avrebbe forse trovato necessari
per far risaltare le guance di psca rosata., la
bocca, (due petali di begonia rosa aprertisi sui
denti bianchi e perfetti). Il suo viso da elfo mattutino
era ancor pi stupendamente giovanile.
La rugiada e l'alba, ecco quello che aveva Sonia.
Ella grid a sua madre:
- Vieni anche tu, mamma! -
va scosse la testa.
- Aspetta a tuffarti che il sole sia arrivato
sull'acqua. Ti guarder di qui. -
Sonia, slanciatasi sul trampolino, non pareva
forse un tagliacarte d'avorio intorno al quale
fosse stato girato quel paio di nastri rossi che
componevano il suo costume?
No, riflett va non un tagliacarte! Questo
darebbe idea di qualche cosa di piatto. Il corpicino
di Sonia sembra piuttosto il pistillo di un
fiore!
Tutti i movimenti della fanciulla mentre la
tavola del trampolino le si moveva, elastica, sotto
i piedi, il modo con cui guardava l'acqua sotto
di s, con cui si stringeva le braccia al petto
come se rabbrividisse, erano pieni di grazia e di
giovanile armonia.
Un bel la voro!
va prese in prestito questa frase di suo figlio
mentre si sentiva gonfiare il cuore di orgoglio.
S, un bel lavoro, assai migliore di tutti i
miei disegni. Ho dato io a quel tesoro le sue
belle forme, il suo bel portamento. L'ho nutrita
bene. Ho sorvegliato perch crescesse bella
e ben fatta. Quale artista potrebbe mostrarmi un
quadro o una statua da eguagliare il mio capolavoro
vivente?
Arrogante orgoglio di madre! In un attimo fu
spazzato via da una pena acutamente selvaggia a
lei ancora sconosciuta. La luce del mattino assolato
che inondava i prati verdi, le aiuole piene
di fiori, i salici ondeggianti, le acque piene di
luccichii, perfino quella figurina di avorio e di
scarlatto che si bilanciava sull'asse del trampolino,
tutto le fu offuscato nell'istante in cui le
giunse all'orecchio la gaia esclamazione di Antonio.
- Eccomi! -
Ella lo vide attraversare di corsa il giardino,
e in un attimo la sua figura abbronzata, liberata
dall'accappatoio, fu accanto a Sonia. Egli
la dominava di tutta la testa, ma veduto nel
costume da bagno appariva pi giovane e pi
snello. Amara fu la pena di gelosia che attravers
il cuore di va quando per la prima volta, vide
che il due si sorridevano come possono sorridersi
due quasi coetanei, dell'et giusta per essere innamorati.
Quel momento di sorpresa pass. Vide Antonio
sollevare tra le braccia Sonia, e scaraventarla
senza tante cerimonie nel fiume come se fosse
stata una bimba riluttante a tuffarsi. Le acque
si chiusero sulla cuffia scarlatta che copriva la
testolina di Sonia, ma ella affior di nuovo, e
togliendosi l'acqua dagli occhi, affannata e ridente,
grid:
- Aspettate ragazzaccio. Ora vi accomodo
io! -
Antonio si tuff, poi riemerse, e vi fu una vivace
lotta di spruzzi. I due si rincorsero come
due anatrotti nell'acqua.
va, ritornata nel mondo dei sogni, sent il
sole di nuovo caldo su di lei.
Non c' da temere! pens. Tony non considera
Sonia come una donna. Pensa a lei come
alla figlia di va che  una bambina, una
simpatica bambina. La tratta proprio come un
giocattolo di gomma! Non farebbe cos con me
perch mi ama, ed oggi sentir questa confessione
dalle sue stesse labbra.


CAPITOLO 39.
ACCADE L'INEVITABILE.

- Venite pure, Tony. Parleremo mentre io lavoro, -
disse va che si era sbrigata a fare le
sue faccende di padrona di casa per essere completamente
libera tra le dieci e il tocco, e si era
rifugiata nello studio.
- Non vi disturbo?
- Affatto. Ma... sedete. Non mi riesce di
ascoltare chi mi parla dall'alto! -
Antonio prese uno sgabello e lo port quasi
difaccia a lei presso un angolo della tavola sulla
quale essa aveva appuntato il suo disegno.
va continu a lavorare perch ci le avrebbe
permesso di fare qualche cosa con le mani mentre
ascoltava. Come un uomo si sente pi a suo
agio, quando conversa, se pu caricare la sua
pipa, far la punta a un bastone, legare il manico
di una racchetta, una donna acquista confidenza
curvandosi sul suo ricamo o contando la
maglia del suo lavoro di lana. Inoltre va aveva
speso imprudentemente molto denaro in ci che
la sua amica, chiamava riparazioni e decorazioni
necessarie, e aveva preso stretti impegni
per rifornirsene.
Il suo disegno incominciato era un altro cartellone
di pubblicit; l'avevano avvertita di trattare
il tema nel modo pi romantico possibile
considerando che si riferiva a un rimedio per
gli inconvenienti della cattiva digestione. Sonia
aveva posato per quel bozzetto rappresentante
una bella ragazza che sorride tra le rose. Un
vaso pieno delle rose servite per la posa stava
in mezzo alla tavola. va le indic al giovane,
mentre stava lavorando intorno ad esse sul suo.
foglio. Il disegno procedeva bene, ma anche mentre
si sentiva soddisfatta del suo lavoro, pensava,
irrequieta:
Tra pochi istanti Tony dir ci che  venuto
a dirmi.
E intanto lo supplicava in cuor suo: Mi raccomando,
non sciupare tutto con la fretta!.
Il bel giovanotto elegante era l vicino; ella
sentiva il profumo di lavanda che egli aveva adoperato
lavandosi, misto a quello di qualche lozione
con la quale aveva domato i suoi capelli
dopo la nuotata del mattino.
Questa sar, la prima volta che un uomo mi
dir:  Io vi amo  pens va... Strano ma
vero! Il povero Saxon mi disse solamente:  va,
ragazza mia, mi pare che noi due andiamo molto
d'accordo, non  vero? Io far il possibile per
farvi felice purch me lo accordiate. Non vorreste
provare?. E io provai. L'altro giorno
Forester si  espresso in questo modo:  Sareste
la donna che fa per me... . Nessuno dei due ha
detto di amarmi. Credo che entrambi abbiano voluto
provare con questo di essere persone posate,
serie, senza smancerie; ma Tony certo lo dir.
Quel Che cosa, ne direste? che domand a
Cinzia non significava niente. Tony mi pregher
di sposarlo unicamente perch mi ama, decise
in cuor suo, continuando a disegnare una di
quelle rose che vedeva con tanto senso d'arte; le
altre cose per, che pure aveva sotto gli occhi,
non le vedeva affatto: era proprio cieca!
Qualcosa le luccic davanti con un bagliore che
le fece battere le palpebre.
- Guardate che cosa ho riavuto! -
Sulla palma di Antonio un bellissimo anello
di brillanti gettava uno scintillio pieno di colori.
- Sarebbe... sarebbe l'anello di fidanzamento
di vostra madre?
- Appunto! La polizia ha acciuffato quel furfante
del mio cameriere. Sono dovuto ritornare
da Frinton un giorno prima per riconoscere
gli oggetti miei tra la refurtiva.  stato recuperato
tutto: questo anello, altre cose mie, e dei
gioielli di valore che appartenevano a certe signore
abitanti al piano di sotto al mio.
- Saranno state contente, - disse va, aggiungendo
in cuor suo: Quanto  caro! E cos...
questo sarebbe l'inizio. Mi mostra l'anello e tra
poco mi dir:  Sapete a chi desidero darlo? Volete?.
Ma prima dovr anche dirmi.....
- Non potete credere quanto sono contento
di averlo ritrovato! Avrei preferito perdere qualunque
altra cosa,.
- Me lo diceste anche quella sera dell'incidente!
- Gi.  vero. -
Toss leggermente e riprese:
- Allora dissi che desideravo ritrovarlo perch
era di mia madre; ma ora ho... ho anche
un altro motivo. -
Pareva che l'ultima frase gli fosse uscita di
bocca con sforzo.
va pos il carboncino, prese i colori, e con
un pennello e un piattino incominci a mischiare
il carminio per le sue rose.
Antonio taceva e intanto si domandava:
Ho forse fatto una topica? Che ella pensi che
io intenda offrire l'anello a lei? Oh, povero me!
Le debbo assolutamente dire di Sonia, ma...
come faccio? Di solito non si pu parlare di
fidanzamento ai genitori di una ragazza se prima
non siamo d'accordo con lei, disse tra s e s
l'innamorato del secolo ventesimo. La ragazza,
si offenderebbe. Ma va ha tutta l'aria di una
sfinge: mescola i suoi colori come se nulla fosse.
Spero che non pensi... quello che ho temuto
ella pensasse.
- Ebbene, Tony? Siete muto? - chiese va
sorridendo; poi lo guard in pieno.
Nei grandi occhi grigio azzurri dalla dolce
espressione che avevano afferrato il giovanotto,
prima nel viso di va, poi in quello di Sonia, Antonio
Ainsworth vide precisamente ci che una
volta aveva sperato, ma che in quel momento
temeva di vedere.
Santo cielo! La colpa  mia. Essa crede proprio
che si tratti di lei. Oh, non ho coraggio di
guardarla in viso!
Ma i loro occhi si erano incontrati, e ci per
va era stato pi che sufficiente per la pi penosa
comprensione. Perch non aveva venticinque anni,
e perch ne aveva passati altri ventuno a studiare
i visi degli uomini per capire quello che
pensavano, lesse immediatamente la costernazione
in quello del suo giovane amico, il quale
aveva capito come si supponesse che egli stesse
per chiedere una donna che sarebbe potuta essere
sua madre.
Quell'istante di luce improvvisa fu terribile
per va come un colpo che atterrisce, come la
caduta da un'altitudine: annientante. Tuttavia
la violenza del colpo, stordendola, le attutiva in
parte la profondit della delusione, e fu contenta
di non avere appunto venticinque anni perch
a quell'et nessuna donna sarebbe stata capace
di mantenere quanto lei il suo apparente
equilibrio, di sorridere in modo amichevole, incoraggiante,
e di parlare come se nulla fosse avvenuto
tra l'ultima domanda: Siete divenuto
muto? e quel rapido scambio di inequivocabile
occhiata. E disse:
- Credo di sapere quello che volete dirmi. Vi
pare che, dopo tutto, sareste lieto di chiedere a
qualche fanciulla se volesse accettare quell'anello,
non  vero? -
Un uomo dell'et del colonnello Forester
avrebbe potuto vedere in va la donna coraggiosa
che riprende il rispetto di se stessa e risparmia
i sentimenti di un giovane. Antonio,
invece, sconvolto e ingannato nello stesso tempo,
non vide nulla e pens:
Meno male! Ma allora mi sono sbagliato! Oh,
quale errore!
Lo sguardo che egli gett a va dall'altra
parte della tavola da disegno fu quello di un
fanciullo che teme di apparire ridicolo agli occhi
di una donna che gli ha fatto sentire di essere
piccolo. Improvvisamente essa gli parve lontana,
imponente, come una dea che gli mettesse soggezione.
- Voi siete cos intelligente e comprensiva...
- No, Tony, no. Vi prego. Dire voi siete
intelligente, pu essere il complimento di una
donna per un uomo, ma  l'osservazione meno
complimentosa che un uomo possa fare a una
donna! -
Sorrise con arguzia e il giovane si sent rianimare.
- Volevo dire che  inutile nascondervi qualche
cosa, va. Avete ragione. Infatti vi  una
fanciulla... -
Le ultime quattro parole penetrarono quella
specie di corazza che la donna si era fatta, e la
ferirono.
Vi  una fanciulla! Purch non sia Sonia!
Oh, no, questo no!
Frattanto, per, in tutto il suo essere sentiva
che si doveva trattare di sua figlia.
- Posso raccontarvi tutto?
- Ma... caro ragazzo, non sono sempre stata
pronta e materna a ogni confessione?
- S, - disse Antonio, e dentro di s soggiunse:
E io sono un vero asino! Per fortuna
essa non ha mai capito, perch non ha mai pensato
a me, e cos non ha sospettato neppure che
io abbia potuto considerarla in quel modo!.
Non molto pi tardi Antonio sarebbe stato convinto
di non aver mai pensato alla madre di Sonia
in quel modo. Il ricordo di quello che era
stato sarebbe andato via via affievolendosi per
giungere in quel dimenticatoio che chiamiamo
il subcosciente, dove teniamo tutto quello che costituisce
la forza di tante nostre spiegabili azioni.
Infatti Antonio, per esempio, sarebbe stato poi
in seguito trattenuto dal suo subcosciente da
guardare con ammirazione una donna pi anziana
di lui; avrebbe allontanato ogni possibile
confidenza con va nell'vvenire; sarebbe stato
mille volte pi paziente di quello che, altrimenti,
non sarebbe stato con le qualit non affinate o
non comprensive di Sonia. Ma per quell'ultima
volta egli si confid con va.
Questa intinse il pennello nell'acqua del bicchiere.
Senza quasi sapere quello che faceva,
pos il piattino cinese col colore. Prese una
gomma e cominci a scancellare il disegno di una
foglia di rosa Intanto ud Antonio che diceva:
- Voi capite le cose talmente a volo, che non
occorrer neppure che vi dica di quale fanciulla
si tratti. Sapete, va, che sono molto orgoglioso
di credere che voi non sarete scontenta se io
entro nella vostra famiglia? Se non fosse stato
per voi, nulla sarebbe accaduto. Non voglio dire
con questo che io non l'avrei mai incontrata;
ma siete stata voi a confortarmi di Cinzia...
- Io?
- Quando, con l'abitudine di vedervi, imparai
a conoscervi, compresi che Cinzia non sarebbe
mai diventata come voi. Essa era pi, come dire?,
un ragazzo... un bel ragazzo sportivo. Dopo me
ne accrsi. Essa, avrebbe accresciuto con gli anni
questo difetto. Non era il mio tipo. Lo compresi
dopo che (mi permettete di dirvelo, va?), dopo
che incontrai il tipo della donna come voi, al
punto di desiderare di essere gi un uomo quando
voi eravate ancora una fanciulla. -
Mi deve proprio tormentare cos? si domand
va incominciando a cancellare un'altra
fogliolina.
- ...poi ebbi la straordinaria fortuna di incontrare
lei... con la vostra voce, i vostri occhi,
il vostro modo di fare...
- Pi la giovinezza? -
va parl con gaia disinvoltura e Antonio si
allarm di nuovo. Forse ella stava prendendolo
in giro?
- Non dovete credere che io consideri la giovinezza
in se stessa come una cosa tanto maravigliosa!
- Vi sbagliate di grosso. In quanto alla giovent,
vi  una sola cosa da ridire.
- Che cosa?
- Che non dura.
- Ebbene, tante cose migliori durano. -
E Antonio continu a parlare con confidenza
di Sonia: quanto era deliziosa, con le sue audacie
di gattino combattivo; come era stata coraggiosa
in quella sua avventura a Parigi; come
era originale, sportiva, docile e carina; come egli
aveva letto nel proprio cuore al momento del
tocco della piccola mano allorch l'aeroplano era
andato gi cos a un tratto; tutto il tempo in
cui era stato a Frinton non aveva pensato ad
altro. No, non glielo aveva detto ancora: non ne
aveva avuto il tempo.
- Ma glielo direte oggi, non  vero? - (Non
potr mica sopportare pi a lungo questa tiritera!)
si disse la donna cos duramente delusa.
- Tony, dite a Maria di preparare per due la
cesta delle colazioni in campagna. Farete colazione
senza di me. Io debbo finire questo... -
Cancell meccanicamente tutta la rosa del disegno.
- Troverete Sonia in giardino: coglie i
fiori di pisello per ornare la tavola stasera. Vi
vedr quando tornerete.
- Cercheremo di non essere in ritardo per
il t.
- Dio vi benedica, figliuoli. Addio.
- Addio, va. Io sono... volevo dire, voi siete
proprio... Mi capite lo stesso, non  vero?
- Meglio di voi, - disse va sorridendo.
- Allora vado. -
Vi fu un momento di esitazione mentre Antonio
si domandava se avrebbe dovuto baciarle la
mano come aveva fatto quando, per la prima
volta, ella era stata come una madre per lui.
Ma vide che ella con una mano teneva l'angolo
del suo disegno e con l'altra la gomma. Perci
disse solamente:
- Dio benedica anche voi. -
E corse via in cerca di Sonia.
va rimase l cancellando inconsciamente una
rosa dopo l'altra, in modo che dopo poco non
ve ne erano pi.


CAPITOLO 40.
PRIMAVERA D'AMORE

Rose, rose per tutta la via, fu invece il
motto di quella giornata per quei due gaudenti:
Antonio e Sonia. Presero la chiatta e risalirono
il fiume con la cesta delle provviste. Poco importava
a Sonia se la riva alla quale approdarono
era nella stessa insenatura dove aveva fatto colazione
nella lancia a motore pochi giorni prima
con un altro uomo.
Nei recessi della mente di entrambi non vi
erano n altri uomini n altre donne. Ci nonostante,
essi conversarono con quella impertinente
disinvoltura prescritta da Eros moderno:
discussero di regate, del modo di remare di Sonia;
fecero commenti sulla gente impossibile
che vedevano andare in giro per il fiume. (Tutti
sono impossibili per gli innamorati quando
non si tratta di loro stessi!) Toccando i soggetti
di cose superficiali, Antonio parlava con tutta
la profondit del suo essere alla fanciulla amata,
come prima aveva parlato con leggerezza di cose
profonde alla donna che per un certo tempo lo
aveva attratto.
A un certo momento la chiatta ondeggi; Antonio,
per mantenere l'equilibrio, fece istintivamente
un movimento all'indietro, attaccandosi
al ramo di una pianta, e Sonia, sentendo il braccio
di lui passarle dietro, si raddrizz.
- State comoda.
- Sto benissimo cos. Grazie. -
E veramente stava benissimo.
Come si sente che quest'uomo  nato nel paese
dove sono nata io, pens con un senso di soddisfazione
e di conforto. Come  facile stare insieme
con lui, non come con quello snervante
francese che gesticolava sempre come un maniaco
e non smetteva mai di far sentire la sua voce come
un'anatra! Tony ed io possiamo stare zitti e
cheti. Quando si pu restare in silenzio accanto
a una persona, ci prova che si va d'accordo!
Quale riposo pensava Antonio essere qui
con una donna con la quale si pu parlare francamente!
Non avevo ancora capito che quando ero
fuori con va dovevo sempre badare a quello che
dicevo. Oggi con Sonia mi pare di lasciarmi andare
dolcemente, portato dal corso dell'acqua;
basta dare qualche colpo di remo per mantenere
l'imbarcazione lungo la corrente...
Egli sapeva quale corrente doveva tenere.
Port la mano al taschino e vi sent il pacchetto
con l'anello.
- Che cosa farete ora? - chiese pigramente.
- Io? Ora? Niente. Mi butter gi sui cuscini
e far la signora, mentre voi mi riporterete
al Rifugio quando vorrete.
- Per ora non voglio. -
Antonio era soddisfatto di sentirsi padrone
tanto della conversazione quanto della situazione.
Con va invece badava sempre che tutto le facesse
piacere, che la interessasse. Si era sempre
sentito troppo ragazzo vicino a lei. Accanto a
Sonia aveva il senso della sua personalit, si
sentiva pi uomo. Gli pareva di non essere solamente
il giovane compagno, ma addirittura il
responsabile.
- Non intendevo chiedervi quello che avreste
fatto ora, in questo istante, in questa barca, -
disse in tono canzonatorio. - Volevo parlare
dell'avvenire. La signorina Giovanna si sposa,
a quanto ho sentito.
- S. Lei e Rex pensano che  ora di decidersi.
Hanno fatto dei risparmi...
- E l'appartamento e lo studio saranno subaffittati?
- S.
- E voi? Che cosa farete?
- Mi trover un impiego. Edoardo conosce un
tale a Oxford che mi presenter a una grande
azienda di abiti sportivi. Crede che potr far
bene da manichino, per esempio, per i costumi
da bagno.
- Se fossi voi non farei questo.
- Perch? Sentiamo!
- Non concludereste niente. Ingrassereste, e
allora... arrivederci!
- Ingrassare? Io?
- Naturalmente! Avreste un bel digiunare:
tanto, ingrassereste lo stesso! -
Antonio usava sempre lo stesso tono provocatore.
Poi si curv per evitare un ramo di salice
che Sonia, scherzosamente, gli stava passando
sugli occhi.
- Un uomo fu accecato con meno di questo.
Smettetela!
- Smettete voi di insultarmi. Grassa, io?
Posso mangiare quanto voglio senza crescere
un'oncia di peso, - dichiar Sonia con calore.
- E poi... mi sorveglierei per amore della linea,
come ha fatto la mamma. Smetter di mangiare
quando avr quarant'anni.
- Troppo tardi! -
Antonio espresse il suo disprezzo con l'accento,
ma non col cuore.
- A proposito di un vostro impiego, - soggiunse
con naturalezza - non potreste sposarmi?
- Che cosa?
- Avete udito benissimo. Ebbene, che ne dite?
- Perch? - chiese Sonia in tono annoiato,
voltando la testa per seguire il volo di un uccello
che era passato da un cespuglio a un altro
gettando un lampo di verde e di azzurro. - E
perch mai dovrei farlo?
- Perch sarebbe un'ottima cosa per voi accasarvi
giovane, - rispose il giovanotto - e perch
mi  venuto in mente che sono l'unico uomo
capace di preservarvi da ulteriori guai.
- Siete ottimista? - ritorse Sonia in aria
canzonatoria, mentre il cuore le batteva forte.
Antonio se ne avvide guardando il frequente
sollevarsi e abbassarsi della sottile camicetta di
seta scarlatta, sul petto della ragazza.
- Non avevate quest'abito quando vi vidi la
prima volta? Io ebbi allora l'apparizione di una
gonnella rossa, di due lunghe gambe e di due
braccia abbronzate, che attraversavano come un
bolide la stanza per precipitarsi su per le scale.
- Quando?
- Il primo giorno che venni al Rifugio, e
capitai proprio nel bel mezzo di una vostra diabolica
lite con vostra madre. Volevate andarvene
a stare da sola a Londra, e udii vostra madre
dire che eravate troppo giovane. Aveva ragione. -
Un movimento improvviso di Sonia fece cadere
un cuscino nell'acqua.
- Gi. Mammina ne sapeva pi di me. E cos
voi credete che...? - la voce di Sonia esplose,
tremante di risentimento, appunto come aveva
strepitato un tempo: Tu non mi capisci!. -
Come si vede che siete un amico della mamma!
Davvero! Infatti, avete considerato sempre, la
mamma come una persona superiore, senza pari,
sia per l'aspetto, l'intelligenza, l'amabilit, eccetera,
eccetera. Quando correste a Parigi in traccia
di me, lo faceste perch la mamma non dovesse
stare troppo in ansiet. Voi, - disse con forza
- voi siete stato molto gentile con me durante
il ritorno in aeroplano, perch pensavate di far
contenta con ci la mamma. Finch siete stato
fuori avete scritto una lettera sola: alla mamma!
Ed  solamente perch sono la figliuola della
mamma, e perch immaginate che io le assomigli
un poco, che fate questo sproposito di proposta
a me: non per altra ragione. Solamente per
entrare a. far parte della famiglia della mamma!
Non occorre che diciate di no. Sempre va, va,
va! Me no, mai! Ma non dovete credere che io
mi sposi perch sono la figlia di qualcuno! Grazie
tante!
- Continuate, Sonia, bimba mia. Tutto ci che
dite  molto interessante. Continuate pure. -
Antonio incoraggi Sonia con una leggera canzonatura
nella voce, ma la guard con tutta
quella intensa tenerezza che una donna pu desiderare
di vedere negli occhi di un uomo.
Quale donna avrebbe potuto infatti resistere a
una luce simile? Non Sonia-, l'appassionata, la
evoluta, che era stata divorata per tanto tempo
dal desiderio di vedere quella espressione. Di
nuovo volt il suo visetto e Antonio le prese il
mento con una mano per obbligarla a guardarlo.
Sonia chiuse gli occhi. Le lunghe ciglia, col
loro autentico brillante colore, monopolio della
giovinezza, si appoggiavano in semicerchio sotto
i suoi occhi.
- Guardatemi, ragazzina!
- Non ne ho voglia. Non vi guarder.
- Debbo dire perch? Vi vergognate.
- Oh, siete proprio insopportabile! - esclam
Sonia con furia rinnovata; poi apr i suoi grandi
occhi grigio azzurri, che egli desiderava tanto
fissare, e lo guard come un gattino prigioniero.
- Sciocchina! - Antonio rise teneramente
stringendola a s e tanto forte, che ne sent i
battiti del cuore attraverso la stoffa del vestito
rosso e la flanella della propria camicia bianca.
- Credete proprio, madamigella, che io desideri
di sposare una ragazza giusto perch  la figlia
di qualcuno? - (Prima che ella potesse rispondere
la baci con impeto.) - Se volete sapere la
verit, io sono deciso di sposarvi perch siete
la nipote di vostro zio Ronaldo, - la baci forte
ancora - e perch siete la sorella di Edoardo, la
figlioccia di Bianca Delaseyne e... gi!... anche,
pi o meno, perch siete per caso la sola ed
unica ragazza della quale non saprei che farmene.
Avete capito?
- S... no! Non credo proprio di aver sentito
bene, - disse Sonia rimasta senza respiro. -
Perci fatemi il piacere di ricominciare tutto
dalla prima parola: Sciocchina. -
Non ritornarono per il t come avevano detto
a va, la quale, beninteso non ci aveva creduto
affatto.
Per lei, la giornata pass come un incubo.
Usc dallo stato di stordimento nel quale l per
l era piombata, per comprendere tutto il dolore
che l'aveva ferita e, insieme, l'umiliazione che le
straziava il cuore. Riprese il suo lavoro distrattamente.
non chiedendo altro a se stessa se non
che di resistere e di non svenire. No, l'orgoglio
l'avrebbe sostenuta quando quei due si sarebbero
ricordati di ritornare a casa. Certo esigeva da
se stessi di essere non solo estremamente calma,
ma di mostrarsi gaia, serena, piena di comprensione
nell'udire la grande notizia e nel partecipare
ai progetti dei due fidanzati. Pens che la
qualit che la donna ammira di pi negli uomini
e l'unica che vorrebbe eguagliare  quella di essere
forte dinanzi al destino.
Quando venne la sera, va ripose i suoi disegni
e sal in camera a cambiarsi di vestito.
Peccato che abbia regalato tutti i miei indumenti
ante riforma! Se avessi ancora uno dei
miei vecchi stracci, sarebbe proprio il momento
d'indossarlo stasera. Per... siccome tante vecchie
decrepite si vestono di bianco nell'estate,
mi metter il vestito di crespo di Cina bianco. -
In quell'abito bianco ella appariva veramente
ben lontana dalla decrepitezza! Quel colore le si
addiceva, molto e il vestito le stava benissimo.
La gonnella piombava con eleganza; l'ultima
volta che l'aveva portata le rimaneva un
po' stretta di fianco, ma quel giorno le stava in
modo perfetto. Il massaggio, il moto, i sacrifici
della gola, primo tra i quali la privazione dei
dolci, avevano dato buoni frutti. Essa appariva
tutt'altro che magra, ma di forme slanciate e
armoniche; la linea della vita-era ben marcata.
Si rinfranc un poco.
Almeno non sembro un fagotto con questo vestito!
Peraltro, non ci metter sopra l'annessa
giacchettina a fiori. Ci porter invece la sciarpa
di trina di Limerick di mia madre. Una sciarpa
di trina sulle spalle di una donna basta per darle
l'apparenza di una matrona!
Si butt la sciarpa sulle spalle e, ripensandoci,
mise intorno al collo la collana d'argento. Le
dava un senso inesplicabile di sostegno morale
sentire sul collo il contatto di quel ricordo di
un vecchio compagno d'infanzia. Poi, tutta ravviata,
scese al pianterreno, e siccome quella sera
doveva aver luogo un pranzo a cui l'avvenimento
avrebbe dato in un certo modo un tono speciale,
tir fuori i suoi bei bicchieri veneziani e una
bottiglia di cristallo verde scuro col collo lungo.
Vino dorato per bere al dorato futuro di quei
due. Ma perch tardavano? Antonio non aveva
ancora deciso con quali parole avrebbe fatto a
Sonia la sua domanda?
- Strano, quanto ci mette un uomo a decidersi!
Una donna invece non impiega che nove
mesi per mettere insieme un uomo! - osserv
va a Maria, la cuoca che era stata la sua bambinaia.
La vecchia le rivolse un'occhiata intensa, ma
rispose tranquillamente:
- Credo che quei nove mesi siano tuttavia per
la donna parecchio lunghi. Voi pranzerete subito,
non  vero, signorina va? Io pranzerei.
- Aspetter un altro quarto d'ora. -
Attese. Nulla.
- Porta quell'insalata e quelle salse e quel
prosciutto in un luogo fresco. La signorina Sonia
e il signor Ainsworth tarderanno, a quanto
pare! -


CAPITOLO 41.
NON  MAI TROPPO TARDI PER AMARE.

Sul tardi di quello stesso pomeriggio il colonnello
Forester mise da parte i suoi arnesi da pesca
e si prepar a lasciare il ponte presso la
chiusa dove aveva pescato fino allora.
Il tramonto, tutto rosa e oro, faceva scintillare
i vetri di una vecchia casetta galleggiante disabitata.
Quella casetta che, vista in pieno giorno,
aveva un aspetto abbandonato e mostrava le screpolature
delle sue parti verniciate e qualche tela
di ragno, pareva che si fosse subitamente illuminata
nell'interno, come per un incantesimo inteso
a rievocare uno dei suoi fasti passati, qualche
ricevimento elegante.
Il riflesso di quei vetri si rispecchiava roseo
e tremulo nell'acqua cupa. Vi passarono sopra
un cigno piccolo, scuro, insieme con un grande
cigno bianco, imponente e morbido, che scivolarono
via in silenzio e poi una imbarcazione con
un uomo e una donna. L'uomo puntava con lentezza
il palo sul fondo del fiume, e la donna,
a capo chino, guardava il riflesso mobile dell'acqua
intorno a s.
Il colonnello fu colpito da un non so che di
sognante, di felice in quell'atteggiamento. Gli
parve che, bench separati, quei due stessero ancora
nelle braccia l'uno dell'altro.
Non vi  nulla che eguagli la dolcezza di un
giovane sogno d'amore, fu la trita citazione che
attravers il pensiero dell'uomo maturo.
Poi guard pi fissamente le due figure: quella
del giovane vestito di flanella bianca, e l'altra,
quella della ragazza, gambe e braccia nude, piccola,
snella...
Santo cielo! Ma quella ...  la figliuola di
va! E quel giovane con lei... oh, lo riconosco
bene!  l'amico di va, Ainsworth, o io non
sono pi io. E ora... che fare?
Tibor Forester era un uomo che sapeva sempre
quello che doveva fare, soprattutto quando,
si trattasse di sport o di affari, occorreva decidere
se mantenersi inattivo o agire prontamente.
Quello era il momento di agire, pur senza essere
certi di quanto sarebbe accaduto in seguito.
Sentiva solamente che per prima cosa bisognava
muoversi.
In pochi passi fu sul ponte; non avendo la sua
automobile, pos gli utensili da pesca nella casetta
del guardiano della chiusa, per non avere
impicci; quindi il suo passo lungo e svelto lo
condusse sulla strada, e di l nel sentiero dove
si trovava l'entrata posteriore del giardino di
va.
- Debbo trovarmi l prima di loro, - disse
ad alta voce, come se avesse parlato con qualcuno
che gli fosse stato accanto.
Apr il cancellino e in pochi passi giunse in
un vialetto del giardino che s'incrociava con un
secondo vialetto fiancheggiato da una siepe di
piante di fiori di pisello.
L'aria intorno era fragrante, non di fiori di
pisello perch questi fiori sono odorosi solamente
durante il giorno, proprio come certe ragazze
sono pi attraenti nella loro prima giovent:
l'olezzo che si respirava era quello della nicoziana,
il quale si diffonde intenso la sera, appunto
come certe donne sono pi attraenti nella
maturit. I fiori del tabacco ergevano le loro
corolle candide, di quel biancore cos brillante
nella luce serale; e, bianco in quel bianco, il
colonnello scrse in quel viottolo un abito femminile.
- va! -
La signora si volse di scatto.
- Tibor? Mi avete fatto paura!
- Mi dispiace. Scusatemi, ma dovevo assolutamente
venire da voi, e ho sperato appunto di
trovarvi qui.
- Io... io ero venuta a cogliere qualche fiore
di pisello per ornare la tavola. - (Nessun fiore
per tra le sue mani.) - Pi se ne colgono pi
fioriscono.
- Lo so; - rispose il colonnello - in un certo
modo accade lo stesso alle persone. -
Poi prese le mani di va che, se non avevano
fiori, erano per ghiacce e umide di rugiada.
va era l in giardino da un pezzetto, e, crescendo
la sera, un corteo di pipistrelli, attirato
dal chiarore del suo vestito, aveva incominciato
a girarle intorno andando e venendo come i pensieri
scuri che non la lasciavano ancora. Era cos
immersa in quei pensieri, che non si era nemmeno
accorta di quelle bestie.
La parte pi cocente del suo dolore non era
tanto dovuta al fatto che l'uomo sul quale ella
aveva posto il cuore passava quella serata con
la ragazza alla quale egli aveva portato l'anello
di fidanzamento gi di sua madre: vi era molto
di pi di questo nell'amaro dei suoi sentimenti.
Sentiva di avere sciupato, non solo il tempo,
ma anche il denaro per alimentare la sua follia;
aveva gettato del denaro duramente guadagnato,
e un tempo prezioso, per abbellirsi: massaggi,
parrucchiere, ritocchi, e, secondo il poeta, tutta
la vana pompa del vestiario. A che pr? Per
attirare gli occhi volubili di un uomo giovanissimo.
Povera pazza! Quell'uomo al primo apparire
di sua figlia, fresca come un bocciuolo rugiadoso,
gaia di quella gaiezza spensierata della
giovent, snella di quella snellezza dell'immaturit
non dovuta al massaggio, alla dieta accurata,
all'abilit della bustaia, all'arte dell'abbigliamento,
era fuggito da lei dopo averle chiaramente
dimostrato quali dovevano essere stati
sempre i suoi sentimenti a suo riguardo.
Non vi  compatimento per la donna di media
et che fa di quelle pazzie: vi  solo il ridicolo
crudele. Di essa si dice: Ecco la pecora che si
veste da agnello, ma abbastanza in et per essere
la madre dell'agnello medesimo!. Ora a lei non
rimaneva che simulare una indifferenza perfetta,
comportarsi come se nulla fosse avvenuto, come
se quel suo sconvolgimento interno non avesse
avuto luogo, come se i suoi castelli in aria non
fossero precipitati, come se il cuore non le dolesse
e la stima di se stessa non avesse avuto
quella sorta di tracollo!
Avrebbe dovuto recitare bene la sua parte di
madre nobile piena di simpatia, compresa del
proprio necessario annientamento.
Sono contenta di non essere una di quelle
donne che hanno, come si suol dire, le lacrime
in tasca! aveva pensato poco prima, guardandosi
nello specchio, a labbra strette. Le lacrime
non giovano mai; non servono ad altro che a
fare un certo effetto. Ma il viso mi brucia come
se davvero avessi pianto disperatamente!
Il fresco del giardino nell'ora in cui cade la
rugiada serale l'aveva attratta. Tra le masse del
fogliame scuro aveva visto apparire la prima
stella nel cielo e, intorno a lei, le molte Stelle
bianche della nicoziana sembrava rilucessero mentre
esalavano un odore intenso e inebriante. Da
un grammofono di qualche chiatta lontana le
giungeva, fino fino, come un ronzio di zanzara,
il motivo della canzone: La notte  giovane e
tu sei tanto bella; ma sul fiume e sulle strade
intorno tutto era silenzioso e tranquillo.
Poi vi fu il rintocco dell'orologio della chiesa.
Il tempo, il luogo, la bellezza della serata sarebbero
stati veramente il degno scenario di un
amore felice.
Che ironia! pens la donna che aveva perso
la sua partita, e rimase l con le mani strette
sul suo cuore vuoto.
Proprio in quel momento le era giunta la voce
dal tono basso di Tibor Forester che la chiamava
dolcemente per nome.
Egli aveva afferrato le mani fredde di lei in
una stretta calda e magnetica e aveva subito sentito
salirgli alle labbra le parole che doveva dire.
- Sentite, mia cara va: ieri vi promisi che
non vi avrei importunata con le mie insistenze;
posso sospendere quella promessa solo per stasera?
Non ho potuto resistere al desiderio di venire
a dirvi di nuovo: va, vi amo tanto! -
La donna si scosse. Finalmente! Era la prima
volta che parole simili le venivano rivolte da un
uomo!
E quell'uomo la ud sospirare come chi si sveglia
dopo un sonno tormentato da tristi sogni.
- Ascoltatemi, va: - continu - siate
buona con me. Non perdiamo dell'altro tempo,
mia amatissima. Abbiamo i migliori anni della
nostra vita davanti a noi.
- Come potete dir questo? Non  vero, ed 
crudele dirlo!
- No.  cos, ve lo assicuro. Come disse
Browning a Elisabetta: Il meglio deve ancora
venire. Invecchia vicino a me. Questo, tanto
per dire, perch io non intendo invecchiare per
un buon numero di anni ancora, e voi siete pi
giovane di me, va!
- Davvero? Ah, gi! Me ne ero dimenticata! -
Quale straordinario conforto essere riportate
con la mente su questo fatto! Ella non era giovane,
ma per pi giovane di quell'uomo! -
Forester le teneva ancora le mani, e continu
a pregarla come un fanciullo, mormorando ripetutamente,
nella penombra, le pi antiche, le
pi insinuanti e confortanti parole. Fin dai
primi anni l'aveva amata, desiderata, sperata.
Poi aveva commesso degli errori, certo... e non
l'aveva incontrata pi. Ma anche senza vederla,
aveva sempre sentito nel cuore che nel suo paese
lo attendeva la donna nata per lui...
- Voi siete quella donna, va. Io vi amo. Se
non volete, non sapr che cosa fare di me, ma
continuer ad amarvi. Sarete stanca di sentirvelo
dire, ma io vi amo, va, vi amo! -
Stanca? Di udire quelle parole? Ma esse
erano un dolce balsamo sulle sue ferite, sulle sue
umiliazioni, sulla sua infelicit!
- Ascoltate, va... -
Ed ella ascoltava quell'ardente corte sommessa-
- La nostra vita insieme sar maravigliosa.
Viaggeremo; vi mostrer i luoghi dove ho vissuto.
Poi torneremo in Inghilterra e ne faremo
la nostra dimora stabile. Tutte le volte che vorrete
verranno a noi i vostri figliuoli, per cavalcare,
per pescare, per divertirsi, se ne avranno
piacere. Vi sar un grande campo dove il vostro
figlio minore potr atterrare col suo aeroplano.
Vostra figlia star con noi e le faremo passare
del tempo felice per qualche anno, finch non
lascer la casa di sua madre per costruirne una
sua. -
va trov finalmente la parola, e l'altro la
ud ridere con perfetta naturalezza.
- Anni? Prima che Sonia mi lasci? Mio caro
Tibor! Nulla di meno probabile che essa, anzi
che essi desiderino attendere. Aspetto da un momento
all'altro che Sonia mi dica di volersi sposare
subito!
- Davvero? -
Il tono di sorpresa del colonnello fu perfettamente
simulato. Intanto in cuor suo egli aveva
gi deciso la via da tenere:
Non le lascer mai supporre che io abbia
avuto il sospetto di una certa attrazione tra lei
e il giovane Ainsworth prima che sua figlia glielo
portasse via. Non glielo far mai capire.
- Sonia pensa dunque di sposarsi? - disse.
- Temo di non averla immaginata prima d'ora
altro che una bambina. Ma se questo  il caso,
va, le cose sono ancora pi semplici: voi perdete,
in un certo modo, vostra figlia, e acquistate
me. S, mia cara, fate cost! Dite che volete
anche voi; dite di s! -
va- fu sorpresa di non sentirsi spinta a protestare
dicendo di non poter rispondere nulla
di simile; ma poteva dunque mai essere che un
mondo intero si cambiasse per lei dalle tenebre
al chiarore, cos improvvisamente come avviene
in una stanza buia quando vi si accende a un
tratto la luce? Quella mattina aveva creduto di
toccare il fondo della infelicit per via di un
uomo, e la sera di quel giorno stesso si sentiva
penetrare il cuore, rianimare, dalle parole di
amore di un altro!
Deplorevole leggerezza., la sua?
Niente affatto! avrebbe protestato la sua
amica Bianca con energia.
Tutto ci stava a provare piuttosto la sua vitalit,
la sua forza di reazione, il suo potere di
dire s alla vita. E poi... il primo non era
stato che un amore ritardato di giovent; ma
il secondo sarebbe stato un giustificato amore
per un uomo adatto per lei.
Era stupita, colpita da un certo scrupolo, e,
insieme, piacevolmente scandalizzata. Per quale
potere quell'uomo che era stato suo compagno di
giuochi sembrava improvvisamente dominarla?
Come mai la sua vicinanza, la sua bella figura, la
tenerezza sua calda e profonda avevano un tale
incanto?
Era possibile che questo incanto si trovasse
pi impegnativo, pi solido di quell'altro emanante
dalla giovinezza di Antonio e dalla sua
freschezza di fanciullo? Era dunque possibile
che ella incominciasse a sentire che Antonio era
stato lo strumento che l'aveva preparata per
questa realt?
E finalmente parl, presa da un irresistibile
bisogno di sincerit. (Oh, non avrebbe mai detto
ad Antonio ci che disse spontaneamente e francamente
all'altro!)
- Ho passato l'et per le vanit amorose, Tibor.
Se mi trovate attraente,  soltanto in merito
delle cure che uso alla mia persona. Quando
non mi davo pensiero del mio aspetto ero spaventevole,
e se non sono grinzosa e repulsiva, ci
dipende solo dai miei sforzi.
- Che intendete dire? Ma tutti dobbiamo adoperarci
in questo senso! Quante volte non  per
me uno sforzo alzarmi, radermi, e che so io!
Ebbene?
- Ma non vedete... non vedete che i miei capelli
sono quasi tutti grigi? Che il ritocco mi
rinfresca? Non vedete che...?
- Vedo che avete cura della vostra persona,
o per meglio dire, questo posso averlo veduto,
perch, - soggiunse il colonnello semplicemente
- perch ora non vedo che voi!
- Forse perch  quasi buio?
- No. -
Dagli alberi oltre il sentiero veniva lo strido
prolungato delle civette. Accanto a lei, l'uomo
le teneva le mani in quella stretta che trasmetteva
vita e calore nei suoi polsi come se il gelo
d'infelicit che l'aveva agghiacciata tutto il
giorno non fosse mai esistito. Con perfetta naturalezza,
come se tutto fosse ormai stabilito tra
loro, egli continuava a parlare. Gli avevano detto
che vi era una casa nel Surrey, una casa che le
sarebbe piaciuta molto. Aveva un bel giardino,
delle belle stanze spaziose, una delle quali si sarebbe
potuta trasformare facilmente in uno studio.
Non sarebbe consigliabile andare a vederla
prima che altri la impegnasse?
Che cosa rispondere a un uomo come quello?
Egli insisteva:
- Quella casa vi piacer; ma qualora non vi
piacesse, ve ne sono tante altre da vedere! Le
donne si divertono a vedere le case.
- S. Credo che ci sia proprio vero. Io non
mi impegno a niente, intendiamoci. Ma veder
case a me piace.
- Bene. Domani vi condurr in macchina nel
Surrey.
- Domani  gioved! - (Il giorno dedicato
all'istituto di bellezza!) - No, non posso. Ho
qualche cosa da fare a Londra.
- Venite con me, invece; cambiate gli appuntamenti.
- Non posso. -
Si trattava di appuntamenti di questo genere:
con la massaggiatrice spagnuola dalle dita di
acciaio, nonch con l'autocratico parrucchiere;
ed va si era impegnata con se stessa di non
mancar mai.
- Debbo proprio andare a Londra.
- Voi non amate la citt pi di quanto non
l'ami io. Sar meglio che veniate in campagna
con me, amor mio. Verrete? -
va capitol.
- Forse sar meglio, s. -
Sorrise nella penombra pensando:
Anche se non mi sentissi cos assurdamente
certa che andare con lui  meglio di ogni altra
cosa, quale sollievo non sar per me tralasciare
un poco quella faticosa pena di rimanere a venticinque
anni!
- Allora, cara la mia donnina...
- Io ho accettato di andare a vedere una casa.
Non dovete ritenere come stabilito che...
- ...Solamente questo: che noi siamo fatti
l'uno per l'altra, bench io non pretenda necessariamente
che voi abbiate il giudizio di capirlo
subito. -
va, contenta di mostrare di avere un certo
impero su quel dominatore, mormor:
- Forse perch voi siete l'uomo meno curioso
del mondo, non mi avete mai chiesto se non avessi
qualche cosa, se non vi fosse qualcun altro
nella mia vita!
- Mia cara, - disse il colonnello fermamente
- se voi aveste avuto qualcun altro sarebbe
affar mio disperderne il ricordo come nebbia al
vento. Inoltre, il modo col quale un uomo pu
far retrocedere nella storia antica qualsiasi
cosa di una donna,  di costruire senz'altro
una nuova brillante cosa tra loro. Ci che, a Dio
piacendo, io far. -
Poi le prese le mani di nuovo nelle sue e se
le appoggi alle spalle prima di curvare la testa
su quella di lei e di baciarla in pieno.
Intanto pareva che, da lontano, come da un
altro mondo, una voce giovane e gioiosa chiamasse:
- Mamma! Mammina! Dove sei? Che cosa
fai? -
va, senza respiro, penetrata da un'onda di
giovinezza mai provata durante la sua vita austera
e repressa, cerc di staccarsi dalle braccia
dell'uomo; ma queste erano come una muraglia
intorno a lei.
- Lasciatemi, Tibor. Quei ragazzi mi chiamano;
hanno bisogno di me.
- Non tanto quanto io. Non voglio che siate
sempre ai cenni della vostra bambina e dei vostri
ragazzi e dei loro amici e amiche! Lasciate
una buona volta che s'incomodino loro per venire
a cercarvi! -


CAPITOLO 42.
BRINDISI.

I ragazzi scorsero va nella penombra tra
le siepi di fiori mentre, in punta di piedi, infilava
un rametto di fiori sulla risvolta della
giacca del colonnello, il quale diceva:
- Come avete detto bene voi, i fiori pi si
colgono, pi fioriscono. Un altro bacio, cara. -
Sonia si ferm di botto come un capriolo di
montagna arresta la sua corsa e, drizzando gli
orecchi, si mise in ascolto. Era possibile! Aveva
udito bene?
Antonio fissava va con occhi spalancati. Dignitosa,
maestosa come una dea, stava dunque
sottomettendosi cos lietamente al braccio di Forester
che le cingeva la vita?
Come di comune accordo, i due giovani si
volsero per guardarsi; poi silenziosamente, tenendosi
per mano, tornarono sui loro passi fino
nell'anticucina, e sempre silenziosamente ne
chiusero la porta.
Parlarono sottovoce come si parla in una casa
dove c' un bimbo che dorme.
- Tony, li hai visti?
- S, cara.
- E loro? Ci avranno veduti?
- Neanche per idea! - (Per la verit il colonnello
aveva veduto i due avanzarsi, ma aveva creduto
bene di non avvertirne va.) - Non si vede
niente in certi casi! Scommetto che a loro non
importa pi nulla di noi! .-
Si volse e prese la bottiglia di birra che gli
stava pi vicina sulla tavola di marmo; poi si
guard intorno.
- Ebbene...
- Ecco qui, - disse Sonia che aveva compreso
il suo pensiero, porgendogli la coppa d'argento
premio di una gara di nuoto di suo fratello
Riccardo, la quale stava l presso, sopra
uno scaffale, in attesa di altri allori. - Ecco!
Potremo bere in questa tutti e due. -
Antonio vers la birra e alz la coppa.
- Beviamo alla loro felicit! -
...
.
...
FINE.